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Gli
Abuser hanno da poco terminato la loro intensa esibizione sul palco
del “The Revenge Of True Metal Festival part II”, a Rovereto (TN),
occasione per noi di Metallo Italiano per scambiare due parole con
il quartetto milanese.
Allora ragazzi, complimenti per il
vostro concerto. Gli Abuser sono una band attiva dal 2005. Ci volete
spiegare un po’ la vostra storia e presentarvi ai lettori di Metallo
Italiano?
[Marco Toffaletti]: Grazie, allora ….la band è nata nel novembre 2005.
Io era da tempo che volevo fare un gruppo thrash. Ho chiamato il buon
vecchio Lorenzo, che vedi qua alla tua sinistra, che era un amico
di vecchia data e suonava in un'altra band e un altro amico di vecchia
data Walter. Dopo alcuni mesi, abbiamo conosciuto il grande Stefano,
per merito di Walter ed alla fine è nato il gruppo.
Come è avvenuta la scelta del nome?
Esiste qualche aneddoto a riguardo?
[Marco Toffaletti]: Quello diciamo che è stato abbastanza casuale
nel senso che ci è stato suggerito da un nostro caro amico, Damien
degli Assedium. A noi piaceva e di conseguenza lo abbiamo adottato.
Siete autori di un promo di quattro
pezzi che ha ricevuto una buona accoglienza di critica e pubblico
e come ho avuto modo di esprimere in sede di recensione, l’ho trovato
un valido punto di partenza. Come è nato “Promo 2007” e dove avete
trovato l’ispirazione?
[Walter Lamorte]: Come ispirazione ed influenze è un po’ quello che
ascoltiamo tutti quattro, che sono cose molto diverse, quindi heavy
metal e thrash, ma anche cose un po’ più originali che possono dare
una spinta più sperimentale. Comunque, avevamo soltanto queste tre
canzoni, perché erano le uniche che erano già pronte del tutto. Siamo
entrati in sala a registrale ed abbiamo deciso anche di fare una cover,
che è molto diretta; forse non ha molto in comune con le nostre canzoni,
ma comunque, come abbiamo visto anche prima, Afunziona molto dal vivo.
Decisamente!
E’ molto coinvolgente... Di che cosa parlano le vostre canzoni e chi
è l’autore dei testi?
[Walter Lamorte]: In genere mi occupo io dei testi e cerco di non
avere una posizione per quanto riguarda la politica, tematiche sociali
o altro. Mi ispiro più che altro a film, fumetti, libri e quanto altro;
infatti si possono scovare le citazioni fra le parole dei testi.
Ora state componendo quello che sarà
il vostro album d’esordio, che uscirà per la My Graveyard Productions.
Cosa dobbiamo aspettarci dalle nuove composizioni?
[Lorenzo Graziani]: Questo ancora non lo sappiamo, credo comunque
che rimarremo sulla stessa linea e penso che questo sia una grande
esperienza per noi che ci può portate comunque a un nuovo livello
sia di composizione sia magari anche di musica
Avere la My Graveyard alle spalle
non è certamente cosa da poco. Come è avvenuto l’incontro con la vostra
etichetta e come vi trovate?
[Marco Toffaletti]: Conoscevamo già Giuliano, perché i nostri amici
Assedium avevano già fatto un disco per lui, quindi è stato quasi
automatico proporgli il promo per primo, che ha gradito molto e in
tempo record di tre giorni, dopo la fine della registrazione, ci ha
messi sotto contratto. Penso che nessun altro gruppo possa avere una
fortuna del genere!
Secondo voi, cosa manca ancora alla
scena nostrana per migliorare e compiere il salto definitivo?
[Walter Lamorte]: Tanto seguito per i gruppi giusti. Non vorrei sembrare
supponente, però ci sono tanti gruppi che potrebbero essere trascurabili
e invece sono sponsorizzati e pubblicizzati troppo e viceversa altri
che andrebbero seguiti di più e che invece non hanno molto seguito.
Che idea hai delle webzines e delle
riviste ufficiali su carta stampata?
[Marco ToffaletAti]: Io ho un’ottima opinione di entrambe, nel senso
che comunque, più vengono pubblicizzati magari i gruppi underground
o magari i gruppi anche più affermati e meglio è. L’importante è che
si mantenga l’umiltà e la voglia di andare avanti. Se manca quella
secondo me è inutile. Poi ben venga qualsiasi cosa sia in positivo
che negativo.
Qual è stato il gruppo o l’album
che vi ha folgorati e vi ha fatto decidere di formare una band?
[Marco Toffaletti]: Io personalmente Whiplash, Exhumer, tutta la scena
thrash sia americana che tedesca anni ’80, della quale non posso farne
a meno.
[Stefano]: “Live After Death” degli Iron Maiden e “Don’t Break The
Oath” dei Mercyful Fate.
[Walter Lamorte]: Io sono un super appassionato degli anni ’70 che
è dove è nato tutto, comunque. Quindi Deep Purple, Led Zeppelin, Black
Sabbath...
[Lorenzo Graziani]: Essendo un grande fan di Chuck Schuldiner , direi
Death, i Soilwork, poi i Novembre che sono tra i migliori gruppi italiani...
Quali sono le vostre ambizioni ed
i progetti futuri?
[Walter Lamorte]: Noi siamo molto umili nel senso che non pretendiamo
mai troppo. Piano piano stiamo cercando di costruirci l’esperienza
live, perché abbiamo suonato molto poco fino adesso, ma sicuramente
è la cosa da fare più importante per promuoversi, soprattutto scegliere
le date giuste. Si può suonare tanto ma non esporsi a nessuno. Ora
speriamo di registrare il disco a breve, ma quello non dipende da
noi.
Siamo giunti alla fine, chiudete
l’intervista come vi pare.
[Marco Toffaletti]: Ci terrei a ringraziare Metallo Italiano sia per
l’ottima recensione che per l’intervista e spero di inviarvi il prima
possibile in nostro disco, che probabilmente sarà pronto a fine estate
e mi auguro di ritrovarci per un’altra intervista
Grazie a voi da parte di tutta la redazione e un arrivederci, magari
ancora in sede live.
Intervista di Sergio
Nardelli
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