INTERVISTE/ALLTHENIKO

Foto AllthenikoCi troviamo nella zona circostante il backstage del “The Revenge Of True Metal Festival part. 2” a Rovereto (TN), gli Alltheniko hanno già caricato armi e bagagli e sono pronti per fare ritorno nella loro Vercelli, non prima però di aver assolto ad un ultimo obbligo: l’intervista per Metallo Italiano!

Ciao ragazzi, complimenti prima di tutto per la bella prestazione on stage! Presentatevi ai lettori di Metallo Italiano.
[Dave Nightfight]: Grazie!... allora noi siamo gli AllTheNiko, veniamo da Vercelli, siamo composti da tre membri: Dave Nightfight alla voce e basso, Joe Boneshaker alla chitarra e Luke The Idol alla batteria.

“We Will Fight” viene registrato nel 2005, ma la sua uscita non è stata semplice. Ci volete spiegare cosa è successo e come si è arrivati al contratto con la My Graveyard Productions?
[Joe Boneshaker]: Il disco doveva uscire nel 2005 per una etichetta che poi ha chiuso i battenti prima di produrci l’album! Quindi ovviamente c’è voluto del tempo per riproporre il materiale, prima all’estero, perché pensavamo che in Italia non ci fosse nessun interesse per questo genere, da parte delle etichette. Invece dopo l’uscita dell’album all’estero, Giuliano della My Graveyard Productions ha preso la licenza, ha seguito il lavoro ed ha fatto uscire il disco.

L’album ha ricevuto una buona accoglienza di critica e pubblico, siete soddisfatti o con il senno di poi avreste cambiato qualcosa?
[Joe Boneshaker]: L’album ha ricevuto un successo inaspettato. E’ chiaro che parliamo sempre di un debutto, di una band praticamente prima sconosciuta. Ha avuto un grande successo, abbiamo delle persone che sono veramente innamorate del progetto e del lavoro. Continuano ad arrivare su Internet messaggi di fans veri e propri, che noi non ci aspettavamo mai di trovare. Quindi in realtà siamo molto soddisfatti del primo album. Comunque ormai è storia vecchia perché adesso stiamo pensando al secondo lavoro.

Come è nato il processo di realizzazione dell’album?
[Joe Boneshaker]: Il primo disco, come in realtà anche il secondo, è stato registrato in maniera diciamo casereccia, nel senso che poi alla fine abbiamo potuto lavorare di più su arrangiamenti e composizione dei pezzi, più che alla qualità della produzione, anche se poi è venuta molto ottantiana, perché abbiamo seguito quello che ascoltiamo normalmente.

Da dove traete ispirazione per i testi e come vengono composti?
[Luke The Idol]: Gran parte dei testi sono composti da me. Una scelta abbastanza insolita per un batterista... Mi sono sempre occupato io fin dai demo d’esordio. L’ispirazione è varia, magari da situazioni inventate, legate al fantasy, altre magari più legate a situazioni di vita personali e comunque più attinenti alla realtà. Sicuramente nei testi c’è una buona dose di ironia.

Foto AllthenikoAlltheniko è un nome alquanto particolare. Spiegateci da dove deriva e qualche curiosità.
[Luke The Idol]: AllTheNiko è semplicemente la trasposizione in inglese del nome di un paesino vicino a Vercelli che è la città da cui proveniamo che si chiama appunto Aldenico ed inizialmente ci è venuta questa malsana idea di trasformarlo in inglese. Dopo aver spedito alcuni demo con questo nome, per qualche concorso, ormai eravamo “ingabbiati”, nel senso che il nome ha incominciato a girare ed allora abbiamo deciso di tenerlo.

Chi è il tipo minaccioso raffigurato in copertina? Potrà diventare la vostra mascotte?
[Joe Boneshaker]: Ci abbiamo provato a rimetterlo, ma non si inserisce nel nuovo progetto, perché la tipologia di lavoro si discosta dall’associare il personaggio del primo disco al secondo.

State già lavorando al vostro prossimo lavoro che porterà il titolo di “Devasterpiece”. Cosa dobbiamo aspettarci?
[Dave Nightfight]: Sarà un cambio abbastanza deciso anche se ci sono dei punti di contatto con l’album d’esordio. Diciamo che abbiamo cambiato leggermente le sonorità, ci siamo in qualche modo evoluti da uno stile molto legato agli anni ’80, in particolare a gruppi come Manowar, Iron Maiden verso un sound più personale, guardando ad una produzione moderna ma senza dimenticare le nostre radici.

Com’è la situazione live? Grazie alla My Graveyard avete certamente un supporto notevole. Avete avuto l’onore di essere sul palco del Metal Camp e del Play It Loud. Come ci si sente in queste occasioni importanti?
[Joe Boneshaker]: Stanchi ma emozionati! Emozionante il fatto di poter essere a contatto con chi vuole sentire il genere. E’ molto importante questa cosa, perché molto spesso ci si trova in situazioni strane, e capita di sentirsi come dei pesci fuor d’acqua e quindi dove si sa di non essere apprezzati. Invece in queste situazioni, in questi contesti piccoli o grandi, è una cosa che soddisfa. Piccole soddisfazioni che man mano vengono fuori e che ci danno quella voglia di portare avanti quello che stai facendo.

L’attuale scena italiana dal vostro punto di vista.
[Luke The Idol]: Da un punto di vista delle strutture e delle organizzazioni penso sia migliorata molto negli ultimi 10-15 anni. Si assiste sempre più alla nascita di nuovi Festival, nuove strutture, agenzie, etichette, diciamo modellate a quelle che sono quelle straniere. Sicuramente la scena dal punto di vista organizzativo è molto migliorata e di conseguenza anche la qualità dei gruppi. Verso la metà anni ’90 ci si trovava di fronte a pochi gruppi professionali e tanti a livello amatoriale. A cavallo tra i ’90 e inizio millennio la situazione è migliorata decisamente, vedi band quali Rhapsody, Lacuna Coil, Domine, ecc….

La vostra idea sulle webzines.
[Joe Boneshaker]: Sono quelle che ci stanno dando il supporto che ci serve. Quindi tanto di cappello a tutti quelli che si sbattono gratuitamente per fare queste cose e supportare i gruppi come noi e come tanti altri.

La band o l’album che ha cambiato la vostra vita.
[Joe Boneshaker]: “Painkiller”.

[Luke The Idol]: Tanti!... per quanto riguarda il nostro genere, sicuramente “Painkiller”.

[Dave Nightfight]: Se parliamo dell’album di svolta è “Painkiller”.

Quali sono le vostre prossime mosse?
[Dave Nightfight]: Prima di tutto tornare a casa!...aaah aah (risate generali). In questo album ci crediamo molto, ci sta credendo anche la gente che deve supportarci e sicuramente investiremo molto in promozione, insomma cercheremo di farlo sentire un lavoro maturo. Rispetto al primo lo troviamo infinitamente superiore, diverso. Quindi le nostre mosse, oltre che a suonare e divertirci saranno quelle di promuovere questo album.

Chiudete l’intervista come volete.
[Joe Boneshaker]: Noi ci crediamo e portiamo avanti un discorso e siamo convinti che con l’impegno si possa arrivare in alto!

[Luke The Idol]: Dobbiamo ringraziarti perchè è stata un’intervista molto personalizzata nel senso che sono state domande mirate. Spesso ci si trova di fronte ad interviste standard. Sono contento che sono state fatte delle domande relative proprio al gruppo, che vuol dire comunque una preparazione e questo dimostra che le webzines seguono in modo molto professionale la scena e di questo ne siamo contenti, anche se stanno soppiantando lentamente i vecchi giornali...

Grazie a voi a nome di tutta la redazione di Metallo Italiano, per la vostra disponibilità e simpatia. Un augurio di poter continuare sulla vostra strada per proporre sempre buona musica.

Intervista di Sergio Nardelli