INTERVISTE/ARACHNES

Foto ArachnesTornano sul mercato gli Arachnes, progetto dei fratelli Franco ed Enzo Caruso, giunti al quarto album (se si esclude l'ep uscito per l'U.S.) con il nuovissimo "Apocalypse", sicuramente l'album più maturo della loro carriera e che mostra ancora una volta le grandi capacità tecnico-compositive della band. "Apocalypse" pur solcando i sentieri del speed/power metal riesce a proporre delle interessanti variazioni sul tema, sfuggendo ai classici clichè del genere per aprirsi a varie contaminazioni, su tutte quelle prog, frutto dell'esperienza maturata dai fratelli Caruso nella loro attività di turnisti e in generale nel panorama musicale italiano (e qui non sto parlando solo dell'ambito metal). Quindi grandi musicisti la cui tecnica è al servizio della musica e non semplici e sterili esecutori, come ci confermeranno loro stessi durante quest'intervista. Ma ora basta con i preamboli e passiamo la parola a loro....

Il vostro nome sta uscendo alla ribalta solo col nuovo album, tuttavia siete attivi da ben 7 anni. Volete raccontarci la vostra storia?
[Frank] Innanzitutto grazie per la vostra attenzione! Si confermo, ultimamente si sta parlando parecchio di noi anche se siamo attivi da molto, ma fa parte della nostra filosofia: piccoli passi, nessun compromesso e i risultati prima o poi arrivano.
Gli Arachnes nascono esttamente nel 1997 dalle ceneri dei FIREHOUSE che fondai io nel 1986 e con cui pubblicammo 2 album di hard rock, poi la svolta verso sonorità più progressive. E' stata una svolta del tutto naturale, dettata dalla nostra maturazione artistica in più di 10 anni di attività come session-man e nel nostro studio di registrazione.

Lucretia, Underground Symphony ed ora Scarlet? Cosa vi ha portati a sciogliere questi diversi deals? E quali differenze avete riscontrato tra queste 3 labels?
[Frank] Come ti dicevo, nessun compromesso. A un certo punto ci siamo accorti che secondo noi la label con cui eravamo sotto contratto non stesse facendo del proprio meglio. Non c'è problema, amici come prima, però noi ce ne andiamo. Ho sempre e solo firmato contratti per cui in qualsisasi momento si possa mettere in discussione tutto, e non essere vincolati da pretese o esigenze di mercato che secondo noi non siano artisticamente condivisibili.
Per quanto riguarda le differenze non è nel nostro stile parlar male di nessuno, e poi in quel momento andava bene così… posso solo dire che in Scarlet abbiamo trovato un ottimo ambiente, un buon feeling e soprattutto tanta fiducia, quella fiducia che ti permette di lavorare liberamente senza pressioni da parte di nessuno.

Siete un gruppo estremamente tecnico ma al contempo molto spontaneo. Non pensate che ultimamente, soprattutto nel vostro genere, si stia perdendo troppo di vista la visione del brano in quanto tale a discapito di inutili, quanto fini a se stesse, esibizioni di tecnica?
[Enzo] Hai decisamente ragione, lo pensiamo proprio. Ma sai, la verità è semplice, e consiste in questo: l'atto della composizione è una cosa complessa, e non si può diventare improvvisamente dei grandi compositori.
Una volta chi componeva faceva tutto con il proprio cervello e il proprio cuore, ora ti puoi permettere di mettere in loop quattro misure ritmiche, prendi due campioni, monti poi smonti, insomma, alla fine magari ti va anche di culo! Intendiamoci, non voglio dire che siano tutti dei cani, rispetto a noi che, modestamente, quando componiamo pensiamo al moto del tema e alla disposizione delle voci quasi fossimo dei classici. Intendo dire che oggi esiste una tecnologia molto avanzata, questa può finire con il prenderti la mano, e allora a comandare non sei più tu, ma la macchina.
Ecco, diciamo che una sorta di pigrizia da un lato, ma soprattutto forti esigenze commerciali e una buona dose di incompetenza inducono molti musicisti ad affidarsi a certi automatismi in modo sempre maggiore. Qualcuno dirà: cazzate. No, quello che è peggio è che molti ragazzi, e lo vedo da alcuni miei allievi, ormai ragionano come macchine. A questo punto, anche se fai tutto senza l'ausilio delle macchine stesse, sei comunque fottuto, e la tua musica rischia comunque in ogni momento di sembrare "artificiale. Allora, quando una composizione non regge dal punto di vista dei contenuti, non rimane che una cosa da fare: i fuochi d'artificio!". Secondo me, oltre ad esibire tanti pseudoclassicismi, molta gente farebbe meglio a mettersi a studiarla la musica classica, evitando poi di ostentare chissà quali grandi doti.

Vi seguo fin dagli esordi e penso di poter affermare senza timore di smentita che questo sia il vostro album più completo e maturo, oltre che più bello a livello strettamente musicale. Come giudicate la vostra evoluzione di album in album?
[Enzo] Noi pensiamo che, nonostante le fortissime differenze che esistono fra un nostro album e l'altro, in realtà quello che suoniamo dopo è comunque coerente con quanto abbiamo realizzato prima. Magari cambiamo quasi tutto, a volte forse siamo quasi degli snaturati, ma questo rispecchia quello che noi siamo. Credo che una persona matura debba essere disposta anche a modificare la propria visione del mondo, perché comunque possiamo sbagliare anche quando siamo sicuri di fare le cose giuste. Ecco perché la nostra musica cambia. Ora ci sembra di avvicinarci davvero a quello che potrebbe essere il nostro lessico.
Siamo partiti dall'hard, poi siamo passati al metal e ora mi rendo conto che la nostra musica è come se si incupisse, e nello stesso tempo avverto una grande luce. Penso che in futuro questa dicotomia degli Arachnes sarà ancora più forte, ritengo che oramai sia una nostra peculiarità.

Frank, quali sono le tue influenze chitarristiche? Io ti giudicherei come un incrocio tra Vinnie Moore e Dan Huff (quest'ultimo soprattutto a livello melodico). Cosa ne pensi?
[Frank] WOW grazie! Non sai come è bello finalmente sentire un paragone a Vinnie Moore anziché al solito Malmsteen…trovo che siano 2 cose profondamente diverse! Si approvo, anche se ho ascoltato e suonato molto Blackmore (ho una splendida stratocaster R. Blackmore….), molto Satriani e molto Van Halen…tutto bagaglio culturale che cerco di miscelare.

Come si svolge il processo compositivo dei brani?
[Enzo] Non abbiamo uno standard. Semplicemente io o Franco facciamo dei brani, poi li ascoltiamo insieme e tutto funziona, non succede mai che uno di noi dica che schifo, in quanto oramai siamo in grado di selezionare in partenza le cose che non potrebbero funzionare.
Stiamo lavorando sul nuovo album, e io volevo fare ascoltare a Franco otto pezzi. Invece Franco ne ha conosciuti cinque. Era semplicemente inutile che ascoltasse gli altri tre. Il bello è che questa cosa lui la sta apprendendo adesso. Tutto qui.

Come promuoverete l'album a livello di tour? Avete già qualche data in programma?
[Frank] Al momento no, siamo molto selettivi e preferiamo aspettare condizioni al top che purtroppo l'Italia spesso non offre per i live… non ci interessano molto situazioni del tipo concerto di 10 min prima di una importante band ma senza la possibilità di fare un buon soundcheck come spesso impongono… abbiamo bisogno di altro, oppure se ne fa a meno. L'estero si è dimostrato molto più interessato e dal Giappone, dove siamo usciti con l'edizione speciale di Apocalypse, è arrivata una proposta di contratto anche per dei live che valuteremo!
Il resto della promozione avviene tramite canali tradizionali quali la stampa, le interviste ecc., ed alcuni meno tradizionali quali il web (mi occupo personalmente del sito www.arachnes.it) ed anche televisivi. Mediaset ha acquisito "The Goddess Temple" e "Parallel Worlds" per usi pubblicitari e colonne sonore, e qualcosa si muove...

So che avete delle attività musicali extra Arachnes? Volete parlarcene?

[Enzo] Ognuno di noi è libero di muoversi come meglio crede, questa per noi è una questione di democrazia, e visto il nome della nostra band, beh, se non fossimo democratici saremmo proprio degli stronzi! Ultimamente ognuno di noi è quasi all'oscuro di quello che fanno gli altri, e questo non vuole dire che ce ne freghiamo tutti di tutti, bensì è una conseguenza della nostra reciproca stima e fiducia. Comunque, in generale, ci occupiamo anche di pubblicità e colonne sonore, teatro (figurati, io sto riarrangiando "My Fair Lady"!), lavoriamo anche nella musica leggera, e così via. Beh, direi che può bastare, no?

Quanto queste esperienze influiscono nel sound della band?
[Enzo] Direi sempre molto, soprattutto se tutto quello che fai è qualcosa in cui credi. Ora voglio raccontarti una cosa. Mi è capitato tempo fa di lavorare come turnista alle tastiere con un paio di blues band, e questi avevano alle spalle nientemeno che il guppo di produzione di Miles Davis, il grande jazzista scomparso. Beh, davanti a me avevo un piano Fender Rhodes, e dovevo suonare in un modo davvero strano, perché mi avevano chiesto di accentare la mia parte in un modo del tutto particolare. Ti posso dire che da allora mi sono inventato un paio di soluzioni ritmiche che sto riportando sulle parti di organo Hammond del nuovo lavoro che stiamo realizzando. Amiamo le contaminazioni, e io se faccio una cosa quella cosa me la porto dietro, è sempre qualcosa in più nella mia vita.

Un sogno che vorreste realizzare?
[Frank] Una notte con Jennifer Lopez e Britney Spears ah ah ah ah……beh mi piacerebbe che gli Arachnes fossero ricordati nel tempo…

I tre albums e i tre gruppi preferiti di sempre?
[Frank]
Long Live Rock'n roll - Rainbow
Made in Japan - Deep Purple
Awake - Dream Theater

Come vedete la scena italiana? E in che rapporti siete con gli altri gruppi della Scarlet?
[Enzo] La scena italiana ci sembra buona, e scopriamo con grande piacere che i nuovi e più giovani tastieristi magari ti parlano di Chick Corea e di fusion, il che dimostra che il livello culturale delle nuove band è superiore al livello cavernicolo delle band del passato. Questa è una garanzia, e sai, anche gli addetti ai lavori quando sanno che sei uno psicologo o un ingegnere prima di sputarti in faccia ci pensano due volte. Quando incontro dei rockettari colti, ti dico la verità, sono fiero e penso… vaffanculo, era ora che la categoria dei musicisti alzasse la testa, anziché drogarsi, era ora! Per quanto riguarda i rapporti con gli altri, guarda, noi siamo sempre in buoni rapporti con tutti, ci facciamo i fatti nostri, e pensiamo sempre che ognuno è libero di fare le proprie scelte. Pertanto tutto ok.

L'album è stato pubblicato ormai da 3 mesi. Avete un'idea di come stanno andando le vendite?
[Enzo] Sono scaramantico. Se dico che le cose vanno bene potrebbe essere rischioso, e d'altro canto perché dovrei dire che non vanno bene? Facciamo così. Mi hanno detto che c'è un sacco di gente che sta comprando i nostri dischi. Mah! Scherzi a parte: chi fa questo mestiere impara presto una cosa, ovvero che prima di pronunciarsi rispetto alle vendite bisogna avere pazienza almeno per sei mesi, tre sono pochi. Diciamo che incrociamo le dita, e volendo anche altre parti del corpo. Senza esagerare

Un ultimo spazio tutto per voi…
[Frank] Ho già avuto molto spazio grazie a voi, un grazie a tutti quanti ci seguono ed un invito a visitare www.arachnes.it e a scrivere pure via mail (mi occupo personalmente della posta)… stanno arrivando una valanga di messaggi di complimenti da tutto il mondo, è una soddisfazione grandissima… speriamo che il nostro genere abbia sempre più spazio nei canali di informazione sempre e solo frequentati da schifezze o da super bionde tettone che cantano sempre le stesse cose…anche se è un piacere vederle... LONG LIVE ROCK'N'ROLL!!!!!!!!!!

Intervista di Mirko Montalbano

Introduzione di Paolo Ponente