INTERVISTE/BROWBEAT

Foto BrowbeatSignore e signori ecco i Browbeat, crossover band autrice di un capolavoro come "Audioviolence". Un album fresco, intelligente e professionale come pochi, complice il lavoro di Dave Chang alla consolle e, non ultimo, il notevole sforzo economico che la Copro Records ha sostenuto per il gruppo. Ti tutto questo ne parliamo con Alberto, chitarrista della band.

Siete già al secondo album ma il vostro nome è salito alla ribalta praticamente dal nulla. Vogliamo tracciare un po' una cronistoria del vostro gruppo?
Ci siamo formati nel '98 dalle ceneri di bands che dividevano lo stesso spazio dove provare. Un demotape di 3 pezzi, registrato alla fine dello stesso anno, ci ha permesso di trovare il contratto con la Vacation House Records di Rudy Medea. Nella primavera 2000 è uscito così "No Salvation", il nostro debut album, un disco che ha avuto buoni consensi e ci ha dato davvero grosse soddisfazioni come esordio. Dopo circa 3 anni passati a fare concerti in giro Italia e a scrivere nuovo materiale, nell'estate del 2002 siamo entrati in studio con il produttore inglese Dave Chang per registrare il nostro secondo lavoro, "Audioviolence", uscito lo scorso Aprile 2003 per l'etichetta Britannica Casket Music/Copro Records.

Proprio a questo volevo arrivare: come vi sentite a far parte di una label come la Copro Records, che ha nel proprio roster gruppi prestigiosi come gli Earthtone 9?
Abbiamo spedito il nostro materiale a varie etichette e poi valutato le proposte ricevute. Quella della Casket Music/Copro Records ci è sembrata la più interessante ed una volta definito il contratto abbiamo deciso di firmare. Sicuramente per noi è motivo d'orgoglio far parte del roster che ha visto gli Earthtone9 come gruppo di punta. In un certo senso ci sentiamo fortunati di ciò visto che purtroppo non è facile per le bands italiane riuscire a trovare oppurtunità all'estero.

E sempre a proposito di Earthtone 9, il vostro album non è stato prodotto dall'ultimo arrivato, ma dal signor Dave Chang (già producer degli Earthtone 9, appunto!). Dobbiamo dire che come al solito ha fatto un lavoro superbo...
Chang ci è sembrato il produttore giusto per "Audioviolence" perchè capace di lavorare su diverse sonorità. A mio avviso, ha saputo valorizzare bene i vari aspetti del disco. E' una persona tra l'altro molto disponibile e aperta e questo ha contribuito ad una reciproca buona collaborazione in studio.

Come nasce un vostro pezzo? Avete un metodo di composizione particolare o il classico collage di idee?
Direi che non abbiamo un metodo preciso. Ognuno di noi propone idee e cerchiamo bene o male di svilupparle tutte.

Determinati campionamenti o arrangiamenti elettronici, e l'utilizzo delle clean vocals del vostro singer rimandano molto da vicino a Burton C. Bell ed ai suoi Fear Factory. Vogliamo parlare un po' delle vostre influenze?
Penso sia una coincidenza o per lo meno non una cosa voluta. In "Audioviolence" abbiamo inserito un "intro" ed un "outro" con campionamenti e ci siamo avvalsi della collaborazione di una persona molto vicina ai Browbeat per questo. Non parlerei proprio di arrangiamenti elettronici e non penso in futuro ne faremo un ulteriore uso. In quanto alle clean vocals il background di M.V. ha radici in gruppi un pò più datati come Faith No More o Alice in Chains ad esempio. I Fear Factory non sono stati una fonte d'ispirazione determinante per noi anche se sono passati per il nostro lettore CD. Per quanto riguarda le influenze, esse sono molteplici e sinceramente un pò difficili da elencare. Una parte di noi ha militato in gruppi Hardcore, io sono uno di quelli, e l'altra viene dal Metal. Adoro gruppi come Vision Of Disorder, Disembodied, Will Haven, Turmoil, Hatebreed, Stampin'Ground e molti altri. Personalmente so di essere stato influenzato da queste bands, ma sono anche molto aperto come ascolti e mi piace qualsiasi cosa che riesca a trasmettermi emozioni a prescindere dal genere.

I vostri testi sono degli autentici concentrati di odio e rabbia contro il marciume che domina la nostra società. Mi ha quindi colpito il testo di "Pure smile", unica eccezione che mostra il lato "sentimentale" dei Browbeat.
E' vero, il testo di "Pure Smile" è diverso dagli altri. Descrive semplicemente le sensazioni/emozioni nel vedere nascere e crescere un bambino. L'innocenza e l'inconsapevolezza di quello che il mondo è nella realtà. E' stato scritto in occasione della nascita della nipote di M.V.

Cosa vi ha spinto ad utilizzare la madrelingua in "Essere il tuo Specchio"?
"Essere il tuo Specchio" è il frutto di una collaborazione con Robert, cantante negli I.H.B. e nostro buon amico. Scrive e canta i testi in italiano e non vedevamo così la necessità di trasporlo in inglese. Inoltre l'idea di avere nel disco un pezzo cantato nella nostra lingua ci piaceva.

Come dicevamo in apertura, voi siete al secondo album. Non avendo avuto modo di ascoltato il vostro debut, essendo peraltro di non facile reperibilità, volete un po' parlarcene evidenziando le differenze stilistiche col suo successore? Pensate sia possibile ristamparlo in futuro?
Sono stati inseriti nuovi elementi, come un uso più frequente di melodie ad esempio, che erano già parte del background di alcuni di noi. Il nostro sound attuale risulta così meno monotematico pur mantenendo però quella pesantezza di suoni che penso ci caratterizzi e che a noi è tanto cara. E' la sintesi di una maggiore interazione spontanea tra di noi. Penso che "No Salvation" sia un buon disco e, per certi aspetti, sia ancora moderno anche se un pò distante da quello che siamo ora. Ad ogni modo se ce ne fossero l'occasione e la possibilità lo ristamperemmo sicuramente.

Come vi muoverete per promuovere l'album on the road?
Faremo una serie di concerti qua in Italia compreso il Sud (e vai, finalmente! ndr) e poi alla fine di gennaio saremo in Inghilterra per una decina di date. In primavera è anche in programma un tour Europeo che comprenderà Olanda, Germania, Belgio e Francia.

La domanda più classica del mondo. Sei in un'isola deserta solo col tuo simpatico lettore cd portatile (così è a pile e vi ho fregati visto che in un'isola deserta non c'è elettricità). Visto che non ti è concesso portarti una donna, quali sono gli unici 3 cd che porteresti con te?
Con soli 3 dischi sinceramente impazzirei. Ad ogni modo sceglierei tra "London Calling" e "Sandinista" dei Clash, secondo me artefici del primo vero Crossover inteso come contaminazione e fusione di generi. Porterei poi "Nevermind" dei Nirvana e "Should my Fist Eye" dei "Neck" (allora non l'ho comprato solo io... immenso! ndr), uno dei dischi che negli ultimi anni mi ha dato più emozioni. Non sono certo di cosa porterebbero gli altri visto che abbiamo gusti abbastanza diversi.

Caro Alberto, ora ti lascio in pace a goderti tutte i complimenti, meritati fino all'ultimo, degli altri redattori che seguiranno. Chiudi come vuoi l'intervista...
Grazie a te Mirko e a Metalloitaliano per lo spazio che ci avete dato. Un saluto ed un grazie anche a tutti quelli che ci sostengono e supportano la scena italiana.

Intervista di Mirko Montalbano