| INTERVISTE/CAYNE | |
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Iniziamo con una domanda un po' "scomoda": quanti vi hanno già paragonato agli Him? Rappresentano una vostra influenza, o parlereste, piuttosto, di comune background? Non
si tratta di una domanda scomoda, assolutamente. Il paragone agli
Him ci aiuta per quanto concerne le vendite: un gruppo sconosciuto,
che non ha la possibilità di porsi all'attenzione del pubblico
attraverso MTV o grandi emittenti radiofoniche, ha bisogno di dare
dei riferimenti generici. Gli Him sono solo un riferimento che la
casa discografica ha trovato comodo inserire nella descrizione del
genere. E' vero anche che questa domanda l'hanno fatta in molti, quindi,
qualcosa in comune ci sarà, però tu a differenza degli
altri giornalisti sei stato lungimirante: infatti, la somiglianza
agli Him suppongo sia dovuta soltanto allo stesso background.
Nonostante la vostra appartenenza al nucleo originario dei Lacuna Coil, il vostro sound ha delle direttive del tutto differenti: che questa vostra propensione sia stata determinante nella scelta di abbandonare il gruppo? No,
non sono d'accordo. Il sound sarà anche diverso ma la matrice
compositiva di "Old Faded Pictures" e quella dell'EP d'esordio
dei Lacuna Coil è la stessa. Non abbiamo cambiato il nostro
modo di comporre. Be', i Lacuna Coil sì. Per forza: i compositori
e arrangiatori del gruppo eravamo Claudio ed io! E non solo dei Lacuna
Coil, ma anche del gruppo che ci ha consentito di porci all'attenzione
di case discografiche come la Century Media: gli Ethereal. L'abbandono
del gruppo invece è tutt'altra cosa, la musica non c'entrava
niente. Si è trattato di problemi personali e d'organizzazione,
e l'intervento della Century Media, giacché depositaria del
nome Lacuna Coil, ha influito in modo decisivo. Del resto come dargli
torto: Cristina oltre ad essere la cantante, rappresentava e rappresenta
l'immagine del gruppo, e l'immagine, che piaccia o no, oggi conta
più del resto. Nei Lacuna Coil, adesso e in futuro, eccetto
Cristina tutti sono sostituibili. Si trova sempre qualcuno disposto
a comporre i pezzi su misura per una cantante, soprattutto quando
c'è un contratto discografico. Più difficile è
il contrario: niente cantante e niente contratto ma solo passione,
voglia di comporre e di suonare.
L'album è, indiscutibilmente, un buon prodotto, pervaso com'è da un torpore quasi nichilista. A mio modestissimo parere, però, difetta nella volontà di rischiare. Vi siete adagiati sulle vostre indiscutibili doti? Intanto
ti ringrazio per le "indiscutibili doti", poi, per quanto
concerne la domanda, la risposta è dipende, dipende cosa intendi
per rischiare. A noi piacciono le persone che entrano senza fare troppo
chiasso ma che poi si rivelano interessanti, piuttosto che un prosaico
presuntuoso che entra facendo baccano e dopo un'ora ha già
esaurito tutti i suoi argomenti.
I Syster of Mercy sono un vostro costante punto di riferimento ma, come ebbi modo di rimarcare nella recensione a Voi dedicata, la sorpresa più bella del disco è stata "Una favola", che invece sembra presa di peso dalle migliori produzioni del Battiato elettrico. Questo denota una visione a 360° del panorama musicale. In definitiva, quali sono i vostri numi tutelari? Be',
almeno per me, Battiato, insieme ad altri pochi musicisti, qualche
filosofo e molti scrittori, è un punto di riferimento nella
vita. Tanto è vero che la mia canzone preferita in assoluto
è "La Cura".
Da fermo sostenitore del binomio testi/musica, mi chiedevo di cosa trattano i vostri... Dipende,
generalmente trattano di esperienze esistenziali. "I'm Lost",
per esempio è una vera e propria narrazione. E' un ragazzo
che è convinto di potersi orientare facilmente in qualsiasi
situazione, invece, sgomento, si accorge che i suoi punti di riferimento
sono fallaci. E si perde. "Old Faded Pictures" parla della
capacità di valutare le proprie esperienze a distanza di tempo...
"I see again old fade pictures/ and only now I know the meaning…"
e solo adesso capisco il senso.
In un mercato rock dominato dalla fittizia rabbia (nella maggioranza dei casi, almeno) nu-metal, dai virtuosismi sterili del John Petrucci di turno, da inutili orpelli e barocchismi, a chi è rivolto un disco minimalista, emozionale e lineare come il vostro? Mi
fa piacere costatare che siamo in perfetta sintonia: a questa domanda
implicitamente ho già risposto prima. Il Metal, se vuole allargare
i propri orizzonti, deve svincolarsi dal bimonio tecnica-virtuosismo.
Ho notato che i rockettari si stanno abituando a sonorità più
dure e a cantati più gutturali, i metallari invece ancora faticano
ad accettare gruppi privi di "virtuosismi sterili e inutili orpelli
e barocchismi". In virtù di questo fatto, spero che il
nostro disco si collochi in un'unica sezione, il rock, il quale genere
comprende tutte le diverse sfumature: metal, grunge, punk eccetera.
Sò che adesso si trova in quella terra di nessuno che spesso
è etichettata con nomi improbabili, ma non importa, l'importante
è che sia preso in considerazione al pari degli altri gruppi.
Pensate che il goth possa tornare ad essere quello straordinario successo di qualche anno fa? Alcune "conversioni" celebri (leggi: Mortis), gli ottimi lavori di Anathema ed Antimatter, nonché i risultati di vendita raggiunti da band come gli "storici" Depeche Mode (lontani, comunque, dal sound goth propriamente detto) farebbero propendere per questa ipotesi... Mah,
speriamo. Io le mode proprio non le capisco, soprattutto quelle provenienti
dagli Stati Uniti. Gli americani sono bravi con gli effetti speciali,
in qualsiasi campo. Si vede che siamo in un'epoca che ha bisogno di
trucchi. Una volta c'erano i Prong, i Coroner e si sono sciolti perché
quasi nessuno se li cagava. Adesso ci sono i Disturbed: non riesco
a sentire nessun tipo d'evoluzione sonora, anzi. Tradizione vuole che si debba sfatare il mito "musicista goth/depresso"... Nella vita di tutti i giorni, siete così... crepuscolari? Sfatiamo
va'. No. Siamo simpaticissimi. Se dovessimo smettere con la musica
ci daremmo immediatamente al cabaret. Mario racconta le barzellette
in barese, ed è talmente bravo nell'interpretazione che riesce
a far ridere anche i bergamaschi: un vero showman. Claudio è
allegro e gioviale per natura. Daniele è un tipo molto rilassato,
la classica persona tranquilla che quando inizia a ridere non la smette
più; a volte poi, in alcuni atteggiamenti, è un po'
goffo: suscita ilarità solo a guardarlo. Io sono un discreto
imitatore: so imitare personaggi famosi e stereotipi regionali. Luca,
il nuovo batterista, è più per l'umorismo inglese. Insomma,
in compagnia ci sappiamo divertire. Poi, quando siamo soli, ognuno
per i fatti suoi, come quasi tutte le persone normali, siamo più
riflessivi e pensierosi. Tutti lavoriamo, e qualcuno studia anche.
Abbiamo solidi rapporti affettivi e di conseguenza una vita intensa.
La tristezza fa parte delle emozioni che proviamo, ma non è
l'unica. Per fortuna. A proposito, se Mario è fra di voi, potreste dirgli che trovo il suo timbro vocale veramente eccellente? Quali sono i tuoi modelli interpretativi? No, mi dispiace, Mario purtroppo non è più tra noi: è andato a lavorare. Però io ho qui davanti a me il foglio dove vi è scritto ciò che lui desidera si renda noto della sua persona. E' alto 1,95; conosce i segreti dell'universo, ed è l'uomo più bello e amabile che si sia mai incontrato. A parte questo, i suoi modelli interpretativi - dopo essersi diplomato in canto - sono diventati Francesco Renga (ex Timoria), Eddie Wedder (Pearl Jam), Eric Martin (Mister Big) eccetera.
Secondo voi, quando la scena italiana sarà pronta per il "grande salto", tanto da permetterci l'uso dell'italico idioma nei testi? Quando "Una Favola" e i Cayne diventeranno famosissimi. Scherzi a parte, noi continueremo ad utilizzare l'italiano nei nostri testi, anche in modo meno usuale. Non so… Magari facendo le strofe in italiano e i ritornelli in inglese: testi misti. Boh, vedremo. L'italiano è una lingua bellissima e ricca di vocaboli ma è anche un'arma a doppio taglio. Se usata in modo troppo convenzionale - poiché quasi tutte le parole finiscono in vocale - diventa molto melodica, melensa: arrotonda troppo il sound, e questo rischia di far diventare anche le canzoni più articolate e d'impatto delle canzonette.
Un pensiero in merito alla scomparsa di Chuck... Prima di arrivare a questa domanda avevo già nominato i Death tra le nostre influenze. Chuck è ancora vivo e sarà più che mai longevo. Non vive soltanto nella sua musica ma anche nella nostra e in tanti altri gruppi i quali hanno amato le sue composizioni e ne hanno tratto ispirazione. Senza di lui non sarebbero mai esistiti né gli Ethereal, né i Lacuna Coil e tanto meno i Cayne. Grazie Chuck. Ok, ragazzi, è tutto: avete campo libero... Il
24 febbraio suoneremo a Milano al Transilavania Live: venite a vederci
ma non siate troppo severi: e il nostro primo concerto dopo quattro
anni. Poi a marzo partiremo per la tournèe italiana.
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