INTERVISTE/DEATH SS

Foto Death SSArriva un momento, nella nostra protoprofessione di "giornalisti", nel quale si intervista il "Big one", il pezzo da novanta. Nell'ambito del Metallo Italiano, quindi, chi può fregiarsi di tale titolo meglio di Steve Sylvester? Questo a prescindere dalla qualità dei suoi lavori, considerata la sua lunga permanenza nel mondo metal ed il suo status di artefice ed ideatore di certe sonorità malate e claustrofobiche. Inutile negarlo, nei periodi di "magra" per il metal del Belpaese, i Death SS hanno rappresentato una costante ultra decennale, sinonimo di qualità artistica, impatto scenografico ed intelligenza testuale. Una band mai doma, i cui risultati in termini di vendita non rispecchiano, forse, la qualità effettiva del combo, mai fossilizzatasi su strutture musicali immobili ed inattuali. Una creatura in costante evoluzione che ha portato all'uscita dell'ultimo, straordinario "Humanomalies", a parere di che scrive una delle uscite più mature di sempre per la band si Steve. Parliamone col diretto interessato…

Un album esaltante. Sono sinceramente emozionato nell'apprendere che parlerò con lei, Mr. Sylvester. Perdoni, quindi, il tremolio dei caratteri che, di tanto in tanto, noterà.
Ciao Michele! Devo dirti che mi è molto piaciuta la tua recensione...

Grazie Steve! Potresti spiegarci (passo al tu) il concept che presiede all'album?
"Humanomalies" una sorta di viaggio nel mondo delle anomalie, delle "brutture" e delle "diversità" morali, sociali ed estetiche proprie del genere umano... Partendo dal un'iconografia mutuata dei sideshow americani di inizio secolo, ricettacoli di ogni sorta di mostruosità estetica, ogni canzone mette a nudo un tipo di anomalia che ci rende "difformi" dai canoni prestabiliti della nostra società... Tali deformazioni possono manifestarsi, a volte, solo nella nostra mente, fonte primaria di ogni sorta di orrore....

Possiamo dire che questa è la migliore line-up dei Death SS?
Si! Io, Oleg, Anton ed Emil siamo orami da anni un team affiatato e collaudato! A noi si è da poco unito BOB, il nuovo bassista che ha sostituito Kaiser Sose...

Nella mia recensione ho sottolineato che, a mio parere, l'inserimento di Oleg è stato determinante nel vostro nuovo percorso (considerato anche la non esaltante prova del suo precedente gruppo dopo la sua defezione). Sei d'accordo, senza ovviamente togliere nulla ad Emil, Anton e Kaiser (anzi BOB visto che Kaiser ha lasciato il gruppo, nda)?
Sicuramente Oleg ha compiuto un ottimo lavoro sia nella composizione che nell'arrangiamento delle trame musicali di "Humanomalies", ma voglio sottolineare che si è trattato comunque di un lavoro d'equipe, dove ognuno ha dato il meglio di se stesso!

Dopo aver affrontato con straordinario vigore un occultismo più di maniera e l'iconografia horror più classica, adesso ti sei rivolto a forme più raffinate nella "suprema arte oscura" ed ai piccoli, grandi orrori quotidiani. Spiegaci questa evoluzione…
L'hai detto! Si tratta di "evoluzione"! Dopo anni durante i quali ho trattato i vari aspetti "fantasy" o gotici del mondo dell'immaginario orrorifico, ho voluto spingere la mia ricerca verso i meccanismi che portano a vivere l'orrore della nostra quotidianità, vagando nella parte malvagia e mostruosa della nostra mente, verso il lato più buio della nostra esistenza... Del resto basta ascoltare un telegiornale o leggere un quotidiano per avere di fronte a noi l'immagine del vero "orrore"! Quali mostri sono più terribili di quelli partoriti dalla nostra mente? Anche l'aspetto "occulto" e trascendentale di ogni singolo avvenimento è in questo caso lasciato ad un'interpretazione più mediata ed intimistica rispetto al passato, dove fatti reali della cronaca attuale si rivestono di riferimenti legati al mondo del ritualismo esoterico di maniera....

L'album è un perfetto compendio di nuove vibrazioni metalliche e vecchie atmosfere europee. Su tutto, però, rimane indelebile il vostro marchio sonoro. Voglio dire, insomma, che un album dei Death SS lo riconosci subito. Come si riesce ad evolversi rimanendo, contemporaneamente, all'interno di stilemi consolidati e riconoscibili?
Penso che questo si possa raggiungere solo dopo anni ed anni di "mestiere" e professionalità. Sono sempre stato dell'idea che il vero artista debba sempre "osare" e sfidare se stesso senza mai rimanere ancorato su coordinate stilistiche determinate. Allo stesso tempo deve essere sempre riconoscibile, deve riuscire a mantenere inalterata la sua personalità, che come tale è unica e inconfondibile!
Tutto ciò può senz'altro essere pericoloso da un punto di vista commerciale perché, come si sa, il pubblico (specialmente quello metal) ha bisogno di "sicurezza" dalle sue band preferite ed accoglie sempre mal volentieri i cambiamenti. In ogni caso noi abbiamo la fortuna di non subire alcuna pressione dalla casa discografica e quindi di poter decidere pienamente sulle nostre coordinate artistiche. Per questo troviamo sia più coerente e sincero da parte nostra esprimere ogni volta quello che veramente "sentiamo" in quel determinato momento della nostra carriera, quello che riteniamo sia il suono più giusto per accompagnare i concetti che vogliamo esprimere in un determinato disco, anche se questo potrà portarci lontano da quanto un vecchio fan si sarebbe aspettato.

La produzione di "Humanomalies", scusando il gioco di parole, è alquanto anomala per quelli che sono gli standard delle produzioni metal italiane, sia in termini di qualità (davvero eccellenti) che di impatto. Pensi che rimanendo in Italia avresti potuto ottenere lo stesso risultato oppure, per ottenere determinati suoni, occorreva forzatamente rivolgersi oltreoceano?
E' difficile dirlo! Sicuramente l'esperienza di V.zeeGrossi e David Shiffman in fase di arrangiamento e registrazione ha avuto un grosso peso sulla produzione di "Humanomalies", aiutandoci a raggiungere i livelli qualitativi che ci eravamo prefissi. Ad ogni modo non ci siamo rapportati a "quelli che sono gli standard delle produzioni metal italiane" o di qualsiasi altra nazione. Volevamo semplicemente trovare un suono oscuro, disturbante e moderno che rappresentasse le "anomalie" del concept, e penso che con questa scelta ci siamo perfettamente riusciti!

Rimandendo sempre in tema, tu ti sei occupato della produzione del debut album degli X-Hells. Ascoltando quell'album e alla luce del nuovo "Humanomalies", ho avuto l'impressione che tu abbia fatto a suo tempo le prove generali per quello che sarebbe poi stato il futuro sound dei Death SS…

No, non direi. Gli X-Hells avevano già quel certo tipo di sound quando mi hanno contattato per la produzione. Io mi sono limitato a dispensargli consigli e suggerimenti in base alla mia ventennale esperienza e a "smussare" alcune spigolosità nel loro sound. Probabilmente qualcosa della mia personalità fa capolino ogni tanto in quel cd, ma è una cosa naturale, visto che comunque abbiamo lavorato insieme, dagli arrangiamenti alla scelta dei suoni, dalla creazione del logo all'intero artwork.

Il cd contiene una traccia multimediale, realizzata tramite la tecnologia Flash, che riprende dal punto di vista visuale il concept dell'album e che possiamo interpretare come l'animazione dell'artwork di copertina. Da dove è nata l'idea di inserire questa traccia e soprattutto come hai sviluppato l'immaginario dei personaggi che affollano questo grottesco "teatro virtuale"?
Una volta realizzati i brani del cd ho contattato il mio amico James Hogg, pittore e illustratore italo/americano, ed insieme abbiamo dato vita al progetto di creare delle tavole in stile circense che rappresentassero visivamente ogni singola canzone. A noi si è poi unito Massimo Cavezzali, illustratore e fumettista di grande fama, e insieme abbiamo dato libero sfogo alla nostra fantasia.
Il risultato finale è stato così soddisfacente che ho pensato di farlo "animare" dal mio web-master Alis, un vero mostro dell'informatica! Il suo lavoro si è quindi tradotto nella bonus-track multimediale allegata.

Anche la nuova veste grafica del vostro sito ufficiale http://www.deathss.com (i miei più sinceri complimenti al webmaster del sito per il gran lavoro svolto) rispecchia l'ambientazione di "Humanomalies". Possiamo quindi pensare ai Death SS come un' entità in grado esprimersi attraverso varie forme artistiche, che comprendono, oltre la musica, anche le nuove tecnologie multimediali?
Sicuramente! Siamo affascinati da tutto ciò che ci offre la moderna tecnologia e in particolare amiamo l'aspetto multimediale musica/immagini che, specialmente in sede "live", può conferire la classica "marcia in più". Inoltre mi occupo di graphic-computer e realizzo personalmente tutti i nostri artworks...

Da cosa nasce la tua passione per la body art? Come si è evoluto il vostro impatto visivo in questi anni?
La body-art è l'ultima espressione della "trasgressione" artistica, non potevo non esserne affascinato! Ammiro il lavoro di artisti d'avanguardia come Orlan e Franko B. e ho dedicato a loro il brano "Abnormal" presente su "Humanomalies"...
Sarebbe interessante uno spettacolo dove la band possa interagire con artisti del loro calibro nello stesso palco... Chissà cosa ne verrebbe fuori!

Dopo Manson e te, anche i Timoria hanno confessato una viscerale passione nei confronti di Jodorowsky. Prova della mercificazione del genio o ulteriore dimostrazione dell'interartisticità che prelude alle opere del bardo cileno?
Io ho sempre ammirato l'operato di Jodorowsky e penso di essere stato il primo a riuscire a collaborare con lui nella musica rock... Negli ultimi due anni c'è stata una sorta di "riscoperta" del maestro cileno in diversi ambienti culturali e questo ha implicato una sua conseguente iperattività che ci ha per il momento precluso ulteriori collaborazioni...

Penso che sarai un grande fan di Tim Burton e del suo immaginario…
Mi piace Tim Burton, ma non trovo tutti i suoi films parimenti riusciti... Di sicuro mi affascina il suo immaginario, una sorta di fiaba ironica ed oscura che riesce spesso a coinvolgermi, ma penso che accanto a capolavori come "Ed Wood", "Edward mani di forbice" e "Nightmare..." abbia realizzato episodi sicuramente minori come "Sleepy Hollow" o "Mars Attack"...

Posizione nei confronti della possibile guerra fra superpotenze ferite e presunti regni del male…
Da Telemita ti rispondo che per me la cosa non avrebbe senso. La mia legge si chiama "LIBERTA'" in ogni sua forma di espressione, con l'aggiunta di "RISPETTO" e "TOLLERANZA" per la libertà altrui! Basterebbe un piccolo sforzo di volontà per raggiungere un accettabile equilibrio nei rapporti umani.
Ne parlo, metaforicamente, su "Circus of death": "...la furia rabbiosa che da potere al pagliaccio conduce lo spettacolo ad un bagno di sangue/...L'odio ci trasforma in avvoltoi ammaestrati con la fede assassina e la cultura imposta/...Quando il circo arriva in città tutte le nostre certezze svaniscono/ quando i leoni iniziano a ruggire noi ci prepariamo alla guerra.../

…e spiegazione del tuo concetto di orrore.
Tutto ciò che ci rende coscenti della fragilità umana.

Michele "Fool Jester" Apprendi