INTERVISTE/DEATH SS

Foto Death SSAncora una volta, intervistare Steve Sylvester è corroborante a livello psicologico. Il suo approccio è sempre molto onesto e sincero, sebbene i temi trattati siano tutt’altro che banali o scontati. Lo incontriamo per la promozione di 21977/2007 (30 Years Of Horror Music)", il dvd antologico che raccoglie la storia dei suoi Death SS…

Ciao Steve, innanzi tutto complimenti per “1977/2007 (30 Years Of Horror Music)”, davvero un’opera imponente!
Grazie mille... e’ stata una gestazione lunga oltre 2 anni e mezzo ma credo ne sia valsa la pena...

A questo punto è confermato, la carriera discografica dei Death SS si chiude qui. Quanta attesa c’è per l’ultima data di Marzo?
No, in realtà sulla carriera di Death SS non c’e’ ancora nulla di stabilito o di definitivo, l’unica certezza e’ che col settimo sigillo il patto magico iniziato 30 anni or sono si e’ completato, chiuso... per il futuro decidero’ con calma anche in base agli eventi. Per marzo l ‘attesa e’ molta e stiamo lavorando freneticamente perche proporremo un concerto Antologico con tanto di brani mai eseguiti prima ed imperniato sulla prima incarnazione della band... ti diro’ di piu... i Death SS torneranno alle origini con una formazione a 2 chitarristi.

Immagino che i fan si siano già fatti sentire in proposito… Qual è il messaggio più “commovente” che hai ricevuto su un tuo eventuale ripensamento?er battere il ferro finché è caldo, voi sporadicamente usate l'italiano nei vostri brani, come mai questa scelta? avete intenzione di scrivere brani cantati totalmente in italiano?
I messaggi dei fans sono continui a volte toccanti e ci testimoniano quanto la band sia amata dal pubblico, ma in questo caso non serve solo un mio ripensamento. Il settimo sigillo ha chiuso un era... aspettero’ il momenti giusto e dei segnali per decidere sul futuro della Band.

La tua etichetta discografica ha qualche novità in programma?
Al momento no siamo impegnatissimo nella preparazione di questo concerto, anche perche saremo gli headliner di uno dei piu grossi eventi Metal che riguarda le realta’ Nazionali. Non e’ escluso che dopo questo concerto, con calma si possa pensare a qualche uscita discografica e non.

Una storia trentennale che ha visto avvicendarsi moltissimi musicisti e performer. Oltre agli attuali, ricordi qualcuno con particolare affetto?
No, ricordo veramente tutti allo stesso modo, penso ai Death SS come a una sorta di famiglia allargata, sono passati molti musicisti e tutti coloro che hanno fatto parte della storia della band sono sati la miglior scelta per quel certo periodo storico. E' chiaro che alcuni rapporti siano stati piu forti di altri, ma ciascuno ha avuto molta importanza per lo sviluppo della storia della band.

Nella lunga intervista presente nel secondo dvd di "30 Years Of Horror Music", affermi di aver dovuto sciogliere momentaneamente i Death SS per via di alcuni problemi personali. Se possibile, a cosa fu dovuto quel periodo di pausa forzato?
Tieni presente che all’epoca ero un adolescente gia impegnato nella musica e in altro, per cui ad un certo punto ho deciso di sciogliere la band per il grande stress che questa mi procurava; sono arrivato fino a trasferirmi a Firenze per poi ripartire dopo essermi ripreso fisicamente e mentalmente.

La passione per l’horror in bianco e nero. Fondamentale per il vostro look, per i video-clip e per tutto quanto ruoti attorno all’universo Death SS. A livello personale, invece, come coltivi questa passione nell’era dei moderni dvd e dei remake assurdi di stampo hollywoodiano?
Beh, sono un appassionato di cinema e un collezionista di questo tipo di pellicole. Ne ho migliaia e mi diverto a riguardale nel tempo libero, trovo molto affascinati gli horror movie italiani degli anni 60-70 o quelli inglesi del 50-60. Sono molto critico e guardo queste pellicole sempre anche con occhio tecnico. Sull'argomento remake hollywoodiani soprassiedo anche se ho appena visto il film diretto da Rob Zombie e lo trovo un buon prodotto.

Altro aspetto fondamentale della vostra carriera, gli show. Sin dai primi (e lontanissimi) anni avete sempre creduto in un approccio scenico molto provocante e ricco di riferimenti macabri. In trenta anni, le cose sono decisamente cambiate ed ora situazioni del genere non suscitano più lo stesso clamore di un tempo. Voi come avete vissuto tutto questo? Quanto ostracismo avete incontrato nella vostra carriera?
Siamo sempre stati ostacolati sia in Italia che all’estero, la nostra musica e la nostra immagine hanno contribuito a fare si che certi moralisti cercassero di metterci i bastoni tra le ruote. Cio’ nonostante i Death SS sono sempre stati liberi e hanno sempre fatto cio che hanno voluto. E' chiaro che in trent’anni le cose sono cambiate e si sono in qualche modo evolute, ed e’ per questo che sigillo dopo sigillo i Death SS sono sempre stati seguiti e molte volte citati, oltre che dai fans, da artisti Internazionali che li hanno presi come esempio. Lo show, come dice la parola stessa, e’ spettacolo ed intrattenimento ed i Death SS hanno sempre cercato di proporre musica e immagini adatte ai propri fans non dimenticando comunque una buona dose di ironia e autoironia.

Il tuo rapporto con l’occulto. Trovo sintomatico che molti musicisti rock abbiano un profondo legame con le teorie di A. Crowley. Hai qualche ipotesi in proposito?
Non ho grosse ipotesi, certo che Crowley e’ stato un personaggio di spicco, molto carismatico e credo comunque che molti musicisti Rock citino Crowley senza conoscerlo e anche un pò per moda...

Se dovessi racchiudere la tua filosofia di vita in una singola frase come pensi che possa essere formulata? Una sorta di “Do What You Want”?
Assolutamente, penso che ciascuno debba fare cio che Vuole, chiaramente senza invadere gli spazi altrui, la mia filosofia di vita e’ comunque molto piu complessa e fa parte del cammino umano e spirituale che la mia persona compie e ha compiuto.

Quanto ti pesa essere ingiustamente accomunato al mondo ideologico del nazismo (le SS del vostro monicker) e del satanismo?
Ormai ho fatto il callo a queste situazioni, tutti sanno che siamo completamente apolitici, che le doppie S non sono nient’altro che le mie iniziali, quindi penso che chi mi accomuni al nazismo guardi a me e ai Death SS in un modo molto superficiale. Il Satanismo esiste nelle tematiche dei Deathss, negli spettacoli e in tutto ciò che la band ha fatto in questi 30 anni; mi scoccia di più essere accomunato a un certo tipo di Satanismo vedi Bestie di Satana e simili...

Siamo alla fine, addio o arrivederci?
Onestamente non lo so nemmeno io… Chi Vivrà, Vedrà!!!

Intervista di Maurizio Gabelli