INTERVISTE/DESDEMONA

Foto DesdemonaTornano alla grande i piemontesi Desdemona, autori dello strepitoso concept album "Look for Yourself", lavoro complesso e sicuramente non immediato ma proprio per questo affascinante come la storia narrata. Un progetto che è costato tanta fatica ed impegno alla band ma che dimostra ancora una volta quanto si possa suonare power senza essere banali, soprattutto quando si ha talento e tante idee. Il singer Andrea Marchisio ci parla del concept e della sua realizzazione.

Ciao Andrea, prima di tutto faccio i complimenti a tutta la band per l'ottimo lavoro che avete svolto con "Look for Yourself", che come ho scritto in sede di recensione, entra in cima alla mia playlist per questo 2004. Allora, siete consapevoli di aver sfornato un gran bell'album?
Innanzitutto, grazie per i complimenti! Guarda, sembra banale dire che con il nuovo cd abbiamo fatto un grosso passo in avanti, ma effettivamente mi sembra innegabile che tra LFY ed il suo predecessore ci siamo evoluti in meglio… spero però che questa possa essere l'opinione comune, dato che comunque sappiamo anche di aver realizzato un cd meno immediato e "di maniera" del precedente, cosa che a qualcuno potrebbe non andare giù…

Parliamo subito del concept lirico, di cui sei l'autore. Quale è stata la fonte di ispirazione per la sua stesura e perché hai voluto narrare la storia di Michael?
Ti sembrerà strano, tra le tante domande che mi sono posto, non era mai rientrato il semplice "perché". Probabilmente si tratta di qualcosa che avevo dentro e che sentivo di dover esprimere. L'uomo è in fondo un animale realmente affascinante, con i suoi vizi e le sue virtù, le sue debolezze ed impennate di orgoglio, la sua scintilla divina e le sue indulgenze… In fondo, io credo, viviamo di dicotomie, di contraddizioni, di conflitti irrisolti e forse irrisolvibili proprio per il nostro essere umani e "finiti"… Aneliamo allo spirituale e al divino, che diano un senso alla nostra vita ed appianino le nostre tensioni, ma al tempo stesso ognuno di noi ha almeno un desiderio, una debolezza che lo riporta alla terra ed alla dimensione carnale. Qual è la soluzione? E soprattutto, siamo sicuri che quella mortale sia la condizione peggiore che si possa vivere?

Abituati in campo power a concept ambientati in luoghi fantastici, perché hai scelto l'epoca vittoriana come collocazione storica?
Abbiamo cominciato a tirare giù qualche riff, e ci siamo subito accorti che il nuovo materiale sarebbe stato più cupo del precedente, per cui la classica ambientazione fantasy sarebbe centrata come i cavoli a merenda. Tra i vari luoghi che ho visitato nella mia vita, credo che Londra, anche quella contemporanea, sia una città veramente "dark". Prova a camminare per una via di Londra d'inverno, di notte, con la pioggia, per capire cosa intendo… Logico quindi che la parte iniziale della storia, in cui Michael è perseguitato da questo misterioso personaggio, avesse come cornice la città che più sarebbe risultata credibile come sfondo.

La composizione prettamente musicale dell'album è avvenuta in contemporanea con lo sviluppo del concept oppure avete adottato un approccio tipico delle soundtrack, musicando la storia una volta terminata?
Come ti dicevo, c'erano idee sparse per qualche riff, ma per "Look for Yourself" abbiamo poi cercato di seguire un approccio ragionato alla composizione. Ciò significa che, dopo aver scritto una traccia della storia, suddivisa in vari capitoli, l'ho portata agli altri ragazzi perché cominciassero a costruirci sopra i pezzi. Dopo che le canzoni prendevano forma in sala prove, arrivavo io, scrivendo il testo per esteso (a volte di getto) ed adattandoci sopra delle linee melodiche. Ho già detto e ribadisco che a mio parere uno dei punti di forza di questo cd è proprio il contrasto tra la struttura dei pezzi, molto ragionata, e l'immediatezza di gran parte delle linee di cantato.

Nella mia recensione ho sottolineato quanto i Desdemona siano completamenti diversi dal gruppo che ha composto "Lady of Lore", mutando il loro stile in favore di soluzioni più complesse ed articolate. Alla vigilia della fase compositiva, pensavate già di scrivere brani più elaborati oppure è stato il concept lirico che vi ha influenzati in tale scelta?
Non saprei dirti che cosa ci abbia influenzato, se il concept o altro, ma certo non è stata una decisione ragionata. Il primo disco era più tipicamente power, ma vi si potevano già trovare altre influenze: direi che queste sono semplicemente venute allo scoperto. D'altra parte, suonare lo stesso disco all'infinito può essere un discorso sensato per gruppi che vivono di musica e che devono fare i conti con il riscontro dei loro fan, ma per noi sarebbe stato assurdo limitare la nostra creatività solo perché la gente ci inquadrava come gruppo power.

Quanto è stato difficile comporre, dal punto di vista musicale, i brani di "Look for Yourself" sapendo di dover rispettare sia la cronologia degli eventi narrati che la loro tensione emotiva?
È stato realmente massacrante, forse soprattutto per me, che dovevo inventare una storia credibile, rendere i vari passaggi a livello lirico in modo tale da suscitare le emozioni desiderate nel lettore, ed interpretarli vocalmente mediante l'uso di diverse "intenzioni". Per quanto riguarda la parte musicale, dopo aver impostato il lavoro sui giusti binari tramite la stesura della trama primitiva, tutto è filato abbastanza liscio, man mano che arrangiavamo i vari pezzi ci accorgevamo che le varie parti si adattavano naturalmente ai passaggi drammatici che avrebbero dovuto esprimere. Questo succede quando hai le idee chiare su che cosa vuoi ottenere, ed anche il dialogo aiuta molto; credo che si senta che questa volta abbiamo lavorato molto più come un vero gruppo.

Andrea, dal punto di vista interpretativo, quanto ti sono servite le tue esperienze in campo teatrale? In qualche modo, ti sei ritrovato ad interpretare un vero e proprio copione.
Esatto, come ti dicevo prima, ho dovuto esprimere diverse "intenzioni" della storia. Le emozioni di Michael, che sono molteplici, e che si dipanano anche lungo sentieri onirici, i colpi di scena della vicenda, voci di altri personaggi che compaiono fugacemente sulla scena. Non mi definisco un attore, anche perché purtroppo lo spettacolo a cui partecipavo è "fermo ai box" da parecchio tempo, ma sicuramente il fatto di aver dovuto interpretare un personaggio sul palco mi è servito parecchio per interpretare le varie fasi della storia.

Suppongo che tra ideazione del concept, composizione e registrazione, pubblicare questo album non sia stata una passeggiata. Pensate in futuro di ripetere questa esperienza?
Sì, in effetti il lavoro è stato piuttosto stressante, io in particolare mi sono sentito sulle spalle non solo il peso di dover cantare al meglio tutti i pezzi, ma anche di dover inventare una vicenda quanto più possibile interessante ed originale, e di renderla credibile e fluida. Gli altri ragazzi insistono già perché il prossimo cd sia il seguito della storia, non so, per ora gli rispondo a insulti, poi vedremo, eheheh…

State preparando dei live per promuovere l'album? Se è sì, pensate di riprodurre fedelmente i brani dal vivo oppure ridurrete gli arrangiamenti rendendo i brani più fruibili?
Sì, abbiamo suonato ieri sera ad Asti, poi si sta parlando di un Northwind Festival a metà maggio a Milano. Per quanto riguarda gli arrangiamenti, devi sapere che, per ragioni di fruibilità del prodotto, in sede di registrazione abbiamo dovuto eliminare alcuni passaggi che allungavano notevolmente i brani. Bene, dopo un po' di discussioni abbiamo deciso di proporre i brani live come avrebbero dovuto essere, quindi gli arrangiamenti in definitiva saranno più "ostici", forse. La nostra idea è semplicemente quella di rappresentare i brani nella loro interezza, speriamo che il pubblico possa apprezzare…

Sul versante delle licenze di stampa, l'album avrà solo una distribuzione europea o sarà distribuito anche in Giappone e Sud America?
Mi pare che la Northwind si stia attivando per ottenere la licenza in Giappone, ma allo stato attuale delle cose non so dirti come stiano andando le trattative, mi dispiace…

L'album è uscito circa un mese fa. Puoi stilare un bilancio sia in termini di recensioni che di riscontro di pubblico?
Onestamente, mentre il primo cd era piaciuto un po' a tutti, siamo un po' preoccupati per questo, perché, come ti dicevo, sappiamo di avere realizzato un prodotto più complesso ma anche meno "mainstream", per quanto questa definizione valga nel nostro genere. In generale, direi che le reazioni sono positive, ma c'è anche chi è rimasto un po' disorientato da questa sterzata di stile, ma lo accettiamo, fa parte del gioco. Quello che personalmente mi fa incazzare, invece, è leggere recensioni di certa "critica" che bolla "Look for Yourself" come un disco discreto, commentando però che lo stile è rimasto uguale a quello del disco precedente… se vuoi criticare per me è ok, ma almeno cerca di sapere di che cosa stai parlando!

Ok, siamo giunti alla conclusione. Un saluto per i nostri lettori ed ancora complimenti per "Look for Yourself".
Grazie ancora per i complimenti! Ragazzi, i suggerimenti sono sempre quelli: prima di decidere se spendere i vostri sudati soldini nel nostro cd, scaricate qualche pezzo in rete, "testateci" dal vivo se veniamo a suonare dalle vostre parti, sono sicuro che ci guadagneremo il vostro consenso!

Intervista di Paolo Ponente