INTERVISTE/DOMINE

Foto Domine - Enrico De PaoliTornano i Domine ed anche questa volta si parlerà a lungo del loro nuovo “Ancient Spirit Rising”. Per questo disco, la band fiorentina ha davvero fatto le cose in grande scrivendo un album dai forti rimandi epici, ricco di sfumature stilistiche ed immancabilmente ispirato a livello di songwriting. Insomma il classico album di qualità al quale Enrico Paoli e compagni ci hanno abituato da anni….

Ciao Enrico, intanto complimenti per “Ancient Spirit Rising”, tre anni di attesa per un disco così affascinante non sono poi molti…
Ciao Maurizio e un saluto a tutti i lettori. Chiaramente dipende dai punti di vista. Non siamo una band che riesce a fare un album ogni anno. Ogni volta cerchiamo di fare un passo avanti nella qualità della musica e questo comporta un sempre piu’ alto standard da raggiungere. Inoltre, in questo album volevamo variare un po’ la nostra proposta musicale e per questo abbiamo impiegato piu’ tempo a scrivere e realizzare il disco. Poi ci sono sempre i tempi tecnici di produzione ed i tempi contrattuali per le licenze in Giappone, Russia ed estremo oriente da rispettare. Il disco è stato registrato nell’ aprile scorso. Come dici anche tu, è un disco ricco di idee e di atmosfere molto diverse tra loro ed ha richiesto una sacco di lavoro e di una attenzione particolare agli arrangiamenti. In alcuni brano ci sono quasi 50 tracce di strumenti.

A livello sonoro ho notato dei piccoli mutamenti stilistici… Sono il sintomo precoce di un più ampio mutamento artistico o solo il modo per variegare una proposta già consolidata come la vostra?
Anche l’ entità di questi cambiamenti sono recepiti in modo diverso dai vari ascoltatori. Questa volta sembra che tutti abbiano notato questa maggiore varietà stilistica, alcuni hanno anche messo in evidenza una grossa mutazione. E’ una questione di opinioni e di punti di vista. E’ innegabile che ci siano dei cambiamenti, è quello che volevamo fare. Volevamo aggiungere un po’ di elementi di altri generi che amiamo e quindi trovi cose tipiche dell’ Hard Rock, della musica celtica, del Prog Rock. Per noi è stata una cosa molto naturale che abbiamo fatto con ogni nuovo album, ma adesso, dopo cinque album, i piccoli mutamenti si sono sommati e la differenza tra il debut ed “Ancient Spirit Rising” è effettivamente evidente. Sicuramente continueremo ad avere questa Aattitudine anche nei prossimi lavori. Non vogliamo fare il solito cd tutte le volte.

Seguendo quest’ottica, quanto pensi valorizzino una band come i Domine le monumentali ed imponenti suite che caratterizzano i vostri ultimi lavori?
Sono sempre state una parte del nostro sound. In realtà uno degli obbiettivi futuri che mi porrò come compositore sarà proprio riuscire a scrivere anche brani piu’ corti; di solito mi è molto difficile scrive un brano sotto i 4-5 minuti. Lo stile dei Domine è fatto da brani molto Heavy Metal con una spiccata attitudine live, veloci e coinvolgenti e da brani piu’ complessi, lunghi e dalle strutture cangianti. E’ sempre stato così fin dagli inizi. Di solito i brani piu’ lunghi sono quelli piu’ interessanti, mentre quelli tirati ed heavy sono quelli piu’ divertenti.

Quella di “Ancient Spirit Rising” è una cover eccezionale, pari per bellezza a quelle dei primi due dischi della vostra carriera. La mano è sempre la stessa?
Si, tutte le copertine dei Domine sono state realizzata dalla pittrice Giovanna Corsini, che ormai è come un membro del gruppo e sopporta tutte le mie “angherie” grafiche. Sono d’accordo che questa copertina sia una delle piu’ belle che abbiamo usato. Questo album è molto influenzato dalla pittura vittoriana e pre-raffaelita e volevo una copertina meno battagliera e piu’ spirituale, cosa d'altronde che si riflette anche nelle liriche dei brani. All’inizio volevo usare il quadro “The Lady Of Shalott” di William Waterhouse ed avevo anche preso contatto per acquisire i diritti. Poi mi sono ricreduto, perché l’ uso di quadri storici non è mai esclusivo e volevo evitare che altri gruppi potessero avere la nostra stessa copertina in futuro, come è accaduto a tutti i dischi che hanno usato l’ “Ophelia” di Milais.

So che avete presentato alcuni pezzi in anteprima durante delle esibizioni live. Come ha reagito il pubblico e qualAi erano i brani in questione?
Abbiamo suonato “The Messenger” al Gods Of Metal 2006 ed in alcuni concerti nell’ estate dello stesso anno. Avevamo appena finito di registrare il disco e volevamo testare la resa live di almeno un brano nuovo. Il risultato è stato incredibile, non è tanto “normale” sentire il pubblico che canta e salta durante un brano che non hanno mai sentito prima. Evidentemente i fans dei Domine sono molto in sintonia con il nostro stile.

La curiosa numerazione (01 . 11 . 21…) che ho trovato sul promo ha qualche significato in particolare?
Semplice, nella versione promo ogni brano è suddiviso in 10 tracce. Se guardi il display del lettore cd troverai 90 brani. Questo è un piccolo stratagemma per rendere la vita difficile ai vari pirati scaricatori di internet, che costringe questi individui a dover lavorare un pochino per mettere insieme i singoli brani. Niente di particolarmente difficile da risolvere, ma almeno è una piccola rottura per questi ladri. Parlo di quei veri e propri criminali che usano i vari P2P e che per qualche ragione ignota alle persone oneste, si permettono di mettere i dischi sul web, addirittura prima che questi siano usciti e tradendo la fiducia degli uffici promozionali delle etichette che gli spediscono i promo. La cosa che è veramente incredibile è che i cd vengono uploadati proprio da “giornalisti”, le virgolette sono d’ obbligo per individui che mettono a repentaglio la categoria stessa e l’ intera scena musicale. Nel momento in cui la casa discografica spedisce i promo alle riviste, il cd appare su internet. Scusate il “pippone” ma i ragazzi non si rendono conto del danno devastante che stanno facendo alla scena underground, rubano i dischi e stanno sottraendo i soldi che spetterebbero ai loro gruppi preferiti e li stanno dando ai gestori della telefonia per pagare le bollette delle connessioni adsl... e poi magari predicano il true metal!

A livello lAirico come è impostato questo “Ancient Spirit Rising”? Ci troviamo dinanzi ad un concept album?
No, non abbiamo mai realizzato un concept album. Questo disco è una collection di canzoni che parlano di vari temi, correlati tra di loro dall’ atmosfera generale del disco. Ho voluto cambiare un po’ le tematiche dei testi. In passato i testi erano molto ispirati all’ Heroic Fantasy ed a libri specifici, come i romanzi di Michael Moorcock, R.Howard e Frank Herbert. Nei dischi precedenti ci sono sempre stati anche brani piu’ personali ed in questo album volevo ribaltare la situazione. C’è un solo brano dedicato al ciclo di Elric ed uno ispirato ad un poema di Alfred Tennyson, per il resto sono tutte mie riflessioni su temi di vita e morte, resi in chiave poetica, romantica ed epica. E’ un album piu’ personale ed intimista, per certi versi.

Il 10 Febbraio incontrerete i vostri fan per una signing session in un negozio musicale di Firenze. Quanto vi gratificano queste occasioni? Avete in mente altre iniziative di questo tipo?
Sono sempre gratificanti. E’ sempre un piacere incontrare i fans. Se ce ne sarà l’ occasione, non ci tireremo indietro.

Ho notato che avete un account MySpace. Sembra essere diventato il veicolo promozionale del momento, voi come lo utilizzate e che vantaggi vi da?
Abbiamo appena aperto la pagina e mi sembra che i risultati siano incoraggianti, anche se molto lontani dai milioni di visite che le pagine di artisti famosi hanno. E’ esattamente la facciata positiva di internet, un metodo giusto, veloce e divertente per poter scoprire/promozionale la musica in modo lecito. Non ci sono veramente piu’ scuse per poter downloadare e piratare i cd, grazie a queste pagine puoi ascoltare la musica di chiunque e decidere se comprare un cd oppure no.

Parlaci della bonus track presente sulla versione giapponese di “Ancient Spirit Rising”. SeA non sbaglio è una cover degli Uriah Heep?
Si, è la cover di un brano presente sull’ album “Abominog” degli Uriah Heep. E’ una scelta dettata dalla nostra passione nei confronti del gruppo inglese e dall’ esigenza di fare un brano che fosse abbordabile senza avere Ken Hensley e David Byron in formazione. E’ stata scelta da Morby. Avevamo in lista un sacco di brani ed alla fine abbiamo optato tutti per questo.

Bene, intervista conclusa. A te l’ultimo spazio per i saluti…
Ringrazio te e tutti i lettori di Metalloitaliano.it e vi invito ad ascoltare il nuovo album “Ancient Spirit Rising”. Spero vi piaccia. Visitate il nostro sito ufficiale e la nostra pagina su My Space:

www.dominetruemetal.com

www.myspace.com/domineofficial

Intervista di Maurizio Gabelli