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"Shape"
è il primo lavoro ufficiale di questa giovane ed interessante band
italiana. Quello che i nostri propongono è un progressive metal ricercato
e di gran classe, figlio di una marcata influenza seventies e di quell'attitudine
moderna che ha fatto la fortuna di band come Dream Theater e Spock's
Beard. Abbiamo incontrato la band e questo è il resoconto di una bella
e fruttuosa chiacchierata…
Salve ragazzi, la prassi esige una
breve presentazione della band…
Ciao a tutti, i Dynamic Lights nascono nel 1997 a Pesaro. Da allora
abbiamo registrato un demo intitolato Night Lights (1999), un Ep chiamato
Resurrection (2002) e finalmente nel 2005 è arrivato il debutto discografico
per la DVS Records, Shape. Abbiamo fatto tanti concerti accompagnando
anche band eccezionali ed affermate, siamo da poco tornati da un tour
ecc… il resto ed i dettagli ve li lascio per il proseguo dell'intervista!?
Innanzi tutto vi faccio i miei complimenti
per "Shape", un ottimo lavoro davvero! Mi ha incuriosito
molto l'impostazione che avete dato alla vostra proposta musicale.
Si tratta di progressive metal, senza dubbio, eppure riuscite a sprigionare
una forte personalità ed un gusto tutto vostro per gli arrangiamenti.
Il nostro punto di forza è che lavoriamo tutti assieme, come una band,
e non c'è quindi un solo compositore: ogni pezzo nasce dall'apporto
attivo di cinque persone. Questo ci permette di attingere da un maggiore
bacino di idee, e inoltre noi tutti abbiamo un background molto diverso
e variegato. Secondo me i tanti ascolti che abbiamo al di fuori del
metal contribuiscono a rendere più particolare e meno derivativo il
nostro suono che ora presenta una forte componente di Rock progressivo.
In effetti, si possono trarre ben
pochi paragoni (e magari azzardati) con formazioni di grande levatura
come Fates Warning e Pain Of Salvation. Queste due band rientrato
tra quel novero di compagini che hanno influenzato la vostra maturazione
artistica?
Quando componiamo non badiamo mai a quanto fatto dalle altre band
e penso che il paragone con i Pain Of Salvation nasca molto dal fatto
che entrambi cerchiamo di rendere più caldo e sentito il progressive
metal, ovvero un genere che spesso viene interpretato in maniera fredda,
con tanta attenzione per l'esecuzione e poca per l'espressività. In
ogni caso la band di Daniel Gildenlow, così come i Fates Warning,
gode di tutta la mia stima e penso ci sia tanto da imparare da loro
come da tanti altri musicisti talentuosi ed esperti.
"Shape", che è il vostro
album di debutto, è stato pubblicato dalla DVS Records. Come siete
arrivati a lavorare con l'etichetta olandese, e cosa prevede esattamente
il vostro accordo?
Siamo arrivati al contratto con la DVS Records quasi per caso quando
abbiamo mandato l'Ep Resurrection alla direzione del Progpower Festival:
Renè Janssen, titolare dell'etichetta, era tra i selezionatori e rimase
molto colpito dalla nostra musica, così decise di contattarci e da
li l'accordo venne a breve. A grandi linee ti posso dire che il contratto
riguarda tutti gli aspetti riguardanti la pubblicazione e la distribuzione
di Shape…
V. Come nasce un pezzo dei Dynamic
Lights? Lavorate di più al di fuori dello studio, o lasciate anche
spazio all'improvvisazione nella stesura delle canzoni?
Di solito partiamo da un'idea, un riff, e la evolviamo assieme. Come
dicevo prima la chiave di lettura è che lavorando da band possiamo
contare sulle capacità e l'ispirazione di cinque persone differenti,
ma dobbiamo anche metterci d'accordo, quindi la stesura dei brani
la facciamo in sala prove. Quando andiamo in studio cerchiamo di avere
tutto pronto, in modo che sia tutto perfetto, ma finisce sempre che
in fase di registrazione inseriamo delle modifiche e delle migliorie.
A proposito di studio… penso che
ormai avrete acquisito un buon bagaglio d'esperienza in questo senso.
Qual è stato l'episodio più strano o comunque divertente che è capitato
durante le prove e le registrazioni di "Shape"?
Ce lo chiedono in tanti ma a dire il vero non è successo nulla di
così strano durante le registrazioni di questo disco: ai Fear Studio
sono molto professionali e noi ci siamo preparati al meglio ad ogni
evenienza quindi tutto è andato liscio. L'unico disguido è avvenuto
con lo studio di masterizzazione che ci ha diviso due canzoni in un
punto sbagliato ma abbiamo rimediato subito. In ogni caso le registrazioni
sono state divertentissime e un'ottima occasione per fare esperienza
come band e passare assieme dei giorni intensissimi.
Pur disponendo della versione promozionale
(senza testi) di "Shape", mi hanno molto colpito le liriche
dei vostri brani. Chi se ne occupa e quanto di voi c'è in ogni pezzo
di questo lavoro?
Malissimo! Corri subito ad acquistare il disco originale con un bel
libretto di tante pagine a colori e i testi completi di ogni canzone!
Eh eh eh! I testi in generale li scrive Matt, il nostro singer, ma
ad ogni brano abbiamo contribuito tutti allo stesso modo, visto che
a livello strumentale lavoriamo tutti assieme e ognuno arrangia le
sue parti. Le liriche le scrive Matt solitamente perché è quello più
esperto e portato a farlo, mentre noi per ora ci siamo limitati, salvo
rari casi, a dargli delle idee o dei suggerimenti. A scopo informativo
comunque i nostri lettori (tu no perché devi sostenere la musica Italiana
emergente comperando il nostro cd!?) potranno trovare i testi di Shape
sul nostro sito internet, nella pagina della discografia.
Come procede l'attività dal vivo
dei Dynamic Lights? Avete già avuto la possibilità di suonare al di
fuori della vostra zona? E quali sono i pezzi del vostro primo album
che si rivelano particolarmente adatti alla sede live?
I concerti hanno sempre avuto per noi un ruolo fondamentale e fin'ora
ne abbiamo fatti una quarantina accompagnando anche grandi band come
i Pain Of Salvation, gli Shaaman e i Lacuna Coil…Quest'anno, inoltre,
abbiamo fatto un breve tour Europeo di supporto ai Nightingale di
Dan Swano ed ai Tomorrow's Eve. Abbiamo suonato in Danimarca, Olanda
e Germania ed è stata un'altra esperienza incredibile. Per quanto
riguarda i pezzi, non siamo una di quelle band che fa distinzioni
tra live e studio: il materiale che componiamo ci diverte riproporlo
dal vivo e quando possiamo suoniamo tutto il disco. Nell'ultimo tour,
avendo a disposizione un tempo limitato, abbiamo spesso optato per
i pezzi più d'impatto e la scaletta è stata solitamente questa: 1-
Remembrances 2- In The Hands Of A Siren 3- Going To Nowhere 4- One
Thousand Nothing 5- The Big Show.
Come mezzi di promozione alternativi
avete già pensato alla realizzazione di un dvd o di un video-clip?
Sinceramente ci abbiamo pensato ed abbiamo concluso che attualmente
avrebbero poco senso per noi…dobbiamo sempre considerare le spese
e l'interesse che la gente avrebbe per questi. Magari torneremo sulla
cosa in futuro, quando avremo più dischi pubblicati ed un maggior
seguito, oltre che mezzi adeguati per dare alla luce un prodotto professionale
e ben fatto.
State già lavorando al nuovo disco?
Cosa ci possiamo aspettare in futuro da parte vostra?
La nostra priorità attuale è quella dei concerti in Italia e all'estero…per
quanto riguarda i primi, ci sono varie cose in ballo, tra cui un festival
con i Labyrinth, quindi siamo ottimisti e speriamo di poter suonare
tanto e in molte città. In terra straniera invece ci aspetta quello
che sarà probabilmente il concerto più importante per noi da quando
ci siamo formati: ad Ottobre, infatti, suoneremo al prestigioso ProgPower
Festival dove ritroveremo i Pain Of Salvation e dove calcheremo lo
stesso palco di band fantastiche come Pagan's Mind, Wolverine, Epica,
Green Carnation e altri…non vediamo l'ora!
Non posso che ringraziarvi per l'intervista,
a voi l'ultima parola…
Grazie mille a te, al sito per lo spazio concessoci e ovviamente ai
lettori che ci hanno sopportato fino a questo punto! Fatevi un giro
su www.dynamiclights.net e fateci sapere cosa pensate della nostra
musica! A presto!
Intervista di Maurizio
Gabelli
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