INTERVISTE/EDENSHADE

Alla luce della recensione presente, credo sia inutile rimarcare quanto "Love injuring criteria" mi sia piaciuto. Il prog extreme (posso chiamarlo così?) della band maceratese mi ha colpito tantissimo. D'obbligo mettermi in contatto con Stefano Wosz, chitarrista della band, col quale ho potuto parlare della "sua" creatura. Al di là della disponibilità e della simpatia, Stefano ha dimostrato un'umiltà straordinaria, chiedendomi più volte, da umilissimo recensionista dilettante quale sono, un parere sulla sua musica. Ma andiamo con ordine.

 

Allora, Stefano, volevo intitolare la recensione della vostra demo: "Se John Petrucci fosse nato in Svezia…"

Io ti risponderei dicendoti: "Magari fossi John Petrucci!". Scherzi a parte, credo che sia abbastanza calzante. I Dream sono il mio gruppo preferito e, francamente, sono orgoglioso che si possa dedurre quanto sia stato influenzato dal gruppo americano. Sicuramente, non siamo così tecnici come i Dream Theater. Giusto un po', ma niente di che. Non mi piacciono gli eccessivi virtuosismi. Certo che, nel contempo, mi piacciono anche gli In Flames! A proposito, ti è piaciuto il cd?

 

Lo leggerai sul sito, non voglio svelarti niente.In Flames? Avrei detto Dark Tranquillity…

Uhm, non sei il primo che me lo dice. Effettivamente, "The Mind's I " è un grande album…

 

Nella bellissima confezione di "Love injuring criteria" sono presenti i testi delle canzoni: questo denota l'importanza che conferite ad essi o è una mera scelta di packaging?

I testi sono assolutamente basilari. Sono complementari alla musica e la completano. Il mio giudizio sulla qualità di un album è basato anche sull'aspetto più verbale della musica. Per farti un esempio: mi piacciono gli Angra di "Angel's cry", non mi piacciono quelli di "Fireworks". Non perché la musica sia scaduta nella qualità, anzi, ma perché i testi sono banali, e questo svilisce il sound stesso. Per questo detesto molti gruppi power, magari preparatissimi in sede strumentale.

 

Leggendoli, si ha la nettissima sensazione che l'introspezione sia il loro argomento principale. Sei d'accordo?

Io definisco i miei testi "Fotografie emozionali". Così come le fotografie, le buone fotografie almeno, racchiudono attimi eterni e necessitano di un filtro emotivo per essere ben comprese, ugualmente io accorpo (o, almeno, ci tento) emozioni, frammenti, attimi, che presi da soli non hanno senso ma, calati in uno specifico complesso, diventano uno stato d'animo. Come fanno molti gruppi, sia io che Matteo (tastierista della band, ndr) scriviamo le liriche dopo la composizione della musica. Ma, contemporaneamente, scriviamo i testi secondo le emozioni che la musica riesce a trasmetterci. E qui ritorniamo al discorso della complementarietà…

 

Non sei un grande fan della musica strumentale, insomma…

Il massimo che mi concedo, ma soltanto per pochi minuti, è Steve Vai. Per il resto, nisba. Potenza, tanta melodia, bei testi ed un pizzico di tecnica, sempre e comunque al servizio della musica. Questa è la formula che mi conquista.

 

...e che riproponi con gli Edenshade…

Ci provo. A proposito, ti è piaciuto il Cd?

 

Non te lo dico. Con la line-up come va? (detto in tono ironico, giacché l'attuale bassista è il terzo, ndr)

Tutto bene, per ora. Facciamo i debiti scongiuri, in quanto i nostri precedenti bassisti hanno abbandonato il gruppo ad Ottobre, ad un anno di distanza l'uno dall'altra. Insomma, fra un po' dovrebbe essere il turno di Daniele! Seriamente, speriamo di no, visto che a novembre registreremo l'album…

 

Davvero? Per quale etichetta?

La Negatron. Purtroppo dobbiamo pagarci noi la produzione. Non ha comunque importanza, abbiamo la necessità di editare il primo album. Vedi, tutti hanno elogiato "Love…"; ma, mentre lo facevano, ci chiedevano quando sarebbe uscito l'album. Non è un segreto che le case discografiche a grande tiratura non ascoltano nemmeno le demo, perché si concentrano su gruppi sui quali altri hanno rischiato.

 

Come spieghi questa situazione? Voglio dire, avete ottenuto recensioni entusiastiche ovunque. Eppure siete comunque costretti a pagare da soli la produzione dell'album…

Non so spiegarmelo. Forse perché in noi, come in tantissimi altri gruppi, coincidono due situazioni estreme: siamo italiani e non suoniamo musica commerciale. Come gruppo italiano, non siamo presi in considerazione dalle labels straniere; come gruppo non commerciale, possiamo sperare soltanto in un'etichetta che si occupi dell'artwork e della distribuzione. Le bands che hanno firmato all'estero, se ci fai caso, avevano comunque editato un album con piccole etichette. Natron, Novembre ed altre, ad esempio.

 

Considerata la straordinaria classe del vostro sito Internet… (www.edenshade.com)

Grazie, ti prometto che ci metterò un po' più di roba fra un qualche tempo…

 

Credi che la rete possa diventare, in futuro, il più potente canale di diffusione musicale?

Penso di sì. D'altronde, con la tecnologia ADSL, puoi scaricare un album intero in pochi minuti. Per questo sono d'accordo coi Metallica…

 

Mi spieghi perché?

Perché credo che la musica non debba essere gratis. Dietro di essa c'è impegno, sudore, fatica, costi. È un bene di lusso. Non è pane. Credo che il mercato degli Mp3 debba essere rigidamente regolamentato: che il prezzo dei cd sia troppo elevato, è vero, ma è un'altra questione. Anche a me piacerebbe che costassero di meno anche se, rapportato ad altre forme d'intrattenimento, non è che siano poi così cari…

 

In che senso?

Pensa al cinema, ad esempio. Quanto costa un biglietto? Dodici mila lire. Un cd costa 36000 lire. Vale a dire, tre spettacoli. Devi scegliere se valgono di più sei ore di spettacolo cinematografico o un disco che puoi riascoltare per tutta la vita. Alla fine, comunque, da recenti indagini di mercato, si è scoperto che Napster ha giovato al music business. Questo non fa che rimarcare la valenza promozionale degli Mp3.

 

Raccontami della tua esperienza all'Outer sound studios, sotto la supervisione di due grandi musicisti come Giuseppe Orlando e Massimiliano Pagliuso…

Grandiosa. Riescono a coniugare l'iperprofessionalità in studio con la simpatia nelle situazioni informali. Fra parentesi, in merito al guitar-working, ho imparato più segreti da Massimiliano in dieci giorni che nei tre anni precedenti. L'emozione è stata grande, soprattutto perché ci trovavamo in uno studio metal-oriented, specializzato in suoni come i nostri. La soddisfazione di registrare una demo che suona come un disco, poi, è stata enorme.

 

Registrerete lì il vostro full-lenght?

Sicuramente. Dovrebbe contenere i pezzi di "Love…" ed altri quattro, più alcuni intermezzi. Alla fine dovrebbero essere circa dieci, undici tracce.

 

E l'Agglutination?

Una delle più belle esperienze della nostra vita. Innanzi tutto perché suonare davanti tutta quella gente è un emozione indescrivibile. Poi, per lo spirito di fratellanza che si respira. Prendi Thorsen e Stancioiu (rispettivamente, chitarrista e batterista dei Vision Divine, headliners della serata, ndr). Il primo ha fatto suonare tutti i gruppi con una delle sue casse, mentre Mat ha messo a disposizione la sua batteria. Sono stati anche disposti, sia loro sia i Domine, a ridurre il proprio set pur di far suonare qualche pezzo in più agli altri gruppi. Siamo tornati da questa esperienza caricati, rinfrancati. Poi, vuoi mettere la soddisfazione di essere riconosciuto, al Gods of metal, da Morby? A proposito, ne approfitto per spezzare una lancia a favore di Cristiano Borchi, presente quell'anno con i suoi Stormlord. Al contrario dell'opinione comune, è un ragazzo simpatico e alla mano. Figurati che ci ha fornito lui il numero di telefono di Giuseppe Orlando! Ti ripeto, è stata un esperienza che ha attizzato la nostra voglia di fare e la nostra creatività.

 

Siamo arrivati alla fine, Stefano. Un'ultima domanda. Come vedi la scena italiana?
Qualitativamente ottima. Dal punto di vista logistico, precaria. A proposito, ti è piaciuto il cd?


Michele Apprendi