INTERVISTE/EXILE
Exile

"Eighties and life", prendo in prestito, storpiandolo per l'occasione, il titolo di una delle più belle canzoni degli americani Skid Row (ma che fine hanno fatto?), per parlarvi di una delle più divertenti band del panorama italiano Divertenti non perché propongono testi demenziali, badate bene: divertenti nel senso di "fun", di coinvolgimento, movimento, casino. Le qualità imprescindibili del r n'r (e, quindi, del metal). In un panorama mondiale che vede l'affermazione (in campo power, sia chiaro), dei barocchismi, degli arrangiamenti neoclassici, della fantasy più becera, un gruppo come gli Exile, devoto al power classico, quello ottantiano, rappresenta una catartica boccata d'ossigeno. Lineari ed orecchiabili come pochi, semplici e diretti per scelta consapevole e per pura passione, abbiamo deciso di incontrarli per parlare di…indovinate cosa? Incontro Marco (voce), Luciano (basso), Vincenzo e Stefano (chitarre) nella loro sala prove, tappezzata di poster dei Maiden, dei Dokken e dei W.A.S.P. E' andata così…
(Detto fra noi, è stata sicuramente l'intervista più divertente della mia vita).

 

Allora, ragazzi, la vostra demo è un tributo al passato, parafrasando il titolo di una vostra canzone…Scelta inconsapevole o anticonformismo?

Marco: Assolutamente inconsapevole. È tutta una questione d'attitudine. Suoniamo ciò che ci piace, ciò che abbiamo ascoltato per la maggior parte della nostra vita, ciò che consideriamo buona musica. Facciamo un genere che, in contrapposizione alle moderne tendenze, non è troppo melodico, troppo estremo, troppo caotico. Cerchiamo la linearità, l'equilibrio di questi elementi. Nel contempo, vorremmo che ritornasse la passione vera. Quella di gente come R.J. Dio.

 

Quali sono le vostre principali influenze? (domanda scontata, ndr.)

Marco: Gli anni '80! Tutto era bello, allora. Direi gruppi come Loudness, W.A.S.P., Dokken, TNT, Iron Maiden, Dio.

 

Anche i vostri testi?

Marco: Certo. Dico ciò che voglio senza sforzarmi di trasmettere un messaggio. Un'idea o uno stato d'animo, questo sì. Scrivo di film horror o perché sono incazzato. Sono il classico tipo che, se becca un pugno, si rialza. Prendi "Rebel without chains", ad esempio. Il metallaro appartiene ad un'elite, non deve rendere conto a nessuno. Immaginavo di prendere l'auto, mettere gli Ac/Dc a palla nello stereo e via! Dimenticarmi della scuola e di tutti i fottuti business. Come Alice Cooper in "School's out".

 

Ultimi acquisti?

Marco: L'ultimo dei Metal Church, I Primal Fear, I Magnum. Più che altro tendo a recuperare le cose del passato.

 

Non pensate d'essere troppo nostalgici?

Stefano: Vedi, non siamo nostalgici degli anni '80 perché vogliamo tornare bambini o stronzate simili. Semplicemente, pensiamo che ci fosse più feeling, più onestà, più voglia di fare musica. Se chiedi ad un metallaro dell'ultima ora quali gruppi "vecchi" conosce, ti risponderà Metallica e Iron Maiden. Poi basta.

 

Paradossalmente, potreste diventare un gruppo nu-metal…

Vincenzo: Già, immagina noi che suoniamo coi Limp Bizkit!

 

Siete coscienti di fare un tipo di musica che difficilmente vi farà approdare al contratto discografico…

Luciano: Sì, ma non è detta l'ultima. Potrebbe esserci un ritorno di fiamma, com'è stato per il punk negli anni '90…

 

Stefano: Qualche anno fa, se uscivi da un negozio di dischi con un album degli Scorpions, ti allontanavano come si faceva con gli appestati.

 

Marco: C' è troppa serietà, troppo buonismo da un lato, dall'altro si cerca di mandare messaggi filosofici che, in realtà, sono solo stronzate. Da un lato, i gruppi epic che scrivono una canzone sulla biada che deve mangiare il cavallo, dall'altro i gruppi black che sono forti solo se mettono i picciriddi scannati (bambini macellati, ndr) in copertina. Prendiamo gli Scorpions: c'è chi li giudica male solo perché conosce "Wind of changes" o perché hanno delle copertine non strepitose. Prendi "Live for the rock": quello sono io, siamo noi, cinque nullafacenti che vogliono divertirsi. C'è qualcosa di male in questo?

 

No, certo che no…

Vincenzo: Personalmente, mi fanno incazzare i cantanti metal con le fisime da cantanti lirici. Come se si vergognassero ad essere metallari. Ecco, combattiamo perché il metal non perda i suoi valori.

 

Marco: Sono pochi quelli che cantano "I wanna be somebody". Oggi si cerca l'estremismo, sia tecnico che sonoro. Noi vogliamo, ti ripeto, raggiungere l'equilibrio.

 

Luciano: Io sono l'unico che ascolta prog rock, ma soltanto gruppi come Genesis o Uriah Heep, ad esempio. La tecnica deve essere al servizio della musica, non viceversa.

 

Stefano: Anch'io ascolto altri generi, per carpire il meglio e riversarlo nelle mie composizioni.

 

Vincenzo: Possiamo anche ascoltare i Limp, non ce lo vieta nessuno. Invece, chi ascolta i Limp abitualmente, non va certo poi a sentire Loudness o Malice…

 

I vostri concerti sono sempre piccoli eventi, per gli spettacoli che preparate e per la vostra spiccatissima attitudine live. Vi considerate una live band?

Stefano: In parte, sì. Sai che proponiamo dei piccoli spettacoli horror. Giocosi, ironici, mai truculenti. A volte esageriamo col ketchup…

 

Marco: Come i film di Freddy Krueger, che a me fanno ridere! (Parte una lunga disquisizione sull'horror trash degli anni '80, come Venerdì 13 o Halloween, ndr.).

 

Luciano: Stiamo più attenti al feeling col pubblico piuttosto che alla perfezione. Se facciamo degli errori, ci lamentiamo dopo lo spettacolo. Soprattutto i due chitarristi, sono perfezionisti fino alla maniacalità.

 

Marco: Anche per ciò che riguarda la produzione della demo, abbiamo voluto un suono che sembrasse più "old" possibile. Il metal anni '80, d'altronde, non passa mai, è sempre attuale e fresco.

 

Luciano: Io vado nelle bancarelle alla ricerca dei cd più impolverati e sporchi e, molto spesso, trovo album che ho cercato a lungo.

 

Cosa ne pensate della diffusione della musica in rete?

Marco: Sarebbe ipocrita, da grandi "scaricatori" quali siamo, dirti che siamo sfavorevoli. Sarebbe ancora più ipocrita, però, dirti che siamo favorevoli ad una diffusione massiva ed incontrollata. Finché è un veicolo pubblicitario va bene, se diventa pirateria no.

 

Stefano: Parla per te! Dove li trovi i video di Ozzy o dei Dokken? Credo che, più che i musicisti metal, ne risentano i cantanti di musica leggera, che acchiappano più gente e, quindi, perdono di più dal punto di vista economico. A parte gente come i Metallica, si intende…

 

Marco: Chissà perché continuano a chiamarsi Metallica… Se noi cambiassimo genere pur essendo le stesse persone, cambieremmo il nome del gruppo. Certo, loro devono rispondere a delle esigenze economiche che non ci riguardano. Ormai, sfruttano il nome che si sono fatti proponendo grande musica.

 

Domanda d'obbligo: una vostra formazione ideale, chi dovrebbe comprendere?

Stefano: Bella domanda…Aspetta che ci penso…Allora…Jake E. Lee alla chitarra, Akira Takasaki all'altra chitarra, Nicko alla batteria, Jeff Pilson al basso e Mike Vescera alla voce.

 

Luciano: Aspetta…la scelta è difficile…passa a Vincenzo, và!

Vincenzo mi guarda con gli occhi sgranati, imposta la voce e dice:

Sono contrario a questo genere di domande.

 

Perché?

Vincenzo: Perché immagino 'sta gente che si incontra per la prima volta, non si conoscono, non sanno che genere devono suonare. Poverini. (Risate).

 

Luciano: Allora, Carl Palmer alla batteria, Joffrey Hammond al basso, Tony Banks alle tastiere, Rick Hammett e David Byron alle chitarre e Tony Arnell alla voce.

 

Vincenzo: Proveranno due volte. Un cozzare di ego mostruoso.

 

Verissimo. Marco? Tocca a te!

Marco: Fai un'altra domanda, devo pensarci su.

 

D'accordo… Cosa ne pensate dell'attuale scena italiana?

Marco: è malata.

Vincenzo: Idem

Marco: Vedi, il power classico riesci ad ascoltarlo a qualunque volume. Alto per fare casino, basso se vuoi rilassarti. Oggi è un casino. Anche le tematiche sono affrontate con troppa seriosità. Prendi il fantasy dei Rhapsody e quello di Ronnie James Dio, ad esempio. Un abisso. Poiché, in genere, non apprezziamo la musica estrema, puoi capire quanti gruppi ci piacciono fra quelli italiani…

 

Mi dai questa formazione?

Marco: Non si potrebbe fare un coro gregoriano? Sì? Allora, vorrei un coro rock-gregoriano con Udo, R.J. Dio,Lemmy, Don Dokken, Alice Cooper, Blackie Lawless, Rob Rock…………………….


Michele Apprendi