INTERVISTE/FLASHBACK OF ANGER

Foto Flashback of AngerIntervistare questi ragazzi è stato per me un enorme piacere, vista anche la mole considerevole di notizie succulente sulla band che i nostri hanno deciso di condividere con tutti i lettori di Metallo Italiano! Ma ora credo sia meglio venire al sodo: non voglio distogliere la vostra attenzione da questa interessantissima intervista, grazie alla quale potrete conoscere un po' meglio questa originale e preparata band esordiente. Buona lettura a tutti!

Che ne dite di partire con una breve presentazione della band?
La nostra band nasce nel luglio 2003, dopo una prima prova di presentazione partimmo tutti per le vacanze ripromettendoci di ritrovarsi poi a settembre per cominciare a fare qualche cover degli Iron Maiden e dei Metallica, un po' come tutti i gruppi che cominciano a suonare assieme per la prima volta e ricercano il primo affiatamento.
La nostra avventura fuori dalla sala prove inizia con l'iscrizione al concorso di emergenza rock, esperienza positiva soprattutto per il fatto che ci ha spinti a cominciare la produzione delle nostre songs, prima fra le quali A Void Within Me. Col passare del tempo le cose sono andate migliorando di pari passo con l'affiatamento e l'esperienza, abbiamo cominciato a prendere fiducia nei nostri mezzi. Dopo la finale italiana di emergenza rock abbiamo aperto gli occhi sulle nostre reali capacità, le attenzioni su di noi erano molte, nonostante il magro risultato del concorso. Avendo quindi 4 delle 5 songs che attualmente fanno parte del demo "Panta Rei" decidemmo di aggiornarci a settembre dopo il nostro primo anno di attività che si chiudeva per noi in attivo, le situazioni, anche difficili, sono state sempre prese bene nel gruppo data la giovane età (20 anni di media), l'inesperienza e la rapidità di miglioramento.
Ma è a settembre 2004 che inizia il nostro vero percorso musicale.
Decidemmo infatti di incidere i primi (e ad allora unici) 5 pezzi di cui disponevamo, prendendoci molti rischi, fra i quali il più probabile, quello di un non ottimo risultato.
Ed invece eccoci a parlare del demo che ha superato di molto le nostre aspettative con un'ampia richiesta, delle critiche molto positive e un aumento abbastanza deciso delle presenze alle nostre serate live. Insomma in circa 4 mesi abbiamo saltato diverse tappe, e pian piano, con le difficoltà del caso il nostro nome si sta lentamente affermando nell'underground toscano, destando a volte un interesse inaspettato, ma che adesso, alla luce dei progetti futuri, assume connotazioni più vicine a quello che ci aspettiamo da noi stessi. I risultati di Panta Rei ci hanno incentivato notevolmente e possiamo affermare che da ottobre (fine incisione del demo) il nostro gruppo è migliorato sia come songwriting che come capacità tecniche.
Il concept che sta alla base di Panta Rei inoltre costituirà l'esempio di tutte le buone premesse già espresse in quest'ultimo, insomma non deluderà e contribuirà a far capire maggiormente quello che siamo realmente in grado di esprimere.

Da cosa deriva il nome che avete scelto per la vostra band, Flashback of Anger?
Il nome è stato probabilmente una delle cose più difficili che abbiamo affrontato ma allo stesso tempo fra le più esilaranti.
Abbiamo fatto dei sondaggi e ognuno di noi ha provato a fare delle proposte. Al primo giro tutte sono fallite miseramente e sono stati tirati fuori nomi come: Manovals, Scream Of Vengeance, Delirium Tremens e tanti altri. I problemi fondamentali erano tre: trovare un nome che ci rappresentasse, che fosse consono al nostro stile, e che non fosse ridicolo. Ma il problema di fondo è che non conoscevamo nessuna delle suddette condizioni! Abbiamo cominciato la nostra avventura musicale come un gruppo di ragazzi che suonavano in una band per la prima volta, quindi del tutto all'oscuro di ciò che sarebbero andati a fare e per giunta facendo cover che andavano dagli Iron ai Metallica, agli Stratovarius, cosa che certo non ti offre garanzie su uno stile ben preciso. Per 6 mesi siamo stati chiamati come "i Bonini" dato che era Matteo a prenotare la sala prove lasciando il suo cognome.
Il nostro nome è venuto fuori per caso, parlando in sala prove un giorno notammo come intorno a noi ci fosse un grande scetticismo e un velo di derisione da parte di molti nostri amici, quindi noi, prendendo il tutto come sfida, dicemmo che un giorno avremmo concluso qualcosa di buono e avremmo fatto ricredere molta di quella gente.
Se sommiamo la sfiducia ad una grande voglia di esprimersi il risultato è Flashback Of Anger, trovato un giorno dal batterista (Antonio) e subito piaciuto al resto del gruppo.
Come i nostri brani si può dire che anche il nostro nome è nato con l'istinto, forse sarebbe più adatto ad un gruppo thrash ma noi lo amiamo particolarmente per il significato che porta, significato che sta assumendo sempre più forza da quando il nostro demo ha fatto chinare la testa a molte persone. Inoltre abbiamo potuto constatare come questo nome rimanga abbastanza bene in mente, cosa che senza dubbio può dirsi utile per un gruppo che basa la sua esperienza (almeno per ora) sull'auto produzione e l'auto promozione.

Prima dei Flashback of Anger, avete avuto altre esperienze musicali?
Generalmente siamo tutti alla prima esperienza eccezion fatta per Francesco (bassista), che faceva parte di un gruppo rock da circa 2 anni, ma che ancora non aveva capito seriamente ciò che voleva fare e considerava la musica più un hobby che una vera e propria passione; e per Alessio che, sebbene non avesse mai fatto parte di un gruppo come cantante, vantava una importante esperienza di pianista, dato il suo diploma di conservatorio.
Gli altri componenti erano quindi tutti alla loro prima esperienza, a parte sporadiche occasioni scolastiche di gruppetti fatti tanto per il gusto di fare.
In conclusione, se si parla di esperienze "serie" in ambito musicale possiamo dire di essere tutti nuovi nonché tutti autodidatti.

Quali sono le band da cui traete maggiore ispirazione?
Questa per noi è una domanda molto complessa, in quanto il nostro genere si pone come un ibrido di power-prog metal con forti influenze di musica classica Ravel, Debussy, Bach. Il nostro modo di comporre è dettato da uno stile che può essere definito "romantico", dato che trae ispirazione dai sentimenti e dallo stato d'animo di ognuno, possiamo dire di usare le seguenti basi dei tre generi che compongono il nostro modo di fare musica: del power usiamo la velocità e l'aggressività del prog i tempi a volte dispari (specialmente nelle nuove composizioni), la ritmica e la variabilità di toni e generi all'interno della stessa song. Della musica classica le atmosfere e le melodie. Nonostante queste basi la nostra composizione non è fissa, a volte infatti i canoni sopra elencati si invertono ed intersecano: amichevolmente parlando siamo un minestrone musicale ben organizzato.
I gruppi che ci ispirano maggiormente, anche se noi non riusiamo schemi di questo quel gruppo, sono, oltre agli autori classici, i Dream Theater, i SymphonyX, i Rhapsody, i Labyrinth, gli Iron Maiden e vari gruppi power europei fra i quali i famosissimi Stratovarius. In ogni caso più che ispirarci questi sono i gruppi che più sono seguiti e ascoltati all'interno del gruppo, cosa che poi, spesso in maniera del tutto istintuale ed inconscia, influenza la nostra produzione.

Ho letto nella vostra bio dell'esperienza fatta nel festival di Emergenza: a quali risultati vi ha portato?
Sinceramente quella di Emergenza non è stata una esperienza fantastica, anche se ci siamo divertiti, il pregio più grande che gli riconosciamo è quello di averci per così dire "svezzato" sul palco, data la grande seguito di pubblico di questa manifestazione.
In ogni caso consigliamo a tutti di fare un esperienza simile, innanzi tutto perché serve a far aprire gli occhi ai giovani musicisti su come gira (purtroppo) a volte il mondo della musica, con i vari inghippi, stranezze e miracoli, e soprattutto serve per creare affiatamento ed esperienza.
Nel nostro caso specifico ci è servito moltissimo come stimolo per comporre pezzi nostri, dato che fin da subito abbiamo manifestato la volontà di farci conoscere per la nostra musica, ed è sempre stata forte la volontà di affermare e lanciare il nostro messaggio.

Ma ora torniamo alla vostra demo autoprodotta, "Panta Rei": la formula (che tradotta letteralmente dal greco significa "Tutto scorre") è la più conosciuta del filosofo greco Eraclito (e dopo questo sfoggio di cultura, passiamo alla domanda!): per quale motivo avete scelto di intitolare così il vostro lavoro?
Questa scelta è nata dall'idea che già avevamo in testa del nostro concept di cui Panta Rei è il primo capitolo.
Nella nostra storia forte è l'influenza della filosofia eraclitea, dell'unione degli opposti "niente può esistere senza il suo contrario", cosa che ci ha dato spunto per creare un concept molto teatrale, in cui tutto si gioca nella contrapposizione dialettica fra il vero onirico e la realtà, fra il bene e il male, fra istintualità e morale, senza però fornirgli caratteristiche e spiegazioni universalistiche, in modo da lasciare all'ascoltatore la possibilità di interpretare tutto a propria misura: insomma una base eraclitea con un atteggiamento "sofistico", non vogliamo imporre la nostra visione, ma fornire sensazioni, in modo che ognuno trovi la sua e si ripecchi negli accadimenti del protagonista.
Nello specifico Panta Rei, che significa appunto tutto scorre, vuol esprimere sia la sensazione musicale dei pezzi che contiene, sia la speranza dell'uomo di trovare nello scorrere, sia esso del tempo o della vita, una soluzione, una risposta ai propri interrogativi, ma anche lo scorrere narrativo della storia in sé, che fa di ogni pezzo conseguenza dell'altro.
Un progetto molto complesso ma apparentemente semplice e di facile lettura, cosa riscontrabile anche nei nostri pezzi:molto orecchiabili ma allo stesso tempo di architettura complessa.
Il nome nasce con merito equamente ripartito sia dal lavoro letterario di Alberto (chitarrista), autore dell'intero concepì, che dalla matrice filosofica del modo di pensare di Francesco, amante della filosofia greca ed estremo appassionato di Eraclito. Diciamo che uno ha ragionato "intorno" alle cose e l'altro ha preso la palla al balzo, un ottimo esempio di come si può usare la filosofia.
Proprio ad Eraclito dobbiamo l'impostazione di tutto il lavoro, prendendolo ad esempio a seconda delle esigenze, sebbene ogni tanto la storia segua, anche per esigenze di narrazione, caratteri che prescindono dal fare filosofico.

Anche l'artwork del cd è davvero notevole (complimenti al disegnatore!, nda): anche la donna che bagna nel fiume è un'allusione al significato di "Panta Rei" del solito Eraclito, che diceva anche: "Non potrai bagnarti due volte nello stesso fiume"?
Complimenti per l'intuito, infatti è proprio così, anche nella copertina si fondono i vari elementi, e la donna che si bagna nel fiume sta proprio ad esprimere tale idea.
L'artwork è totalmente home-made, come del resto tutto il demo, non ci siamo infatti affidati a studi grafici, abbiamo usato la sovrapposizione e la modifica di varie immagini per il fronte, totalmente costruito da Matteo (chitarrista ritmico), che si occupa di tutta la parte grafica dei Flashback, anche sul nostro sito.
Nel demo si trovano oltre al front altri due elementi: il sopra del cd che ritrae il nostro logo, ad opera di Rossella, ragazza di Antonio (batterista) e sul retro il disegno da cui trae spunto il logo stesso, insomma, il risultato è stato molto buono, e abbiamo cercato di presentare al meglio il nostro lavoro nonostante l'autoproduzione.

Sul retro della copertina del vostro cd c'è l'illustrazione di una ballerina che danza sul palmo di una mano: qual è il significato del disegno (fra l'altro presente nella pagina di entrata del sito della band, www.flashbackofanger.it)?
Il disegno sul retro è nato in maniera molto particolare e, come detto sopra, sta alla base del nostro logo, il disegno in questione era stato creato ad uso tatuaggio dalla ragazza di Francesco, Natasha, infatti la mano è proprio quella del bassista dei Flashback.
In seguito, una sera a cena, ci siamo accorti di come questo bel disegno rappresentasse in maniera esemplare lo spirito musicale del gruppo, raccogliendo due elementi ben distinti: l'elemento classico, rappresentato dalla ballerina e l'elemento aggressivo della mano che sembra stia per chiudersi da un momento all'altro: la fragilità e la forza fuse insieme, il sentimento è l'aggressività, l'amore e l'odio…i contrari…Eraclito…la nostra musica, metal ma classica, aggressiva ma dolce, armoniosa ma veloce, insomma c'era tutto il necessario per rappresentare il gruppo. Il tutto poi è stato modificato da Rossella a computer con una piccola modifica alla mano, resa più "mostruosa" per incentivare il carattere aggressivo della nostra musica.

Per quanto invece riguarda la composizione dei brani, come si svolge?
La composizione dei brani avviene del tutto in maniera istintiva, e a volte seguendo le sensazioni che ci ispirano i vari capitoli del concept. Nella composizione grande merito va ad Alessio, infatti è lui che detta i canoni fondamentali, creando quasi sempre le parti per tutti gli strumentisti che poi si riarrangiano la loro parte a seconda delle particolarità tecniche e stilistiche che presenta ogni strumento e aggiungendo, ove consono, tratti caratteristici del proprio stile musicale.
I pezzi vengono composti, imparati a casa e poi provati in sala prove, dove si aggiunge o si taglia parti e battute, si decidono vari aspetti, si abbellisce e si sbozza il pezzo, fino alla forma definitiva che spesso, data l'immensa cura e l'amore per il nostro lavoro, arriva solo dopo un paio di mesi di abbellimenti, aggiustamenti e correzioni.
Siamo molto pignoli sul nostro lavoro, vogliamo che il pezzo assuma esattamente quei connotati e quell'espressione del sentimento musicale che pretendiamo da quel capitolo della storia: pensate che l'ultimo pezzo prima di essere esibito live ha comportato tre mesi di lavoro e ancora adesso, ogni tanto, gli vengono apportate nuove modifiche e miglioramenti.
Una volta fatta la musica arriva il testo, che ovviamente si riferisce ad una parte di Splinters Of Life. I testi sono tutti scritti da Alberto, molto bravo nel valorizzare la timbrica di Alessio e varamente eccezionale nel riuscire a dare a tutti testi consequenzialità narrativa e scorrevolezza musicale. È strano come nel nostro gruppo i ruoli del chitarrista e del cantante in molti gruppi siano totalmente invertiti, una strana alchimia ma che per ora funziona a meraviglia.
Tutto ruota insomma attorno a delle idee ben precise e ad obbiettivi ben fissi nella nostra testa. Le nostre composizioni, anche a causa della nostra giovane età e della nostra continua crescita musicale, assumono aspetti particolari a seconda della situazione e del periodo che ognuno di noi sta vivendo, e migliorano crescendo con noi in quanto ad espressione e tecnica. Un altro pregio che ci riconosciamo è quello di esprimere musica consona al nostro livello tecnico, che seppur ottimo, ha ancora molti punti di miglioramento, evitando quindi di strafare, pericolo che corrono tutti i gruppi emergenti che si esprimono in generi a noi affini.

Da cosa traete ispirazione per i vostri testi, e chi li compone di voi?
Come detto sopra tutti i nostri testi prendono origine dal concept "Splinters Of Life", hanno tutti un legame narrativo e a volte anche musicale.
Sono tutti interamente composti da Alberto, il nostro chitarrista, molto abile nell'uso della lingua inglese, e nel trovare le parole giuste alle linee vocali dettate da Alessio, riuscendo però a non uscire fuori dalla tematica narrativa del futuro album.

Come procede la vostra attività live, e quali problemi riscontrate nel trovare locali disposti a farvi esibire (do per scontato che abbiate dei problemi in questo senso perché ce li hanno tutti!)?
Sinceramente il reparto live ci sta dando grandi soddisfazioni nell'anno 2005, siamo spessissimo a suonare fuori, a volte anche due volte a settimana, sfruttiamo un po' l'onda di Panta Rei, molto apprezzato, tanto da farci accettare in un locale dove si propone esclusivamente blues e rock melodico. Non ci possiamo certo lamentare considerando che abbiamo anche pochi "agganci", noi molto tranquillamente chiediamo e pare che spesso le nostre richieste siano ben accolte.
Molto importante per farsi conoscere è anche l'adesione ad alcuni contest a livello regionale: uno dei quali ci porterà al Cage di Livorno, al Metarock a Cascina, al Totem e al Mulligans pub. Ai contest secondo noi non si deve partecipare per vincere (se viene una vittoria meglio!), ma bensì devono essere sfruttati come occasione per consolidare l'esperienza live, e per farsi un po' di pubblicità in ottimi locali, nonché per accrescere il curriculum. Insomma, speraimo che le cose continuino sempre così!

Sempre dalla vostra bio, ho appreso che state lavorando ad un concept che si intitolerà "Splinters of Life": potete darci qualche anticipazione sulla storia che narrerà e quali influenze musicali presenterà il lavoro?
"Panta Rei" rappresenta la base primordia di un concept album che abbiamo già sviluppato, sebbene necessiti ancora di molto lavoro, che assumerà il nome di "Splinters Of Life"; "Panta Rei" è una sorta di premessa della storia che prenderà forma nel concept insieme ad altri 5-6 canzoni, quasi del tutto composte in toto. Avrà una struttura di carattere letterario, direi quasi che la storia potrebbe essere rappresentata in teatro.
Riassumendo il concepì, posso dire che narra delle vicende di un giovane che si trova ad affrontare una dimensione onirica che si fonde e si interseca con la realtà, in un'ambiguità di eventi, in un gioco che si svolge fra il sogno, l'inconscio ed il reale. Infatti l'effetto interessante che propone questa storia è che il lettore (e quindi poi l'ascoltatore) non può essere mai del tutto sicuro che l'evento trattato in un atto (e quindi poi in una song) si svolga concretamente, nella mente del protagonista o in un sogno.
La storia rispecchia un visione molto vicina al sentimento dell'uomo odierno di spaesamento e paura del mondo e di sé stesso, senza però pretendere di dare a questo sentimento un tocco universalistico, che pretenda arrogantemente di descrivere tutta la condizione dell'uomo in rapporto al mondo. Il concept esprime come la vediamo noi e allo stesso modo lasciamo all'ascoltatore ogni libertà di percepire qualsiasi tipo di sensazioni.
Tutto sembra inserito in una sorta di "libro game", non c'è mai un'unica soluzione o un'unica interpretazione, ma infinite, ogni persona che si accosterà all'ascolto di Splinters Of Life avrà probabilmente una sensazione del tutto soggettiva degli avvenimenti anche se fondata su un' essenziale linea narrativo – musicale, che indica una semplice traccia, un indizio.
Ma quale migliore spiegazione ci può essere di quella fornita dall'autore in persona: Alberto, che coadiuvato da un canovaccio by Flashback Of Anger in toto, ha messo in piedi tutto il concept?
Passiamo quindi la parola alle sue testuali parole: "L'avventura narrata è quasi esclusivamente incentrata sull'interiorità del protagonista.
Il protagonista rappresenta la giovinezza disillusa in un quadro di vita quotidiana che appare familiare quanto incerto e sospeso nel tempo. Splinters of life ci comunica una concezione pessimistica della vita, ma sempre pronta a continue smentite: un flusso di coscienza che nasce dal nulla e finisce nel nulla, dopo un lento decadere che vede l' uomo alla costante ricerca di valori per i quali condurre la propria esistenza. Il concept vuole esprimere il disagio di una generazione dominata dalla totale soggettività dei valori, valori che ognuno cerca dentro di sé senza che sia mai possibile distinguere con esattezza il "giusto" dallo "sbagliato", il sogno dalla realtà, l'amore dall'odio, un rapporto dialettico in continua evoluzione, uno scorrere incensante."
Dal punto di vista musicale Splinters Of Life seguirà l'indirizzo del demo, ovvero un power-prog metal melodico impreziosito da melodie classiche, anche se, rispetto a "Panta Rei" , assumerà connotazioni molto più progressive. Avrà una netta predominanza di pezzi veloci e reef potenti, strutture molto più complesse e tecniche, senza però perdere il piacere nell'ascolto riscontrato da molti in Panta Rei, insomma un lavoro complesso ma ben strutturato, senza estremizzazioni ma che cerca di esprimere qualcosa d nuovo.

Messaggio promozionale: convincete i nostri affezionati lettori che il vostro lavoro è più appetibile di un materasso di Mastrota (pur avendo utilità differenti)!
Il nostro lavoro è di buon livello, cerca di esprimere concetti nuovi, ma senza estremizzare o rendere per forza originale il messaggio. Un ottimo modo per sfogarsi o per appartarsi con la ragazza, vi consiglio Stars+A Void Within me.
Un modo per approfondire la filosofia di Eraclito, uno stimolo a guardarsi intorno, e se necessario a scapellare come pazzi su dei bei sedicesimi a 160 bpm, insomma c'è un po' di tutto in Panta Rei e ci sarà ancora di più i Splinters Of Life, il prezzo è buono, la disponibilità e l'impegno massimi, cosa volete di più? Non mi chiedete le rate, o il trasporto a casa! Io fossi in voi questi Flashback me li papperei tutti di un fiato e se magari mi capitasse di incrociarli dal vivo penserei: "però mica male".
Siamo ragazzi tranquilli che vogliono e stare bene e far star bene, vogliamo farvi incavolare, innamorare e sognare con la nostra musica, seguiteci e staremo a vedere!!
Amiamo il metal e amiamo suonarlo e vogliamo far capire anche a chi non ci crede e ci guarda male che questo genere vale la pena non solo di suonarlo, non solo di ascoltarlo, ma di viverlo, venite a viverlo insieme a noi!

Spazio libero: dite qualunque cosa riteniate opportuno dire, magari qualcosa che io non vi ho chiesto!
Sinceramente non saprei cosa dire, se non fare i complimenti per la completezza delle domande che ci hai rivolto, sono veramente interessanti ed esaustive, ci sono state chieste molte cose spesso trascurate: come per esempio i tratti filosofici del nostro operato, troppo spesso sottovalutati.
Penso di aver già espresso tutti le parti fondamentali del nostro mondo e del nostro modo di fare musica, abbiamo parlato veramente di tutto; almeno per ora, forse in futuro ci saranno molte altre cose da raccontare e speriamo di poterlo fare insieme a voi di Metallo Italiano.

Che ne dite ora di concludere questa interessante intervista con un saluto a tutti i nostri lettori?
Grazie mille per esservi interessati a questo nostro gruppo, speriamo di avervi interessato ed incuriosito, di avervi coinvolto nei nostri progetti, insomma, speriamo di avervi reso protagonisti del nostro modo di vivere la musica. Ricordate sempre che voi, in quanto pubblico, siete l'ago della bilancia per ogni musicista, siete voi che ci fate crescere, a volte con gli applausi a volte con i fischi.
Continuate quindi a seguirci e a farci crescere, grazie infinite da parte di tutti i Flashback Of Anger a tutti voi e a Metallo Italiano che ci ha dato lo spazio necessario per farvi partecipi dei nostri sogni.
A presto con affetto Flashback Of Anger!

Intervista di Lucia Lasorsa