INTERVISTE/FINGERNAILS

Foto FingernailsSiamo nel backstage del "The Revenge Of True Metal Festival part II", di Rovereto (TN), dove gli storici FINGERNAILS hanno da poco terminano la loro infuocata esibizione ed è con il disponibile fondatore Maurizio "Angus" Bidoli che abbiamo l'occasione di effettuare una amichevole intervista, per tastare il polso della situazione. Maurizio è a tutti gli effetti un pezzo di storia del metallo anni '80 capitolino, a lui la parola...

Ciao Maurizio, Premesso che una intervista retrospettiva la faremo in occasione della futura rubrica sul metal italiano anni '80. Vuoi riassumerci le vostre ultime vicissitudini?
Noi ci siamo riformati nel 2004. Tu sai che la nostra formazione è nata nel 1981 e poi si è sciolta nel '90. Nel 2004 abbiamo deciso di riprendere in mano la storia e portarla avanti seriamente. Fino ad ora siamo riusciti a fare due album e altre cose che verranno in seguito, con un'intensità maggiore che cresce di anno in anno. Per adesso va bene così, poi vedremo in seguito.

Siete tornati sulla scena con un nuovo album. Parlaci del suo processo di realizzazione e magari qualche aneddoto riguardo alle registrazioni.
Questo nuovo album è una registrazione autoprodotta, anche perché noi ci teniamo particolarmente ad avere un suono molto underground, anche se poi alla fine il sound ne risente, perché la batteria la registriamo noi, la mixiamo, ....facciamo tutto quanto noi. Questo nuovo cd contiene quindici brani, un po' troppi per la verità. Io avrei preferito fare un cd più corto, sai sono legato sempre alla vecchia scena, dei 40 minuti a disco, invece qui ci siamo scatenati, perché nel frattempo avevamo scritto altri brani e li volevamo registrare un po' tutti... E' stato un po' un vezzo nostro. Sono comunque soddisfatto della riuscita del disco, prodotto per la americana Old Metal Records. Noi abbiamo ricevuto il 10% delle copie e sembra che le cose vadano bene perché ci hanno richiesto ancora nuove registrazioni. Noi registriamo tutto quello che ci piace.

Pensate di promuoverlo con qualche data live?
Già ora stiamo suonando dal vivo, però bene o male non hai grosse possibilità nel promuovere dal vivo un disco, perché i concerti sono sempre molto pochi. Allora prosegui sempre la tua attività live indirettamente dal fare un nuovo disco o meno. Calcola che alcuni di questi nuovi brani già li suonavamo dal vivo prima ancora di registrarli. Noi comunque tentiamo sempre di suonare dal vivo, siamo più che altro una band live. I cd ci servono solo per farci raggiungere un pubblico maggiore e per farci conoscere in giro.

Foto FingernailsGli ultimi anni hanno visto un ritorno del metal anni '80, reunion di band storiche quali Strana Officina, Steel Crown, Crying Steel, Loadstar, Sabotage.... Pensi che sia il momento buono anche per una band storica come voi, per prendersi qualche bella soddisfazione?
Il fatto del revival è una cosa che racchiude un po' tutto quanti i generi musicali, non solo metal, anche perché c'è la tendenza oggi di riportare alla luce il rock dagli inizi....Le nuove generazioni vogliono ascoltare cose che erano state fatte in passato, anche perché il passato racchiude un po' la vera essenza della musica rock dagli anni '60/70 e poi il metal negli anni '80. C'è la voglia di ascoltare il vecchio sound anni '80. Ovviamente tutte le vecchie band si rimettono insieme, non so dirti se per prendersi delle nuove soddisfazioni o altro, so solo che c'è un ritorno di interesse. C'è la voglia di ritornare ancora e quindi ben vengano tutte queste reunion.

Qual e' stata la scintilla che vi ha fatto tornare sulle scene come Fingernails?
Questo non te lo so dire perché noi come Fingernails abbiamo tentato tante volte nel corso degli anni, fin dai tempi di quando c'era Duracell. Era un discorso che volevamo riproporre come band, però l'idea veniva sempre stroncata sul nascere, perché era un periodo difficile per il metal. Dalla morte di Riccardo questo discorso l'avevo un po' tralasciato, perché mi sembrava come una mancanza di rispetto nei suoi confronti. Poi ho fatto un sogno: ho sognato Riccardo che mi ha dato questa energia per rimettere insieme la band e cercare di ricreare un po' quello che abbiamo fatto in passato, sempre nel nome di Duracell.

(il ricordo dell'amico scomparso è ancora vivo, negli occhi luccicanti di Maurizio...) - Tu che hai vissuto il cambiamento della scena, dagli anni '80 ad oggi, cosa manca, secondo te, ancora alle band italiane per imporsi a livello internazionale?
Penso che se noi all'epoca avessimo avuto le tecnologie di oggi, ora saremo un gruppo super famoso..... Diciamo che la strada oggi è forse molto più in discesa rispetto ad allora, dove veramente ti facevi il culo per cercare di farti conoscere, per suonare dal vivo o per trovare una casa discografica disposta a produrti. Penso che quello che manca oggi è soprattutto la professionalità, perché noi italiani, come popolo, siamo abituati a volere un successo subito, senza avere la costanza di lavorarci sopra, che poi non è detto che riesca sempre ad andare a buon fine. Manca forse l'umiltà, vogliamo tutto subito.

La tua idea sulle webzines e sulle riviste ufficiali.
Ma io sono sempre stato favorevole, fin dagli anni '80 alle fanzine. Le preferivo ai magazine ufficiali, anche perché con loro incorri sempre a varie censure, devi sempre rispondere nella maniera come vuole la testata e a me queste cose hanno sempre dato fastidio, perché sono una persona schietta, onesta e dico quello che penso e tante volte mi sono trovato in difficoltà perché loro mi creavano delle barriere. Raramente siamo apparsi con un intervista su un magazine ufficiale, mentre nelle fanzine eravamo molto più liberi e avevamo molto più spazio, più possibilità di esprimere le nostre idee. Oggi forse sarà anacronistico, però anche con Internet preferisco più la notizia non filtrata, perché nei grossi giornali le news sono sempre filtrate. Preferisco le cose molto più underground, molto più sincere.

Cosa ti piace di più nell'ambiente musicale e cosa non sopporti.
Mi da tanto fastidio la falsità. Noi abbiamo una città come Roma che è sempre stata per tradizione la città dove i gruppi non si sono mai aiutati l'uno con l'altro. C'è' sempre stata una battaglia per chi arriva primo e questa è una cosa che mi da molto fastidio. La cosa che mi fa piacere invece è che le nuove generazioni stanno riscoprendo la vera essenza della musica underground. E questa è una cosa bella, perché, oltre che riportarci indietro nel tempo, si intravede la voglia di riascoltare musica vera, senza falsità. Sta ritornando il vinile, ritornano addirittura le cassette, c'è la voglia di riscoprire quello che è stato per noi il passato.

In tutti questi anni con chi ti sei trovato meglio, a livello umano, nel condividere il palco?
Molto bene mi sono trovato con i ragazzi di Ascoli dei Baphomet's Blood che fanno un thrash metal anni '80 ed hanno prodotto un LP su vinile per un'etichetta brasiliana. Con loro abbiamo una buona amicizia. Loro hanno voluto suonare un brano nostro per registrarlo sul loro disco e qualche volta abbiamo anche suonato insieme in giro per l'Italia. Sono dei ragazzi molto onesti e bravissimi.

Immagino che il periodo più brutto per i Fingernails sia stato quello della prematura scomparsa di Duracell. Ci sono stati altri momenti brutti?
Di momenti brutti ne abbiamo avuti tanti. Io personalmente nel '85 sono stato malato di epatite, sono stato quasi in punto di morte, ho avuto una situazione un po' difficile, legata ad un tipo di vita che conducevo che non era propriamente tranquilla e tante volte mi sono trovato a combattere contro i miei fantasmi, più o meno fino agli anni '90, quando abbiamo sciolto la band. C'è stata una crescita di situazioni difficili e nello stesso tempo buone, perché venivamo da un Lp dell'88, che invece di portarci una consacrazione definitiva della band in Italia, ci ha portato una discesa verso la rottura della band stessa, dovuta anche a problemi personali.

Il più bel momento per i Fingernails invece?
Il momento più bello ed entusiasmante della nostra carriera è stato quando siamo riusciti a vedere il nostro disco uscito su vinile per una etichetta discografica. Raggiungere quel obiettivo era una cosa che per noi era impossibile. Pensa che noi siamo nati nel 1981 e siamo riusciti a fare il disco solo nel 1988, perciò l'abbiamo sudato e sognato tantissimo e quando ci siamo riusciti per noi è stata una grande cosa.

Il tuo racconto "Le Borchie Nel Cervello", e' una bella un'autobiografia e una fotografia sulla scena romana degli anni '80. Hai mai pensato di pubblicarlo in maniera ufficiale?
Il fatto di scrivere questa storia era nata da un amico, il quale ha visto pubblicare da una casa editrice la storia del punk romano degli anni '80. Lui mi ha lanciato questa idea, facendomi conoscere l'editore e cercare di pubblicare una cosa legata al metal. Io mi sono messo a scrivere questa storia, è stato per me anche un esercizio di memoria, perché tante cose me le ero proprio dimenticate. Perciò è stato come ripercorrere dei ricordi che un po' si erano sopiti. Da una parte mi ha fatto piacere, perché mi sono ricordato tanti episodi, dall'altro lato però sono arrivato a conoscenza che per pubblicarlo ufficialmente, devi metterci i soldi. Non c'è un vero interesse intorno all'argomento. L'interesse c'era ma sempre economico. Allora io ho preso la decisione di curare questo racconto e metterlo a disposizione di chiunque su Internet. Il racconto l'ho ricorretto e alla terza stesura ho raggiungo un buon grado di scrittura, anche perché io non sono un grande scrittore, mi trovo molto meglio con la chitarra!....aah aah!. Ho avuto delle belle soddisfazioni comunque ed ho ricevuto complimenti da tante persone, perché gli ho ricordato periodi bellissimi.

Quali sono le prossime mosse?
Come Fingernails dovrebbe uscire a giorni la ristampa di "Hell'n'Back" fatto nel 2003, uscirà per l'etichetta cilena Denim & Leather. Poi abbiamo un singolo su vinile, per un'etichetta californiana, registrato insieme ad una band americana, i Villains. Loro hanno registrato una nostra cover e noi abbiamo fatto una loro cover. Inoltre ci sarà un altro singolo in vinile, che ho scritto sia per i Fingernails sia per il mio progetto solista, sarà cantato in italiano ed uscirà per l'italiana Jolly Roger Records. Infine abbiamo già dei brani pronti per il prossimo disco, che contiamo di far uscire per il prossimo anno sempre per la Old Metal Records.

Un calendario ricco di impegni insomma!... Ok, Maurizio, siamo giunti in chiusura, chiudi l'intervista a tuo piacimento.
Io volevo salutare tutti quanti i lettori di Metallo Italiano, sperando che loro seguano e supportino la musica underground, soprattutto il metal italiano che in questi anni è cresciuto moltissimo. Se poi magari siamo meno professionali di artisti stranieri, non ci fate caso... aah aah, per noi c'è sempre la musica che viene per prima ed e' musica vera!

Grazie Maurizio, un ringraziamento e un saluto a te e ai Fingernails, da parte di Metallo Italiano.

Consiglio a tutti di leggere l’interessante e dettagliato racconto di Maurizio Bidoli “Le Borchie Nel Cervello”, sulla scena romana degli anni ’80, che potete trovare sul sito della band: www.myspace.com/fingernailsmetalcore

Intervista di Sergio Nardelli