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Siamo
in compagnia dei Firbholg, con il Lead Guitar Tuolvok, il Rhythm Guitar
Molelf il bass Guitar Holkar e il Drummer Zerok, fautori della Trilogia
di Mishall. Alle prese con il secondo capitolo della saga, che si
raccontano:
Volete presentarvi ai lettori di
Metallo Italiano e a chi ancora non conosce i Firbholg?
Siamo una band umbra composta da sei elementi di epic/black metal
e proprio in questo 2009 festeggiamo il decennale di attività con
l’uscita del nostro secondo album. Il gruppo è nato dalle ceneri di
altre band della scena musicale umbra che hanno dato vita a questa
nuova realtà. La band si è dimostrata sin dagli esordi molto volitiva,
infatti, a distanza di poco tempo dalla sua formazione e cioè alla
fine 2001, ha già pubblicato il suo primo album “Holy Quest” con la
LM Records.Nel 2003, a causa di problemi di line up, c’è stata una
battuta d’arresto che ha fatto temere per il futuro della band stessa,
ma già l’anno seguente l’attività della band è ripresa a pieno regime
con il completamento dei pezzi che compongono il nuovo album “Ashes
of War”. Il nuovo full length ci ha costretti ad un lungo ed estenuante
lavoro, sia in sede di registrazione che in fase di produzione per
il fatto di aver scelto di dedicarci personalmente a questi aspetti.
Come definireste il Vostro stile
musicale?
La musica dei Firbholg è parte inscindibile del concept al quale la
band si è dedicata sin dagli esordi: abbiamo cercato di trasporre
in musica le suggestioni e le ambientazioni epiche poi riconducibili
alle tematiche fantasy dal punto di vista letterario ed al black metal
per cioè che concerne il genere musicale più vicino alle nostre sonorità.Una
cosa che vorremmo sottolineare e che ci rende orgogliosi della nostra
musica è che la “Trilogia della Terra di Mishall”, comprendente i
primi due lavori “Holy Quest”, “Ashes of War” e l’album attualmente
in fase avanzata di stesura, è nata in un periodo in cui la celeberrima
rivisitazione cinematografica della saga Tolkieniana dell’Anello non
era ancora uscita nelle sale cinematografiche. Solo a seguito di tale
uscita la scena metal ha visto l’immediato proliferare di una pletora
di band ed album con tematiche fantasy.
Com'è la scena metal nella vostra
regione e quali difficoltà incontra in sede live, una band come la
vostra?
In poche parole è una vera e propria tragedia!!! In Umbria ci sono
delle realtà musicali molto interessanti ma le venues dove suonare
danno spazio solo a band appartenenti ai generi più commerciali, alle
cover band o a band politically correct. A tale proposito vorremmo
spezzare una lancia in favore dell’ottima iniziativa dell’Urban Club
di Perugia, che ha consacrato i giovedì al metal con la rassegna “Headbangers
Hall”, da voi supportata, e che ci vedrà sul palco con gli Handful
of Hate il 19 Febbraio prossimo. Resta comunque il problema di poter
suonare assiduamente, considerato che il nostro genere rimane di nicchia.
"Ashes Of War" esce dopo un percorso
travagliato con vari cambi di line up. Come è stato concepito e come
è stato realizzato?
Il master mind che ha dato vita alla storia della trilogia è il nostro
chitarrista Tuolvok a partire dall’ideazione dei personaggi, delle
ambientazioni, nonché della grafica dello storyboard di “Holy Quest”.
Per “Ashes of War” c’è stata una maggior partecipazione degli altri
membri del gruppo alla stesura delle idee, anche se l’idea di fondo
è sempre del nostro Deus Ex Machina. La realizzazione dell’album è
avvenuta con un processo molto spontaneo nel senso che fondamentalmente
siamo una live band con la capacità di rendere la fase di songwriting
molto personale e molto immediata.Tutti nella band suonano più strumenti
e senza pretendere di avere alcuna velleità da polistrumentisti, spesso
capita che le impasse che si creano in fase compositiva, vengano risolte
direttamente sul campo scambiandoci gli strumenti. Il risultato è
in definitiva molto interessante e ci ha permesso di evitare un problema
che affligge molte band black metal, ovvero quello di creare canzoni
fotocopia. Infatti, come avrete potuto constatare, le nostre canzoni
presentano sì un marchio di fabbrica che contraddistingue il nostro
sound, ma sono piuttosto variegate e differenti l’una dall’altra.
"Ashes Of War" prosegue il racconto
della saga di Mishall, iniziata nel precedente lavoro. Vi va di fare
un riassunto sommario della storia?
La saga di "Holy Quest" inizia nell’era della Settima Costellazione
nella terra di Mishall dove gli Dei, sotto forma di Drago Nero, esortano
Sir Woluk alla ricerca della Gemma Nera i cui poteri sono tali da
assicurare l’equilibrio e la prosperità, ma anche di scatenare la
forza primordiale del Caos qualora se ne impossessassero le forze
del male che nell’album sono impersonate dal potentissimo negromante
Zerok. Alla ricerca di tale gemma, a Sir Woluk si unisce il valoroso
guerriero Tuolvok, ma l’impresa è disperata anche perché il tempo
stringe….l’entrata della Luna nel cielo della Settima Costellazione
darebbe, infatti, a Zerok il potere di appropriarsi della Gemma e
di dominare la terra di Mishall. Dopo un rituale propiziatorio i guerrieri
si dirigono verso la Cima degli Dei seguendo il fiume come suggerito
dagli Dei stessi e lì incontrano una creatura inviata da Zerok che
tuttavia riescono a sconfiggere dopo una battaglia combattuta sino
al tramonto. Data prova del loro valore, si manifesta loro Wolmos,
lo spirito della Cima degli Dei, unica entità che gli può consentire
l’entrata nella dimensione del Mistero e della Magia, tappa obbligata
del loro viaggio ed anche unico luogo da cui trarre il livello di
consapevolezza necessario per fronteggiare Zerok e per ritrovare la
Gemma Nera. Affrontate le paure di questo regno, rappresentate dalle
loro stesse debolezze materializzate in forma demoniaca, Sir Woluk
e Tuolvok si ritrovano all’ingresso dell’Antico Bosco dove odono una
voce provenire dalle profondità. Si tratta del mago Odsan, antico
alleato di Zerok ed ora suo acerrimo nemico che con le sue arti magiche
svela ai valorosi il luogo dove è custodita la Gemma: oltre le impervie
montagne di Arthson.Il mago si congeda donando due destrieri ed ammonendo
i guerrieri di tenersi in guardia dal canto delle Streghe Notturne
che li avrebbe sprofondati nella disperazione e nell’oblio. Il loro
potere è, infatti, grande e più volte il viaggio rischia di finire
negli abissi di fuoco che costeggiano la strada per le Montagne, i
territori della Valle Incantata: la fine sembra inevitabile quando
un’arcana forza spinge Sir Woluk e Tuolvok sull’orlo di una voragine.
All’ultimo momento Molelf, un valoroso guerriero del popolo dei Nani
che abitano quelle zone impervie trae in salvo gli eroi unendosi a
loro nella Sacra Ricerca (“Holy Quest”).Il cielo diventa, infatti,
plumbeo ed i rigori del freddo sprigionano tutta la loro crudeltà
contro gli stremati ricercatori guidati da Molelf allorché dopo giorni
di viaggio una nuova tragedia sembra incombere sull’ignaro gruppo.
Un urlo lacerante seguito da un boato preannunciano lo scontro finale
con Zerok, venuto a conoscenza della destinazione del viaggio e quindi
del luogo dove è custodita la Gemma Nera. Gli sforzi di Sir Woluk
e Tuolvok sembrano senza speranza dinanzi alla potenza di Zerok che
nell’infuriare di uno scontro terribile uccide il valoroso nano Molelf.
La fine della storia viene narrata nel testo che affianca il pezzo
acustico e totalmente strumentale dal titolo “Eternal Spirits”, ultimo
pezzo dell’album: gli eroi entrano in una caverna, approfittando della
distrazione di Zerok impegnato nella battaglia all’ultimo sangue con
Molelf, dove la Gemma, avvolta in una nebbia mistica, è placidamente
esposta all’eternità su di un tripode da tempo immemorabile.I guerrieri
prendono coraggio e afferrata la Gemma cominciano a fuggire per offrirla
in dono agli Dei. Purtroppo non appena usciti dalla caverna, come
per prodigio, la nebbia prende le fattezze del malvagio Zerok, pronto
a rubare l’agognato frutto della Sacra Ricerca.Tuolvok, consapevole
della sconfitta imminente, dinanzi alla prospettiva di un mondo dominato
dalle Forze Oscure ricorre al rimedio estremo: recitare la formula
che in segreto lo spirito della Cima degli Dei gli ha rivelato durante
la peregrinazione nella Dimensione del Mistero e della Magia. In un
momento le forze primordiali si scatenano e Zerok, sopraffatto scompare
insieme alla Gemma Nera!!! La ricerca termina così, infruttuosamente,
ma con la consolante sconfitta del negromante ed il ritorno della
pace nella terra di Mishall. I guerrieri, sconfortati e disonorati
nel profondo decidono di suicidarsi buttandosi in quell’Abisso dal
quale Molelf li aveva salvati poco prima. Gli Dei, dinanzi a tale
manifestazione di onore e devozione, avvolgono i corpi dei guerrieri
in un fuoco divino e li trasformano in Spiriti Eterni. La penultima
canzone “For Blood and Justice” è l’inno che gli Dei hanno tramandato
agli abitanti della terra di Mishall per ricordare le gesta della
Sacra Ricerca. “Ashes of War” comincia 500 anni dopo il primo episodio:
quando la Settima Costellazione splende nuovamente su Mishall ed il
periodo di pace successivo alla scomparsa di Zerok cessa bruscamente.
L’album si apre, infatti “in medias res”, con un’epica adunanza degli
eserciti di tutte le popolazioni di Mishall verso la Cima degli Dei
per fare fronte al risorgere della minaccia del negromante: questa
volta le speranze di vittoria sono praticamente inesistenti ed il
dominio delle Forze Oscure incombe. Il filo della narrazione è ripreso
nella seconda canzone (Faraway Realm) dalla quale si dipanano gli
eventi che portano alla Battaglia Finale di cui si è accennato. Dalla
parte del bene questa volta c’è Wodref, discendente della dinastia
di Sir Woluk che avvertito da oscuri presagi, è guidato dagli Dei
nei meandri della Foresta Profonda dove vive una potente creatura,
Holkar, condottiero degli uomini-bestia minacciati dal risorgere delle
Forze Oscure. La loro meta è Talash, capitale fiorente quanto remota
della Terra di Mishall nella quale si svolge il primo epico scontro
con Zerok che viene sconfitto lasciando però, sulla via della ritirata
solo ceneri e corpi straziati dalla crudeltà della battaglia. Zerok
è ancora potente e le armate di Mishall ormai decimate: la caduta
di un impero è solo questione di tempo, se la saggezza dei nostri
eroi non saprà trovare rapidamente una soluzione. Gli Dei non hanno
tuttavia dimenticato Mishall e realizzano le ultime volontà del mago
Odsan che prima di morire, in previsione della riscossa di Zerok,
infonde nella foresta il suo spirito che farà nascere un nuovo guerriero
in grado di fronteggiare la minaccia. Dal teschio di Odsan nasce dunque
Swordman, una creatura magica dalle fattezze umane, armato con braccia
capaci di diventare lame, difeso da una Sacra Armatura e versato alla
negromanzia. Un messaggero degli Dei conduce Swordman oltre le montagne
di Arthson per ricongiungersi con Wodref ed Holkar e riunire sotto
un’unica bandiera tutte le popolazioni di Mishall. I tre guerrieri
consultano lo spirito degli antenati e il volere degli Dei che gli
rivelano l’esistenza dell’unica arma in grado di sconfiggere Zerok
e ricacciarlo definitivamente nell’oscurità. Si tratta del Martello
d’Oro degli Dei che giace nelle segrete dei sotterranei di Talash,
luogo ove fortissima è la presenza delle Forze Oscure rinchiusevi
da ere sotto la sorveglianza dell’arma magica.La leggenda narra che
nessuno spirito oscuro possa toccare il Martello, sul quale è incisa
l’effigie del Drago Nero la cui potenza si scatenerà allorché uno
spirito eletto lo alzerà al cielo. Questa leggenda ovviamente non
spaventa Zerok che al contrario, vuole che il Martello guidi le proprie
armate nella marcia verso la conquista di Talash prima e di tutta
la terra di Mishall poi.Sfortunatamente per lui i tre eroi, sconfiggendo
le Forze Oscure dei sotterranei di Talash si impossessano del Martello
che purtroppo nelle loro mani ma non sembra dare segni di vita magica.
Tale notizia getta nello sconforto gli eserciti che sono già in marcia
verso la Cima degli Dei. I tre guerrieri si dirigono a loro volta
verso l’adunanza, quando un barlume di speranza appare a seguito della
visita alla roccaforte degli gnomi dove il loro re Mholunn decide
di unirsi con il suo popolo, alla battaglia, in nome dell’antica alleanza
e per vendicare il loro antenato Molelf, morto per mano di Zerok.
Le legioni sono ormai pronte e sta per iniziare una battaglia contro
ogni speranza poiché il potere magico di Zerok sembra enormemente
aumentato e le sue armate più numerose e più forti.Viene, infatti,
sferrato l’attacco finale verso Talash, che viene strenuamente difesa
dagli eserciti capeggiati da Wodref, Holkar e Swordman in un primo
momento capaci di prevalere sconfiggendo le orde di orchi, demoni
e troll di Zerok. L’ottimismo si affievolisce quando Zerok decide
di combattere in prima persona scatenando il suo immenso potere, che
in brevissimo tempo decima i nemici ed uccide Holkar e Wodref lasciando
agonizzante sul campo di battaglia lo stesso Swordman. L’oscuro signore
ordina così che gli venga portato il Martello d’oro degli Dei custodito
dai generali nemici, ma la leggenda si rivela vera e non appena le
creature demoniache si avvicinano all’Arma, cadono esanimi al suolo.
Per la rabbia Zerok con un ultimo impeto di energia rade completamente
al suolo Talash decretando la fine di un Impero e l’inizio della sua
oscura era di dominio. Ma il martello rimane ben chiuso nel suo scrigno...
to be continued...
Ed in relazione a questo, come ho
sottolineato in sede di recensione, perché non avete incluso anche
la storia tradotta in italiano, in modo da rendere partecipe maggiormente
il pubblico di casa?
La tua è un’osservazione giusta, infatti, nel nostro sito internet
è in progetto di includere tutte le traduzioni dei testi e una stesura
in forma di prosa dello storyboard della saga, accompagnato dalle
illustrazioni del nostro fidato Federico Sfascia, autore dell’art
work.Purtroppo le difficoltà di ordine tecnico e l’affermarsi di myspace
come standard per i siti di bands come la nostra, non ci ha ancora
permesso di realizzare questo traguardo. Ci stiamo comunque attrezzando
e non tarderemo a divulgare la notizia.
Chi vi ha dato l’ispirazione per
la saga di Mishall, nelle tavole illustrate di “Ashes Of War” c’è
il protagonista che assomiglia a Thor il dio del Tuono della Marvel,
e c’è pure una tavola col martello molto simile a quello di Thor,
vi siete ispirati a questo super eroe?
[Risponde Federico Sfascia autore dell’art work della band] Non so
quale sia stata la fonte d'ispirazione per la saga di Mishall, quella
è tutta farina del sacco dei Firbholg (io l'ho solo reinventata graficamente
partendo dai testi). Per quanto mi riguarda, se mi si dice di disegnare
un martello dai poteri divini, non si può non pensare al mitico Mjollnir
brandito dall'ancor più mitico Thor, dio del tuono, che pur essendo
un personaggio della mitologia nordica, ha nella versione Marvel di
Jack Kirby il suo apice iconico...l'omaggio è quindi obbligatorio!
E poi secondo me... il capellone biondo della Marvel è anche il dio
protettore dell'EPIC METAL!!
Secondo Voi qual è la miglior traccia
di “Ashes Of War”, io sostengo sia “Wolmos Gathering“, voi cosa ne
pensate?
La domanda non ha una risposta, nel senso che per noi è come scegliere
tra i nostri “figli”, ma canzoni come "Wolmos Gathering",
"Beyond All Hopes" e "A Dying Empire (Domination)"
rappresentano il nuovo assetto della band essendo state composte dai
5/6 della line-up attuale e quindi più vicine nel tempo.L’ingresso
del nuovo tastierista al termine delle registrazioni ha poi portato
ulteriore linfa e novità nel gruppo. Infatti, le canzoni che stiamo
componendo sono un’ulteriore evoluzione rispetto alle sonorità di
“Ashes of War”: confessiamo che tutto questo è veramente molto stimolante.
Potete darci delle anticipazioni
sul prossimo lavoro? Quando sarà prevista l’uscita?
Al momento non abbiamo scadenze, ma i tempi saranno sicuramente molto
più brevi rispetto all’uscita di “Ashes of War”: sono, infatti, già
pronti 5/6 pezzi e ci sono altre idee su cui lavorare per portare
a termine il terzo capitolo della saga.Abbiamo imparato molto dai
nostri errori, specialmente in fase di registrazione ed editing, tanto
che abbiamo allestito in sala prove una postazione computerizzata
ed un mixer. Abbiamo creato un mini-studio che ci consente di poter
fissare le nostre idee per provini di canzoni ed in futuro per la
registrazione dei pezzi nel caso decidessimo di seguire lo stesso
iter produttivo di Ashes of War. C’è ancora tanto da lavorare e nulla
è definitivamente deciso.
State promuovendo il Vostro lavoro
anche all’estero o solo in Italia?
Per il momento abbiamo inviato materiale solamente a riviste e webzine
italiane e siamo pienamente soddisfatti del risultato ottenuto anche
per i preziosi consigli che ci sono stati dati e di cui faremo tesoro
per la realizzazione del prossimo album.Siamo soddisfatti del riscontro
avuto dalle testate più importanti a conferma dell’ottimo lavoro svolto.Stiamo
al momento cercando label, distributori e booking agencies che siano
veramente interessate alla nostra musica (non siamo più giovanotti
e quindi valutiamo criticamente le proposte artistiche e commerciali
che ci vengono offerte): è un compito arduo, ma nel frattempo ci impegniamo
in prima persona per aver la possibilità di farci conoscere specialmente
in sede live.
Come è stato il Vostro incontro con
il guru dell’underground italiano come lo definite Voi Paul Chain,
avete ancora contatti vi ha seguito anche con “Ashes Of War “ come
in “ Holy Quest ”?
Con Paolo Catena non abbiamo più rapporti musicali dal 2003, anche
se siamo rimasti buonissimi amici, tanto è vero che alcuni di noi
hanno avuto l’occasione e l’onore di essere chiamati a suonare con
lui in qualche “estemporanea”.Ora Paolo ha preso il nome d’arte “Paul
Cat” ed ha indirizzato la propria attenzione su sonorità acustiche
e d’atmosfera, abbandonando temporaneamente le linee più dure dello
stoner e del metal.L’esperienza in studio avuta con lui durante le
registrazioni del nostro primo album “Holy Quest” è corrisposta ad
un upgrade artistico incredibile che ci ha insegnato tantissimo per
quanto riguarda la ricerca delle sonorità, sulla produzione, sul mixaggio
e sul mastering. Inoltre Paolo è stato per noi una vera e propria
guida che non ha avuto riserve nell’insegnarci tanti piccoli segreti
per ottenere un prodotto musicale professionale.
Ringraziandovi per la Vostra disponibilità
a rispondere alle nostre domande, chiudete l'intervista a vostro piacimento.
Il primo ringraziamento va a voi che ci avete concesso questo spazio.
Per concludere vorremmo salutare tutti i lettori di Metallo Italiano
ed invitarli ad ascoltare il nostro “Ashes of War” in parte sul nostro
Myspace oppure per intero da CD che è possibile richiedere dallo stesso
sito. Speriamo di vedervi ai nostri concerti, gli appuntamenti sono
già programmati e li troverete qui: www.myspace.com/firbholgband.
Intervista di Riky
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