INTERVISTE/GOLEM

Un assolato pomeriggio come tanti e qualcosa da bere hanno fatto da cornice alla lunga chiacchierata che si è svolta fra me e Nicola Esposito, singer della metal band barese dei Golem. Una chiacchierata il cui resoconto parziale è descritto in queste righe. Dico parziale, perché la discussione non sempre verteva sull'argomento "musica", e per questo ho ritenuto opportuno non inserire in questa sede tutto il contenuto della chiacchierata. Chiacchierata che si è rivelata ricca di notizie interessanti sulla band, la sua musica ed i suoi progetti per il futuro. Ma ora bando alle ciance, e andiamo al sodo!


La vostra line-up ha subito alcuni mutamenti dal momento della formazione della band: quanto questo ha influito sulle vostre scelte musicali?
Ha influito parecchio, perché da quando sono entrato a far parte della band (qualche mese dopo la nascita del gruppo), lo stile musicale si è spostato verso sonorità piu aggressive: inizialmente i Golem erano più orientati verso un heavy metal Iron Maiden style. Inoltre, da quando sono entrati a far parte del gruppo Matteo e Domenico, l'aspetto tecnico è notevolmente migliorato.

Credete di poter apportare ulteriori modifiche al vostro sound per renderlo più personale ed originale?
In effetti, nei nuovi pezzi che stiamo preparando ci stiamo sforzando di dare maggior risalto all'aspetto più aggressivo del gruppo, senza però dimenticare la nostra componente più melodica.

Quanto vi potete ritenere soddisfatti del vostro ultimo lavoro, "Death Never Dies"?
Molto, perche è stato accolto benissimo sia dal pubblico che dalla critica. Tra l'altro, ci è valso il contatto con la Diamond Production, che provvederà alla rimasterizzazione e al remixaggio del disco, e questo potrebbe essere anche un preludio ad una possibile produzione futura.

Come definireste il genere da voi proposto?
Già in molti hanno provato ad etichettarlo come death metal melodico o black metal melodico, ma per me sono solo termini convenzionali usati per rendere meglio l'idea della proposta della band. L'unico modo per non restare incastarti in un solo genere è definire la nostra proposta semplicemente come "metal".

Quale tipo di messaggio si propongono i Golem di inviare a coloro che ascoltano la loro musica, e quanto per voi sono importanti dei buoni testi?
Per noi la componente fondamentale è la musica, ma non significa che i testi debbano essere solo un riempitivo: infatti, quando scrivo un testo cerco di mettere giù solo quello che sento in quel momento, e i miei testi riflettono me stesso e ciò che mi circonda. Il tutto è comunque sempre in funzione di quelle che sono le atmosfere create dalla musica.

Come procede la vostra attività live? E' limitata al solo territorio locale, oppure copre tuto il territorio nazionale?
Per il momento, riusciamo a suonare soltanto nel sud Italia, anche se al piu presto cercheremo di avvicinarci anche al nord: infatti, il prossimo maggio saremo a Rieti e ad agosto suoneremo ad un festival in Calabria, e per settembre stiamo programmando di effettuare un vero e proprio tour con almeno 8 date in giro per l'Italia.

Qual è stata la vostra performance live più importante?
Credo quando a settembre abbiamo suonato con i White Skull, ma 2 anni fa suonammo all'ultima edizione del Pluvia Metalli, in cuo facevano da headliner i Natron, ancora oggi uno dei concerti che ricordo con maggior affetto, anche se alla fine sono andati tutti bene e ci siamo divertiti ovunque avessimo portato la nostra musica.

Avete mai composto dei brani in italiano? Avete intenzione di farlo in futuro?
No, e non credo che lo faremo mai, perchè non credo che sia una lingua che si presta bene a questo tipo di musica, anche se nn sono un'esterofila che ascolta solo musica starniera, ignorando quella che fa parte del nostro panorama nazionale: uno degli autori piu importanti al mondo è De Andrè, ed era italiano!

Avete già in cantiere dei nuovi pezzi per una prossima uscita discografica?
Per il momento sono pronti quattro pezzi, però la speranza è quella di realizzare un full lenght, e stiamo continuando a comporre. Dovrebbe essere un disco meno lezioso e più diretto, più improntato sull'essenziale, al contrario di "Death Never Dies", in cui primeggiava l'aspetto tecnico, soprattutto per quanto riguarda le chitarre.

Come si svolge il processo compositivo dei vostri brani?
Prima di tutto non c'è nessuna prima donna in questo ambito, anche perchè a mio avviso sono tutti degli ottimi musicisti, e quindi sarebbe un peccato escludere qualcuno in fase di composizione dei brani. Siamo tutti coinvolti nel processo compositivo. Non è importante da chi parta l'idea iniziale, e non è importante se il pezzo è frutto dell'idea di uno solo di noi: l'importante è scegliere la soluzione migliore per il pezzo. Ovviamente non mancano le discussioni, ma l'importante è pensare che si debba agire come se fossimo una cosa sola: in fondo siamo tutti come una seconda famiglia.

Avete progetti paralleli?
L'unico che ha un progetto parallelo attualmente è Ottavio, che milita fra le file dei Warchild, una power metal band locale. Non mancano però le collaborazioni con altri gruppi di amici.

Per concludere, che ne dici di un saluto ai lettori di Metallo Italiano?
Saluto tutti i lettori di Metallo Italiano, ci vediamo on the road!

Intervista di Lucia Lasorsa