INTERVISTE/INCH PRODUCTION - ROSARIO BADALAMENTI

Mai come in questo caso preamboli e digressioni iniziali risultano inutili e dannosi. Rosario Badalamenti va subito al sodo e parla male di tutto e tutti, compreso se stesso...

Che cosa vuol dire oggi parlare di "scena mediterranea"? In altri termini già molti anni or sono esisteva una realtà di questo tipo in Italia...
Non so a cosa ti riferisci. La nostra scena, o famiglia mediterranea, o alleanza sicula, esiste dai primi anni novanta, grazie alle idee di Agghiastru, Nadur, Liatu e altri ragazzi originari dal territorio di Selinunte. Parlarne oggi vuol dire riconoscere il valore e le fatiche di noi tutti. Oggi, momento nel quale la scena metal internazionale ha raggiunto un pattume impensabile, dischi come ‘Addisiu’ di INCHIUVATU, o quelli di LAMENTU o ASTIMI, mostrano quanta qualità ci fosse e c’è in questo movimento. Per il resto posso dirti che oggi non ci frega nulla dei ‘movimenti’. I nostri ‘fatti’ sono lì sotto gli occhi di tutti, per quanto mi riguarda il mondo del metal può andarsi a farsi fottere senza alcun problema. Noi abbiamo fatto il nostro giro di musica, chi oggi adopera il termine 'mediterraneo' accostandolo alla musica deve un po' rivedere la cronologia, arriva tardi”.

Ci puoi fare una breve cronistoria della Scena Mediterranea?
Era il 1991 e Agghiastru suonava in una band chiamata Perfidia, subito mutò in Eden e ancora in Tenebra (gli attuali ULTIMA MISSA). Il sound diventava sempre più duro e oscuro, stimolato dalle uscite musicali di quei tempi, Deicide e Morbid Angel su tutti, ma Agghiastru voleva qualcosa di inedito, di unico. Ecco che nel 1993 nasce il progetto INCHIUVATU, che già nel nome doveva avere originalità assoluta. Oltre al nome, Agghiastru diede uno sguardo alle viscere della sua terra e ai ricordi della sua infanzia. In essi trovò tutta l’ispirazione possibile per creare la ‘Scena Mediterranea’. Fu geniale. Cantato in stretto dialetto siculo, tematiche legate a puttane, fattucchiere, spiriti e satanassi, insomma nel nostro sud di ‘inferno’ con cui giocare ce n’era parecchio. Bene, una sera radunati gli amici, ci fece ascoltare un brano ‘La Cruci Si Potta ‘N Coddu’, capimmo subito che quella era la via da seguire, altro che Norvegia, premesso che dalle nostre parti i primi dischi di Immortal e compari con le facce impastate alla Kiss, arrivarono nel tardo 1995, allora non era così facile trovare roba metal estrema. Dal 1993 abbiamo prodotti dischi ufficiali ed Ep. In tutto sono una quarantina di opere. I picchi più alti li abbiamo raggiunti con l'ultimo cd di INCHIUVATU 'Miseria', ma anche il debut-cd di Agghiastru 'Incantu' è geniale, e poi la cd compilation con tutti brani inediti.

Farne parte è un motivo d'orgoglio, un trend, un punto di arrivo...? Possiamo parlare di scena mediterranea come di un "progetto culturale" teso a valorizzare lingua e folklore della terra di Sicilia?
Veramente non c’è mai interessato nulla della Sicilia, né della cultura, né tanto meno della valorizzazione di essa. Agghiastru ha nelle vene sangue arabo, e la sua scelta di adottare il cantato in dialetto dipende più da una logica opportunistica che non da patetico amor patrio. Noi volevamo distinguerci dalla massa, e il “regionalismo” adottato è stato un mezzo. Com’è che non capite che dietro a tutte le nostre scritture c’è sempre la trasmissioni di eventi intimi e personali… Il fatto di essere nati in Sicilia non significa nulla, l’avremmo fatto anche se napoletani, bergamaschi o polacchi. Ti sembrerà strano, ma non amiamo i dialetti, sia cantati che parlati. Non amiamo alcun tipo di esaltazione regionale o nazionale. Agghiastru dice nei sui show, che se c’è una ‘lezione’ che il progetto INCHIUVATU può aver dato, è quella di dire alla gente: ‘d’accordo, siamo metallari, ma a modo nostro. Qualsiasi scelta di vita fai, falla vivendola a modo tuo, utilizzando i mezzi che ti sono più necessari e opportuni, ma non rinunciare alla tua identità di uomo al di là della lingua, razza o provenienza territoriale'. In poche parole la negazione della MASSA, volgare, omologata, priva di fantasia. L'umanità degradata è merda ovunque, che parli siculo o cinese.

  Questa scelta di fondo è stata un impulso o un limite per la diffusione della vostra musica?
Non  lo so e non me ne frega nulla. I nostri dischi sono lì a disposizione di tutti. Non m’interessa di quante copie si vendono o se siamo sufficientemente famosi da farne un vanto con gli amici. Queste sono stronzate da adolescenti. Noi non avevamo nulla di meglio da fare che suonare un po’ di roba pesante infarcita di stronzate sicule. Il resto non è affatto importante. Ognuno faccia della musica che compra ciò che gli pare… può anche ricamarci mille fottute storie del cazzo, ma a me questo non interessa minimamente.

Sciacca, in questo senso, è un po' il centro dell'universo. E' notorio che molte band vivano la provincia (o la grande metropoli) come vero e proprio mostro d'alienazione, al punto che anche i propri prodotti musicali ne sono totalmente influenzati. Il vostro caso, invece, mi sembra completamente diverso...
Sciacca è il centro del mio cesso dove ogni giorno vado a centro col mio piscio. A noi non influenza minimamente il territorio. Raccontiamo storie che hanno a che fare con le vibrazioni che ricevevamo dai nonni nei cortili. Ma tutte queste storie sono poi filtrate dalla nostra individualità, al punto di andare estremamente oltre quella territorialità che intendi tu. Noi non viviamo in Sicilia, viviamo in una terra di mezzo nella nostra memoria. Non abbiamo nessun contatto con la realtà siciliana, o sciacchitana.

Colpisce il fatto che molti progetti sono frutto di pochi personaggi di forte personalità: quali rapporti legano i vari membri della famiglia mediterranea?
Nessun rapporto in particolare. Siamo amici da tanto tempo e abbiamo un'idea comune di fare musica, anche se a dirti il vero ultimamente stiamo pensando che il modo migliore per realizzarla è proprio l'astensione. Ognuno di noi 'pisci e sa talìa' ossia 'piscia e se lo guarda'. A volte arriviamo ad un punto di vista simile e produciamo qualcosa assieme, è il caso del nuovo INCHIUVATU 'Miseria', oppure dei Maleficu Santificatu, Lamentu o AStimi, ma ognuno di noi rimane nella propria nicchia. Fare musica per noi è un fatto puramente intimo e spesso non condivisibile con altri.

Tra tutti i gruppi targati Inch Productions solo Inchiuvatu rilascia CD a cadenza regolare. Tutti gli altri progetti hanno tempi e parentesi evolutive davvero particolari...
In realtà ti riferisci ai CD ufficiali, ma a livello demo o Ep tutti i progetti hanno lavorato e rilasciato qualcosa anno per anno. Basta guardare nel mailorder della INCH Productions per rendersi conto che ci sono quaranta dischetti realizzati in quindici anni di vita. Il 'problema' è che snobbando il sistema/mercato, non possiamo certo vendere chissà quante copie, ecco che i pochi spiccioli che entrano li investiamo su progetti precisi e successo per i più. Ma gli Ep sono straodinari, sono il massimo dell'underground. Io stesso mi sono trovato a mixare un mio brano, stamparne la copertina e autografarla, masterizzarlo e spedirlo ai miei fan.

A proposito, “Miseria” è l'ennesimo sigillo di una carriera discografica illuminata. Quali responsi sta ottenendo a pochi mesi dalla data di uscita ufficiale?
'Miseria' è un capolavoro. E tutti se ne stanno rendendo conto pian piano. Abbiamo deciso di non fare alcuna promozione al Cd perché siamo stanchi di considerare i giornalisti, spesso scadenti universitari annoiati che non hanno di meglio da fare che ascoltare pile di cd senza alcuna volontà. Questi sono dei miserabili. Io ho sputato sangue per realizzare 'Miseria', due anni di lavoro, poi arriva uno stronzetto del cazzo e scrive quattro cazzate avendo ascoltato i primi tre secondi di ogni canzone, e ti deve andare bene, altri non ti recensiscono neanche, oppure lo fanno dopo sei mesi dall'uscita, quando il distributore ci rimanda i cd che il negozio non vuole più. Andate a fare in culo, pidocchi, la musica sta morendo anche per colpa vostra. A me non frega nulla di tutte le scuse che ti staranno venendo in mente. Io sono qui, 'Miseria' è il mio disco e ho faticato per vomitarlo fuori, se non gli dedichi l'attenzione che merita, vai a fare in culo. Io non ho bisogno di te. Chiedimi quanti prima di scrivere una recensione ci hanno chiesto le traduzioni in italiano... Nessuno! O sono tutti siculi o più semplicemente non gli frega una minchia... Tuttavia poi sanno a memoria i testi in norvegese o polacco... ma andate a cagare. D'altronde gli italiani non mi pare abbiamo mai dimostrato nella storia di avere spina dorsale...

Non penso ci siano problemi a parlare di vero e proprio Inchiuvatu style. E' mai capitato di leggere nei booklet dei CD questo nome nello spazio dedicato ai ringraziamenti e alle influenze musicali?
Sì, qualcuno lo ha fatto, ma non ricordo e non m'interessa chi.

Nei vostri progetti le tradizioni mediterranee sono costantemente accostate al black metal, sia per quanto riguarda l'aspetto musicale sia per un certo "estremismo" di contenuti, spesso anticristiani e "satanici": è un accostamento naturale o una precisa scelta?
Dove hai visto accostamenti satanici in INCHIUVATU? Agghiastru ha sempre creato un immaginario fatto di simboli, foto, testi, musiche che, condite con l’ironia dicono tutto e il contrario di tutto. Le croci rovesciate presenti nei booklet le hai guardate bene? Hanno crocifisso un fiore, ossia un gerbera sporcata di sangue. Il significato della gerbera è associato alla vita. Quindi il senso delle croci rovesciate in Inchiuvatu è quello di dire che l’uomo nella sua miseria (rappresentato dalla croce rivolta che è il male) ha ucciso l’unico soffio di vita possibile per la nostra natura e salvezza, ch’è il figlio di Dio. Ogni verso se lo leggi attentamente può leggersi come un inno a Gesù Cristo. Poi il nome Inchiuvatu rappresenta non solo colui che giace sulla croce, ma il senso di cecità a chi smarrendo la fede, si ritrova a brancolare nel buio, inchiodato appunto. Ricorda che il Cristo è risorto, e noi parliamo dell’uomo che al momento muore, noi come cristo vogliamo risorgere e andare nel regno promesso. Dov’è il satanismo me lo spieghi?.  

Oltre a voi, quali altre realtà ci sono nella Sicilia metal?
Non ne so nulla, non seguo la scena metal internazionale figurati quella isolana... sono fermo ai primi anni novanta, è uscito qualcos'altro di decente, dopo?

Attualmente la tua attività si concentra sui Maleficu Santificatu o ci dobbiamo aspettare qualche nuovo lavoro targato 3?
In principio avevo pensato col nome 3 a tre Ep, poi venne la Cd-Compilation con tutti brani inediti e dovetti comporre 'Malamore'. Oggi non saprei. Ho qualche idea per la testa, ma mi chiedo per chi o cosa valga la pena di metterla in cantiere... Riguarda ai Maleficu Santificatu sono la mia personale palestra, con loro stiamo già realizzando un nuovo Ep, in uscita per fine anno. Sarà un ritorno alle sonorità del primo 'Il Male', molto apprezzato in giro... sarà una caotica e dolorosa esperienza musicale.

Se dovessi dare un giudizio sulla visibilità della Inch Productions a livello internazionale?
Non ci siamo mai posti il problema. Attraverso internet è possibile conoscere realtà estreme e nascoste come le nostre. Io voglio che la gente ci trovi perché è quello che ha sempre cercato, non perché ci nota sui giornali dove col vile denaro si comprano banner o paginoni di pubblicità, anche se si una mezzasega. E poi non ci frega un cazzo di essere visibili. Vuoi capire o no, che noi abbiamo fatto tutto questo solo per noi stessi. Dei merdallari vestiti di nero non ci frega nulla. Ma chi ha mai inciso un doppio album come 'Miseria' e poi la propria etichetta ed artisti hanno snobbato tutti gli organi di stampa? Dimmi, non ti è chiaro quanto ce ne sbattiamo le palle del mondo lì fuori? Chi pensa che il nostro operato sia valido finanzi economicamente i nostri dischi, gli altri godano della nostra indifferenza, ed è già tanto. 

Un epitaffio per concludere l'intervista...
Spero che Agghi si stufi presto anche del suo progetto solista dove mi vedo coinvolto di tanto in tanto. E' ora di fare una pausa seria e mandare a fare in culo tutti. La musica mi ha proprio scocciato, ma quel che più mi fa vomitare è tutta la gentaglia che ci orbita attorno... anche se a dire il vero non me ne sono mai preoccupato. Ti saluto.

Intervista di Alessandro Biasi e Maurizio Gabelli

www.inchproductions.com

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