INTERVISTE/IRENCROS

Foto IrencrosForti di un demo-cd che ha riscosso l'attenzione di parecchi addetti ai lavori, la band palermitana degli Irencros continua a proporre il loro power-prog metal, misto ideale fra la scuola europea e quella americana, fra i virtuosismi cari a Micheal Romeo e le melodie tolkeniane dei Blind Guardian. Per evitare discussioni, dirò subito che i ragazzi sono cari amici, compagni di vita coi quali ho condiviso più di un'esperienza formativa (insomma, sesso, droga e rock and roll). Il tono, quindi, è pacato ed estremamente rilassato. Condizioni ideali, complici anche una mite serata di Marzo. Iniziamo?

 

Allora, ragazzi, iniziamo con qualche domanda di routine: come avete formato il gruppo?

[Gianfranco]: Gli Irencros nascono nel 1998. La formazione di base era costituita da me, Davide e Johnny. Tutto iniziò come un passatempo senza pretese finalizzato ad attenuare le "pressioni scolastiche"; ci piaceva suonare, e lo facevamo. Suonavamo cover dei Judas priest, Anthrax e Death SS e sempre in quegli anni ci cimentavamo nella stesura di brani di nostra compisizione che, a riascoltarli adesso, non possono che farci sorridere per la loro semplicità e "rudezza". Eppure, noi credevamo fermamente nella loro validità allo stesso modo in cui oggi crediamo, e questa volta a ragion vedut , in quelli nuovi. Ricordo quel periodo principalmente per la grandissima voglia di suonare che avevamo... scusate ma a ventidue anni suonati comincio a diventare nostalgico!


Come definireste il vostro sound?

[Giulio]: non so, è un po’ difficile. Diciamo che cerchiamo di ottenere una miscela musicale partendo da generi più ortodossi per ottenere qualcosa di nuovo, di personale.
[Gianfranco]: Prendiamo ciò che ci piace, visto che, all’interno del genere metal, ognuno di noi ha background diversi. Qualche riff thrash, le melodie tipiche del power, gli stacchi strumentali del prog. Cerchiamo, insomma, di non affrancarci a nessun genere specifico, ed, in particolare, di distaccarci dall’odierna scena power italiana.

 

Quali sono i vostri "numi tutelari"?

[In coro]: i Symphony X! Poi gli Shadow Gallery, Fates Warning, Dream Theater, Nevermore, Savatage, Blind Guardian...Anche se siamo lontani dal loro genere, amiamo incredibilmente i Death (addio Chuck), e non dimentichiamo gli immortali Testament e Megadeth (ormai sciolti, ndPaolo)!!!

 

Che cosa avete pubblicato sinora?

[Davide]: Abbiamo all’attivo un demo, "Through the mirror", formato da cinque pezzi. Abbiamo ottenuto un buon giudizio da parte della critica specializzata e consensi un po’ ovunque, anche da chi, in genere, è orientato verso forme più estreme o più rilassate di musica.
[Giulio]:Tra non molto rientreremo in studio per registrare tutti i nostri brani, compresi quelli del demo "Through the mirror", in modo da poterli incidere con tutti gli arrangiamenti che avevamo progettato ma che, per motivi tecnici, non abbiamo potuto inserire nel vecchio demo. Accanto a questa, affiancheremo una nuova incisione contenente solo 4 tks. L'idea è quella di esser pronti a mandare subito materiale aggiuntivo nel caso in cui una label ce lo chiedesse.

 

Che cosa trattano i vostri testi?

[Gianfranco]: abbiamo cercato di affrontare il tema della distruzione in tutte le sue sfaccettature. Il regicidio ("The King is Dead") come fine dell’autorità politica, l’avvento della Chiesa come parabola della smitizzazione della natura, procedimento che porta ai disastri ambientali ("Mother Gaia"), la fine dell’umanità causata dalla distruzione dell’innocenza simboleggiata dal Cristo ("Two Thousands Years and a Gate"), l’alternativa del suicidio come risposta alle distruttive convenzioni sociali ("Angel’s rain")....
[Giulio:] …intese come limitazione della libertà d’espressione d’ogni essere umano.

 

Distruzione… Chissà perché, mi viene da pensare all’undici settembre. Un parere in merito.

[Gianfranco]: La considerazione che posso fare in merito a questa tragedia è che non c'è limite alla follìa umana, ciò che è successo negli USA è il frutto della megalomanìa di poche menti perverse. In tal senso non mi sento di prendere una posizione a favore di una delle due parti, questo perchè penso che in conseguenza delle sue strategie di espansionismo economico non sempre "ortodosse" l'America abbia anch'essa le sue colpe.
[Giulio]: anche i nuovi pezzi affrontano lo stesso tema. "Soldiers of Nothing" parte da una mia idea. Immaginavo, continuando il discorso intrapreso con "Angel’ Rain", un uomo che, ad un certo punto della sua vita, si rendesse conto di non esistere. In altri termini, questo personaggio riusciva finalmente a percepire il suo vero io, diversissimo dal ruolo che la società gli aveva imposto. Un "io" più puro, incontaminato, più ferino, se vogliamo.

 

Una specie di "buon selvaggio"…

[Giulio]: Sicuramente, mixato con gli aspetti più interessanti della poetica pirandelliana. Il protagonista è un uomo che ha indossato una maschera e che, nel momento di svestirsi dei suoi panni, ha due alternative: o impazzire definitivamente, o barricarsi dietro il muro dell’incomunicabilità. Alla fine, si lascerà morire, ed in quel momento avverrà la sua riscossa.

La distruzione di sé come catarsi, quindi…

[Gianfranco]: Esatto. Distruzione come concetto positivo, come abbattimento delle frontiere, come recupero della dignità umana.

...Temi allegri e spensierati, insomma…

[Giulio]: Cerchiamo di distaccarci dall’imperante buonismo di alcune bands, soprattutto italiane. Il libero arbitrio è un’invenzione, siamo soltanto burattini. L’universo non è solo bene e male, ed il cosiddetto "bene" vince raramente…

 

Parlatemi dei pezzi nuovi...

[Simone]: Dunque per quanto riguarda i pezzi nuovi, possiamo già anticipare che abbiamo alcune novità...il nostro sound adesso credo che sia molto più completo rispetto al primo demo, abbiamo accentuato la nostra vena progressive, appesantito i riffs di chitarra, abbiamo curato nei dettagli tutti i singoli arrangiamenti di ogni strumento. So che è banale, ma siamo molto soddisfatti del nuovo lavoro svolto, ci aspettiamo molto da questo nuovo demo.
[Gianfranco]: Non posso che trovarmi d'accordo con quanto espresso da Simone. Il nuovo materiale è semplicemente il frutto di una naturale evoluzione del nostro sound, abbiamo cercato di potenziare e affinare quelli che ritenevamo fossero gli aspetti salienti che caratterizzavano il nostro modo di concepire l' heavy metal e che non eravamo riusciti ad esprimere nel modo che volevamo con "Through the Mirror". La melodia è sempre presente, ma questa volta viene contorniata da sonorità più taglienti e, in un certo senso, accattivanti. Sono sicuro comunque che non sarà un lavoro che verrà osannato per la sua immediatezza, ma dovrà essere ascoltato più volte per essere apprezzato a fondo. Ascoltare per credere.....

 

Ho sentito di un interessamento da parte dell’Underground Symphony. Confermate o smentite?

[Giulio]: Underground Symphony... .sì, un interessamento da parte loro c'è stato, ma abbiamo ritenuto opportuno non firmare con loro per vari motivi, dei quali preferisco non parlare...


Ok, voltiamo pagina. Spulciando in giro, ho incontrato la recensione del vostro promo ovunque, notando che i commenti sono stati tutti positivi. L’unica cosa che non ha messo tutti d’accordo è stata la prestazione vocale di Giulio. Cosa ne pensa il diretto interessato?

[Giulio]: Si, è vero, mi hanno stroncato da una parte ed eccessivamente elogiato dall'altra. Figurati che c'è stato qualcuno che mi ha paragonato al vecchio Midnight dei Crimson Glory!(scherza con i fanti ma non toccare i santi, ndr). Comunque, devo dire che le critiche rivoltemi sono sempre state abbastanza fondate, in fondo quando si manda un demo si è consapevoli di essere "giudicati" in base a tanti fattori. La mia più grande pecca è senza dubbio la poca "teatralità", anche se sto studiando un tal senso. Ho cominciato ad ascoltare cantanti più "mielosi".

Il metal italiano: credete che il nostro paese si affermerà in campo internazionale?

[Giulio]: Lo speriamo! Secondo me, comunque, la responsabilità non è univoca. Le band sbagliano (faccio riferimento soprattutto ai gruppi power), perchè non cercano un filone originale o, comunque, non fotocopiato dai nomi di grande richiamo. La stragrande maggioranza delle case discografiche italiane sono, di contro, poco professionali. Non investono nella promozione, puntano sempre sul sicuro preferendo gruppi sicuramente vendibili ma poco creativi, piuttosto che band originali ma rischiose. Per esperienza personale, posso dirti che, a volte, mancano anche l'educazione ed il rispetto...
[Simone]:... Inoltre, quei pochi gruppi che si sono affermati, vi sono riusciti dopo aver affrontato grandissime difficoltà, che, forse, in altri paesi sono meno "pesanti". In Italia, secondo me, abbiamo alcuni gruppi veramente validissimi che non hanno assolutamente niente da invidiare ai gruppi stranieri....il problema sta anche nella cronica mancanza di studi competitivi e di grandi produttori (tranne qualche eccezione, naturalmente!).


Siete stati etichettati come gruppo power metal (abbastanza limitativamente, a parer mio). Non credete che il suddetto genere sia iperinflazionato?

[Gianfranco]: Sì, spesso ci hanno etichettato come band power metal, ma è una denominazione che ci sta stretta. Bands come gli Hammerfall o gli Edguy sono da considerare espressamente di stampo power, la nostra musica prende spunto da questo genere ma non si cristalizza sugli stilemi classici del genere stesso... A me piace dire che gli Irencros suonano "Heavy Metal" e lo fanno a modo loro..... più semplice di così!


Ok, ragazzi, a voi la palla...

Ringraziamo Metallo Italiano per il supporto, preghiamo i vostri lettori di dare un'ascolto ai nostri Mp3, ed invitiamo i metallari siciliani e non, a partecipare al "Metal Raw", mini-festival che ci vedrà accanto agli Exile ed ai Vexatisouls il prossimo 11 Aprile al Bloom Art di Palermo. Non mancate!


Michele Apprendi