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Un album come 'Jazzraptor's Secret' è il classico esempio di come un musicista ispirato e fantasioso possa, nel corso degli anni, partorire lavori bellissimi e comunque sempre diversi tra loro. Jack Foster III è l'artefice di questo splendido capolavoro di progressive rock, metal e experimetal jazz e in questa intervista ci svela alcuni piccoli particolari legati al suo modo di concepire la musica e la sua attività di compositore...
Ciao Jack, puoi introcurci 'Jazzraptor's Secret' con sole tre parole?
Spiritual, musical, magical!
Tutti i tuoi lavori sono molto differenti tra loro. È un problema, secondo te, non poterli collocare in un genere preciso?
Per me non è assolutamente un problema. Penso sia un desiderio di molte persone riuscire a catalogare le cose, mentre la mia musica non segue nessun tipo di catalogazione anche perchè è davvero difficile dire alla gente cosa rappresenti la musica per me.
Cosa rende speciale questo album rispetto ai precedenti lavori?
Non saprei dire se questo CD sia migliore o peggiore degli altri. Ma Trent, Robert e io abbiamo sicuramente affinato il nostro feeling suonando assieme in questi anni e penso che il sound di 'Jazzraptor's Secret' rifletta questo aspetto.
Le tue liriche sono poetiche, intelligenti e intense. Quali sono gli argomenti che preferisci trattare/cantare?
Questa è una domanda fantastica, ma alla quale è difficile rispondere. Mi interessa quella relazione che si stabilisce tra la parte idealizzata del mio io (che chiamerò “La Voce”) e l'altra, complice o antagonista che sia. Le situazioni che descrivo non sono necessariamente legate all'esperienza quotidiana, ma devono comunque essere realistiche abbastanza da catturare l'attenzione dell'ascoltatore. L'aspetto di cui comunque mi occupo più volentieri è quello inerente alla vita propriamente intesa.
Come sei riuscito a collaborare con musicisti così importanti e talentuosi?
Solitamente, i musicisti tendono a riunirsi in comunità. Così, quando suoni è probabile che tu incontra altri colleghi e devo dire che la situazione è davvero rosea qui dalle parti di San Francisco. Per primo conobbi Trent Gardner per mezzo di un amico comune. Rimasi stupito dal suo lavoro svolto nell'album 'Glossolalia' di Steve Walsh e gli chiesi di ascoltare alcuni miei demo. Decise di entrare subito nel progetto e di coinvolgere anche Robert Berry. Per me è un'esperienza musicale incredibile lavorare con due professionisti così.
Siete appassionati di free jazz e avantgard music?
Non posso rispondere anche a nome di Trent e Robert ma posso dirti che mi hanno entrambe interessato sin dai tempi del college. Ha un titolo universitario riconosciuto in tal senso e ho sempre apprezzato vari stili compositivi.
Il prossimo lavoro sarà più orientato all' avantgard o sarà qualcosa di assolutamente differente?
Non considero 'Jazzraptor's Secret' avantgarde, ma riconosco che a volte l'album si muove verso quella direzione. Non ho ancora messo mano al nuovo lavoro ma ho già pensato a varie possibili direzioni. Vorrei scrivere una Rock Opera, ma anche un album interamente jazz non mi dispiacerebbe.
Puoi farci una breve cronostoria della tua vita da chitarrista? Includi influenze, modelli e insegnanti...
Ho iniziato a suonare la chitarra a tredici anni, prendendo lezioni a scuola. Le mie prime influenze sono state Carlos Santana e Jeff Beck, ma sono cumunque un prodotto del mio tempo e ho sempre apprezzato Hendrix, Clapton, Howe, Jerry Garcia e molti altri chitarristi. Probabilmente non mi piacerebbe essere considerato un chitarrista nel senso più tecnico del termine. Voglio che il mio modo di suonare sia emozionante e non puramente tecnico. Robert ogni tanto mi chiede di perfezionare alcune parti di chitarra ma io puntualmente declino l'invito lasciando le tracce nella loro versione originale. Se suonano ok perchè registrarle di nuovo? Tendo a trovare soluzioni personali a miei problemi musicali e non cerco di emulare nessuno, almeno non intenzionalmente sia chiaro.
Cosa fa Jack Foster III quando non suona? Libri. Cinema. Musica. Viaggi. Cos'altro ancora?
Sono contento di passare il mio tempo libero con la mia famiglia. Ho un figlio di 17 anni e una figlia di quasi 15. Mia moglie preferisce viaggiare molto più di me, mi piace leggere di scienza ed evoluzione ma anche di molte altre cose. Quest'anno sono stato davvero attratto dalle elezioni americane, ho seguito praticamente ogni dettaglio. La canzone 'The New American' che compare sull'album è dedicata a Barack Obama, il mio nuovo eroe. Inoltre, ogni giorno faccio sport e pratico nuoto.
Ti ringrazio per questo spazio concessomi
Intervista di Maurizio
Gabelli
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