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Questa volta siamo andati a bussare alla porta dei JOHNNY BURNING, l’irruento combo di Imola che, forte del frizzante album d’esordio, sta già iniziando le proprie scorribande a colpi di selvaggio e contagioso street/rock’n’roll. A riceverci il simpatico chitarrista D.B., che fra un party e un goccio di Jack Daniels, ha risposto allegramente alle nostre domande.
Ciao D.B., i JOHNNY BURNING nascono nel 2005, vuoi presentare la band ai lettori di Metallo Italiano?
Ciao ragazzi qui Johnny Burning, suoniamo ciò che ci piace e lo facciamo divertendoci un sacco! Detto questo preparatevi ad entrare nel nostro mondo a suon di rock’n' roll!
Johnny Burning è un moniker un po’ particolare. Come è avvenuta la scelta del nome?
Eh eh... ridacchio perché la questione nome è una domanda molto ricorrente nelle interviste che rilasciamo, non so se avrai notato, ma ad ognuno abbiamo dato una risposta differente, perché il vero significato del nome è riservato a pochi ah aah! Comunque si tratta di un cavaliere di un vecchio videogame della Lucasarts degli anni '90. Non posso dirti di più.
Come è nato “Get Up, Get Loose, Get Off!” ? Parlaci del suo processo di realizzazione e di come si sono svolte le registrazioni. Esiste qualche aneddoto a riguardo?
Il disco ha avuto una gestazione piuttosto lunga, tra composizione, arrangiamenti, registrazioni e mix è passato più di un anno, ma era comunque nei nostri piani perché ci tenevamo ad esordire con un buon prodotto che rispecchiasse il sound che volevamo dare al disco e che avesse una buona produzione! Di aneddoti riguardanti questo periodo ne avrei per tre pagine... Per citarne uno tra tutti, ti racconto questo: la sera in cui abbiamo chiamato per prenotare lo studio per le registrazioni, io e Niko eravamo completamente ubriachi e al fonico abbiamo dato una data per l'inizio delle registrazioni, peccato che la mattina dopo nessuno di noi due si ricordava minimamente di aver parlato col fonico o di avere prenotato nulla. La sera del fatidico giorno il fonico ci ha aspettati in studio per due ore e quando ci ha chiamati per sapere dove eravamo, io e Niko eravamo al pub a bere delle birre completamente ignari di tutto... Lui pensava che lo stessimo
prendendo per il culo, visto che continuavamo a negare di averci parlato. Poi un ragazzo che
era al tavolo con noi e che era presente quella sera, ha confermato che invece era tutto vero...
Per fortuna il fonico è stato clemente e ci ha spostato la prenotazione dello studio senza troppi
problemi, ma ci ha chiamati il giorno prima per ricordarci di andare ah ah ah !! Rock’n' roll!!
Ah Ah!.. Credo che per un gruppo come il vostro, nel contesto del genere glam/street, l’ispirazione non sia certo un problema. Come nascono i vostri testi?
Dal lato musicale le ispirazioni/influenze sono molto disparate, al contrario di quanto si
potrebbe pensare, dal blues, al punk, al rock e al metal. Ognuno di noi ha il proprio background
musicale e lo inserisce a modo suo nel sound "JB". Per quanto riguarda i testi invece sono
piuttosto personali e rispecchiano la vita rock’n' roll quotidiana o esperienze personali.
L’album sta già ricevendo ovunque una buona accoglienza di critica e pubblico. Siete soddisfatti? A cose fatte, avreste cambiato qualcosa?
Siamo molto soddisfatti dell'accoglienza ricevuta dal pubblico e dagli addetti ai lavori. L'album sta ricevendo delle ottime recensioni in Italia e all'estero e le prenotazioni dell'album stanno arrivando numerose! La cosa ci rende molto fieri del nostro lavoro, soprattutto perché quello che senti in "Get Up, Get Loose, Get Off!" è proprio ciò che a noi piace suonare, senza condizionamenti nè pressioni. Ci rendiamo conto di avere un sound anni '80, ma questo è proprio il sound che vogliamo avere, senza preoccuparci del fatto che potrebbe risultare "vecchio" o "fuori moda". A noi non interessa la moda, a noi interessa suonare ciò che ci piace!
Cosa puoi dirci riguardo alla bella e stimolante copertina?
L'idea era quella di realizzare una copertina che fosse in tema con il sound che abbiamo e allo stesso tempo "di impatto", così abbiamo pensato di rapire una modella, stordirla con una bastonata in testa, tatuarle il titolo dell'album sulla schiena mentre era incosciente e fotografarla per la copertina. Per fare ciò ci ha aiutati la nostra grafica Patty di Musicphoto.it. Il risultato è stato ottimo!
Qual è il brano che ti da più “vibrazioni” in sede live?
Sicuramente "Fin Che La Barca Va" di Nilla Pizzi che eseguiamo nella versione integrale di 10 minuti ad ogni concerto! Ah ah ah!!
Ah Ah, grandi! Il vostro pezzo “Turn Down Just To Leave It” mostra evidenti riferimenti a sane sonorità southern rock. Un semplice omaggio a questo caldo e “vissuto” genere o qualcosa da ripetersi in futuro?
Qui torniamo al discorso affrontato prima. "Turn Down Just To Leave It" è una canzone effettivamente diversa dal sound generale del disco, pur suonando comunque "JB", ma quando l'abbiamo composta è uscita così, per cui non aveva senso riarrangiarla in seguito per darle un sound più vicino al resto dell'album. Se le nostre influenze in quel momento ci hanno portati ad un sound così "southern" vuole dire che dentro di noi in quel momento era forte quel tipo di suono. Magari in futuro uscirà un'altra canzone con questo sound o magari no… Non lo sappiamo neanche noi, eh eh!
Siete rinomati per dar vita a show infuocati e ad alto tasso di adrenalina. Com’è la situazione live per una band come la vostra?
Eh eh! Sono felice che ti sia giunta questa voce! I live per noi sono il momento in cui meglio riusciamo ad esprimere noi stessi e lo facciamo al massimo! Il pubblico apprezza sempre l'energia che trasmettiamo durante i concerti e partecipa sempre numeroso!
L’Italia non è mai stata terra ideale per un genere come il glam/street, ma come suggerisce il titolo della vostra canzone “Time To Rock”, forse è giunto il momento di dare uno scossone alla scena tricolore! Secondo te, è pronto il nostro paese a recepire il messaggio?
Hai ragione, l'Italia è un paese molto modaiolo per cui il glam e il rock’n'roll sono stati visti alla fine degli anni '90 come un genere "vecchio", morto. Negli ultimi anni però le cose stanno cambiando in meglio, sono tornate le grandi band '80s e il genere è tornato a prendersi il suo posto, anche grazie alla diffusione di Internet! Una nuova generazione di rockers e metallari si sta allargando a macchia d'olio! Noi contribuiamo a ciò, suonando quello che suoniamo!
Prima di voi, negli anni ’80, per questo genere hanno lottato per anni gli Halloween di Udine, i Shabby Trick di Firenze, i Gow di Torino, i Danger Zone di Bologna, gli altoatesini Feline Melinda, i Miss Daisy di Roma e più a livello underground gli Evelin di Bolzano ed i capitolini Wildee e Mausen. Per quanto riguarda gli anni ’90 citerei i Larox, Gran’ma Monkey e Nasty Licks. Hai conosciuto queste band o sentito qualcosa della loro musica? Oltre a voi quali sono le band attuali, che meritano supporto e attenzione?
Alcune band che hai citato sono nomi importanti del genere nel panorama italiano passato. Avendo avuto le possibilità di promozione che dà oggi Internet, probabilmente avrebbero fatto il botto!
Oh si, sono d’accordo!... Cosa significa per voi street/glam metal?
Se devo essere sincero nulla. Le catalogazioni dei generi portano spesso a raggruppare
sonorità e bands molto differenti tra loro, e la cosa non mi è mai piaciuta.
Quali sono secondo te, le caratteristiche che deve possedere una giovane band per sopravvivere nell’affollato e spietato panorama odierno?
Attitudine, perseveranza, professionalità e dedizione.
Qual è il tuo pensiero riguardo a due importanti modi di supportare la scena. Da una parte le riviste ufficiali, che mantengono pur sempre il loro fascino, dall’altra la velocità d’informazione delle webzines.
Sono entrambi molto importanti per il genere, seppur in maniera diversa. La rivista ha sempre il suo fascino speciale, probabilmente per il fatto che fino a qualche anno fa era l'unico modo per tenersi aggiornati su concerti, dischi ecc. Con la diffusione di Internet, la webzine è diventata lo strumento d'informazione più importante di tutti, perché ha una visibilità enorme,
possibilità pressoché infinite e soprattutto è gratuita.
Qual è la più grande ambizione o il sogno nel cassetto per i Johnny Burning?
Sicuramente poter fare il botto e suonare per vivere. Speriamo non rimanga solo un sogno.
Il gruppo o il disco che vi ha “folgorati” e vi ha fatto decidere di formare una band.
Ognuno di noi ha il proprio, per quello che mi riguarda "Appetite For Destruction", mi cambiò la vita!
Cosa dobbiamo attenderci ora dai Johnny Burning?
Se non finiamo in galera prima o qualcuno non ci uccide vi dovete aspettare un' intensa attività live di supporto al disco. Vogliamo portare la nostra musica in più posti possibile!
Siamo giunti alla fine, a te la chiusura dell’intervista!
Grazie a voi per averci ospitati e per il lavoro che state facendo! Lunga vita al rock’n' roll!
Grazie a te per la tua disponibilità, da parte di tutta la redazione. Non perdeteveli quando passeranno dalle vostre parti, perché il divertimento è garantito!
Intervista di Sergio
Nardelli
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