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Probabilmente
non sarà una pietra miliare del power metal ma 'Legend Of The
Forgotten Reign' è una di quelle uscite discografiche che rincuorano:
oltre ai big non vi è il vuoto assoluto. A ricordarcelo questa
volta sono i Kaledon e lo fanno con un platter oltremodo interessante,
primo ed iniziatorio capitolo di una quadrilogia a sfondo fantasy.
Ne parliamo con il fondatore del gruppo, il chitarrista Alex Mele...
Ciao Alex. Iniziamo subito col presentare
'Legend Of The Forgotten Reign', è il primo capitolo di una
quadrilogia giusto?
...allora, innanzitutto ciao a te e a Metallo Italiano!
Beh cosa posso dirti, 'Legend Of The Forgotten Reign' è il
frutto di un lavoro molto duro e continuativo, che è durato
per quattro lunghi anni. La realizzazione di questo disco ha impegnato
in principio me, e i due membri più anziani del gruppo, cioè
Paolo Lezziroli al basso e Tommy Nemesio alla chitarra ritmica.
In questi quattro anni il gruppo ha subito notevoli cambiamenti di
line-up, che ha visto l'avvicendamento di tre batteristi, due tastieristi
e ben quattro cantanti!
Adesso la formazione è più che stabile, e sono molto
fiero del risultato. Claudio Conti si occupa della voce, Daniele Fuligni
si occupa delle tastiere, ed infine alla batteria abbiamo david folchitto.
Seguiranno nei prossimi tre anni i prossimi tre capitoli della saga.
Dal booklet si apprende che l'album
si basa su di un concept a sfondo fantasy ambientato però nell'inghilterra
del XIV° secolo... esiste qualche motivo in particolare che motivi
questa scelta logistica?
...ma! Ad essere sincero no. L'Inghilterra mi ha sempre affascinato,
soprattutto la storia scozzese.
Nel decidere l'ambientazione per la mia storia, piuttosto che inventare
un paese immaginario, ho deciso di scegliere la Gran Bretagna.
A proposito di Inghilterra, trovano
posto tra le tue influenze letterarie autori come Scott?
Assolutamente no. Quando ho cominciato a scrivere la storia, non conoscevo
neanche J.R.R. Tolkien. Ovvero che non avevo mai letto il "Signore
degli Anelli", o altri suoi scritti. Quindi per quanto riguarda
Scott o qualsiasi altri autore inglese la risposta è no.
Mi piace credere che la mia storia sia nata tutta quanta dalla mia
fantasia.
E' vero che hai intenzione di scrivere
un libro che tratti le vicende di Kaledon? C'è qualcosa di
già definito a riguardo?
Si. Il mio libro è a buon punto, ma non ho ancora deciso se
farlo uscire in quattro volumi separati o in un unico tomo. Per adesso
non c'è ancora nulla di definito, ma per come stanno le cosa
oggi, dovrebbe vedere la luce per la metà del 2003.
Kaledon potrebbe sembrarti, utopicamente
parlando, il luogo ideale in cui vivere? Non esistono differenze alcune
che distinguano il popolo, ognuno contribuisce al bene altrui e la
pace sembra sia essere l'editto fondamentale di tale 'comunità'...
è un concetto decisamente distante da quello che in realtà
è il nostro mondo, non trovi?
Beh fondamentalmente hai ragione! La realtà è molto
diversa, ma appunto per questo è bello immaginare di viverci
sul serio! Per come sono fatto io, sarebbe il luogo ideale per condurre
un esistenza tranquilla con a base l'amore per il prossimo e l'altruismo,
che oggi purtroppo sono quasi del tutto svaniti.
Musicalmente parlando credo che
la vostra fonte di maggiore ispirazione siano gli anni '80 ed eventi
pionieristici come le prime uscite discografiche di Exciter ed Helloween...
La scena anni ottanta è stata molto importante per tutto il
mondo heavy metal. Sono sicuro che senza gruppi come Helloween, Iron
Maiden, Accept e molti altri, oggi la scena sarebbe molto più
ridotta.
Senza parlare del fatto che oggi, anche con tutte le tecnologia moderne
che ci sono, nessuno è riuscito a riproporre le magnifiche
sonorità di quel mitico periodo.
Noi, come tutti gli altri ammettiamo senza nessun problema di aver
ricevuto un ottimo background da quegli anni.
Probabilmente un aspetto che in
qualche modo fa la differenza col resto delle uscite del filone power
è il drumming di David Folchitto, come lo avete conosciuto
e come è nata la sua collaborazione al progetto Kaledon?
Dopo la separazione Dario Sacco, nostro ex drummer, mi rivolsi subito
a David per chiedergli se avesse potuto darci una mano per qualche
concerto che avevamo in vista.
Poi le cose sono cambiate, oltre al rapporto lavorativo, si è
creata anche un ottima amicizia, quindi adesso è un membro
effettivo dei Kaledon.
David riesce a far conciliare tutti gli impegni che ha con i suoi
altri gruppi, e quindi noi siamo felicissimi di averlo con noi.
Sempre in tema di collaborazioni,
cosa mi dici di Baffo (mitico personaggio della scena metal romana)
della Metal Massacre... lo conoscevi da tempo o è solo con
l'uscita di 'Legend Of The Forgotten Reign' che vi siete avvicinati?
Baffo ha seguito i Kaledon sin dal nascere, e cioè dalla fine
del 1998. Lui ci ha fatto suonare in molti locali e ha trasmesso spesso
la nostra musica nel suo mitico programma radio, facendo girare molto
il nome del gruppo.
Nel giugno del 2000 è riuscito a farci suonare di spalla a
Ronnie James Dio, e senza ombra di dubbio quello è stato l'apice
della nostra carriera live.
Ascolta, due parole sulla scena
romana... cosa è cambiato da quando suonavi nei River of Change?
La scena Romana è molto attiva e fervida. Ci sono decine e
decine di ottime band. Da quando suonavo nei River non è cambiato
molto, ma purtroppo a Roma c'è un'invidia e un odio di fondo
che non è di aiuto a niente.
Purtroppo la parola "BROTHER OF METAL" è fine a se
stessa, perché ogni gruppo è pronto a tirare merda sugli
altri, giudicando e criticando ogni azione o scelta che viene fatta.
Se ci fosse più solidarietà e meno ipocrisia le cose
andrebbero molto meglio...
Temple Of Noise e Cristian Ice, il
perchè di questa scelta...
La nostra collaborazione con i Temple of Noise di Christian Ice è
nata dopo aver ascoltato altri lavori prodotti nel suo studio. Ci
è piaciuto da subito il suo modo di lavorare e quindi abbiamo
deciso di registrare il nostro debut-album con lui come produttore.
Ovviamente non siamo soddisfatti al 100% del risultato finale, ma
alla fine chi lo è?
Il rapporto che lega internet ai
Kaledon credo sia molto buono... il vostro sito è continuamente
aggiornato ed offre parecchie cose a chi, dopo aver acquistato l'album,
vuole conoscervi meglio; chi si occupa di questo aspetto?
Credo che internet sia il canale migliore per far conoscere un gruppo
al grande pubblico.
Io stesso mi occupo della gestione del sito, e cerco di renderlo il
più competitivo possibile, e di offrire ai nostri fans tutto
il materiale che secondo me potrebbe essere di loro interesse.
Sebbene in 'Legend Of The forgotten
Reign' si narri di vicende e contesti atavici alla fine il computer
e le moderne tecnologie rimangono il miglior mezzo promozionale esistente...
come fai a far coesistere la tua passione per il passato con questo
aspetto 'moderno' che in qualche modo è quasi forzato se vuoi
che la tua band venga allo scoperto?
Riesco a far coesistere questi due mondi alla grande. Tramite internet
riesco a tenermi aggiornato ed a aggiornare la gente sulle nostre
news.
Sono due mondi che mi affascinano allo stesso modo, e sono pronto
ad affermare che senza internet noi non saremmo conosciuti in paesi
come Giappone o Filippine ecc.
Cosa mi dici di 'Jackal's Fall'?
Termina in maniera alquanto particolare l'album...
Se ti riferisci alla traccia fantasma, ti spiego subito come è
nata!
Nel coro che ha lavorato con noi, c'era un signore anziano, che aveva
una conoscenza dell'inglese e della musica metal prossima allo zero.
Siccome non potevamo perdere tempo a fargli imparare la pronuncia
e l'intonazione del brano, gli abbiamo fatto registrare da solo alcune
parti, e abbiamo deciso di includere qualche secondo di quelle registrazioni
alla fine del disco, perché ci sembrava una cosa simpatica
da fare.
E' in programma un tour o una serie
di live per promuovere al meglio il vostro debut album?
Per adesso non è previsto nessun tour, perché siamo
impegnatisimi nella fase di realizzazione del secondo disco, che vedrà
la luce tra non più di un anno. Attualmente ci sono già
molti brani pronti per il nuovo lavoro, ma non voglio dirti di più
per il momento.
Parlami del rapporto che lega i
Kaledon al contesto live, avete un impatto notevole che, se vogliamo,
su disco è forse anche un pò attutito...
Grazie del complimento.. il nostro grande impatto live è
dovuto alla grande voglia di suonare che ognuno di noi ha. Sul palco
scorre l'adrenalina a fiumi, e la risposta del pubblico, ci dà
la carica per affrontare ogni brano con quanta più energia
possibile.
Cercheremo nel limite del possibile di suonare il più possibile
per far conoscere la nostra musica a più gente possibile.
Ok, siamo al capolinea: questo spazio
è tutto tuo.
Ringrazio tutti voi di Metallo Italiano e vi lascio dicendo: MAY THE
DRAGON BE WITH YOU FOREVER!
See you around
Maurizio Gabelli
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