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I
KILLER KLOWN sono una nuova band che ha da poco fatto irruzione sulla
scena ed è composta da gente nota nell’ambiente nostrano. Ci siamo
messi sulle tracce dell’infaticabile Andrea “Diablo” Martongelli,
uno dei fondatori, per sapere qualcosa di più...
Ciao Andrea!, allora ti ritroviamo
coinvolto anche nei KILLER KLOWN. Ci vuoi spiegare come è nata la
band e presentarla al lettori di Metallo Italiano?
Ciao ragazzi! Sì, certamente Sergio, i KILLER KLOWN nascono in seguito
alla voglia da parte mia e di Andy-K (drums) di creare una band con
le palle, di creare della “music of mass destruction” senza compromessi
e carica di energia. Il nostro Hard’n’Roll racchiude la parte più
malata del Rock e la violenza del Metal moderno... Riff crudi, essenziali
ed un cantato che vi farà diventare pazzi e seguaci del Clown più
selvaggio di tutti i tempi!!
Ognuno di voi fa parte di una band
“madre” e quindi proviene da esperienze diverse. Qual è il vostro
comune denominatore?
Certo! Ognuno di noi, io con Arthemis e Power Quest, Andy K e Nicoch
con Dirty Dogz ed altre bands, Gabry con Markonee. Abbiamo raccolto
e riposto tutta la nostra rabbia ed esperienza di vita “on the road”
in questo fottuto album “Gain”... La voglia di suonare a volumi stratosferici
accomuna la nostra dedizione ai KILLER KLOWN !!
Dopo Arthemis e Power Quest nasce
l’esigenza di formare i Killer Klown. Una tua voglia di compiere “scorribande”
musicali nel selvaggio mondo dello street metal?
Una mia valvola di sfogo... Dopo cinque dischi con ARTHEMIS e quattro
con POWER QUEST (amo queste bands e dedico loro la mia vita da anni)
e svariate collaborazioni in campo Metal e non Metal, ho sentito il
bisogno di tornare alle radici, resettare il mio cervello, suonando
con nuovi musicisti e lasciarmi andare alla musica che mi ha fatto
imbracciare la chitarra per la prima volta quando ero piccolo, musicaA
vera, grezza, d’impatto, semplicemente “in your face”…Guns’n’Roses,
Skid Row, Black Sabbath, Metallica, Aerosmith, Motley Crue….ed eccomi
qui Ready to Roll!
Il vostro nome è tosto e diretto
come la vostra musica. Nasconde dei particolari significati?
Il “Clown Assassino” diverte, sorride, sembra innocuo, nasconde sotto
il trucco tutti i suoi sentimenti, pensieri contorti, frustrazioni,
la voglia di divertire sé stesso e sferra il suo colpo quando meno
te lo aspetti... Questo è ciò che fa la nostra musica attraversando
in “GAIN” la vita dei Gangster Americani, cosa riconducibile anche
ai giorni nostri, visto che non è cambiato assolutamente nulla; un
mondo di perversioni, eccessi, vizi, nessun compromesso... una vita
sul filo del rasoio!
Parlaci della vostra creatura “Gain”.
Come è stato concepito e come si sono svolte le registrazioni, (effettuate
presso i noti studi Remaster Studio di Vicenza), aneddoti compresi.
“GAIN” è stato concepito alla velocità della luce... La band, in poche
sessioni di prove, in fase di pre-produzione, ha creato 11 songs in
maniera spontanea e veramente cattiva, grintosa. Si partiva da un
riff di chitarra e si jammava fino a notte, si suonava in acustico
cantando direttamente la melodia della voce che poi rimaneva esattamente
come l’avevamo creata al momento...Una sera abbiamo scritto quattro
brani di “GAIN” che sono finiti direttamente così sull’album. Scelte
azzardate ma che alla fine hanno portato ad un risultato grezzo, cattivo,
Rock fino alla fine, ma soprattutto vero!!! Ti dico solo che finché
Gabry (vocals), arrivato in studio conoscendo solamente le linee melodiche
dei brani, in fase di registrazione di “GAIN” cantava un brano in
studio ai Remaster, io lo seguivo nelle registrazioni e allo stesso
tempo stavo scrivendo il testo del brano seguente...ah ah ah mitico!
E poi andavo al posto suo e cantavo tutte le backing vocals delle
songs che inventavo al momento...se qAuesto non è Rock!...
Grande!...Chi si occupa del songwriting?
Come nascono i testi e qual è la fonte d’ispirazione?
Come dicevo in breve precedentemente, io mi sono occupato delle lyrics
che sono state concepite alla velocità della luce in studio, su melodie
vocali che avevamo già composto in fase di pre-produzione e sono ispirate
dai vizi, le manie, le perversioni che ogni giorno sempre più attraversano
la nostra vita, in un mondo di gangster, dove oramai la criminalità
si manifesta e si nasconde sotto molteplici vesti.
Si, infatti lo si intuisce già dalla
esplicita copertina, l’attualità dei temi trattati. Ti va di presentarci
gli undici brani che compongono “Gain”?
“Monster Idiot” parla di una vita di eccessi che porta l’uomo a compiere
le azioni più spregevoli e crude, in una città che non riesce a sostenere
e a sottostare alle minacce della criminalità organizzata. Un notiziario
impazzito e rassegnato a questo stato di sottomissione.
“Bloody Velvet” e “Tropical Disease” sono due songs legate tra loro
che raccontano di un amore pazzo con una ragazza molto “esplicita”
e pazza, ingestibile, schiava dell’alcool e del sesso libero.
“Big Town” tratta della vita nelle strade di New York: un misto di
smog, petrolio, velocità, scontri tra gang, non c’è tempo, è tutto
troppo veloce...Only the strong will survive!
“Broken Silence” parla della violenza sui minori, è una cosa spregevole,
il silenzio di chi l’ha subita è la prova che la paura e la vergogna
a volte possono rovinare e compromettere l’intera vita di una persona...
ma il silenzio deve essere rotto... bisogna trovare la forza di gridare
la propria innocenza e talvolta, riprendersela. “Too Bad”: spesso
la vita ci riserva molte sorprese, belle e talvolta brutte, amici
che si rivelano nemici, che ti accoltellano alle spalle, che approfittano
della tua amicizia, ti usano e ti gettano nel cesso.
“Smoke This”: il gioco d’azzardo è una delle pedine malefiAche, contorte,
di questa società moderna e talvolta crea danni peggiori dell’alcool
e storie di vita insostenibili.
”Joker”: ...”Get Ready...the Clown is in your town!...” sembra che
questa song parli chiaro!!!
“Acid Rain”/“Gangster”: uno scontro tra gangster ma prima ancora,
il pentimento sul letto di morte, per tutti i crimini commessi ed
una vita al limite del possibile, sul filo del rasoio... la musica
stessa riflette il grado di cattiveria del testo… Implacabile!
“Demolition Man”: arriva Demolition Man, pronto a devastare tutto,
a mettere a ferro e fuoco la città….dai vieni con noi… join the club!
La vostra proposta sonora , che percorre
le strade dello street, è particolarmente robusta ed heavy, resa fresca
grazie alla giusta dose di modernismi. So che ci tenete a precisarlo:
non ne volete sapere di make up e capelli cotonati…
Assolutamente no man!…Come dicevo, la nostra band rappresenta rabbia
e grinta accumulata in anni di esperienza on the road e non vogliamo
che il make-up copra le nostre facce e le nostre espressioni da gente
di strada...La nostra musica è petrolio puro e semmai un giorno ci
dovessimo truccare sarebbe sicuramente con fango o cherosene. Il nostro
background Rock / Metal e la produzione grezza e moderna che abbiamo
scelto per “GAIN” parlano chiaro...
Come è avvenuto l’incontro con la
Street Symphonies Records, l’etichetta adatta alle vostre esigenze.
Quali sono le vostre aspettative?
I ragazzi di Street Symphonies ci hanno contattato qualche mese fa
e si sono dimostrati le persone perfette per promuovere i Killer Klown
e l’ho capito subito. Ho ed ho avuto a che fare con un sacco di etichette
discografiche, managements, riviste, A & R Europei, Giapponesi, durante
la mia carriera e la cosa che mi ha colpito di loro è stata la passione,
la carica positiva e la schiettezza con cui si sono proposti a noi!
Elementi che io ritengo essere fondamentali per una collaborazione
di questo tAipo e che purtroppo non si trovano molto in giro oramai.
Perciò abbiamo deciso che questa era la scelta giusta da fare!
Quali sono state le band fondamentali
per il tuo background, tali da spingerti a formare una band come i
Killer Klown?
Sicuramente le canzoni più malate dei Guns n’Roses come “Perfect Crime”,
“Double Talkin’ Jive”, “My Michelle”, gli Skid Row, i Velvet Revolver,
Billy Idol, Slash’s Snakepit, Foo Fighters, il disco omonimo dei Motley
Crue, i Ramones ed i Misfits. Tutte bands che pur essendo state inserite
in un circuito Glam Rock, a volte Pop Rock, non lo sono mai state
in effetti e lo hanno dimostrato le loro performance live aggressive
ed esagerate.
Le tue considerazioni sui due importanti
modi di supportare la scena metallica. Da un lato le classiche riviste
cartacee, eroicamente ancora presenti (per fortuna!), dall’altra le
webzines, dove tutto è pronto con un semplice “click”.
Semplicemente “essenziali”! Attorno alla musica Rock / Metal c’è sempre
stata una famiglia costituita dai fans del genere, quelli che non
muoiono mai e vivono il Metal come una fede, un punto di aggregazione,
una cosa in cui riconoscersi. Tutto questo grazie ai siti web, riviste
cartacee che ci hanno sempre resi partecipi delle vicende bizzarre,
eroiche, pazze delle nostre rock star preferite. L’importante è che
lo staff sia competente altrimenti si rischia di ottenere l’esatto
opposto e di criticare talvolta bands senza una ragione non avendo
nemmeno idea di cosa voglia dire a volte, credere in una band, registrare
un disco e proporsi al mercato discografico.
Concordo Andrea!... In questi ultimi
anni il panorama metallico italiano si è evoluto. Pregi e difetti
dell’attuale scena metal nostrana.
Chitarre più pesanti, nuovi generi musicali….evoluzione quasi radicale
per alcuni generi musicali e più varietà….Semplicemente uno dei periodi
artistici migliorAi per il Metal...Odio la staticità nella musica,
la ritengo da vecchi nostalgici che parlano solamente del passato
ed io, pur amando praticamente tutte le band del passato, non lo sono!
Sei un musicista capace di spaziare
attraverso vari generi metal. Qual è la tua filosofia di vita e soprattutto
cosa significa per te heavy metal?
Ho cominciato a suonare perché, essendo molto esplosivo come persona
non riuscivo a sfogarmi abbastanza e, dopo aver ascoltato il primo
album dei Metallica ed aver trovato la pedina mancante, ho capito
che quella era l’unica strada da seguire e questa è ancora la mia
filosofia di vita. Ho sempre creduto nella musica al 100% e mi sono
sempre identificato in quello che suono senza paura di giudizi altrui,
a cui non ho mai dato peso. Amo tutta la musica nelle sue varie forme
artistiche in cui si presenta e sono impegnato anche con varie collaborazioni,
guitar clinics in Europa, Dvd Didattici, sono Coordinatore Nazionale
della sezione di chitarra Metal (Modern Metal Institute) del “Modern
Music Institute” di Alex Stornello. Insomma, mi piace vivere la musica
Metal fino alla fine..Questo è HEAVY METAL!
Qual è stato il disco che ti ha cambiato
la vita?
“Kill’em All” dei Metallica...nulla più di questo album rappresenta
la fame, la voglia di emergere, di creare qualcosa mai creato prima
d’ora, la dedizione alla musica, no fear!
Quali sono i prossimi piani dei Killer
Klown? Riuscite a far collimare gli impegni con le “band madri” dei
vari componenti?
Prossimamente suoneremo live il più possibile ed abbiamo già composto
altre due songs …porteremo il Pagliaccio Assassino a casa vostra!...
Chiudi l’intervista come meglio credi.
Grazie ragazzi per aver letto questa intervista e grazie a voi di
Metallo Italiano...iI KILLER KLOWN sono “ready to rock” e vi aspettano
on the road!..A.Non lasciatevi sfuggire il nostro nuovo album “GAIN”!
11 songs di puro Hard’n’Roll che vi daranno una ragione in più per
distruggere e devastare tuttooooo!...THE KLOWN IS BACK IN TOWN!!!
Grazie a te Andrea!...Noi siamo pronti!...
Intervista di Sergio
Nardelli
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