INTERVISTE/LACUNA COIL

Foto Lacuna CoilChe i Lacuna Coil siano uno dei nostri gruppi metal con maggior seguito e credibilità all'estero credo sia un fatto ormai assodato. Tanto quanto quello che la loro è una crescita costante, un diluire di album in album le influenze fino ad avvicinarsi ad un suono riconoscibile, personale. Pochi fra i nostri compatrioti possono vantare un seguito così folto come quello del gruppo milanese, anche in terre tradizionalmente a noi ostili (o è un luogo comune?) come gli States. E pochi appaiono così determinati e convinti dei propri mezzi. Di questo ed altro ancora conversiamo con Cristina, reduce assieme alla sua band da un tour europeo in compagnia dei Sentenced e soddisfatta dagli esaltanti consensi che "Comalies", la loro ultima fatica, sta mietendo.


Ciao Cristina. Anzitutto, come va? Quali sono stati i primi riscontri al vostro ultimo lavoro e come sta andando la promozione?
E' incredibile la risposta che abbiamo ottenuto sia da parte della stampa sia da parte del pubblico. Le recensioni sono state tutte più che positive, oltre le aspettative. Abbiamo inoltre conquistato mercati ostici per natura, come l'Inghilterra, che ci ha dedicato la copertina di Terrorizer, una delle riviste più conosciute, e che ci ha regalato uno strepitoso concerto di fronte a 1600 persone all'Astoria di Londra. Siamo stati nella front page di magazines come Hard rock e Metal Hammer e ovviamente siamo soddisfatti. Ora dopo un tour coheadliner europeo con i Sentenced ci concentreremo sul territorio americano che ci sta supportando alla grande.

Tradizione vuole gli artisti affezionati in modo particolare alla loro ultima creatura. Consideri "Comalies" il vostro miglior album? Se sì, perché?
E' sempre difficile per un'artista essere obiettivo sul proprio lavoro. Il fatto è che un album nuovo di un gruppo rappresenta il presente, la maturità al momento. Sicuramente è il prodotto quello confezionato meglio a livello di songwriting, produzione e grafica.

Foto Lacuna CoilIn occasione dell'uscita di "Unleashed Memories" vi eravate dichiarati insoddisfatti dell'operato di Waldemar Sorychta in sede di produzione, poiché a vostro parere era portato a rendere eccessivamente sobri gli arrangiamenti dei pezzi. Avete raggiunto dei compromessi in questo senso alla luce di questa nuova collaborazione?
Credo che sia alla luce del sole il fatto che stavolta le chitarre sono imponenti e in faccia all'ascoltatore! Con Waldemar ci siamo sempre trovati bene, anche perchè è uno dei produttori più validi all'interno del genere metal gothic, il fatto è che volevamo un approccio più aggressivo per "Comalies" (che abbiamo praticamente coprodotto), approccio che forse è stato un po' smorzato in passato per dare più spazio ai cantati. Alla fine anche lui si è convinto del fatto che la produzione, concepita rispettando i nostri gusti, era ottima, e che le voci e gli strumenti uscivano insieme compatti come non mai.

Comalies: perché? Che significato attribuite a questo titolo?
Rappresenta diverse cose. Principalmente ci è piaciuto il fatto di paragonare il periodo del songwriting ad una sorta di coma, vista la dedizione totale del gruppo che si è chiuso in sala prove dimenticando il mondo. Nessuno sapeva cosa stavamo creando, a parte noi. Poi, partendo da "comalized" (come "essere mandati in coma") ci siamo allacciati a "Comalies" giocando con le assonanze. Sono anche altri i motivi, più che altro personali, che ci hanno spinti a scegliere questo titolo.

Si potrebbe individuare un filo conduttore che lega i brani a livello lirico? L'ineluttabilità del destino o la solitudine dell'individuo, ad esempio…
Non esiste concept più grande e complesso della vita stessa. Il filo conduttore dei testi è la vita vera, reale, che tocchiamo con mano. Non riuscirei mai a parlare di cose che non vivo direttamente, di sentimenti che non provo davvero, perché non sarei mai in grado di interpretarli in una canzone. Probabilmente il filo conduttore è che ogni pezzo di "Comalies" è stato scritto partendo da una ricerca interiore in seguito all'ascolto della musica composta.

In sede di recensione ho avuto modo di sottolineare come il cantato di Andrea abbia sviluppato, da "Unleashed Memories" in poi, spiccate caratteristiche soliste, quando in precedenza fungeva maggiormente da contraltare alla tua voce. E' solo una mia impressione?
No, Andrea è migliorato sensibilmente grazie ad alcune lezioni e a più pratica in sala prove. Il fatto è che in passato, specialmente nel periodo prima di registrare "Unleashed mMemories", Andrea non ha avuto tantissimo tempo per provare le parti vocali con me, quindi per una questione di mancanza di tempo alcune parti le ho registrate io, in quanto sono per lo più responsabile delle linee vocali. Sono comunque del parere che Andrea abbia un timbro di voce splendido, che sicuramente sarà valorizzato ancora di più in futuro.

Avendo la necessità di trovare una definizione concisa della vostra musica non ho potuto fare a meno di utilizzare Gothic Metal, essendo questo il genere al quale più spesso venite associati. Ad ascoltare i vostri dischi, però, emergono influenze delle più diverse, non tutte riconducibili ad una stessa matrice. Se proprio dovessi descrivere il tuo gruppo ad una persona che non vi ha mai ascoltato, che definizione utilizzeresti?
Noi, dovendo farlo per forza, ci consideriamo un ibrido tra rock, gothic e metal, con influenze moderne. In realtà qualcuno ci classifica come gothic metal perché siamo soliti vestire di nero e abbiamo una cantante femminile nella line up. Un po' poco direi, per dare una motivazione ben precisa! In realtà non ci piacciono le definizioni. Penso che la musica sia un'espressione d'arte, e quindi impossibile da classificare e giudicare dall'esterno, ancor più dall'interno.

Riuscite ad avere totale libertà artistica su Century Media o vi sono determinate richieste che dovete soddisfare?

Non esiste band che si è dovuta piegare alla Century Media, parlando di libertà artistica. Pensa a bands come Tiamat o Moonspell o The Gathering che hanno cambiato totalmente genere, prendendosi il rischio di perdere fans. Come potrebbero imporre la musica da fare se l'artista stesso non ha nessuna intenzione di fare cambiamenti? La CM si fanno carico della promozione e nulla più.

Foto Lacuna CoilChe mi racconti delle vostre date in America? Che accoglienza avete ricevuto? Immagino che gli aneddoti divertenti non manchino…
E' stato semplicemente meraviglioso scoprire che in un posto così lontano abbiamo un seguito così compatto. Non sapevamo cosa aspettarci dal territorio americano, anche per colpa di voci di corridoio che ci dipingevano la gente niente affatto amichevole, i locali sporchi e brutti... In realtà era sempre pieno e la gente cantava le canzoni con noi! Dopo la visita in America abbiamo più che raddoppiato le vendite, segno che possiamo fare di più, ecco perché l'anno prossimo torneremo sicuramente a fare un giretto da quelle parti... Gli aneddoti sono parecchi, uno su tutti il fatto che abbiamo cambiato 4 volte il tour bus per problemi una volta meccanici, una volta davvero assurdi, come l'esplosione di una ruota. L'ultimo e definitivo tour bus era freddissimo all'interno perché si era rotto il riscaldamento. Gli spostamenti tra un locale e l'altro li facevamo tutti stretti l'uno contro l'altro coperti da dei mega plaid!

Ascolti, letture, visioni…

Ascolto di tutto perché penso che l'apertura mentale, l'assenza di barriere sia l'unica maniera di evolversi, di crescere.
Leggo pochissimo per mancanza di tempo.
Visioni... un po' di tutto, mi piacciono i film con effetti speciali oppure i thriller carichi di pathos, ma se vedo "Shreck" o "L' Era Glaciale" non smetto di ridere.

Ti interessa essere capita ed apprezzata? O credi che l'arte si nutra esclusivamente di se stessa?
Non credo che un artista si esprima principalmente per essere capito dagli altri. Semmai sono gli altri che trovano nell'artista qualcosa in cui rispecchiarsi, o quella molla che fa scattare la voglia di provare a fare le stesse cose.

Classico dei classici: chi butteresti dalla torre?
Tra chi devo scegliere? Se non c'è scelta particolare a pari merito chi maltratta gli animali e i bambini.

Ultimo disco acquistato e classico da isola deserta...
In realtà è parecchio che non compro un cd, la fortuna degli artisti è che hai un sacco di cd gratis e mi sa che l'ultimo che ho comprato è la raccolta dei Depeche Mode.
Classico da isola deserta? Non so, mi porterei un aggeggio per poter comporre musica, almeno cambio ogni giorno!

Siete appena per tornati dal tour europeo e americano. La cosa vi mancava di più stando lontani da casa…
Ormai il tour è fatto. La cosa che mi è mancata di più è il cibo. Ero stufa di mangiare panini tutti i giorni. Sentivo il bisogno di una bella pasta. Da nessun'altra parte si mangia così bene come in Italia!

…e per concludere: la vostra tortura preferita per il prossimo che vi paragona ai The Gathering…
Era un po' che non la sentivo! Forse perché (risposta cattiva) vendiamo di più noi?

Intervista di Seby Moro