INTERVISTE/LESION

Foto Lesion«Adoro quei puristi ingenui della Musica, ignari delle ragioni e fautori consapevoli d'Arte brillante… …ma io sento il bisogno di trovare una "ragione" nella Musica; una storia, un paesaggio in cui immergerla per poi lasciarla libera di correre incontro al nostro comune orizzonte.
Credo di aver trovato la storia delle storie, l'umana imperfezione mai comunicata, il baule impolverato di Dio: il nostro inesplorato Universo.
Nella mia ragione, nel "Post-Modern Zibaldone", ritrovo il passato che sempre vi sarà e questo, per me, è sufficiente ad essere Musica…» Generoso Immediato, 2005


Ciao Generoso, la prassi esige una breve presentazione della band…
Certo, i Lesion si formano a Napoli nel 1999 come death-metal band anche se già dalle prime composizioni ci rendemmo subito conto che questa band di "death" avrebbe avuto ben poco… …con il passare del tempo, il songwriting della band si evolve fino a stravolgere, se così vogliamo, le regole canoniche del riffing: privilegiando la sperimentazione, i cambi di sonorità (contesti sonori) e la struttura delle songs. Tuttora i Lesion sembrano andare controcorrente data l'omologata convergenza della musica estrema, che negli ultimi anni, ha imposto uno standard di mercato che sembra evolversi e distinguersi solo in direzione della cosiddetta "sonorità" ma che dal punto di vista strettamente musicale non riesce ad offrire spunti interessanti… …ma tornando alla storia dei Lesion, dopo svariati cambi di line-up, che come si può intuire hanno ritardato di molto l'uscita dell'esordio, la band si riduce al nucleo fondatore (quello del 1999) composto da Generoso Immediato (chitarre elettriche, acustiche e classiche, FX e chitarra synth, programmazione MIDI e voce pulita) e da Gianluca Martucci (voce estrema e pulita, mandolino, percussioni e programmazione MIDI). Attualmente i Lesion continuano a mantenere questa line-up.

Iniziamo col parlare di questo "Post-Modern Zibaldone"; è senz'altro un lavoro ostico (sia per contenuti lirici che musicali) e di difficile fruizione, come è stato accolto dalla critica specializzata?
Si, possiamo affermare che in linea di massima il nostro disco è stato accolto molte bene dalla critica specializzata. Abbiamo ricevuto ottime recensioni anche se la complessità strutturale del "Post-Modern Zibaldone" ha suscitato, come spesso accade in questi casi, alcuni pareri discordanti. Molte critiche hanno lodato l'iniziativa da parte nostra di sviluppare e portare avanti da soli un progetto così articolato ed ambizioso, giudicandolo un lavoro innovativo e ben curato soprattutto per quando riguarda l'esecuzione e qualità degli arrangiamenti. Altre critiche invece si sono "smarrite", concedimi il termine, dinnanzi alla proposta del "Post-Modern Zibaldone", giudicandolo un lavoro troppo pretenzioso e di difficile assimilazione. A nostro avviso, nella seconda categoria rientra quella parte della critica che difficilmente riesce ad apprezzare e valutare con onestà un lavoro che va ben oltre i canoni della musica estrema. Basti pensare che "Post-Modern Zibaldone" non è solo un semplice album di musica estrema, "Post-Modern Zibaldone" è un concept musicale e letterario che introduce una "visone" che, a prescindere dal materiale musicale e lirico vero e proprio, tenta di sviluppare e una forma d'Arte completa… Credo che quest'ultimo concetto, che tra l'altro sarà il punto di partenza che ci permetterà di definire un domani l'Arte di oggi, non debba spaventare quella parte di "critica specializzata" che vanta l'onere di seguire e "criticare" quell'Arte che storicamente non fa norma ma avanguardia. Tutto sommato, il bilancio è positivo e di questo ne siamo enormemente soddisfatti. Grazie a tutti coloro che ci hanno supportato.

…e soprattutto, è stato colto il messaggio di fondo che viene celato dalle numerose e frastagliate influenze musicali (e personali) che caratterizzano il lavoro?
La nostra speranza è che il messaggio sia stato realmente colto da coloro i quali hanno dimostrato un particolare interesse nei confronti del "Post-Modern Zibaldone". Si, dico "interesse" perché per catture e comprendere il nostro "messaggio" bisogna ascoltarlo, leggerlo, immaginarlo e manipolare Temi e simboli proprio come se fossero oggetti reali disposti su di un tavolo… …e poi non rimane che la libertà di emozionarsi, la libertà di interpretare quel percorso ed il messaggio in fine…

Come ti dicevo, anche in sede di recensione ho più volte sottolineato come "Post-Modern Zibaldone" non sia un album immediato... pensate in futuro di spingere su questo aspetto incrementando le influenze folkloristiche ed optando per scelte più progressive o sarà data centralità alla melodia in ogni sua forma?
Bella domanda. Credo che tutte e due le strade siano percorribili in futuro. I Lesion in questo disco di esordio hanno cercato di mostrare al pubblico questa duplice natura stilistica. Possiamo dire che "Post-Modern Zibaldone" sia un validissimo esempio di come i due "percorsi" sonori siamo percorribili parallelamente. Tutti i Temi principali raccolti nello Zibaldone cercano di dare una forte centralità alla melodia, difatti, l'idea stessa del "tema" e delle sue variazioni ritmiche ed armoniche ne è una testimonianza. Per quanto riguarda invece l'evoluzione del disco, possiamo dire che essa si compie attraverso una soluzione "progressive" che non deve essere intesa solamente nella sua definizione più comune ma deve essere intesa soprattutto come pura sperimentazione musicale. Infine, credo che le influenze folkloristiche siano oramai radicate nella mente compositiva dei Lesion. Il nostro "portare avanti" la tradizione folk non è solo la "rivalutazione" per questo tipo di musica come può essere l'utilizzo di strumenti acustici, la scelta della polifonia strumentale e vocale, la scrittura di liriche evocative ma l'impegno di arricchire dal punto di vista tematico e sonoro questa tradizione per darle la possibilità di sopravvivere nel tempo.

Hai mai provato a delineare una dimensione stilistica alla vostra proposta musicale? Come definiresti le vostre composizioni?
Anche questa è una bella domanda… …Non credo sia giusto, in questo momento, fornire necessariamente una definizione e ti spiego il motivo prendendo come esempio il nostro disco. "Post-Modern Zibaldone" è un concept-album, quindi tutto il materiale lirico e musicale si muove secondo un percorso narrativo ben preciso. Interpretare e definire dal punto di vista tecnico il nostro stile, partendo da questo presupposto, sarebbe alquanto difficile e se ci provassimo non arriveremmo comunque ad una definizione chiara ed univoca. Posso dirti che questa è la strada che continueranno a percorrere i Lesion: sviluppare idee e renderle concrete attraverso pensieri musicali, lirici ed attraverso le immagini ed i simboli che nascono dalla "visione" del concept. Il concept è un'idea, una storia o semplicemente qualcosa da raccontare.

Giusto le influenze... quali sono stati i gruppi che vi hanno spinto a formare una band e da quali prendete ancora ispirazione?
[Generoso Immediato]: Sono cresciuto ascoltando musica Hard Rock, in particolar modo quella contaminata da diverse sonorità ed orientata a soluzioni "progressive". Con il passare del tempo, mi sono avvicinato a generi musicali molto più diretti e tecnici come il Thrash ed il Death metal di fattura americana. In seguito, gli studi musicali di composizione e di chitarra classica hanno guidato il mio ascolto verso la cosiddetta "musica esatta", grazie alla quale ho riscoperto un grande interesse per la musica classica, in particolare quella post-wagneriana. La musica che ascolto con maggior interesse in questo momento è quella classica contemporanea, fortemente influenzata da scelte elettroacustiche ed ambient, con una particolare predilezione verso autori del movimento New Age e compositori di musiche da film. Seguo con molto interesse l'ambito della ricerca musicale che investe le nuove tecnologie audio, i modelli di sintesi e la composizione algoritmica. Trovo queste tematiche molto interessanti non solo per la ricerca in quanto tale ma anche come un possibile strumento utile alle esigenze dei compositori e quindi all'evoluzione stressa della musica.

[Gianluca Martucci]: Sono cresciuto ascoltando musica metal, partendo dall'Heavy tradizionale fino al Thrash, Death e Black metal. In seguito mi sono avvicinato alla musica Dark ed a tutte le sue varianti stilistiche. Attualmente prediligo un ascolto orientato non solo alla musica ma soprattutto ai suoi contenuti e ciò mi ha avvicinato ad artisti e a generi musicali che prima non avevo mai preso in considerazione.

VII. …e quali sono le vostre influenze letterarie, in tal senso?
[Generoso Immediato]: Sin da piccolo nutro una grande passione nei confronti della poesia, in particolar modo quella ermetica. Un poeta, scrittore e non solo che leggo con molto interesse è Pasolini, la voce immortale del neorealismo italiano. Sono molto legato alla poesia e la prosa di Leopardi ed agli "strani anelli" presenti negli scritti di Kafka. Naturalmente, come testimonia il "Post-Modern Zibaldone", adoro i romanzi fantascientifici ed il pensiero filosofico in quanto tale in particolar modo quello logico-matematico.

[Gianluca Martucci]: Le mie influenze letterarie riguardano prevalentemente la religione in tutte le sue forme e i suoi aspetti. Un libro che ritengo fondamentale e "sacro"nel reale senso del termine è "L'Asino d'Oro" di Apuleio.

Puoi parlarci del concept che sta alla base del vostro lavoro? Se non sbaglio è un lungo percorso musico/culturale ricco di metafore e di simbolismi…
Certo. "Post-Modern Zibaldone" è un concept-album circolare, forma ideale che si è voluto dare a questo lavoro. Tutto nasce da quest' idealizzazione e dal modello letterario, e non solo, che identifica nello Zibaldone una raccolta di pensieri, immagini, riflessioni, e nel nostro caso, Temi musicali in un ordine che apparentemente può sembrare casuale e sconnesso ma che alla fine segue la logica di una narrazione ben precisa. Il materiale sonoro è stato modellato in maniera tale che l'aspetto Zibaldone dell'opera avesse il predominio sul songwriting utilizzato per costruire i singoli brani (Intermezzi e brani con liriche). Data la complessità della storia, la varietà dei motivi e delle atmosfere che fanno da cornice al concept, il sound del "Post-Modern Zibaldone" risulta molto vario, e convivono nel suo interno, diverse soluzioni sonore che vanno da strutture prettamente metal ad intermezzi acustici di chitarra classica, acustica, mandolino, percussioni, fino ad aperture orchestrali con archi e legni. Inoltre, per rendere musicalmente "visibili" (concedetemi questo termine) gli scenari della storia, abbiamo cercato di ricreare, attraverso l'utilizzo dell'elettronica (sintetizzatori, campioni ed effetti), dei paesaggi sonori (soundscape) per fornire una collocazione precisa al materiale musicale vero e proprio. Questa caratteristica da al "Post-Modern Zibaldone" un tocco "cinematografico", rendendolo una vera e propria colonna sonora del racconto. Ci piacerebbe molto che qualche regista potesse prendere in considerazione la possibilità di realizzare un film con il soggetto (e le musiche naturalmente) proposte in questo nostro lavoro. Non vorrei dilungarmi troppo nel raccontare tutta la storia del "Post-Modern Zibaldone" ma invito tutti i lettori interessati a scaricare il testo che descrive tutto il concept presso il nostro sito: www.lesion.it.

In che modo la vostra appartenenza alla cultura ed al territorio campano ha influenzato il vostro stile musicale?
Il territorio ha influito non poco, del resto tieni conto che Gianluca ed io siamo nati e cresciuti qui. Direi prima di tutto l'utilizzo della melodia (qui ritorna il nostro discorso sulla "centralità") ed il forte richiamo alla ritmicità, e poi, in secondo luogo, la scelta di determinati strumenti musicali tipici della tradizione campana come la chitarra classica, il mandolino, la tammorra ed il flauto traverso.

Quali saranno a questo punto le vostre prossime mosse, vi vedremo calcare qualche palco oppure preferite concentrarvi sui brani nuovi? Avete intenzione di ampliare la line-up?
Prima di tutto, ci piacerebbe trovare una Label disposta a lavorare con noi e disposta a portare al grande pubblico il nostro "Post-Modern Zibaldone". In secondo luogo, ti anticipiamo che in questo momento Gianluca ed io stiamo lavorando su "Riflessioni sul Post-Modern Zibaldone" ed elaborando alcune idee su un nuovo concept-album intitolato "Le Quattro Morti Morali". "Riflessioni sul Post-Modern Zibaldone" è il seguito del nostro esordio anche se è più corretto definirlo, come ci evidenzia il titolo, come una sorta di "diario del diario" sul quale sono state annotate le nostre riflessioni e valutazioni su una storia che non si è ancora esaurita ma che continua a dare adito a nuovi spunti musicali e lirici. Per quanto riguarda le liriche, posso anticiparti che per una maggiore chiarezza espositiva saranno prevalentemente in italiano ed affronteranno un'analisi più intimista del concept di partenza. Il materiale musicale sarà prodotto a partire dai Temi contenuti in "Post-Modern Zibaldone" e si evolverà nello spazio-tempo di una "passeggiata"; il tempo necessario per compiere un altro percorso che divide la nostra città, vivere l'umore della nostra realtà e lasciarsi trasportare dai pensieri e dalle immagini che la musica riuscirà a costruire intorno a noi… …per "Le Quattro Morti Morali", ci piacerebbe rilasciare il concept in concomitanza con l'uscita del disco. Per quanto riguarda invece le nostre intenzioni di ampliare la nostra line-up, siamo sempre disposti a valutare questa possibilità. In particolare siamo alla ricerca di un batterista, un bassista, un flautista, un soprano o contralto, un quintetto d'archi (Tre violini, viola e violoncello) ed un ensemble di legni (clarinetto, oboe, fagotto e corno inglese), non solo per quanto riguarda l'esecuzione del "Post-Modern Zibaldone" ma anche per i nostri prossimi lavori. Il nostro invito è rivolto a tutti i musicisti che abbiano l'intenzione di suonare con i Lesion, in tal caso possono mettersi in contatto con noi via e-mail o presso il nostro sito www.lesion.it. Naturalmente, l'idea di suonare dal vivo un lavoro come "Post-Modern Zibaldone" ci coinvolge moltissimo e crediamo che sia possibile, con l'ausilio dei computers e di particolari strumenti audio, portarlo in scena anche da soli.

Non posso che non lasciarti l'ultima parola...
Prima di salutare i lettori, volevamo ringraziarti ancora una volta per la tua disponibilità e supporto. Un altro grazie va a tutto lo staff di Metallo Italiano che ci ha concesso questa grande opportunità. In fine, il nostro saluto ed il nostro più grande ringraziamento va ai lettori che ci hanno seguito fino a questo punto… …La nostra speranza è che continuerete a farlo anche in futuro… A presto.

Intervista di Maurizio Gabelli