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Un nuovo disco, un nuovo contratto. Come ci si sente? LNK: Si vedono riconosciuti i propri sacrifici, gli anni spesi a suonare in giro, insomma ci si sente un po' meglio. "La Nuova Kreatura" rappresenta per noi un passo importante, innanzitutto è il primo album scritto in italiano successivamente alle precedenti uscite in lingua inglese, inoltre è stato interamente prodotto da noi. Dopo il mixaggio abbiamo mandato un promo a Lorenzo della Loudblast ed in pochi giorni l'accordo era fatto; la Loudblast oltre a curare il management ci ha permesso di avere una distribuzione a livello nazionale tramite Self.
Chi è "La Nuova Kreatura"? Andrè: "La Nuova Kreatura" siamo noi stessi immersi in un mondo che si basa in gran parte su falsi valori. Paolo: "La Nuova Kreatura" per noi ha vari significati, innanzi tutto è l'evoluzione del nostro progetto musicale, dall'inglese all'italiano, come dicevo prima. "La
Nuova Kreatura" è anche la rappresentazione dell'uomo
nella società moderna, cioè un costante e rapido aggiornarsi
alla tecnologia e al sistema consumistico che impera. Dai tuoi testi traspare in qualche modo un rifiuto per il conformismo odierno. Cosa non ti piace? Di cosa l'uomo non ha ancora preso coscienza? Paolo:
Non mi piace la cultura dell'immagine, dell'interesse personale, non
mi piacciono gli schemi da cui non è possibile uscire con la
propria volontà.
Perché la scelta del cantato in italiano? Nicola:
E' stata un'evoluzione, una progressione naturale che è arrivata
dopo anni di esperienza in inglese. E' sempre stata un'idea latente,
ma per renderla possibile siamo dovuti crescere, sia musicalmente
che individualmente. Ad un certo punto abbiamo avuto la necessità
di far capire cio' di cui si parlava nelle nostre canzoni ad un pubblico
più numeroso e di distaccarci da un comune modo di fare musica
per quel che riguarda il nostro genere, associato alla lingua inglese
in quanto "più musicale" e semplice da interpretare,
la maggior parte delle volte a scapito dei contenuti dei testi.
Quale tipo di pubblico credete sia il più adatto a recepire la vostra proposta? Paolo: Veramente quando abbiamo cominciato a comporre i pezzi del disco non abbiamo pensato a questo, anzi la nostra attitudine ci spinge a fondere insieme tutto quello che ci piace, quindi pensiamo che anche il risultato di conseguenza possa essere apprezzato un po' da tutti gli amanti della musica "dura" e non solo.
Immagino che con una canzone come "Ellen K" in heavy rotation su MTV mille porte sarebbero automaticamente spalancate… Nicola:
Beh, questa affermazione ci lusinga molto!!!!!... ma purtroppo non
abbiamo ancora un budget da permetterci di arrivare così in
là.
Da dove proviene, secondo voi, l'atavica refrattarietà del pubblico italiano nei confronti delle proposte che si distaccano dalla classica "canzone italiana"? Esiste poi veramente quel marchio di fabbrica melodico? Paolo: Io credo che il pubblico Italiano non sia eccessivamente legato alla "canzone italiana", basti pensare a tutti i dischi di artisti stranieri che si vendono in Italia, il punto sta piuttosto nella lontananza della realtà che accomuna le proposte delle case discografiche italiane di un certo livello, continuano a pensare e a produrre quello che secondo loro deve vendere senza prendere in considerazione che si sta parlando di "emozioni", quindi continuando a produrre musica senza "emozione" o comunque troppo legata a schemi rigidi, difficilmente la gente apprezzerà.
Significa ancora qualcosa la parola "Rock", oggi? Paolo: Direi che per noi significa ancora rabbia, ribellione, libertà, anzi per noi rappresenta un modo di vivere, un modo di pensare... forse stiamo sbagliando tutto? Dal punto di vista musicale, anche nell'ambito della musica "colta", la ricerca nell'ultimo fine secolo si è orientata su coordinate più sonore che propriamente formali, quasi che proprio la forma-canzone fosse considerata un dato di fatto, un'entità cristallizzata. Esperienze come il Post-Rock e il Japanoise hanno invece ancora tentato di esplorare nuove soluzioni nell'ambito della forma. Cosa ne pensate? LNK: Ci piacciono questo tipo di sperimentazioni, però crediamo che fare una canzone sia comunque stimolante
Paolo, l a figura del cantante è certamente particolare all'interno di una band: di solito è un egocentrico o lo diventa. Tu come ti vedi? Paolo: Si, sono un egocentrico, o forse lo sono diventato, in un certo senso credo che l'effetto più positivo di questo sia che sono come un catalizzatore delle energie del gruppo.
Che significato hanno le immagini contenute all'interno del booklet? Sono legate alle canzoni? Paolo:
No, non sono direttamente legate al significato delle canzoni, a dir
la verità, a parte la foto del neonato che rappresenta "La
Nuova Kreatura" e un'altra foto che in un certo senso rappresenta
"Ellen K", le altre sono state scelte semplicemente perché
ci piacevano e stavano bene con la scelta grafica.
Internet che permette di scaricare musica senza alcun costo,con buona pace di chi pensava che facendo chiudere Napster il problema sarebbe stato risolto. Un bene o un male? Paolo: Siamo abbastanza combattuti, da una parte scarichiamo i pezzi che non riusciamo a trovare o che non possiamo permetterci di comprare, dall'altra pensare che tutti i sacrifici fatti circolino liberamente in tutto il mondo senza una contropartita ci da un po' da fare, però direi che alla fine propendiamo per la libertà, quindi scaricate pure i nostri pezzi su Morpheus se li trovate...... Letture, ascolti e visioni trasversali… Paolo: Letture… essendo in sei sarebbe un po' complicato farti un' elenco, per gli ascolti comuni, ultimamente direi Therapy, Tool, System of a Down in testa, poi anche in questo caso ognuno ha le sue preferenze. Alcuni esempi, c'è tra noi chi ama i Fugazi ed i Melvins e chi ascolta PJ Harvey e David Bowie dei primi settanta. Un ricordo divertente legato ad una vostra esibizione live… Nicola: Quella volta al Transylvania che invece di passarci la solita acqua o birra arrivavano sul palco bicchieri di gin-lemon mentre suonavamo……..il bello è arrivato dopo!!!!….ma è meglio non parlarne… Quali sono le vostre occupazioni al di fuori della band? Paolo: Io lavoro in una ditta di trasporti internazionali, Enrico (Basso) fa il programmatore, Nicola (Chitarra) fa il grafico in un'azienda tessile, Fabio (Chitarra) monta allarmi, Daniele( Tastiere) aggiusta i pullmann, Andrè (Batteria) fa il tornitore, prepara i pezzi per le Ferrari da corsa!!!!!!
Quali sono le vostre occupazioni al di fuori della band (ah! ci risiamo...mi sà che la domanda la insrisco nel sondaggio del sito... che ne dici Seby? Ndr) Io preferisco Anna Valle (ma vieeeeeeeeeeeniiiii!!! Nda), però visto che siamo in sei, le prendiamo tutte e due!!
Grazie di tutto ragazzi!Ci volete lasciare mettendoci al corrente dei vostri progetti futuri? Per
adesso la cosa che ci interessa di più è suonare il
più possibile in giro per l'Italia, prossime date: 1 Dicembre
all'Oasis di Sassuolo (MO), 7 Dicembre al Plan 9 di Padova, 11 Gennaio
al Field di Carpaneto (PC), 1 Febbraio al Kalinka di Carpi (MO).
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