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Ovviamente
non basteranno mai dieci piccoli passi per conoscere a fondo tutti
i retroscena di una delle giovani promesse italiane per eccellenza,
i My Sixth Shadow. Con all'attivo un solo demo ed un album apripista
uscito qualche mese fa hanno sin da subito smosso le acque attorno
alla loro proposta musicale, una sorta di dark metal decisamente al
passo coi tempi. Scambiano due chiacchiere con noi i due maggiori
compositori della band, Victor e Dave…
Salve ragazzi… innanzi tutto vi
chiederei la ricetta di così tanta creatività.
[Victor]: Non credo esista una vera e propria ricetta. Quando
scriviamo i pezzi l'approccio è molto istintivo grazie anche
all'uso del computer che ci permette di buttare giù le idee
e registrarle in breve tempo. Siamo sempre stati molto aperti ad ogni
genere di musica. Generalmente io scrivo la gran parte delle della
musica e Dave le parti vocali e posso dirti che probabilmente il fatto
di essere influenzato da tantissimi generi puo' essere di aiuto per
la creatività specialmente quando si cercando di fondere insieme
realtà musicali diverse. In ogni caso quando scrivo un pezzo
non sto molto a pensare al dettaglio ma è una cosa molto istintiva
e che dipende dal momento stesso in cui mi metto a lavorare. Il fatto
di poter registrare velocemente ci permette spesse volte di produrre
un numero elevato di pezzi e di poter poi scegliere quelli che più
ci piacciono in base soprattutto all'originalità del brano.
Io credo che il metodo di lavoro che viene usato per scrivere i pezzi
influenzi molto la creatività, e penso che debba essere il
più pratico e veloce possibile, anche perché spesso
le idee vanno e vengono e se non le si cattura subito vanno perse
per sempre.
'10 Steps 2 Your Heart' è,
se non sbaglio, il preludio a quello che sarà il vostro primo
album ufficiale a tutti gli effetti. Sinora come hanno risposto pubblico
e critica?
[Dave]: L'accoglienza della nostra prima uscita ufficiale pare
sia stata ottima da ambo le parti: abbiamo ricevuto già molte
recensioni positive da numerose 'zine sia cartacee che on line in
italia e nel resto d'europa nonché miriadi di e – mail di nostri
fan che ci manifestavano il loro entusiasmo nei confronti del nostro
lavoro. Beh, come inizio non c'è male!
A proposito, spieghereste il significato
del vostro monicker e quello di questo titolo così particolare?
I due numeri che compaiono hanno qualche significato simbolico da
rilevare?
[Dave]: No, non c'è nessun richiamo cabalistico in tutto questo.
Per quanto riguarda il nome della band, lo abbiamo coniato in una
sporca e fumosa birreria di Roma ed ha un significato, se si può
definire così, filosofico che adesso vado a spiegarti: immagina
che ognuno di noi, convenzionalmente e idealmente, proietti sei ombre:
quattro nei rispettivi punti cardinali, quindi, una orientata verso
l'alto (il cielo, il paradiso?) ed una orientata verso il basso (le
viscere della terra, l'inferno?). Immagina ancora che le prime quattro
ombre rappresentino il nostro modo quotidiano di presentarci, la nostra
immagine superficiale, il come ci vedono gli altri, il come ci vediamo
noi stessi, il come vorremmo apparire, ecc. Immagina infine che le
altre due restanti ombre siano invece la nostra vera essenza, quello
che siamo realmente o almeno qualcosa che gli assomiglia molto. Ora
tocca a te decidere quale sia il tuo vero io, la tua sesta ombra:
quella verso il cielo o quello verso le profondità della terra.
Il numero 10 invece, contenuto nel titolo dell'album, descrive semplicemente
il numero di tracce del cd: 10 passi verso il cuore dell'ascoltatore.
Questo è ciò che i my sixth shadow sanno e vogliono
fare: regalare emozioni.
Parlataci delle tematiche affrontate
nel vostro lavoro…
[Dave]: Il mio personale punto di vista sull'arte e che essa debba
rappresentare dei valori universali; per questo ho sempre evitato
tematiche sociali o politiche, privilegiando l'interiorità
e l'intimità dei sentimenti quali l'amore, l'odio, la depressione:
qualcosa che se anche, riferito nella maggior parte dei casi a me
stesso, è condivisibile da tutti e che riflettono al contempo
la visione pessimistica che ho della vita . Scrivendo, altresì,
tento di sublimare tutta la negatività che mi porto dentro:
scaccio dalla mia anima tutti i fantasmi che vi albergano, li concretizzo
in qualcosa di armonioso.
Rispetto al 'glorioso' 'Sacrifice'
è cambiato qualcosa in voi come musicisti? Vorreste ricordare
l'immenso successo ottenuto da quel mini-CD?
[Dave]: Siamo cresciuti tantissimo, abbiamo preso maggiore consapevolezza
dei nostri mezzi stilistici e tecnici. Ai tempi di “Sacrifice” avevamo
già individuato per somme linee una nostra via da seguire adesso
la stiamo mettendo in pratica con l'imminente nuovo album. “Sacrifice”
ci ha reso coscienti di essere una band che sa quello che vuole e
che può arrivare ovunque, ci ha aperto una porta che sembrava
sbarrata, verso l'Europa e il mondo intero.
Se non sbaglio è stato proprio
grazie a 'Sacrifice' che la Voice Of Life Records si è interessata
voi. Spiegateci come è nata questa collaborazione…
[Victor]: Si è stato proprio grazie a “Sacrifice” e al nostro
sito internet che siamo entrati in contatto con la Voice of life records.
Per l'esattezza Frank della VOL ha scaricato un nostro pezzo “Aeteria”
ed è rimasto subito colpito e ci ha contattato. Da li a pochi
giorni dopo una serie di trattative è arrivato il contratto
e la firma! È stato davvero incredibile… spedisci tanti dischi
in giro e poi? La label piove dal cielo!
Il vostro stile è molto
fresco… avete questi intrecci di parti melliflue e graffianti, unite
ottimamente in un contesto che alla lunga risulta essere molto omogeneo.
In questo senso come nasce un pezzo dei My Sixth Shadow?
[Dave]: Normalmente la composizione dei pezzi viene effettuata da
me e da vic. Ci vediamo, buttiamo giù qualche idea fino a comporre
un pezzo che registriamo subito al pc con una base di batteria campionata.
Dopo di che lo facciamo ascoltare agli altri del gruppo per provarlo
in sala e per apportare eventuali modifiche.
[Victor]: Secondo me è proprio l'uso del computer e di programmi
particolari che ci permettono di scrivere i pezzi in maniera molto
veloce che ci permette di mantenere molto fresco e istintivo il sound
del gruppo. Ormai siamo arrivati ad un punto che con un semplice pc
a casa si possono fare delle pre-prodzioni con un sound anche piuttosto
buono e questo non è poco.
Di chi è stata l'idea di
filtrare ed interpretare 'Rain' dei The Cult? Il risultato finale
raggiunto è abbastanza distante dall'originale… tenterete nuovamente,
in futuro, la carta della cover?
[Dave]: L'idea fu mia e di Victor e fu ben accolta subito da tutti:
in effetti i The Cult sono uno dei nostri gruppi preferiti, in quanto
sono stati forse i primi a creare un sound che avesse radici sia nel
dark che nel metal. Ti preannuncio che sul nuovo album apparirà
invece, una nostra personalissima rivisitazione di un classico dei
U2.
Dal vivo riuscite a mantenere inalterate
tutte le sfumature di cui sono pregni i vostri pezzi? Com'è
andata nell'ultima data che avete fatto all'Alpheus?
[Dave]: Credo che l' impatto live sia una dei nastri maggiori pregi:
c'era una tipa che una volta ci ha definito “vere e proprie puttane
da palco”!
Il concerto all'Alpheus, penso sia andato benone, ma spesso il live
è una cosa soggettiva e dipende molto dal coinvolgimento dello
spettatore stesso. Per quanto riguarda noi ci siamo divertiti tantissimo,
come sempre del resto.
Per qualunque altra segnalazione
siamo a vostra completa disposizione…
[Victor]: Vorrei segnalarvi il sito di un altro progetto in cui suono
da un po di mesi e il cui EP è di prossima uscita per quanto
riguarda la campagna promozionale per la stampa. Il gruppo si chiama
Dope Stars Inc. La formazione è: Victor (io) (voce, chitarre
e programming), Grace (synths, programming e anche grafico dei MSS),
Brian (chitarra) Darin (basso). Facciamo un misto di Industrial/Rock'n'Roll/Ebm
e penso che presto ne sentirete parlare…tra l'atlro l'ep in formato
mp3 è già scaricabile dal sito internet www.dopestarsinc.com.
Intervista di Maurizio
Gabelli
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