INTERVISTE/METHEDRAS

Foto MethedrasQuesti Methedras, autori del pregevole full length album "Recursive", propongono un grande thrash death moderno ma che affonda le radici nel caro vecchio techno thrash degli anni '80. A chi ancora non li conosce consiglio di scoprirli perchè meritano davvero un posto di rilievo nel panorama metal nostrano.

Parliamo un po' del gruppo dalla sua nascita, che risale ormai a quasi 10 anni fa. Oltre ad una breve biografia, vorrei sapere quali sono state le vostre origini musicali e come si è evoluto il sound dall'inizio della vostra attività?
I Methedras sono una thrash metal band fondata nel 1996 da Andrea B. (basso) e Massimiliano D. (chitarra ritmica); in pochi anni entrano a far parte del gruppo anche Claudio F. (voce), Eros M. (chitarra solista) e Carlo R. (batteria, ora in via di sostituzione per problemi personali).
Lo spirito da cui tutto è partito si basava e si basa tutt'ora sulla convinzione di proporre un sound in cui fossero ben miscelate, ma evidenti, sonorità moderne unite al tipico stile nordamericano del thrash metal bay-area, contemplando anche alcune varianti death.
Col passare degli anni siamo maturati nel songwriting e abbiamo sviluppato una maggiore attenzione nella ricerca dei suoni e quindi nella produzione dei nostri lavori. Grazie a Recursive ci aspettiamo che possa essere finalmente apprezzato quell'impatto musicale che ci hanno sempre riconosciuto tutti ma che fino ad ora era sempre stato relegato ad una dimensione live, a causa di evidenti difficoltà produttive.
Soprattutto durante gli ultimi tre anni, abbiamo raccolto molti pareri positivi e buone recensioni che hanno contrubuito a migliorare e perfezionare il nostro stile, senza mai farci perdere di vista l'obiettivo prefisso anni fa: non smettere mai di divertirci nel proporre musicalmente il nostro modo di vedere questa realtà, a volte così piatta e vuota.
Raggiungere una "confezione" artistica che racchiudesse tutto quello in cui abbiamo creduto strenuamente e protetto dalle enormi difficoltà di suonare metal in Italia, non rappresenta oggi per noi soltanto il coronamento di sforzi notevoli e il raggiungimento di un sogno avuto anni fa, ma soprattutto l'acquisizione di una sorta di sicurezza in noi stessi e nelle nostre capacità e la percezione di una forza d'animo tali che hanno permesso traguardi impensabili.

Ho molto apprezzato il sound del gruppo. Vorrei sapere, anche a beneficio delle giovani band che vogliono compiere il salto di qualità in fase di registrazione, come si sono svolte le vostre studio session e chi ha prodotto l'album.
Il lavoro alla base di "Recursive" è stato a dir poco mastodontico... non sto esagerando... l'idea di registrare un full-length ci ha preso poco a poco, inizialmente avevamo deciso di incidere solo le nostre idee migliori... dopo alcuni demo e promo di pessima produzione, avevamo tutti voglia di registrare qualcosa in modo professionale e che rendesse giustizia alle song stesse, però non avevamo un budget illimitato... da qui l'idea di un EP o un avdance-CD da far girare tra etichette e stampa.
In seguito però alla prima sessione di registrazioni, avvenuta tra aprile e maggio 2003, abbiamo capito che potevamo spingerci oltre... il materiale c'era e il risultato iniziava a intravedersi.... in noi è mutata l'attitudine verso questo progetto, abbiamo stretto i denti, fatto sacrifici, e abbiamo deciso di incidere anche i brani che inizialmente erano rimasti fuori dall'EP.
Nel luglio 2003 abbiamo terminato anche la seconda fase di registrazioni e fondamentale a questo punto è divenuta la collaborazione con colui che sarebbe diventato poi il co-produttore del disco, nonchè ns attuale fonico e sound engineer: Yonatan Rukhman. E' stato il primo a credere nelle potenzialità della band e nel "tiro" di Recursive, permettendoci così di curare nel minimo dettaglio l'aspetto dei suoni e tutto il groove generale che scaturisce dall'ascolto del CD.
Questa fase è durata mesi, da settembre 2003 a marzo 2004, è stato un grosso stress e un lavoro minuzioso... poi stampa e confezionamento e finalmente, tra maggio e giugno 2004, l'uscita ufficiale... alla fine possiamo tranquillamente dire che i risultati sono stati conseguiti in pieno...... certo, c'è sempre quella sfumatura, quel passaggio particolare o quel refrain che magari modificheresti... la perfezione non esiste se no nessuno scriverebbe più musica... e sicuramente Recursive non si avvicina nemmeno lontanamente a questo concetto... ma alla lunga lo possiamo considerare un disco molto valido e soprattutto rappresentativo di ciò che i Methedras sono stati ed hanno raggiunto in questi otto anni.... e i risultati sembrerebbero darci ragione.

Facciamo un gioco. Vi dò alcuni nomi che mi pare abbiano ispirato il vostro sound e voi mi dite cosa pensate:
- Konkhra:
- Death
- Entombed
- Carcass
- Death Angel

Beh, se aggiungevi anche i Testament avresti fatto 6 pieno!!! Effettivamente tutte queste band ci hanno ispirato molto, sia da un punto di vista musicale/compositivo che anche da quello più umano... nel senso di come si pongono nei confronti della società, con che occhi guardano il nostro mondo.... abbiamo letto sempre attentamente le loro liriche e, a parte i Carcass, gli scenari descritti sono esattamente quelli che proviamo noi, pensando alla ns vita attuale e immaginando un futuro che purtroppo appare sempre senza luce.
Personalmente trovo entusiasmanti i Death Angel, il loro ultimo "The Art Of Dying" è un capolavoro imperdibile; per quanto riguarda i Death credo che non ci sia nulla da dire o aggiungere.... semplicemente i Death!

Parliamo invece della vostra partecipazione al Wacken O.A.F. del 2004. Una vetrina importantissima che poche band in Italia possono permettersi. Come è stato suonare ad un simile evento e attraverso quali canali siete riusciti a subentrare nella bill?
Siamo andati a Wacken in qualità di vincitori del concorso "Battle of the Metal Bands" indetto da Metal Hammer e Metallus.it... quando abbiamo vinto lo scorso maggio non riuscivamo a crederci!
E' stato come un sogno durato mesi che si concretizza di colpo, nell'arco di una sola serata, la finale. Il giorno dopo non riuscivamo ad accettare l'idea che saremmo entrati nel tempio mondiale della musica metal, eravamo senza pensieri... entravamo dalla porta di servizio, ma che servizio!!!
E' stata un'emozione fortissima e un grande onore il fatto di rappresentare l'Italia in un festival di quelle proporzioni e con quell'importanza. Ci siamo inoltre classificati al secondo posto nel contest internazionale che si è tenuto su WET stage e anche questa è una ragione di orgoglio per tutti noi, oltre forse ad una dimostrazione del fatto che il metal italiano ha qualcosa da dire anche in ambiti decisamente più estremi rispetto a gothic, power e prog.
Il viaggio, l'accoglienza dell'organizzazione, la professionalità dei tecnici, la nostra performance, il pubblico, l'area VIP con i grandi del metal mondiale: è stato tutto grandioso, incredibile!
Vedere gli italiani che cantano le tue canzoni e incitano il resto del pubblico ti riempie il cuore, ma vedere anche i tedeschi che si spaccano le ossa in un pogo feroce, è una soddisfazione impagabile!
Speriamo che il futuro ci possa permettere di rivivere emozioni come queste, di far conoscere a sempre più gente la nostra musica e i nostri pensieri.

Cosa pensate dell'attuale scena italiana?
La scena italiana ha bisogno di attenzioni maggiori da parte degli addetti ai lavori ma anche da parte di un pubblico che accorra numeroso ai concerti e si compri qualche disco originale in più ogni tanto.
Ci sono molti gruppi validi, alcuni con potenzialità ancora non pienamente espresse, altri invece con un'esperienza ben consolidata, a tal punto da potere seriamente concorrere con band europee ben più blasonate.
Ciò che forse a volte sembra mancare è la fiducia nelle proprie potenzialità e lo spirito di sacrificio necessario per raggiungere anche i più piccoli traguardi; molti vogliono tutto subito e non sono disposti a lavorare duramente per ottenere riconoscimento e affermazione.

Volete esporre il lato lirico del gruppo? Analizziamo un po' i vostri testi e vediamo da cosa sono ispirati.
I testi di "Recursive" sono decisamente personali ma molto vari, sia per gli argomenti trattati sia per l'interpretazione data ad ognuno dei concetti espressi: "L.R.S." è una denuncia del trattamento riservato ai giovani, lasciati quasi sempre in uno stato d'ignoranza, per convenienza di uomini che pensano alla conquista di un potere sempre maggiore e che se ne fregano dei sentimenti e dei progetti delle nuove generazioni; "Darkness" è la manifestazione delle paure che ognuno di noi si porta dentro, a volte anche per tutta la vita, e che non trova il coraggio di esprimere perché timoroso di non essere capito; "Drowning By Torment" descrive dettagliatamente il momento di angoscia in cui ti vieni a trovare quando le persone a cui pensavi di stare a cuore ti abbandonano, costringendoti a fare affidamento solo sulle tue forze. "Wreck ‘N Roll" è fondamentalmente un urlo di libertà per la conquista di un'indipendenza fisica e psicologica dalle frustrazioni che la vita a volte ci riserva: essere comandati da persone incompetenti sul lavoro, essere indirizzati obbligatoriamente verso strade che non avresti mai intrapreso e che risultano essere le uniche disponibili, sentire dentro di te un continuo odio crescente verso ignobili approfittatori del tuo tempo e soprattutto del tuo denaro, per non dire delle tue idee. Alcune recensioni ci hanno contestato il fatto di esprimere le nostre visioni in modo troppo pessimistico, ma sinceramente sembra che gli eventi che condizionano la vita quotidiana portino spesso e volentieri verso situazioni di questo tipo: a volte è veramente difficile e frustrante sopportarle, ma dentro di te crescono motivazioni radicate che ti spingono a reagire e a trovare una via d'uscita per sopravvivere e continuare a sperare... sembra triste ma attualmente, per noi, la nostra musica è l'unica via seriamente percorribile.

Avete già preparato dei nuovi brani per un prossimo album? Come pensate si evolverà il vostro sound rispetto a quello di "Recursive"?
Certo... l'importante è non fermarsi mai!! L'inizio del 2006 vedrà l'uscita di un nuovo CD... sarà un EP con 6 tracce nuove e alcuni brani live tratti dalla nostra esibizione a Wacken.... in più vorremmo inserire anche del materiale multimediale contenuto in un DVD, finalizzando il tutto ad una doppia uscita... il problema sta nel fatto che ad oggi non possiamo ancora contare su di un contratto discografico, e quindi l'unica alternativa rimarrebbe sempre l'autoproduzione, con tutte le difficoltà che ne conseguirebbero.
Attualmente però siamo già in preproduzione avanzata (stiamo per terminare le registrazioni delle nuove canzoni presso gli IR Solution studio), quindi penso proprio che i Methedras riusciranno ancora a far parlare di sè a breve!
Per quanto riguarda l'evoluzione del nostro sound quello che posso anticipare è che abbiamo decisamente curato ancora di più e nei minimi particolari i suoni di chitarre e batteria, per ottenere un sound assolutamente moderno ed in linea con gli standard internazionali, abbiamo affittato molta strumentazione ed abbiamo trovato uno studio davvero professionale e competitivo: la nostra musica passata nelle loro macchine e trattata da mani esperte sta assumendo una forma davvero impressionante... potenza e precisione assoluti.
Inoltre siamo riusciti a curare maggiormente anche gli aspetti puramente artistici: composizione, struttura, melodie, arrangiamenti.... grazie soprattutto ai riff e agli assoli di Eros, compositore principale dei nuovi brani, supportato alla grande da quella macchina da guerra che risponde al nome di Parla dei Cadaveric Crematorium, che si è prestato ad aiutarci in registrazione subito dopo l'uscita dalla band di Carlo (il nostro storico batterista), posso tranquillamente affermare che abbiamo raggiunto una maturità compositiva che potrebbe finalmente caratterizzare il nostro sound, aiutandoci a definirlo al massimo e sviluppando così una matrice assolutamente personale e univoca.... siamo ansiosi a questo punto di vedere come il nuovo disco verrà accolto da pubblico e stampa specializzata...

Vi lascio un ultimo spazio per dire ciò che volete al pubblico di Metallo Italiano, e vorrei approfittarne per salutare voi e per ringraziare la cara Paola della Millenium Promo Agency, che tanta pazienza ha avuto verso il sottoscritto!!!
Un grazie di cuore a tutto il pubblico di Metallo Italiano: supportate l'underground italiano fino al massimo, è l'unico modo per aiutare la scena nazionale a crescere!!
Ringraziamo anche la redazione di Metallo Italiano per la diponibilità e l'interesse nei nostri confronti e ci uniamo nel saluto a Paola della Millennium Promo Agency... CIAO A TUTTI!!!

Intervista di Mirko Montalbano