INTERVISTE/MOTHERCARE

Del nuovo, sinceramente, non ne possiamo più. Tutto, dall'ultimo programma per cerebrolesi di Italia 1 alle diciture nei fustini del detersivo è innovativo, strepitosamente "cool" e diverso. Chiunque può ritagliarsi uno spazio, "every dog has its day" ,dicono gli americani, ma ora si è oltrepassato il segno. Rischiano, in questo agglomerato indistinto, di passare inosservate le voci fuori dal coro, nauseate da una musica che suona ormai da troppo tempo, smaniose di farsi sentire. Ed è per questo che ammiriamo chi sa osare,chi sperimenta veramente il nuovo sulla propria pelle,chi sanguina per non allinearsi. Chi, come i Mothercare, sputa veleno per dire le sua, con le idee chiare e senza paure di prendere posizioni. Ne avevamo bisogno.

 

Allora, boys, come ci si sente dopo aver avuto la meglio su cento "avversari" nella Demowar competition di Psycho?

Siamo incredibilmente contenti e anche impressionati: avevamo fiducia nelle nostre possibilità, ma c'erano molte altre band valide in gara. Essere stati votati da tante persone che magari ci ascoltavano per la prima volta ci ha fatto immensamente piacere. Vorremmo conoscerli uno a uno e ringraziarli.

 

Ci potete un po' illustrare le tappe della vostra evoluzione come band, dagli esordi fino ad oggi?

Nel 1994 Mirko (chitarra) e Mauro (batteria) hanno fondato la band, io (Guillermo Gonzales, voce) sono entrato dopo qualche mese. All'epoca suonavamo un metal molto "rockeggiante", un po' come fanno OGGI i Metallica - ghigno sardonico -, con pezzi nostri e cover di Steppenwolf, Deep Purple, Metallica. Dopo aver scoperto sonorità più pesanti - e dopo l'esperienza del debutto dei Korn, che ha segnato un po' tutti - abbiamo iniziato a usare un'accordatura ribassata delle chitarre. Oggi, dopo ulteriori ritocchi, siamo definitivamente accordati in SI. Mirko(c) ha faticato molto, in questi anni, per tirare fuori un suono di chitarra personale e tagliente; ci è riuscito egregiamente e il suo guitar sound è il primo elemento distintivo dei Mothercare. Da un po' di tempo chiamiamo la nostra musica pain-core metal, concetto che la descrive molto propriamente e su cui torneremo dopo.
Oggi, fra le nostre influenze, vanno certamente annoverati Napalm Death, Slipknot, Neurosis, Meshuggah anche se nelle recensioni vengono spesso nominati anche Fear Factory, Machine Head, Sepultura; in alcuni casi persino Nine Inch Nails, Jesus Lizard e Nevermore! E' bello non essere facilmente catalogabili, significa che non ci lasciamo intrappolare facilmente dai cliché dei generi.
Da qualche mese poi abbiamo un nuovo bassista, Rudy; una persona splendida e un valido musicista. Era ora! Abbiamo sempre avuto problemi coi bassisti.
Dal 1994 abbiamo al nostro attivo due demo-tapes e due demo su cd, anche se "Fusoku no Kigen" è stato il primo lavoro interamente registrato da noi in prima persona.
Fra pochi giorni entreremo in studio per registrare "Breathing Instructions", il nostro primo full-length; di nuovo lavoreremo completamente da soli, stavolta chiudendoci dentro e dormendo in studio per una decina di giorni. Vogliamo dare veramente tutto. Ho letto che Corey degli Slipknot, per registrare "Iowa", ha stabilito con Ross Robinson la seguente regola: per registrare la voce doveva arrivare al punto di vomitare.
Anch'io e Mirko ci metteremo d'accordo così.

 

Per certi versi potreste essere inseriti nella moderna corrente del nu-metal (anche se per altri potreste essere accomunati a certo thrash e death metal): cosa ne pensate? E' un accostamento che vi può dar fastidio? E poi, quale è la vostra posizione nella guerra fra conservatori e progressisti nell'ambito musicale?
Qualcosa al riguardo l'ho accennato già in precedenza, comunque chiariamo più precisamente la nostra posizione. Noi suoniamo pain-core metal: la nostra musica nasce e cresce dalla sofferenza, dalla frustrazione, da un senso persistente e annichilente di disagio. Ci interessa di più far capire PERCHE' suoniamo piuttosto che puntare l'obiettivo sul COME, e tutte le definizioni usate oggi sui magazine hanno questa proprio questa tendenza: riferire in 2-3 parole a quali gruppi già noti si possa ricondurre una certa band. Questo è un modo piuttosto stupido e superficiale di vedere le cose; non mi pare che nell'ambito cinematografico o letterario succeda niente di simile, ma forse è solo colpa del basso livello della stampa specializzata di metal. Difficilmente ci possiamo infastidire per queste cose comunque, siamo già abbastanza "infastiditi" dalla vita di tutti i giorni.
Per quanto riguarda conservatori e progressisti, personalmente odio tutte le forme di integralismo, tanto più quello musicale; è un dibattito che, semplicemente, non sta in piedi, perché ci sono gruppi onesti e gruppi che si limitano a "timbrare il cartellino", questa è la verità. Mi pare che qualcuno, l'8 Aprile del '94, si sia suicidato proprio per l'impossibilità di risolvere questo conflitto: sicuramente si sta rivoltando nella tomba, urlando e piangendo.
Non sto qui a fare nomi, ma è abbastanza semplice accorgersi se un gruppo appartiene a una o all'altra categoria. Ovviamente, quelli che "timbrano" e basta ci fanno letteralmente vomitare.

 

Cosa c'è di non prettamente metal nel vostro background di ascoltatori?

Ascoltiamo veramente di tutto (a patto che sia musica fatta per l'anima e non per i soldi, nel qual caso, ribadisco, ci fa vomitare), rock, elettronica, jazz e così via. In ordine rigorosamente casuale: Aphex Twin, Keith Jarret, Elio&leStorieTese, Porcupine Tree, Nirvana, Kyuss, Steve Ray Vaughan, John Scofield, Boom Boom Satellites, Melt Banana, Boredoms, John Zorn, Happy Bondage...a cui va aggiunto molto di extra-musicale, Frank Miller, Tsukamoto Shin'ya, Stanley Kubrick, Don De Lillo, Philip K.Dick, Tiziano Sclavi...

Da musicisti, quanto conta la figura dell'ipotetico futuro ascoltatore della vostra musica all'atto della composizione? Voglio dire: è possibile creare "solo per se stessi", come molti sostengono?

Certo che è possibile, anzi, è necessario. Non ci interessa minimamente l'ipotetico futuro ascoltatore. Ogni nuova canzone esplora una parte della nostra psiche che non avevamo ancora raggiunto: è un percorso necessario e terapeutico, non possono esserci interferenze. In passato abbiamo anche provato a "programmare" le nostre composizioni perché volevamo assomigliare a certi gruppi che ci piacevano tanto, ma non è mai uscito niente da questi ridicoli tentativi.

 

"Pain", dolore, una parola ricorrente nei tuoi testi e presente nella stessa definizione della vostra musica. Qual è il suo significato per te?

Il dolore è la vita di ogni giorno, la presa di coscienza che non c'è nessuno scopo, nessun valore a cui far riferimento; la vita è una crudele e incoerente contraddizione, è necessario ribellarsi contro di essa, contro gli stereotipi che ci costringe a essere. L'unico modo per farlo è accettare di buon grado la sofferenza senza mascherarla dietro conformismi buonisti, senza volerla a tutti i costi seppellire dentro di noi per apparire "puliti" all'esterno; la nostra anima non è una discarica, ma nella società in cui viviamo oggi si finisce per contaminarla, corromperla fino a perderne completamente coscienza.
Io non nascondo il mio disagio, non ci riesco, anche se questo mi rende difficilissimo comunicare con altre persone a un livello profondo; invece che sotterrarlo lo porto alla luce, lo fisso su carta in forma di parole, lo sguinzaglio pericolosamente quando suoniamo dal vivo.
E' in quei brevi momenti che, annullandomi completamente, finalmente riesco a sentire che esisto veramente, che ho un'anima e un corpo - e questo non ha assolutamente a che fare con l'uso di alcun tipo di "sostanza", sia ben chiaro. Il dolore, in definitiva, è pena e nutrimento allo stesso tempo.

 

La copertina di "Fusoku No Kigen" è stata creata appositamente per l'occasione o vi siete serviti di una foto già esistente?

Abbiamo clamorosamente rubato quell'immagine da un noto sito internet! Un mio amico aveva dipinto appositamente la copertina originale di FNK, però ci sono stati degli intoppi in fase di scannerizzazione e abbiamo dovuto arrabattarci con una di ricambio. "Accidentalmente" abbiamo trovato però una copertina perfetta!

 

E a proposito, quali sono i pregi e i difetti del vostro ultimo cd, a vostro parere?

E' il meglio che potevamo fare nel '99, coi poveri mezzi e i pochi soldi che avevamo a disposizione. Il pregio maggiore è che abbiamo sfruttato al massimo le potenzialità che avevamo, i difetti sono tanti ma sono stati inevitabili. Usare una drum-machine, in primo luogo, è stata una necessità decisamente spiacevole, comunque non succederà più. Poi, dal '99 a oggi la mia voce ha fatto progressi enormi (in primis perché ho smesso di fumare e ho ripreso un'attività sportiva regolare, scelte che consiglio caldamente a tutti i cantanti), quindi non vedo l'ora di registrare "Breathing Instructions" per dimenticare una prova che, per me, è stata deludente e insoddisfacente. Ormai mancano pochi giorni e mi sono preparato molto per questo momento; pensa che in sei mesi ho perso circa 15 chili a questo scopo!

 

Come vi rapportate alla dimensione live? "Le nostre performances sono intense e drammatiche", recita il vostro foglio di presentazione…

Come ti ho già detto, l'esibizione è un momento di profonda alterazione psichica, di strenua e disperata ricerca di significati. Cercare di aprire un canale di comunicazione con gli spettatori non è semplice, quindi bisogna lasciarsi andare completamente, abbandonarsi e perdersi dentro la musica, portarli fino lì, fino al nucleo, fargli vedere tutto, con sincerità che deve sbalordire.
Raramente qualcuno esce intatto da un nostro concerto.

 

Quali riviste musicali acquistate? E qual è il vostro parere sulla stampa musicale italiana?

Sempre Psycho! e Rumore, le uniche testate veramente serie; a volte, giusto per avere un punto di vista più ampio, anche qualcos'altro, ma il livello si sta scandalosamente abbassando. Ci sono magazine che sono diventati monografie tematiche su certi generi di metal, ignorandone senza alcuna ragione certi altri; ci sono riviste che sembrano la versione metallara di "Cioè". La situazione è abbastanza desolante, perché è difficile dar credito a una scena, a un genere o anche solo a un gruppo valido se la "stampa specializzata" è questa.
Spero molto in internet e nelle web'zine, dove vedo al lavoro gente più motivata e competente.

 

Siete ora impegnati nella registrazione del nuovo disco. Vi va di dare qualche anticipazione sul suo contenuto? E poi, si mormora riguardo ospiti altolocati…

"Breathing Instructions" conterrà 11 canzoni: 8 brani nuovi e 3 già presenti su FNK. Il concetto espresso dal titolo ha a che fare con le riflessioni che facevo prima sull'esistenza: queste canzoni sono per me una specie di "promemoria", un libretto di "istruzioni" per la mia vita, "istruzioni per respirare" appunto. Avremo anche ospiti importanti con cui avrò l'onore di cantare. Uno sarà Enrico Giannone degli storici Undertakers di Napoli - che si occupa anche della nostra promozione con la Kick Promotion -, l'altro è ancora top-secret poiché si tratta di un nome molto importante. Finchè non saremo sicuri al 100% della sua presenza preferiamo non sbottonarci.
Per quanto riguarda i testi, oltre all'inglese, ultimamente ho dato più spazio al giapponese e anche all'italiano.

 

Un argomento che mi sta molto a cuore: sei favorevole a qualche forma di censura? E se sì, in quali modi?

E' un tema molto delicato e che anch'io ritengo di grande rilevanza. Io sono per la libertà d'espressione a tutti i costi, a patto che sia supportata da un'adeguata educazione estetica e morale, tasto veramente dolente nella società odierna. Se una persona è debole e manipolabile nessun tipo di censura riuscirà a proteggerla, prima o poi verrà manipolata. Invece di parlare di censura vorrei si parlasse di più dei significati di un certo genere di opere, musicali e non; che si andasse a fondo, che se ne sciogliessero i nodi provocatori, violenti, aggressivi, fino a comprenderne le motivazioni più profonde. Invece c'è sempre un atteggiamento superficiale e frivolo nei confronti di fenomeni come la musica metal: poi due ragazzini la prendono in maniera un po' meno frivola e seviziano una loro coetanea (è successo pochi giorni fa). I genitori dicono che l'hanno fatto "persuasi" da Marylin Manson. Ma qualcuno aveva mai ascoltato questi ragazzi prima? Qualcuno aveva discusso con loro di MM e delle sue provocazioni? I genitori hanno letto il libro di MM, capito chi è, cosa pensa, perché agisce come agisce, cercato di stemperare la forza perturbante che può avere un personaggio del genere su profili psichici deboli?
Ogni genitore ha il figlio che si merita: io non ho dubbi su questo. Mi fa accapponare la pelle sentire un padre che, dopo tali eventi, cerca ancora di giustificare la sua condotta, di mascherare le sue omissioni, la sua inadeguatezza, la sua incapacità di comunicare col figlio...

 

Di cosa hai paura?

Delle persone che hanno paura. Delle persone che non vogliono conoscere ciò che non conoscono. Delle persone ipocrite. Delle persone che si nutrono di luoghi comuni. Delle persone che intendono una e una sola verità. Delle persone senza vizi e senza manie. Delle persone senza speranze, che non hanno più paura di niente. Delle persone.

 

Hai, facciamo, solo due dei sette vizi capitali a tua disposizione di peccatore, dicci un po'…

Gola e lussuria, senza alcun dubbio. Gli altri non sono per nulla interessanti.

 

Piccolo sondaggio personale: meglio Manuela Arcuri o Anna Valle (ah Seby, ma allora sei proprio fissato! ndPaolo)?

Manuela Arcuri.

Postilla di Mirko: a patto che taccia. (Ehm, ma Anna proprio non se la fila nessuno? Nda)


La vita è un sogno o i sogni aiutano a vivere meglio (ma questa è marzullite acuta! ndPaolo)?

La vita è un incubo e le allucinazioni aiutano a vivere meglio.


Seby Moro