INTERVISTE/NATIONAL SUICIDE

Foto National SuicideSiamo nei pressi del backstage del “The Revenge Of True Metal Festival part II”, a Rovereto (TN), per scambiare due chiacchiere con Stefano, Tiz ed Ema, rispettivamente voce, chitarra e batteria dei trentini National Suicide, gruppo che sta facendo parlare bene di se, grazie ad un apprezzato demo che ha destato l’attenzione della My Graveyard Productions. Una band con i piedi per terra ma determinata e con le idee chiare. Sentiamo cosa hanno da dirci...

Ciao ragazzi, volete presentare la band ai lettori di Metallo Italiano?
[Tiz]: Ciao a tutti, noi siamo i National Suicide, facciamo thrash bay area. Io sono Tiziano “Tiz”alla chitarra, poi c’è Roberto “Bob” all’altra chitarra, Emanuele “Ema” alla batteria, Stefano Mini alla voce ed Ivan, l’animale da palco, al basso.

Il vostro demo “The Old Family Is Still Alive” è stato ottimamente accolto da critica e pubblico con pareri unanimi. Siete soddisfatti? Vi aspettavate questo riscontro positivo?
[Tiz]: Guarda, in questo demo ci abbiamo messo il cuore nel suonarlo, perché ci piace veramente quello che suoniamo e ci ritroviamo veramente anche nell’ambientazione della scena. E’ stato accolto anche sopra le nostre più rosee aspettative. E’ stato bello perché ogni concerto che abbiamo fatto, ogni posto in cui l’abbiamo presentato è sempre stata una festa. Ci siamo sempre divertiti un casino e la gente si è divertita. Una grande festa per tutti. Musica = festa.

Foto National SuicideRaccontateci come si è svolto il processo di songwriting, dove e come si sono svolte le registrazioni, visto che il demo ha una resa sonora veramente ottimale.
[Ema]: Al processo di composizione sicuramente una grande mano ci è stata data da parte del nostro chitarrista Roberto, che è una mente ed ha composto gran parte delle parti, che poi vengono comunque riarrangiate e sistemate in sala da tutti noi. Un processo abbastanza intuitivo ed immediato. Appena il riff viene proposto, tiriamo fuori delle soluzioni che vengono ascoltate. Si lavora insieme e si trova abbastanza subito il filo giusto.

[Tiz]: Fortunatamente siamo cinque persone ed un cuore solo, quindi andiamo tutti in una stessa direzione.

[Ema]: Si, tutti con gusti abbastanza simili. Le registrazioni sono state effettuate al Mago Studio da un nostro caro amico, che è un grande fonico professionista ed è riuscito a rendere la nostra musica ai massimi livelli sonori, soprattutto perché è un fonico che ha sempre suonato ed ascoltato metal ed è una cosa, secondo me, non tanto frequente. E’ un metallaro e sa cosa serve. Quando lui ascolta un disco sa come si dovrà registrarne uno e come dovrà venir fuori. Poi ovviamente ci abbiamo messo del nostro, perché le chitarre le volevamo cosi, la batteria cosi, ma lui è stato bravo a tirar fuori l’anima vera.

[Tiz]: Per tutti i metallari consiglio questo studio!

Come ho già avuto modo di sottolineare in sede di recensione, “The Old Family Is Still Alive” è diretto e sincero ma soprattutto riesce a riportare a galla la magica atmosfera degli anni ’80, senza per questo risultare anacronistico o scontato. Che ne pensate?
[Ema]: Essendo nato nel 1984 ho lì il cuore, negli anni ’80. L’attitudine nostra è thrash. Il thrash è un modo di vivere. Noi siamo tanto quanto voi. Noi sopra il palco e voi sotto, ma siamo la stessa gente. Ci divertiamo insieme. Noi suoniamo, voi dateci dentro!

[Tiz]: A livello di gusto musicale siamo metallari, quello non c’è dubbio. Siamo capaci di fare una cosa: thrash metal e basta! Quella è la nostra musica, quello è il nostro cuore. Il thrash non è morto. Noi abbiamo gli stessi canoni del thrash e rispettiamo quelli, riproponendo musica nostra.

“Into The Clubhouse” , “This Is A Raid” , “Suck’n’ Artillery” sono titoli abbastanza espliciti di reale attitudine e dedizione alla causa. Di cosa parlano i testi delle vostre canzoni e da dove traete ispirazione?
[Stefano]: I testi parlano semplicemente di quello che vediamo e che abbiamo vissuto nell’arco della nostra vita e soprattutto sono un richiamo a vivere uno spirito che era quello originario dell’heavy metal, considerando che non è vero che è la musica del passato. Da quello che sembra è l’andazzo del 2010. Puntiamo di ricreare una scena, che anche quanto il trend sarà passato, resti sotto forma di raduni, possibilità di incontro, un circuito di locali, una vera e propria scena. Cerchiamo il contatto con le altre band italiane, con le quali siamo amici, sempre augurandoci che tra il pubblico poi ci siano degli altri ragazzi che mettano su una band e possano continuare quello che stiamo iniziando.

Come è avvenuta la scelta del vostro nome. Anche il vostro logo mi sa tanto di omaggio ad una fondamentale band della scena anni ’80.
[Mini]: Si, il nostro nome viene da un frammento di testo degli Wasp. National Suicide per noi sta a significare anche il suicidio nazionale che era perpetrato ai danni dell’underground da una musica che si definiva metal e secondo noi non era tale, perché non corrisponde ai canoni del genere, non perché non era valida. Sono nuove forme di rock, ma non mi piace che vengano chiamate metal. Il logo richiama certamente quello di quella band a cui tu accennavi, che sono i Nuclear Assault ed è un tributo, un richiamo a ricollegare noi con quella gente. Noi pensiamo di essere gli eredi di una tradizione, appunto della “vecchia famiglia”. Riteniamo che non sia questione di far rivivere il passato ma di far vivere quello spirito oggi ed è giusto ricollegarci alle proprie radici per far comprendere il senso di quello che si fa oggi.

Un altro colpo grosso è stato il contratto con la My Graveyard Productions, l’etichetta giusta per una proposta come la vostra.
[Tiz]: Senz’altro siamo molto onorati che la My Graveyard Productions ci abbia considerati un gruppo meritevole sia dal punto di vista scenografico che soprattutto musicale.

Ora state preparando i pezzi che andranno a comporre il vostro album d’esordio. Potete darci qualche anticipazione?
[Tiz]: National Suicide defend the line! Avete ascoltato il promo, il disco sarà all’ennesima potenza, mantenendo la stessa linea!

Sicuramente la dimensione live è quella a voi più congeniale, dove potete esprimere tutta la carica e l’attitudine che avete dentro. Dopo aver condiviso il palco con Napalm Death, Onslaught e stasera Artillery, vi aspettano importanti festival, su tutti il prossimo Play It Loud Festival. Una bella soddisfazione...
[Ema]: La soddisfazione sicuramente più grande per noi è avere la possibilità di esprimerci. Soprattutto la grande attesa del disco e poi comunque le varie esibizioni live.

[Tiz]: La cosa più bella è la possibilità di far festa. Io vado sul palco e faccio festa con la gente che sta sotto, che apprezza la stessa musica che a noi piace e che suoniamo.

Avete ricevuto anche offerte dall’estero?
[Tiz]: Mah, preferiamo semplicemente dire noi siamo un gruppo della My Graveyard Productions e adesso si suona ragazzi!

Cosa pensate delle webzines e delle riviste ufficiali?
[Tiz]: Penso che qualsiasi cosa che sia fonte di informazione per far girare il nome sia positivo. Se sono sfruttate per far conoscere la musica a tutti gli effetti va bene, se invece sono commercializzate sono un deleterio.

I dischi o le band che hanno cambiato la vostra vita.
[Tiz]: Primi Metallica e primi Megadeth, Stayer, Overkill, Exodus, Nuclear Assault….

[Stefano]: I Rose Tattoo perché hanno una visione stradaiola, che nonostante tutto traspare anche nei nostri pezzi. Io sono convinto che ci sia qualcosa di rock’n’roll nel thrash dei National Suicide.

Chiudete a vostro piacimento l’intervista.
[Ema]: Ci si vede in giro ragazzi!

[Tiz]: National Suicide defend the line!

Niente di più vero! Uno slogan confermato dalla devastante esibizione dei nostri (nonostante sia stata funestata da problemi tecnici, come leggerete nel live report) di li a poco.


Intervista di Sergio Nardelli