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E
rieccomi per la seconda volta nel giro di due albums a parlare coi
Necrodeath, uno dei pochissimi miti italiani insieme ai Raw Power
e pochissimi altri eletti. Forti del nuovo (solito) capolavoro "Ton(e)s
of Hate" e di due anni di silenzio da svelarci, abbiamo parlato
con lo screamer Flegias, che come il buon vino migliora di anno in
anno, dimostrando una continua evoluzione sia tecnica che interpretativa
e diventando uno dei trade mark del sound del gruppo.
Finalmente ci si risente! Innanzitutto
complimenti per il nuovo lavoro, ma vorrei cominciare la nostra chiacchierata
parlando del dopo "Black as Pitch": come avete impiegato
i due anni intercorsi tra i due album?
A parte qualche concerto promozionale a supporto dell'uscita
di "Black as Pitch", il resto è stato dedicato totalmente
alla stesura di "Ton(e)s of Hate", arrangiamenti, grafica,
ricerca del produttore/studio di registrazione ecc. Necrodeath a parte,
molti di noi sono impegnati in altre band, per cui abbiamo avuto il
nostro bel da fare in questi due anni.
Nelle news che annunciavano il vostro
nuovo album, parlavate di nuove sperimentazioni; personalmente, analizzando
la nuova release, non ho riscontrato eccessive differenze sonore tra
quelli che erano i vostri standard e il sound attuale. A questo punto,
volete illustrarle voi stessi al pubblico?
Sono d'accordo con te sul fatto che non sono così sostanziali
queste differenze, il suono e le composizioni alla fine sono sempre
marchiate Necrodeath. Le sperimentazioni alludono ad alcuni arrangiamenti
e soluzioni diverse dai nostri soliti standard, vedi il ritornello
di "Queen of Desire" doppiato con una voce femminile, oppure
"Bloodstain Pattern" dalla durata di oltre otto minuti.
Il resto lo fa una produzione diversa dai precedenti due album, basata
più sulle basi ritmiche che sulle chitarre, ma questa è
stata una nostra precisa scelta dettata da alcuni arrangiamenti di
basso e batteria che andavano messi in evidenza.
Non ho a disposizione i testi dellalbum
visto che nel promo non erano allegati. Potete fare una rapida panoramica
sulle lyrics?
Peso si è occupato della stragrande maggioranza delle composizioni
e dei testi. Lui ama trattare argomenti relativi a serial killer e
squilibrati in genere, vedi il ginecologo pazzo di "The Mark
of Dr.Z" oppure la Sig.ra Caroline Ruud di "Queen of Desire",
famosa per aver fatto accusare e condannare anche il marito pur di
raggiungere i propri scopi.
Si discostano "Mealy-mouthed Hypocris", brano denuncia contro
i casi di insabbiamento dei preti pedofili e "Last Ton(e)s of
Hate" che narra una leggenda legata all'abbazia di Lucedio, luogo
molto vicino a dove abito io.
Suppongo che la scelta di registrare
il nuovo album agli Outher Sound non sia stata vostra ma piuttosto
delletichetta, visto che ormai molti albums della Scarlet vengono
prodotti lì. Tuttavia, come vi siete trovati a registrare con
Giuseppe Orlando e quali differenze avete notato con Pelle Seather,
con il quale avevate registrato i due precedenti album, sia a livello
umani che sonoro? Non vi nascondo che secondo me, uno dei punti di
forza di "Black..." era proprio il muro sonoro creato da
Pelle...
No, la scelta di registrare li è venuta solo da noi,
dopo aver ascoltato diversi promo e cd, alla fine abbiamo optato per
gli Outer Sound, la Scarlet ci ha sempre dato carta bianca da questo
punto di vista. Con Giuseppe ci siamo trovati benissimo, sotto tutti
i punti di vista, è un ottimo produttore e un caro amico e
il risultato di questa collaborazione ci ha estremamente soddisfatto.
Pelle è un altro validissimo produttore ma, come dici tu, più
adatto a sfornare suoni per album tritacarne come "Black as Pitch"
e Mater of all Evil", per Ton(e)s avevamo altre esigenze come
ti ho detto precedentemente.
Nell'album è evidente un
migliore utilizzo delle parti enfatiche, molto più presenti
e disposte in maniera più ragionata rispetto al passato. E´
stata una scelta voluta o il tutto è nato spontaneamente?
E' tutto nato per caso, secondo la vena compositiva del momento, non
ci siamo messi a tavolino a dirci: "quest'album deve essere più
così o più cosà…" è il frutto di un'evoluzione
maturata dalla band dalla reunion ad oggi. In alcuni casi abbiamo
"osato" un po', ma tutto è nato in maniera spontanea e naturale.
In certi mid tempos ho notato un
tipo di sonorità riconducibili ai Carcass di "Heartwork".
E´ casuale o qualcuno di voi è stato realmente colpito
da quel tipo di sound, che ha portato in qualche modo ad un rallentamento
dei tempi ed un maggiore spazio per le partiture più tecniche?
I Carcass sono una band validissima ma non penso che abbiano influenzato
minimamente il nostro song writing, anche se Peso ha condiviso con
loro il palco al tempo dei Sadist e sono diventati buoni amici.
Dopo tanti anni di attività,
cosa vi da la carica per andare avanti? Non vi infastidisce il fatto
che ci siano in Italia gruppi (e non faccio nomi, ma sono molti...
) sicuramente meno meritevoli di voi e qualitativamente risibili,
che riscuotono un successo superiore al vostro solo perché
cavalcano certi trend imperanti?
La carica la troviamo in noi stessi, nel pubblico che troviamo nei
concerti, e nel non provare invidia o fastidio se qualcuno riscuote
più successo di noi, viaggiamo indipendenti, per la nostra
strada senza guardarci troppo in giro, in fondo è solo rock'n'roll.
Il vostro sodalizio con la Scarlet
va avanti già da qualche anno. Quali sono i vostri rapporti
con l´etichetta e che tipo di benefici vi ha portato?
Parliamo dei benefici che GLI abbiamo portato eh eh… Scherzi a parte
tra noi scorre un rapporto oltre che professionale anche amichevole,
nel corso degli anni abbiamo imparato a conoscerci vicendevolmente
sia nei pregi sia nei difetti, tutto scorre in maniera tranquilla
consci della professionalità di entrambe le parti.
La vostra è una line up stabile
ormai da molti anni. Come sono i vostri rapporti extra musicali?
E' stabile perché prima di essere una band siamo buoni amici,
non penso che Peso e soci mi abbiano chiamato solo per le mie qualità
canore. Spesso li raggiungo nella lontana Liguria anche solo per bermi
una birra in compagnia e far casino.
Quale pensate sia la condizione
della scena metal italiana, visto che voi ne avete vissuto in prima
persona le evoluzioni in tanti anni di attività?
In realtà sarebbero più indicati Claudio o Peso per
rispondere a questa domanda, l'unica cosa che posso dirti è
che se in Italia, all'epoca di "Into the Macabre", ci fossero
state la professionalità e le strutture che oggi abbiamo, le
cose sarebbero andate diversamente.
Come pensate di promuovere l´album
on stage? A proposito, devo organizzarvela io una data al sud per
potervi vedere dal vivo?
Il problema è che oggi come oggi non abbiamo più la
disponibilità di un tempo, alcune cose sono cambiate all'interno
delle nostre vite, non sempre possiamo essere disponibili per concerti.
Ciò non toglie nulla alla nostra voglia irrefrenabile di presenziare
on stage, ma dobbiamo fare i conti con la realtà e centellinare
le date dal vivo. Per coloro che vorranno vederci, quest'anno saremo
sui palchi di Roma, Genova e Lucerna in Svizzera.
Ok ragazzi. Prima di lasciarvi
ai saluti finali, una domanda per Peso... Quel campanaccio che inserisci
in tutti i passaggi, "te lo ha regalato la nonna e quindi ci
sei affezionato o lo hai in endorsement"? Secondo me è
l´unica nota stonata dell´album, visto l´uso eccessivo
che ne fai...
In realtà Peso non ha mai usato nessun campanaccio da nessuna
parte, non fa parte del suo endorsement… forse ti riferisci all'ice-bell
(ehm… cow-bell, alias campanaccio…ndr), comunque fa parte del suo
abituale set di piatti.
Beh, comunque non ne ha mai fatto
tanto largo uso. Comunque ringraziandoti per non avermi picchiato,
vi lascio tutto lo spazio che volete per salutare i nostri/vostri
lettori...
Vi aspetto tutti a vederci on stage, le date le trovate sul nostro
sito www.necrodeath.com
Flegias 100%HELL
Intervista di Mirko
Montalbano
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