INTERVISTE/NIGHTSIDE

Foto NighsideSe siete già passati da questi lidi, sapete bene cosa ne penso dei Nightside. In caso contrario, non posso che riaffermare la totale stima che nutro nei confronti della proposta musicale di questi ragazzi milanesi, il cui autoprodotto "Shadows weaver", concentrato furioso di melodie e tecnica, rappresenta la vetta della loro evoluzione. Dopo vari rinvii, riesco a prendere contatto con Matteo "Cala" Calautti, batterista della band, per un'esauriente intervista telefonica.

 

Allora, Matteo, ancora complimenti. Il vostro cd mi ha veramente colpito….

Grazie a voi per l'impegno e per il supporto (piccolo autoincensamento: perdonateci, ma siamo umani...Nda).

 

Nel vostro sound ho riscontrato pesanti influenze da parte degli At the gates, dei Novembre e, soprattutto, Opeth. Sei d'accordo?

Guarda, quando abbiamo formato il gruppo, sei anni fa, proponevamo una musica più aggressiva, come quella dei Dissection o dei Death. Successivamente, con l'ampliarsi dei nostri ascolti e la scoperta di gruppi come Tiamat, Amorphis, Novembre ed altri, dal forte accento melodico, i nostri processi compositivi si sono evoluti naturalmente. Il sound tipico degli Opeth, che oggi, effettivamente, costituisce una delle nostre principali influenze, è invece dovuto ai nostri nuovi chitarristi, Marcello e Alessio, totalmente innamorati del gruppo scandinavo…

 

Ti dirò che la mia venerazione nei confronti della band di Akerfeldt ha influito non poco nella valutazione del cd, in quanto considero gli Opeth come dei maestri assoluti…

Sono d'accordo con te. Deve tener conto, però, che ognuno di noi apporta il suo contributo nella nostra formula musicale. Ricerchiamo un nostro sound, una nostra matrice originale, riversando i nostri ascolti all'interno della nostre composizioni. Per esempio Ivo, il bassista, ascolta prevalentemente Jazz e fusion, mentre nel mio lettore cd girano impazziti da anni i Pink Floyd ed i Jethro Tull. Posso dirti che la svolta è avvenuta col nostro precedente cd, "Oneiric reign". Già lì potrai ascoltare la naturale evoluzione del nostro sound che, dagli esordi appunto tipicamente swedish, si spostava verso sonorità più attinenti ai Cynic o agli Atheist, gruppi certamente non ortodossi, e la musica elettronica. Certo, soprattutto da quest'ultima non ci siamo fatti ispirare più di tanto: siamo pur sempre un gruppo metal, ma aperto alle influenze. D'altronde, con tutto il rispetto verso i gruppi che continuano a suonarlo, credo che il metal ortodosso abbia ormai già detto tutto…

 

Pur non conoscendo i vostri testi, sono rimasto colpito dalla laconicità dei titoli…Che tipo di tematiche affrontate?

Il più adatto a rispondere sarebbe Davide (vocalist). Posso dirti che prende spunto dai suoi sogni, che poi riporta su carta, in forma "poetica". Non c'è nessun concetto filosofico, religioso o morale a monte, tanto che, come avviene realmente per i sogni, l'interpretazione è affidata alla sensibilità del fruitore. Insomma, ognuno può analizzarli come vuole. Se uno dei nostri lavori s'intitolava "Oneiric reign", un motivo ci sarà…

 

Ho letto nella vostra biografia che avevate ottenuto un contratto discografico dalla "Behind the mask". Cosa è successo in seguito da farvi optare per la rescissione?

Il classico problema che tuttora persiste nel mercato italiano, e che allora (nel '96) era ancora più marcato: la mancanza di professionalità. L'etichetta era praticamente costituita da una persona, che non aveva le risorse finanziare per farci avere ciò che desideravamo, cioè studi di registrazione decenti ed una promozione adeguata. Ti racconto un piccolo aneddoto: nella sala d'incisione che l'etichetta ci aveva messo a disposizione, il massimo della tecnologia era costituita da un sedici tracce….

 

…risibile, per un sound come il vostro…?

Già. Ti dicevo, avevamo registrato un pezzo, senza aver ancora inserito la voce. Nel momento in cui toccava a Davide registrare, il tecnico del suono riversò tutto su due piste. Il risultato, a cantato finito, fu un pastone terrificante. Insomma, tante promesse, ma di concreto niente.

 

'Ed oggi? Avete avuto altri contatti?

Mah, una casa discografica francese, la "Thundering records", si è dimostrata abbastanza interessata, ma non vi è nulla di definitivo. Posso dirti che la Scarlet, sebbene non interessata a produrci, ci sta facendo una forsennata pubblicità, accollandosi l'onere di distribuire un centinaio di copie di "Shadows…".

 

Non per criticare la Scarlet, ma hai notato che sono più interessati a produrre gruppi stranieri?

E' vero, ma sai per quale motivo? Perché, agli esordi della label, i gruppi italiani prodotti erano parecchi, inversamente proporzionali al ritorno economico. I gruppi italiani, insomma, vendono poco, tranne rare eccezioni. Soprattutto all'estero, dove le nostre bands sono ancora guardate di traverso. Figurati che a noi hanno detto che, se fossimo stati svedesi, a quest'ora avremmo avuto il contratto assicurato. Non posso certo biasimarli perché tengono al ritorno economico.


Infatti, io non intendevo questo. Personalmente, credo che ci sia bisogno di rischiare, in Italia, non credi? Proprio la latitanza del rischio, unita alla scarsa professionalità di talune etichette, non farà mai evolvere la scena italiana, che qualitativamente non ha nulla da invidiare a nessuno…

In parte è vero, con le dovute eccezioni. Pensa alla Negatron ad esempio, che ha investito in gruppi come i Dammercide, ottima band ma sicuramente molto rischiosa dal punto di vista economico. Ti ripeto, il prodotto italiano, se escludi il power, cozza contro l'ostracismo degli stranieri

 

Sì, ma alcuni gruppi italiani non power sono adorati all'estero ancor più che in Italia. Penso agli Eldritch, ai Lacuna Coil o ai Novembre…

Vero. Ma questi che hai citato, Novembre in primis, sono gruppi di caratura mondiale. Ho assistito ad un concerto della band dei fratelli Orlando, e posso dirti che sono semplicemente straordinari. Fra parentesi, poi, sono accasati presso la Century Media, che ha fatto del sound alternativo una bandiera. L'Italia è il paese della musica leggera e della disco music. Un genere elitario come il metal non potrà mai attirare l'interesse costante di grandi labels. Personalmente, posso dirti che abbiamo ricevuto recensioni positive anche all'estero, quindi qualcosa si sta muovendo. Ma non tratterei il fiato, nel frattempo.

 

Siete favorevoli alla diffusione di Mp3 in rete?

Personalmente, credo che la diffusione incontrollata degli mp3 nuoccia soprattutto alle grandi bands. Se Madonna perde il 20% dei suoi introiti a causa di Internet, allora la perdita è valutabile in miliardi. Ma per bands come la nostra e per la stragrande maggioranza dei gruppi metal, gli Mp3 rappresentano un veicolo promozionale straordinario. Poi, in genere, i metallari amano acquistare i dischi, perché la passione ti spinge a supportare i gruppi che ti piacciono. Quindi, siamo favorevoli al 100%.

 

Avete materiale nuovo già pronto?

Sì. Il nostro è un sound in continua evoluzione. Da questo punto di vista, posso dirti che "shadows…" è come un porto dal quale ripartire. Abbiamo stabilito le direttive del nostro sound, ora non ci resta che ampliarlo il più possibile. Considera, ad esempio, che coi quattro pezzi nuovi già pronti (due del tutto nuovi e due pezzi riarrangiati), copriamo la bellezza di 32,33 minuti. Una song, in particolare, dura 13 minuti.


Grande! Io adoro i pezzi lunghi, perché nelle mani giuste possono contenere una marea di sensazioni differenti.

Come ho detto prima, i nostri ascolti spaziano un po' ovunque, dallo swing al rock progressivo, quindi cerchiamo di prelevare il meglio al fine di ottenere un sound personale. Questo è sicuramente uno dei nostri obiettivi primari.


Progetti futuri?

Innanzi tutto, valutare l'effettiva bontà della proposta francese ed andare avanti per la nostra strada. In fondo, la musica per noi è un piacevole hobby. Poi, nell'immediato futuro, una serie di concerti qui il Nord. Capirai che le nostre risorse non ci permettono viaggi lunghi. Ad uno, in particolare, teniamo molto: stiamo organizzando una raccolta fondi, con Dammercide, Coram Lethe ed altri, a favore di Chuck Schuldiner che, come sai, necessita di denaro per sottoporsi ad una nuova operazione al cervello. Sarà una sorta di Death tribute, un piccolo gesto a favore di chi ha creato un buon settanta per cento del metal attuale (clicca qui per saperne di più).


Ho capito. Che dirvi? Tanti complimenti per questa iniziativa. Cercheremo di supportarvi, nel nostro piccolo. Grazie di tutto, Matteo..

Grazie a te ed a Paolo. Teniamoci in contatto!

 

Matteo mi lascia così, assorto nella considerazione di come un sistema sanitario iniquo come quello americano provochi la morte di migliaia di individui, colpevoli di non poter pagare le spese mediche. Se, considerato un essere umano qualunque, questo fatto rappresenta di per sé una tragedia, non posso che rammaricarmi ancor di più pensando ad un fardello così nefasto che grava sulle spalle di un artista (ed un uomo) straordinario come Chuck. Scusatemi se ogni tanto mi abbandono a considerazioni personali, ma "Individual Thought Patterns" mi avrà pure insegnato qualcosa….



Michele Apprendi