| INTERVISTE/NODE | |
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Prima domanda. Soddisfatto? Non sono mai stato cosi soddisfatto. Più di cosi non potevamo fare con "Sweatshops", spero che ci riusciremo col prossimo disco!
La prima cosa che colpisce l'ascoltatore di "Sweatshop" è, sicuramente, la stellare produzione (by Underground Studios). Vuoi parlare della scelta di un impegno così oneroso ma, sicuramente, premiato dal risultato finale? La scelta di andare fino in Svezia ci è stata 'imposta' dalla Scarlet. Inizialmente avremmo voluto registrare il disco in uno studio italiano, ma, dopo aver sentito il materiale nuovo, Filippo e Stefano (della Scarlet, NdP) ci hanno costretto ad andare in quello studio. Col senno di poi posso affermare che non avevano tutti i torti. Ci siamo accorti di cosa vuol dire fare un disco con un produttore che non parla la tua lingua, ma che ne sa una più del diavolo in quanto a suoni da ficcare in un disco death metal. Pelle Saether e Lars Linden sono stati grandiosi! Credo d'aver imparato di più in quei quindici giorni di studio che in un anno di sala prove! E credo proprio che per il prossimo disco penseremo sicuramente a loro.
Chi è il "Jerry Mander" protagonista della seconda traccia? La parola 'gerrymander' significa manipolatore. Ho voluto storpiarne la forma scritta rendendola simile ad un nome di persona. Jerry Mander è colui che detiene i mezzi di produzione, il capitale. Jerry Mander è però anche colui che detiene energie umane, cioè sudore di altri esseri umani. Nessuno può privarlo del suo capitale e delle risorse umane da cui trae giovamento e ricchezza.
Permettimi una domanda un po' scomoda: tu lavori per la Scarlet, la casa discografica della tua band. Sicuramente qualcuno ti avrà accusato di "conflitto d'interessi", come succede spesso con il buon Cristiano Borchi. Come ti difendi da queste accuse? Ti
voglio rispondere con un'altra domanda: l'amicizia è forse
una colpa? I Node senza la Scarlet sarebbero stati i Node sotto qualsiasi
altra etichetta. Il disco parla chiaro. Perché evitare di proporci
a persone che prima di essere collaboratori sono amici?
Parlaci dello split del vostro fondatore Steve Minelli... La
sua decisione risale al luglio del 1999. Il gruppo stava attraversando
un momento di crisi generale. Steve, dopo un anno e mezzo dall'uscita
di "Technical Crime", aveva scritto pochissimo materiale...
poi mollò il colpo motivando la sua decisione con un cambio
di vita radicale. Perplessi accettammo la sua scelta ma decidemmo
di andare avanti senza di lui. I Node non sono mai stati la 'sua'
band. Steve ne era membro fondatore con Gary, ma non ne era il creatore
assoluto. Non ti annoierò ancora con questa storia ma voglio
chiudere con questo argomento: se qualcuno ha dei dubbi sullo stato
di salute dei Node senza Steve, dovrebbe ascoltarsi prima "Technical
Crime" e poi "Sweatshops". Solo dopo potremmo parlarne... Come sai, nelle copie promozionali non sono allegati i testi. Alcuni titoli, però, fanno ravvisare i contenuti delle liriche (paura della morte, anticristianesimo, una probabile critica alla storia umana). Vuoi parlarne? A cosa vi ispirate nella stesura dei testi? I
testi trattano tematiche riguardanti la quotidianità delle
'cose terrene'. Ho sempre privilegiato testi 'realisti', che cercano
di esporre un'idea su qualcosa e che soprattutto pongano interrogativi.
La morte è un aspetto trattato in Thanathophobia: cerco di
sdrammatizzarne l'idea, spogliandola di quell'alone di misticismo
religioso/satanista di cui è così facile ricoprirla;
cerco di dare alla morte una dimensione pressochè nulla, permettendomi
di sorridere di fronte alla paura che incute. La storia, la religione,
l'economia sono tematiche presenti nei testi che in qualche occasione
non mancano di provocare l'ascoltatore con sentenze e prese di posizione.
Non compare mai lo sloganismo tipico del testo militante. Non ho voluto
sbandierare fedi politiche o religiose scrivendo dei piccoli inni
alla bandiera (di qualsivoglia colore). Probabilmente si intuisce
dai testi quali possano essere determinate mie idee su varie questioni,
ma non è questo ciò che voglio trasmettere. Chiedo anche a te di spendere due parole sulla scomparsa di Chuck Schuldiner... Per
me parlare di Chuck è sempre molto difficile. E' talmente grande
la mia attrazione verso la sua musica che... non so... Anche quando
uscì "Technical Crime" (Chuck era ancora vivo) qualcuno
mi chiese cosa pensavo di quell'artista e io, come ora, non riuscii
a tirar fuori nulla di buono o di comprensibile dalla mia bocca. Non
so se dirti se è stato un maestro o qualcosa di simile. So
che il mio screaming può ricordare il suo. Da quando ho cominciato
a cantare così, mi è stato sempre detto. Per me cantare
death metal significa cantarlo così... e quando sentii Chuck
per la prima volta mi chiesi: "Che c'è di più incisivo
di questa voce?" In un modo o nell'altro tutto ciò che
ci ha lasciato è talmente grande che dovremmo festeggiare ogni
giorno alla sua memoria. Una piccola polemica, forse fuori luogo:
in questi ultimi quindici giorni ho visto il suo volto più
spesso di quanto l'abbia visto negli ultimi dieci anni della sua attività...
Cn questi giorni stiamo assistendo ad una terribile escalation della violenza xenofoba, in quel di Israele. Qual è la tua posizione in merito? Lo
stato di Israele è stato creato una cinquantina d'anni fa ed
imposto a chi già in quei territori risiedeva. La violenza
era inevitabile. Stati europei e Stati Uniti d'America sono i primi
responsabili dei massacri che da 50 anni avvengono in quelle zone
nei confronti dei palestinesi, e sono responsabili anche degli atti
terroristici che inevitabilmente scaturiscono da una situazione di
questo tipo. Non posso che appoggiare la causa palestinese anche se
sono contrario alla pratica del terrorismo. Ne contesto la matrice
di lotta individuale, non la violenza in sè. Non ho mai creduto
nel pacifismo e nel terrorismo. (BIBBIA, ndr) Come ho già detto, tu collabori con la Scarlet. Usufruisci, quindi, di un punto di vista privilegiato per ciò che concerne la scena italiana. Secondo te, siamo sulla buona strada? La
scena italiana è più florida che mai. Ci sono molte
bands valide che possono puntare in alto. Purtroppo non è sempre
così dal punto di vista organizzativo/professionale, ma sono
molto fiducioso nella crescita del metal nel nostro paese. Scusa se
non farò nomi ma non voglio, citando uno, 'far torto' a quell'altro.
Penso che la buona musica esista anche nel nostro paese. La sfortuna
è stata quella di non avere avuto l'humus (etichette, agenzie,
magazines ecc...) sul quale far crescere ottime bands. Che sia arrivato
il nostro momento?
Ultimi gruppi italiani ascoltati? Lollipop e Gazosa (ehm, ho capito non vuoi proprio fare nomi, ndr)
Ho notato una forte presenza promozionale del gruppo tramite i canali multimediali. Credete, quindi, nella rete come veicolo informativo e pubblicitario? A proposito, ho visitato il vostro sito (complimenti!) e, leggendo le schede personali, una domanda è sorta spontanea: ma nei derby milanesi di calcio, Mario sparisce o affronta con coraggio la vostra fede interista? Crediamo molto nei canali multimediali. Purtroppo una realtà come la nostra non può permettersi di comprare pagine pubblicitarie su ogni sito metal del globo (ma quanti cazzo sono???). Grazie per il sito!!! Sono contento che ti piaccia! A proposito di Mario, (calcisticamente parlando) è solo un coniglio... quando i cugini rossoneri hanno la meglio viene fuori come le marmotte in primavera!!! Scherzo... la verità è che a lui non interessa molto l'argomento calcistico, altrimenti non sarebbe mai entrato nei Node!!! È una domanda che ho già fatto ad un'altra band: secondo te, qual è il motivo dell'esorbitante numero di death metal band in Italia? Voglio dire, dal punto di vista del consumatore, i generi che tirano sono altri (il power, l'epic, certo thrash), eppure i gruppi death sono numerosissimi... Credo che il death metal stia vivendo un buon momento un po' ovunque. I gruppi che suonano questo genere aumentano e l'interesse di molte case discografiche (anche molto grosse) sta tornando a rivolgersi a questo genere che negli ultimi anni del decennio appena trascorso ha vissuto periodi difficili. Sono contento che anche in Italia ci sia questo tipo di risveglio... credo sia legato alla situazione più generale del metal. Chiusura. Spazio libero. Non sono mai stato cosi soddisfatto del lavoro svolto coi Node. Vi ringrazio per le belle parole ricevute nella vostra recensione. Spero di suonare presto in qualche bel posticino nella vostra isola stupenda... almeno potrò dare un volto ai webmasters di questo splendido sito. Sviolinata conclusa (era per la recensione del prossimo disco...). Tanto per rimanere in tema di 'metalloitaliano'.... SEE YA SOON and STAY ROCKER GUYS!!!
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