INTERVISTE/NODE

Foto NodeI Node rappresentano una realtà indiscutibile, fatta di furore, tecnica, melodia ed intelligenza. Il loro "Sweatshop", come saprete, ha ricevuto ottimi consensi ovunque, in forza di un'abilità compositiva non comune e di un'attitudine tipicamente metal. Ho posto qualche domanda a Daniel Botti, chitarrista e vocalist della band. Tengo a sottolineare che Daniel ha risposto il giorno successivo al ricevimento delle mie domande, sottolineando, peraltro, una professionalità ed una lucidità intellettuale non comuni. Vi svelo un piccolo segreto: quando invio le domande ad una band, sottolineo sempre che, in seguito alle risposte fornitemi, potrei porre qualche altra domanda. Viste le argomentazioni esaurienti, ho deciso di non chiedere nient'altro a Mr. Botti, lasciando l'intervista così com'era nella prima stesura.

 

Prima domanda. Soddisfatto?

Non sono mai stato cosi soddisfatto. Più di cosi non potevamo fare con "Sweatshops", spero che ci riusciremo col prossimo disco!


La prima cosa che colpisce l'ascoltatore di "Sweatshop" è, sicuramente, la stellare produzione (by Underground Studios). Vuoi parlare della scelta di un impegno così oneroso ma, sicuramente, premiato dal risultato finale?

La scelta di andare fino in Svezia ci è stata 'imposta' dalla Scarlet. Inizialmente avremmo voluto registrare il disco in uno studio italiano, ma, dopo aver sentito il materiale nuovo, Filippo e Stefano (della Scarlet, NdP) ci hanno costretto ad andare in quello studio. Col senno di poi posso affermare che non avevano tutti i torti. Ci siamo accorti di cosa vuol dire fare un disco con un produttore che non parla la tua lingua, ma che ne sa una più del diavolo in quanto a suoni da ficcare in un disco death metal. Pelle Saether e Lars Linden sono stati grandiosi! Credo d'aver imparato di più in quei quindici giorni di studio che in un anno di sala prove! E credo proprio che per il prossimo disco penseremo sicuramente a loro.

 

Chi è il "Jerry Mander" protagonista della seconda traccia?

La parola 'gerrymander' significa manipolatore. Ho voluto storpiarne la forma scritta rendendola simile ad un nome di persona. Jerry Mander è colui che detiene i mezzi di produzione, il capitale. Jerry Mander è però anche colui che detiene energie umane, cioè sudore di altri esseri umani. Nessuno può privarlo del suo capitale e delle risorse umane da cui trae giovamento e ricchezza.

 

Permettimi una domanda un po' scomoda: tu lavori per la Scarlet, la casa discografica della tua band. Sicuramente qualcuno ti avrà accusato di "conflitto d'interessi", come succede spesso con il buon Cristiano Borchi. Come ti difendi da queste accuse?

Ti voglio rispondere con un'altra domanda: l'amicizia è forse una colpa? I Node senza la Scarlet sarebbero stati i Node sotto qualsiasi altra etichetta. Il disco parla chiaro. Perché evitare di proporci a persone che prima di essere collaboratori sono amici?
Node+Scarlet=partite di calcio, birra, musica e... nessun conflitto d'interessi, solo divertimento... e ogni tanto qualche VAFFANCULO.

 

Parlaci dello split del vostro fondatore Steve Minelli...

La sua decisione risale al luglio del 1999. Il gruppo stava attraversando un momento di crisi generale. Steve, dopo un anno e mezzo dall'uscita di "Technical Crime", aveva scritto pochissimo materiale... poi mollò il colpo motivando la sua decisione con un cambio di vita radicale. Perplessi accettammo la sua scelta ma decidemmo di andare avanti senza di lui. I Node non sono mai stati la 'sua' band. Steve ne era membro fondatore con Gary, ma non ne era il creatore assoluto. Non ti annoierò ancora con questa storia ma voglio chiudere con questo argomento: se qualcuno ha dei dubbi sullo stato di salute dei Node senza Steve, dovrebbe ascoltarsi prima "Technical Crime" e poi "Sweatshops". Solo dopo potremmo parlarne...
Il rapporto che in questo momento c' è tra noi e lui è molto buono. Ci si sente ed ogni tanto ci viene a trovare in sala prove, ma si è distaccato molto dal genere di musica che suoniamo e che ha sempre suonato anche lui.

Come sai, nelle copie promozionali non sono allegati i testi. Alcuni titoli, però, fanno ravvisare i contenuti delle liriche (paura della morte, anticristianesimo, una probabile critica alla storia umana). Vuoi parlarne? A cosa vi ispirate nella stesura dei testi?

I testi trattano tematiche riguardanti la quotidianità delle 'cose terrene'. Ho sempre privilegiato testi 'realisti', che cercano di esporre un'idea su qualcosa e che soprattutto pongano interrogativi. La morte è un aspetto trattato in Thanathophobia: cerco di sdrammatizzarne l'idea, spogliandola di quell'alone di misticismo religioso/satanista di cui è così facile ricoprirla; cerco di dare alla morte una dimensione pressochè nulla, permettendomi di sorridere di fronte alla paura che incute. La storia, la religione, l'economia sono tematiche presenti nei testi che in qualche occasione non mancano di provocare l'ascoltatore con sentenze e prese di posizione. Non compare mai lo sloganismo tipico del testo militante. Non ho voluto sbandierare fedi politiche o religiose scrivendo dei piccoli inni alla bandiera (di qualsivoglia colore). Probabilmente si intuisce dai testi quali possano essere determinate mie idee su varie questioni, ma non è questo ciò che voglio trasmettere.

Chiedo anche a te di spendere due parole sulla scomparsa di Chuck Schuldiner...

Per me parlare di Chuck è sempre molto difficile. E' talmente grande la mia attrazione verso la sua musica che... non so... Anche quando uscì "Technical Crime" (Chuck era ancora vivo) qualcuno mi chiese cosa pensavo di quell'artista e io, come ora, non riuscii a tirar fuori nulla di buono o di comprensibile dalla mia bocca. Non so se dirti se è stato un maestro o qualcosa di simile. So che il mio screaming può ricordare il suo. Da quando ho cominciato a cantare così, mi è stato sempre detto. Per me cantare death metal significa cantarlo così... e quando sentii Chuck per la prima volta mi chiesi: "Che c'è di più incisivo di questa voce?" In un modo o nell'altro tutto ciò che ci ha lasciato è talmente grande che dovremmo festeggiare ogni giorno alla sua memoria. Una piccola polemica, forse fuori luogo: in questi ultimi quindici giorni ho visto il suo volto più spesso di quanto l'abbia visto negli ultimi dieci anni della sua attività...

Cn questi giorni stiamo assistendo ad una terribile escalation della violenza xenofoba, in quel di Israele. Qual è la tua posizione in merito?

Lo stato di Israele è stato creato una cinquantina d'anni fa ed imposto a chi già in quei territori risiedeva. La violenza era inevitabile. Stati europei e Stati Uniti d'America sono i primi responsabili dei massacri che da 50 anni avvengono in quelle zone nei confronti dei palestinesi, e sono responsabili anche degli atti terroristici che inevitabilmente scaturiscono da una situazione di questo tipo. Non posso che appoggiare la causa palestinese anche se sono contrario alla pratica del terrorismo. Ne contesto la matrice di lotta individuale, non la violenza in sè. Non ho mai creduto nel pacifismo e nel terrorismo. (BIBBIA, ndr)

Come ho già detto, tu collabori con la Scarlet. Usufruisci, quindi, di un punto di vista privilegiato per ciò che concerne la scena italiana. Secondo te, siamo sulla buona strada?

La scena italiana è più florida che mai. Ci sono molte bands valide che possono puntare in alto. Purtroppo non è sempre così dal punto di vista organizzativo/professionale, ma sono molto fiducioso nella crescita del metal nel nostro paese. Scusa se non farò nomi ma non voglio, citando uno, 'far torto' a quell'altro. Penso che la buona musica esista anche nel nostro paese. La sfortuna è stata quella di non avere avuto l'humus (etichette, agenzie, magazines ecc...) sul quale far crescere ottime bands. Che sia arrivato il nostro momento?

 

Ultimi gruppi italiani ascoltati?

Lollipop e Gazosa (ehm, ho capito non vuoi proprio fare nomi, ndr)

 

Ho notato una forte presenza promozionale del gruppo tramite i canali multimediali. Credete, quindi, nella rete come veicolo informativo e pubblicitario? A proposito, ho visitato il vostro sito (complimenti!) e, leggendo le schede personali, una domanda è sorta spontanea: ma nei derby milanesi di calcio, Mario sparisce o affronta con coraggio la vostra fede interista?

Crediamo molto nei canali multimediali. Purtroppo una realtà come la nostra non può permettersi di comprare pagine pubblicitarie su ogni sito metal del globo (ma quanti cazzo sono???). Grazie per il sito!!! Sono contento che ti piaccia! A proposito di Mario, (calcisticamente parlando) è solo un coniglio... quando i cugini rossoneri hanno la meglio viene fuori come le marmotte in primavera!!! Scherzo... la verità è che a lui non interessa molto l'argomento calcistico, altrimenti non sarebbe mai entrato nei Node!!!


È una domanda che ho già fatto ad un'altra band: secondo te, qual è il motivo dell'esorbitante numero di death metal band in Italia? Voglio dire, dal punto di vista del consumatore, i generi che tirano sono altri (il power, l'epic, certo thrash), eppure i gruppi death sono numerosissimi...

Credo che il death metal stia vivendo un buon momento un po' ovunque. I gruppi che suonano questo genere aumentano e l'interesse di molte case discografiche (anche molto grosse) sta tornando a rivolgersi a questo genere che negli ultimi anni del decennio appena trascorso ha vissuto periodi difficili. Sono contento che anche in Italia ci sia questo tipo di risveglio... credo sia legato alla situazione più generale del metal.


Chiusura. Spazio libero.

Non sono mai stato cosi soddisfatto del lavoro svolto coi Node. Vi ringrazio per le belle parole ricevute nella vostra recensione. Spero di suonare presto in qualche bel posticino nella vostra isola stupenda... almeno potrò dare un volto ai webmasters di questo splendido sito. Sviolinata conclusa (era per la recensione del prossimo disco...). Tanto per rimanere in tema di 'metalloitaliano'.... SEE YA SOON and STAY ROCKER GUYS!!!


Michele Apprendi