INTERVISTE/NOIZE MACHINE

I Noize Machine sono un nuovo supergruppo che già sta facendo parlare di se, formato da musicisti di tutto rispetto, quali il veterano chitarrista Dario Mollo, il bassista Guido Block , il noto batterista Roberto Gualdi e il cantante Mitzi. L’uscita del loro album d’esordio “The Jumping Clown” è il pretesto per questa nostra chiacchierata. Con la band al gran completo andiamo a scoprire qualcosa in più su questa interessante realtà.

Ciao ragazzi! I Noize Machine sono una band nata nel 2007. Dove e come prende forma il gruppo? Presentate la band a chi ancora non vi conosce.
[Roberto]: I Noize Machine nascono dalla voglia di realizzare qualcosa di inedito tra persone con forti affinità umane e musicali. Mi prendo un po’ la “paternità” del gruppo in quanto collaboratore da anni con Dario e con Guido in separati progetti. Una sera io e Guido ci siamo trovati a jammare con Mitzi in un locale e mettere tutti insieme è sembrato la naturale conseguenza. Tengo a precisare che Guido e Dario sono da anni due tra i miei amici migliori e la “new entry” Mitzi sta rapidamente scalando la classifica e tutto, con queste premesse, viene più facilmente.
[Guido]: Sicuramente la scintilla è scattata con gli Elektric Zoo. Dopo il tour europeo con Graham Bonnet, a Dario, Roberto e me è venuta la voglia di lavorare su materiale inedito e con un cantante “tutto nostro”. L’unico lead singer e frontman italiano che secondo noi poteva integrarsi perfettamente nell’ingranaggio di questa macchina dichiaratamente rumorosa, era Mitzi. Per fortuna lui poi ha accettato con entusiasmo l’offerta di far parte della band.

Da dove trae origine il curioso nome che portate?
[Roberto]: Ci piaceva l’idea di Machine nel senso di potenza. NoiZe è sia il concetto di Noise come suono “industriale” utilizzato con fini musicali e sia come “Rumore” e muro di suono.. Ovviamente con un po’ di humor... Macchina da Casino!!
[Guido]: Poi a me quando si trattava di scegliere il nome, è piaciuto subito proprio il suono delle parole “NoiZe Machine”. Veramente potente!

Raccontateci tutto il processo di realizzazione di “The Jumping Clown”. Ci sono aneddoti a riguardo?
[Roberto]: Dario ha lavorato sui pezzi registrando chitarre, tastiere e ritmiche campionate e li ha passati ha Guido e Mitzi che hanno fatto le melodie e i testi. Poi abbiamo fatto alcuni giorni lavorando di editing solo sulle stesure. Poi abbiamo realizzato le ritmiche vere e poi voci e cori.
[Guido]: Internet è una cosa fantastica. Ti permette di lavorare a progetti creativi anche a distanza. Vedi, Dario sta a Ventimiglia, io e Roberto viviamo a Milano e Mitzi fa il pendolare tra Lago Maggiore e Pavia. Abbiamo tutti innumerevoli impegni, ma siamo riusciti in circa un anno a fare tutta la preproduzione per l’intero CD scambiandoci files ed e-mail di continuo. Poi alla fine abbiamo inciso e mixato tutto nello studio di Dario.

Chi è l’autore dei testi, cosa trattano e da dove traete ispirazione?
[Guido]: I testi li abbiamo scritti io e Mitzi. Riflettono la caotica e frenetica vita che l’uomo vive in questi tempi e come ci influenza, particolarmente a livello sociale e nei rapporti personali. Così i brani parlano di disagio, delusione, rabbia ed incomprensioni, ma anche di esempi di pazzia e follia che il mondo moderno ha saputo produrre. Ovviamente non mancano temi classici del rock’n’roll come per esempio le belle ragazze. Un ingrediente essenziale nei testi, come anche nella musica dei NoiZe Machine, è l’ironia. Non ci piace prenderci troppo sul serio!
[Mitzi]: A volte si è tratto ispirazione semplicemente dalla musica e dall’improvvisazione: la prima reazione della voce su quella musica. L’ispirazione per il testo vero e proprio è venuta solo dopo aver scelto cosa “suonava” meglio con la voce.

L’album sta già raccogliendo i primi consensi fra critica e pubblico. Quali sono le vostre aspettative con un album vario, moderno e sprizzante come “The Jumping Clown”?
[Roberto]: La voglia è quella di suonare tanto dal vivo e fare altri dischi mettendo sempre di più a fuoco lo stile NoiZe Machine, che altro non è che la somma di quello che piace ad ognuno di noi portato in un territorio comune.
[Guido]: Visto che è proprio cosi vario, ma con un preciso timbro sonoro, speriamo che piaccia a tanta gente...

Come si è giunti al contratto con la Valery Records?
[Roberto]: Ovviamente conoscevamo la Valery ed i suoi lavori, così abbiamo fatto avere a Niki il cd per sapere se fosse interessato al progetto. Cosa che fortunatamente è avvenuta!!!
[Mitzi]: Niki è un Rockettaro!

Tu Dario, sei sempre stato un musicista “in movimento”, alla continua ricerca del miglioramento per ottenere sempre il massimo. Dai prime movers Crossobones alla collaborazione con Don Airey, il periodo con i The Cage e The Cage 2 in compagnia di Tony Martin e Tony Franklin, il progetto Voodoo Hill con Glenn Hughes, senza dimenticare la tua presenza nella band di Graham Bonnet/ Don Airey e l’esperienza con gli Elektric Zoo sempre con Graham Bonnet. Cosa rappresentano ora per te i Noize Machine?
[Dario]: I Noize Machine rappresentano un gruppo nel quale far confluire tutta l'esperienza acquisita nel tempo. Ho imparato molto dai grandi artisti con i quali ho collaborato, questa volta però si tratta di una vera band, non di un progetto personale con ospiti illustri.

Dario Mollo e Roberto Gualdi, un’intesa che dura ormai da diversi anni e in grado di creare ottima musica nonostante i differenti background musicali. Potere della buona musica?
[Roberto]: O potere della Liguria? Credo che alla base ci sia una grande intesa e stima umana ed artistica. Abbiamo sempre lavorato in grande rilassatezza e naturalezza. Credo che i differenti background in questo caso aiutino a completarsi. Ogni tanto ci scambiamo cd o dvd con materiale che ci è piaciuto da proporre all’altro.
[Dario]: Secondo me il fatto di avere backgrounds differenti è proprio il segreto per creare buona musica, possono nascere delle alchimie che danno alla band una forte connotazione.

Foto Noize MachineTu Roberto che hai collaborato con artisti di fama internazionale, dei più svariati generi, seppure in differenti contesti, quali “vibrazioni” ti danno maggior soddisfazione? Quelle sane e dure dell’hard rock o quelle più “sdolcinate” della canzone italiana?
[Roberto]: Devo dire che la domanda è posta in modo fazioso come dire ad un bambino preferisci una ottima e succulenta pasta od una pessima minestra di noiose verdure... Diciamo che mi piace la musica onesta, fatta con ingredienti sani ed onestà artistica. Quindi preferisco una bella canzone d’autore ad una brano rock insipido dalle caratteristiche stilistiche trite e ritrite, anche perché in ambito italiana ho avuto la fortuna di collaborare con artisti non proprio “sdolcinati”. Mi piace godere di tutto il quadro delle emozioni che la musica può dare, potenza, violenza, amore, malinconia, follia, humor. Odio anche io le “sdolcinate” canzoni italiane perché confezionate a tavolino per commuovere un certo tipo di acquirente e vendere i dischi. Avete mai notato che tanti grandi successi Pop toccano la malinconia? Le persone malinconiche amano “naufragare” un pochino nel loro mare e comprano i dischi più di altre persone.

Possiamo dire che siete immersi nel mondo della musica 24 ore su 24. Tu Roberto come insegnante e tu Dario con il tuo studio di registrazione “Damage Inc.”. Una grande fortuna ed una possibilità maggiore di riuscire a lavorare in modo qualitativamente migliore ed il più professionale possibile.
[Roberto]: Sinceramente penso che diversificare il più possibile le attività sia il modo migliore per crescere in fretta e portare ogni nuova sapienza al tuo progetto artistico personale.
[Dario]: Fare del proprio hobby un lavoro è uno dei segreti della felicità, si possono raggiungere grandi risultati divertendosi.

Dario, da autentico veterano e con tutta l’esperienza accumulata, stando anche a contatto con artisti di grosso calibro internazionale, cosa manca oggi alle band italiane per varcate i confini nazionali?
[Dario]: Assolutamente nulla, in Italia esistono bands di livello internazionale che non hanno niente da invidiare ai colleghi esteri.

Concordo pienamente Dario!... Cosa vi piace di più dell’ambiente musicale e cosa invece odiate.
[Roberto]: Ho scoperto che in Spagna c’è un modo di dire “falso come l’abbraccio di un musicista”... Questo finto “siamo tutti amici e fratelli” e poi giù ad accoltellarsi alle spalle dell'ambiente non mi è mai piaciuto. Preferisco chi impiega un po’ di tempo ad aprirsi, mi fido di più. Nello specifico artistico detesto che si cerca sempre meno di lavorare sulla propria personalità e sempre di più si realizzano i brani copiando successi vari, arrivando a stare in studio con youtube acceso e se un brano ricorda qualche successo si copia a più non posso. Questo purtroppo è comune sia nel Rock che nel Pop.
[Guido]: Il bello dell’ambiente musicale è poter conoscere musicisti e personaggi pieni di idee e talento. Purtroppo però proprio l’ambiente musicale è pieno di gente che non c’entra niente con la musica, non ha le idee e zero talento.

La vostra opinione sulle riviste cartacee ufficiali, che stanno resistendo stoicamente e sulle webzines.
[Roberto]: Personalmente amo entrambe. La carta ovviamente ha un grande fascino (vogliamo parlare dell’odore dei fumetti?), la puoi portare con te ovunque ed è un oggetto da collezionare. Il web rappresenta un nuovo modo di leggere. Ad esempio al mattino, mentre bevo il caffè scarico la posta e leggo i giornali on line come una volta leggevo il quotidiano.
[Guido]: Anch’io sono felice che ci siano tutte due le realtà, riviste cartacee e webmagazines, ma mi rendo conto che in questi tempi è durissimo tenere in vita una rivista, perciò tanto di cappello! Questo te lo dice una persona che al mese spende almeno 20 euro in fumetti, riviste e magazines.
[Mitzi]: Meno male! Penso ci si possa affezionare al cartaceo...E aggiungerei: EVVIVA IL VINILE!

Mi associo Mitzi! Ah ah... Tre parole per definire i Noize Machine.
[Roberto]: Grande potenza sonora, belle canzoni e piccole follie sparse.
[Guido]: I LIKE IT.
[Dario]: Una vera band.
[Mitzi]: Musica, confronto, divertimento!

Quali sono i vostri programmi futuri? Cosa dobbiamo attenderci dai Noize Machine?
[Roberto]: Nell’immediato la realizzazione di due video, fare più serate possibili ed iniziare a suonare all’estero. [Mitzi]: “The Jumping Clown II”

Chiudete l’intervista a vostro piacimento.
[Roberto]: “Let’s make some NoiZe” e venite a trovarci... [Mitzi]: Cominciate a saltare!

Sarà fatto. Un ringraziamento da parte di tutta la redazione di Metallo Italiano ed un arrivederci sotto al palco!

Intervista di Sergio Nardelli