INTERVISTE/NUDE

Foto NudeSono uno scribacchino, questo è il dato di fatto. Avevo intrapreso questa sfida di Metallo Italiano con un entusiasmo quasi puerile, contento di poter scrivere, parlare ed interloquire sulla nostra musica. In sei mesi, era andato tutto bene. Avevo notato una partecipazione costante da parte dei gruppi da me intervistati, soprattutto quando era possibile effettuare le stesse telefonicamente. Da un po' di tempo a questa parte, d'accordo con molti gruppi che intraprendono l'attività live subito dopo l'uscita dei dischi, abbiamo optato per le interviste via e-mail. Tagliamo corto: quella coi Nude è un'intervista, a mio parere, deludente. Mi aspettavo una maggiore partecipazione (considerato che non trovo le domande poste al gruppo banali o scontate), considerato che "Cities and Faces" mi era particolarmente piaciuto (ed uso l'imperfetto secondo criteri mnemonici: l'album continua a piacermi, nonostante il cattivo esito della "chiacchierata"). Che dire? Non me lo sarei aspettato dai Nude, ma DOVEVO aspettarmelo da un momento all'altro...

 

Allora, ragazzi, siete partiti con una demo che aveva messo d'accordo tutti, per approdare ad un full-lenght che ha ricevuto consensi discordanti. La vita del musicista non è mai facile…

Si, non è facile. Qualche rivista (vedi "Tutto") è stata semplice nel giudizio. Ma questo non ci spaventa (soprattutto se il giudizio viene da "Tutto"!! ). Continuiamo per la nostra strada a testa alta. Eroi e santi non in madre patria (leggi i giudizi di riviste nord europee, tutte molto positive ).


Alcuni membri del gruppo suonano in una quotata band epic. I Nude rappresentano, per loro, un side-project o un ulteriore veicolo per esprimere emozioni diverse, improponibili in una band come gli Heimdall, appartenenti al filone più "scanzonato" del metal?

I Nude sono una formazione a parte , differenti ma ugualmente impegnati a dare il meglio sul campo musicale.

Non vi nascondo che "Cities and Faces" mi ha trasmesso un certo disagio… Le fredde melodie sembrano rappresentare la morte dello scambio culturale diretto nella società a distanza zero, la vittoria definitiva dell'incomunicabilità, la cessazione del calore umano. Sono tematiche che affrontate nei vostri testi, o la mia è solo un'impressione?

No, questo è ciò che pensiamo della vita attuale; tutto è ridotto ad un semplice "produci-consuma-muori". Il consumismo, la tecnologia non sono solo freddi, ma anche subdoli e cinici .

 

Sarà possibile, a vostro parere, mantenere il contatto con la propria umanità nella futura tecnocrazia?

Speriamo di si! Speriamo nel futuro delle macchine buone in questo mondo genetico.

 

Vi pongo la stessa domanda che ho già posto ai vostri "compagni" Cayne: credete che il goth ed il dark potranno tornare ai fasti commerciali di un tempo?

I fasti commerciali del gothic non li abbiamo mai conosciuti; di sicuro la gente comincia a cercare la musica in gruppi e non in cloni dei cloni. Qualcuno si è stancato di ascoltare la noia che ti propongono per le radio e i vari canali musicali.

 

L'Italia, si sa, è un po' refrattaria ad assorbire in toto movimenti musicali/artistici: ricordo che essere dark, nel nostro paese, per molti significava vestirsi di nero ed esibire eclettiche pettinature, tacendo sul discorso "etico" che sovrintendeva la nascita del movimento… voi vi fate propugnatori di una determinata estetica (in senso filosofico, s'intende), o le vostre scelte sono dettate dalla passione verso certe sonorità?

Il tutto è dettato dalla tristezza che ci circonda e dal bisogno di esorcizzare lo squallore che arriva dai media.

 

"Blackest Time" è il titolo di una vostra canzone: sta arrivando, "il tempo più nero"?

Il tempo più nero è quello che ti capita nella vita, volente o nolente. Accettarlo, a volte, è il miglior rimedio per poterlo allontanare. A distanza di tempo il ricordo di quei momenti conserva un gusto stranamente dolce.

Un bilancio dell'anno appena trascorso: impressioni, pareri sulla situazione "orientale" e "meridionale", sul nostro paese e su tutto ciò che ritenete opportuno esternare…

Pensando all'anno appena trascorso, non può che venire in mente la triste successione di eventi che ha colpito prima gli Stati Uniti poi l'Afghanistan e poi i vari problemi che ogni anno devono in qualche modo coinvolgerci un po' tutti. Per passare a noi, l'uscita del nostro primo album che ovviamente è una nota positiva, sperando che alla gente piaccia quanto piace a noi, cioè moltissimo!!!

Ultima, decisiva domanda: avete acquistato calendari sexy, quest'anno?

Veramente speriamo di far acquistare i nostri, non appena qualcuno ce lo proporrà! (siamo pronti a tutto !)


Michele Apprendi