INTERVISTE/PROPHECY

Foto ProphecyTra le nuove leve della scena power italiana ci sono sicuramente i Prophecy, un gruppo che va decisamente controcorrente rispetto al trend del momento, che vede imperversare cloni dei vari Rhapsody e Labyrinth alla ricerca del tanto sospirato contrattino, sulla scia dei successi commerciali di quest'ultimi due. I Prophecy al contrario preferisono guardarsi indietro e partendo dalle origini di un suono, ormai soffocato da arrangiamenti pomposi e pifferi vari, e dove il ruolo della chitarra è ridotto ad un semplice sottofondo di accompagnamento, riscoprono il gusto di suonare veloci e potenti, restituendo dignità a questo strumento e vitalità al genere. Ma attenzione, il loro sound è tutt'altro che reazionario perchè il passato è solo un punto di partenza per aprirsi a nuove soluzioni, come ci raccontano il chitarrista Davide Cotti e il cantante Matteo Bonazza:


Ok ragazzi cominciano a parlare un po' di voi, come è nato il vostro gruppo?

Davide: I Prophecy si sono formati a Bologna all'inizio del 1999 dalle ceneri degli Shade Storm, da cui hanno ereditato il cantante Matteo Bonazza e il chitarrista Alfredo Albanese (ora non piu' nella band). Fin dall'inizio l'intento e' stato quello di suonare principalmente pezzi nostri, aggiungendo qualche cover per "scaldare" il pubblico durante i concerti. Ora, dopo quasi tre anni e un paio di avvicendamenti nella line-up, abbiamo finalmente una formazione stabile e un vero e proprio demo all'attivo!

 

In sede di recensione ho sottolineato che i Prophecy sono un gruppo un po' anomalo rispetto all'attuale scena power italiana, ovvero il vostro sound non è caratterizzato dai soliti arrangiamenti sinfonici, con tastieroni e flauti vari, ma preferisce avere un approccio più diretto i cui ingredienti sono velocità, potenza e tanta melodia con un occhio a gruppi come Iron Maiden ed Helloween. Siete d'accordo con la mia analisi?

Davide: Sicuramente! In effetti anche la nostra formazione, la "classica" due chitarre soliste-basso-batteria-voce suggerisce un approccio orientato piu' verso l'heavy metal ottantiano delle due band da te citate piuttosto che verso il power epico e sinfonico che e' andato cosi' di moda negli ultimi anni. Metal classico, quindi, che pero' traspariva in misura maggiore nei pezzi piu' vecchi (come "There In The Black Wood", o "The Prophecy") e che invece nei brani piu' recenti sta lasciando spazio ad influenze piu' ampie, che possono spaziare dal thrash, al prog, ma anche a qualunque altro genere musicale!

 

Leggendo un po' in giro ho notato sempre delle recensioni molto positive di "The Distance Behind". Visto il riscontro favorevole, cosa vi aspettate adesso? E' arrivata già qualche proposta?

Davide: Per il momento no, ma bisogna tener conto che il demo e' "nato" alla fine di quest'estate e che quindi e' ancora un po' presto per avere delle risposte dalle etichette. Nel frattempo vogliamo suonare in giro per l'Italia e farci conoscere il piu' possibile, anche perche' purtoppo a Bologna i posti dove e' possibile suonare metal sono veramente pochi… .

 

Dalla vostra bio ho letto che dopo l'uscita del vostro primo demo, "Live demo '99", avete deciso di concentrare i vostri sforzi sulla produzione di un solo brano, "There in the Black Wood", che a quanto pare vi ha fatto conoscere in giro anche grazie ad un sito come vitaminic. Come mai la scelta di lavorare su un singolo brano piuttosto che incidere subito un altro promo?

Davide: Diciamo che "There In The Black Wood" e' stata un po' la "prova generale" del demo vero e proprio. Sapevamo che da li' a poco avremmo dovuto registrare un promo con almeno 3 o 4 canzoni, ma dal momento che volevamo un demo prodotto e suonato nel miglior modo possibile, abbiamo prima voluto fare una specie di collaudo e verificare le nostre capacita'.

Alla fine il risultato e' stato sicuramente positivo, ma ci ha anche aiutato a individuare quei difetti che abbiamo poi limato durante la registrazione di "The Distance Behind", che infatti e' a nostro parere superiore sia come produzione che come esecuzione.

 

Volevo farvi i complimenti per la produzione impeccabile e il package curato di "The Distance Behind", che non lo fanno affatto sembrare un semplice demo. Suppongo che per ottenere questi risultati avrete investito un bel po' di soldini, cosa non comune a molti gruppi, che non ritengono necessario spendere troppo per un semplice demo…

Davide: Wow! innanzitutto grazie per i complimenti! In effetti e' vero, abbiamo lavorato parecchio anche per l'artwork e comunque per l'aspetto "visivo" del demo, e anche se questo ha comportato qualche sacrificio economico in piu' (anche perche' a parte Mauro siamo tutti studenti e non abbiamo entrate finanziarie!) siamo molto soddisfatti di avere un demo che non si limita a 4 tracce su un cd, fermo restando che comunque la musica e' sempre la parte piu' importante!

 

Com'è andata l'esperienza dell'Headbanging Contest, che tra l'altro vi ha visto vincitori nella serata del 25 settembre?

Davide: E' stato grande! Abbiamo suonato con altri 3 gruppi provenienti un po' da tutta Italia, e ti assicuro che anche se eravamo in "gara" tra di noi l'atmosfera e' stata di amicizia e aiuto reciproco per tutta la serata! Mi e' un po' dispiaciuto constatare come una manifestazione del genere, atta ad aiutare e pubblicizzare le band underground come noi, veda poi un'affluenza di pubblico decisamente scarsa, ma evidentemente senza i grandi nomi e' proprio difficile attirare molta gente… Ah, una menzione d'onore va sicuramente ai Dana F.K. , gruppo nu metal che da Napoli e' venuto a Milano IN TRENO (con tutti gli strumenti!) per poter partecipare! Se non e' passione questa…

 

Prossimi appuntamenti live?

Davide: Dunque, il 28 ottobre saremo alla Comunita' Giovanile di Busto Arsizio, in provincia di Varese, insieme ai Boarders. Il 18 novembre, invece, saremo al Midian di Vicenza insieme ai Mesmerize e ad altri gruppi (ancora non confermati) per un festival all'insegna dell'Heavy Metal piu' classico! Ovviamente tutti i lettori di Metallo Italiano sono invitati!

 

Questa domanda è rivolta a Matteo. Prima di tutto ti faccio i complimenti per la tua bellissima voce…poi vorrei chiederti di parlarci dell' Italian Metal Alliance, un associazione fondata da te, che riunisce molte delle più importanti realtà del panorama metal italiano….

Matteo: Bè, innanzitutto grazie per i complimenti!
L'Italian Metal Alliance funziona in maniera piuttosto semplice e immediata, e ci tengo a precisare subito che non serve pagare per entrare a farne parte. Si inserisce il link http://gonow.it/ima sul proprio sito, quindi inserisco la band nella mailing-list, anche se non mi piace definirla così. Qui ognuno può proporre, chiedere, partecipare attivamente alle iniziative, dare consigli... Anzi, colgo l'occasione per lasciarti il mio indirizzo e-mail, nel caso qualcuno volesse iscriversi o, chissà, proporre qualche collaborazione: prophecy@tuttopmi.it

 

Come mai l'esigenza di creare un'iniziativa di questo tipo?

Matteo:L'Alleanza, come la chiamiamo tra di noi, è nata da poco, all'inizio di Gennaio 2001, ma fortunatamente pare proprio che non fossi l'unico a sentire l'esigenza di riunire la scena italiana e favorire la collaborazione tra i gruppi. Non mi sono mai piaciute le voci di antipatie tra band, le offese e le frecciatine in sede di intervista... Perchè all'estero non è così? Cosa c'è di sbagliato in Italia? Grazie all'IMA ho capito che la colpa era
solamente di un paio di pecore nere, in realtà, comi ti ho detto prima, ci stiamo aiutando molto a vicenda.

 

Ok! Torniamo ai Prophecy. Ormai questa è una domanda che rivolgo un po' a tutti, ma credo che sia importante visto il ruolo che svolge internet come mezzo di comunicazione. Quanto vi affidate alla rete in termini di promozione e quanto conta per un gruppo sconosciuto avere un proprio sito ufficiale?

Davide: Sicuramente e' fondamentale. Anzi, piu' passano i mesi e piu' ci rendiamo conto che tramite la rete e' possibile farsi conoscere ad un pubblico che sta diventando via via sempre piu' vasto. Programmi come icq, newsgroup come it.arti.musica.metal e siti come Vitaminic sono un veicolo perfetto per far sapere che magari e' disponibile e scaricabile il proprio demo, specialmente per band come la nostra che non possono avere quasi nessun supporto dalle riviste cartacee a tiratura nazionale. Pensa che ancor prima che uscisse The Distance Behind c'era un certo numero di persone, addirittura dall'estero, che si era "prenotata" una copia perche' avevano apprezzato l'mp3 di "There In The Black Wood" su vitaminic!

 

La scena metal italiana è indubbiamente migliorata rispetto al passato e anche all'estero cominciano a prenderci sul serio, grazie anche a gruppi come Rhapsody e Lacuna Coil. Secondo voi cosa c'è ancora da fare per renderla più competitiva?

Davide: Secondo me ci vorrebbe solo un po' piu' di coraggio. Negli ultimi anni abbiamo visto che in Italia di talenti ce ne sono eccome, e che con un adeguato supporto dei media specializzati e con delle produzioni finalmente al livello di quelle continentali siamo riusciti a far decollare uno stile che ora e' riconoscibile in tutto il mondo - ovviamente sto parlando del power epico e sinfonico dei vari Rhapsody, Labyrinth, Domine, ecc… Forse allora si potrebbe provare anche a "spingere" un po' anche altri generi, visto che nella penisola ci sono davvero tanti gruppi validissimi che hanno come unica colpa quella di non avere un drago e un cavaliere in copertina e che quindi faticano un po' piu' di altri a trovare il fantomatico contratto discografico.

Tra le nuove leve, c'è qualche gruppo italiano, magari con cui avete condiviso il palco, che vi ha colpito favorevolmente e che consigliereste ai nostri lettori?

Davide: Sicuramente i Rain (che non definerei proprio nuove leve,Nda)! Questi ragazzi sono incredibili, pensa che suonano il loro Heavy Metal puro e senza fronzoli da oltre vent'anni e sono ancora li' a calcare qualunque tipo di palco, anche quello piu' piccolo e sconosciuto, per pura passione! Vederli suonare cosi' carichi adesso e pensare che quando hanno cominciato usciva il primo disco dei Maiden mi fa sempre un certo effetto…

 

Per concludere quali sono i vostri prossimi progetti?

Davide: Per ora semplicemente concerti, concerti, e ancora concerti, poi si vedra'! Vogliamo cercare di suonare un po' ovunque e far girare il nome il piu' possibile, poi se nel frattempo dovesse pure arrivare qualche proposta di contratto…


Paolo Ponente