| INTERVISTE/REFLEX | |
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Alcune formazioni di progressive sembra stiano sperimentando la loro musica fondendola con altri generi (elettronica, nu metal,...): cosa ne pensate? La sperimentazione sonora è molto stimolante dal punto di vista creativo ma siamo tutti d'accordo sul fatto che campionamenti ed effetti speciali possono servire ad arricchire una canzone, non certo rappresentarne l'ossatura. Ultimamente sembra invece che vengano sempre più spesso utilizzati per sopperire ad una mancanza di idee.
Credo
che l'innovazione stia nell'apertura a 360° nei confronti di qualsiasi
forma di espressione artistica, quindi contaminazioni non solo tra
vari generi , ma anche tra musica ed altre arti. Vorrei precisare
che non ci consideriamo un gruppo prog rock nel senso classico del
termine.
Come nascono il vostro amore per la musica e la voglia di comporne della vostra? Abbiamo
un background non del tutto uguale. La "new entry" Dave
per esempio spazia come gusti musicali dagli Yes al Rock Italiano.
Forse la scintilla che ha fatto scattare l'amore verso questo tipo
di musica è stato "Images and Words" dei Dream Theater,
album in cui per la prima volta si fondono Metal e Progressive in
modo davvero entusiasmante. Qual è il messaggio che volete trasmettere attraverso la vostra musica? A
livello lirico non ci siamo mai preoccupati di diffondere un unico
messaggio; nei nostri testi raccontiamo emozioni, a volte attimi,
a volte storie che si riflettono nella società moderna, con
il costante riferimento all' Amore, forse l'unico vero link che unisce
i nostri testi. In composizione quello che ci preme di più
è che il pezzo crei emozioni in chi lo ascolta e, nonostante
la nostra tendenza verso il prog, cerchiamo di dare il più
possibile la forma di una “canzone” (senza prodigarci in parti strumentali
troppo lunghe e complesse) ad ogni nostro brano , in modo da non rendere
l’ascolto dello stesso troppo ostico. Le
nostre influenze principali sono i primi Dream Theater, Journey, Toto
e i grandi miti degli anni 70. Quali sono i confini geografici delle vostre esibizioni live? Per
ora abbiamo suonato solo in Lombardia. Il nostro grande sogno è
proporre la nostra musica in tutta Europa e magari anche oltre oceano! Quali sono le difficoltà maggiori che incontrano in Italia i giovani musicisti come voi per emergere? E’
un discorso di mentalità: l'Italia è un paese che ha
prodotto e produce moltissima arte, ma non la valorizza. Il rock poi
non fa parte della nostra cultura musicale soprattutto se non canti
in italiano (non ho mai sentito che in Germania, per esempio, ti snobbano
se non canti in tedesco) quindi per gruppi come il nostro è
difficilissimo affermarsi in Italia. Per quanto riguarda la musica
dal vivo strutture e spazi per suonare ce ne sono, mancano purtroppo
organizzazione e professionalità. La vostra demo è costituita da soli tre brani (che comunque bastano a dimostrare il vostro valore): a quando qualcosa di più corposo? Ci
stiamo lavorando e presto avremo abbastanza materiale per un cd completo.
Ora con l'ingresso di Dave alla batteria sembra che le cose stiano
andando per il verso giusto.
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