INTERVISTE/REVENANT

Foto RevenantEd ora è la volta dei Revenant, giovane band genovese forse sconosciuta ai più ma non per questo da non tenere in considerazione. Anzi una vera e propria sorpresa, per quanto riguarda il panorama underground black italiano contaminato da elementi elettronico-industriali. Veramente molto interessante il loro nuovo promo cd indicato per chi ama sperimentare diverse sfumature di sonorità. Abbiamo intervistato Deimos, il singer della band che ci parlerà un della loro musica, della loro attitudine e dei loro futuri progetti...

Innanzitutto un saluto alla band. Qui, nella vostra biografia, leggo che nel demo precedente per quanto riguarda i testi, vi siete ispirati al conturbante marchese De Sade… Come mai questa stravagante ispirazione?
Ricambio il saluto da parte di tutta la band! Riguardo ai precedenti lavori in effetti non erano del tutto dedicati alla figura del Divin Marchese. Nel promo "Juliette" la sola title track era a lui dedicata, mentre le altre tracce avevano altri significati. Nel mini cd "Chaos Paradox" i testi erano poco esplicitamente dedicati al marchese de Sade, ma legati piuttosto a concetti di Chaos come forza creatrice e distruttrice (concetti comunque presenti nell’opera sadiana sotto forma di concetto "natura=madre-matrigna").
D.A.F de Sade mi interessa da parecchio tempo, fu addirittura una mia professoressa delle superiori a parlarmene per la prima volta e a consigliarmene la lettura (gran donna...). de Sade è interessante perchè eccessivo, mordace, irriverente verso la morale e l’etica, rimette in gioco quello che per tutta l’umanità è qualcosa di già giocato. Mostra poi la faccia selvaggia e conturbante di una sessualità sofferta, non solo perchè mista al dolore fisico (anzi, integrata dal dolore fisico e psicologico), ma anche perchè i "carnefici" stessi soffrono di essere in quella condizione di difficoltà di eiaculazione, difficoltà di vita, difficoltà di creare e grande facilità nel distruggere.
Oggi più che mai la violenza e la degenerazione sessuale danno un quadro reale delle fantasie del marchese, quindi ora più che mai la sua figura di scrittore mi interessa e m’intriga. de Sade non andava bene sia durante la monarchia sia durante la repubblica, era scomodo perchè sincero, era pazzo perchè sincero. Sicuramente tutto quello che ha scritto non è oro colato, anzi, proprio perchè il suo essere era così libero occorre fare delle distinzioni tra quella che è pura pazzia e quella che potrebbe essere a mio avviso genialità.
Per tutto ciò ed altro ancora (ma diventerei di certo tediante) ho deciso di dedicare i miei lavori attuali al Divin Marchese. I testi del nuovo promo 2003 fanno parte, assieme a "Juliette" e "Vests of Crime" (inclusa nella compilation Dhrone), di un concept su questa figura.

Mentre nel vostro nuovo lavoro, di cosa si parla principalmente? Qualche altra ambigua musa ispiratrice stile il De Sade?
Come ti ho già accennato vorrei portare avanti ancora il discorso, cercando però di introdurre una vena di modernità. Tutti i testi su de Sade riprendevano un po’ del barocco che era tipico della sua epoca. Io invece vorrei parlare nei nuovi testi come un de Sade di quest’epoca, mischiare le macchine alla sofferenza, mostrare la multinazionale del dolore così come si presenta oggi il nostro mondo.

Parlatemi invece della vostra nuova svolta stilistica: con l’avvento di Morgan (alle tastiere) da un iniziale death/black più classico avete stravolto il vostro genere orientandovi in maggior modo verso l’elettronica… come mai?
Genova è una città ricca di ottimi musicisti, ma fino all’incontro con dj Morgan (che è di Trieste) non eravamo mai riusciti a trovare un "tastierista" che facesse al cosa nostro, anche se l’idea c’è sempre stata. E’ chiaro che le prime composizioni risentono anche di una nostra relativa inesperienza in campo compositivo e stilistico, come un po’ per tutti i gruppi...
Il mio incontro con Morgan è stato frutto del caso ed il caso ci è stato foriero di fortuna! Ci siamo trovati prima di tutto come persone, ma la vera connessione c’è stata quando ho sentito come lavora con i sinth e il campionatore. Ha un’attitudine musicale notevole ed è un ribollire di idee compositive. Ha decisamente portato qualcosa di nuovo nella band, ma allo stesso tempo ha permesso alla band di esprimere ciò che prima sarebbe stato impossibile fare.
Stessa cosa posso dire per il nostro chitarrista, Enrico, una new entry che va a sostituire il chitarrista (e membro fondatore) Phil, che ci ha lasciato per mancanza di voglia di suonare. Con il suo modo di suonare diretto, tecnico e senza troppi fronzoli ha decisamente dato una "botta di vita" alle sei corde Revenant.
L’elettronica come il metal è uno dei miei generi preferiti, così come per gli altri Revenant, era oltremodo auspicabile un avvicinamento a tale tipologia musicale.

A chi vi sentite ispirati dal punto di vista prettamente musicale e attitudinale? Nella recensione ho fatto qualche riferimento a un gruppo del calibro degli …And Oceans, che ne pensate? E’ questa la corrente a cui vi sentite più vicini?
Beh, i generi che ascoltiamo spaziano veramente tanto. Potrei dirti che a parte reggae e ska (odiosi) tutti gli altri generi possono avere un certo interesse alle nostre orecchie. Sicuramente in ambito metal ci sentiamo vicini a gruppi come gli Arcturus, gli ...And Oceans (in particolare ho scoperto da poco "Cypher", il loro ultimo lavoro, veramente bello e simile a quello che suoniamo noi), i Rammstein, i nuovi Mayhem, i Dodheimsgard di 666 International, gli Ulver (tutti gli album) e altri gruppi che hanno saputo dare nuova linfa vitale alla musica estrema sensu lato. Io sono un seguace accanito di Diamanda Galas, ma allo stesso tempo ascolto anche Madonna se qualche canzone mi suona bene. Chi se ne frega del genere, penso piuttosto a quello che vogliono sentire le mie orecchie (parlo in prima persona ma è così per tutta la band).

Mentre per quanto riguarda il panorama italiano le due band che più ci rappresentano per quanto concerne a sonorità black metal estreme con influenze industrial ed elettronica sono senza dubbio gli Aborym , che hanno ormai accresciuto una fama internazionale e i Thee Maldoror Kollective… Che ne pensate in merito?
Non conosco i Thee Maldoror Kollective (anche se il nome mi piace un sacco......), mentre posso dire senza remore che apprezzo molto il lavoro degli Aborym, possiedo tutti i loro album e il miglioramento c’è stato dal primo al terzo, eccome se c’è stato.
La voce di Attila è molto interessante, anche se si sente che certe pratiche "estreme" non la rendono viva come potrebbe essere. Personalmente sono abbastanza contrario all’uso di sostanze che possano minare le capacità vocali, ma allo stesso tempo sono per l’assoluta libertà d’azione, quindi ben vengano le imprecisoni canore di Attila (e forse danno quel qualcosa di "analogico" che non guasta in tanta industrialità). Gli album degli Aborym sono definibili sicuramente come capolavori in ambito estremo, non solo nostrano.
Un’altra band che apprezzo molto sono gli Ephel Duath, anche se non sono ancora riuscito a sentire il loro nuovo lavoro.

Considerato il genere che proponete, che non si presta molto facilmente a esibizioni live, per via di particolari sonorità sviluppate con campionamenti elettronici, vi dedicate lo stesso a serate dal vivo o preferite invece l’attività studio?
Secondo me ti sbagli in questo senso, abbiamo fatto diverse date live, soprattutto intorno a Genova e ti posso assicurare che ci troviamo benissimo sul palco. Certo, le difficoltà ci sono, il nostro batterista (Ale) per esempio non può permettersi errori in quanto deve seguire costantemente il click in cuffia (cosa che un tempo non era necessaria), ma per ora non abbiamo mai avuto problemi e certi pezzo rendono molto meglio dal vivo che in studio. Abbiamo sempre cercato di suonare dal vivo, ne abbiamo proprio un bisogno fisico, quindi piuttosto che non farlo cambieremmo genere. La nostra musica è fatta anche per suonare dal vivo, soprattutto ora che contiene molti più ritmi "ballabili" (si fa per dire...).

Prossimi progetti per il futuro? Vi dedicherete alla stesura di un full-lenght?
Abbiamo avuto qualche proposta "illustre" da parte di alcune etichette, ma se ne parla a partire da settembre (le vacanze estive incombono per tutti). Per il resto stiamo registrando qualche pre produzione da far ascoltare in modo da integrare il promo e cerchiamo di rilassarci visto che ormai siamo in vacanza pure noi.
In progetto c’è un album di certo, non faremo altri promo o mini, piuttosto non facciamo uscire più niente. Se e quando ci sarà la buona occasione per fare uscire un album registrato come vogliamo noi, lo faremo, altrimenti ci terremo tutto per noi. Non ha senso far uscire della musica registrata di fretta o tanto per il gusto di far uscire qualcosa, questa è la nostra politica attuale. Non abbiamo fretta, dopo sette anni la fretta ci è passata, ora pensiamo alla musica.

Ho letto nella vostra bio che siete alla ricerca di un contratto discografico e di un valido promoter… Vi faccio un grosso "in bocca al lupo" quindi perché penso che lo meritate. E per concludere ampio spazio a voi: che messaggio volete lasciare ai lettori di metallo italiano?
Ti ringrazio da parte di tutti i Revenant per quella che reputo una bella intervista.
Ai lettori di Metallo Italiano posso dire che chiunque fosse interessato ai Revenant può contattarci per avere (gratis) il nostro promo 2003. Non dico niente di plateale che il metal è pieno di urlatori da strada... il messaggio è nelle nostre canzoni. In quanto al lupo.... viva il lupo!
Ciao
Deimos & Revenant

Intervista di Stefania Gervasini