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Forti
di un ottimo contratto discografico e di capacità tecnico/compositive
di un certo riguardo, vengono a trovarci i Revoltons, da qualche mese
fuori con il debut album ‘Night Visions’. Rispondono alle nostre domande
Andrea ed Alex, buon proseguimento…
Salve ragazzi, iniziamo a parlare
della vostra carriera artistica... quando e come si è formata
la band?
[Andrea]: Cercherò di essere il più breve possibile
in quanto la storia dei Revoltons è stata una vera e propria
Odissea. La band nasce nel 1991 come hardrock cover band, quando io
Alex e Pietro, entrambi miei cugini, avevamo appena iniziato a muovere
i primi passi con i rispettivi strumenti (tastiera, chitarra, batteria).
L'attività compositiva inizia solo nel 1998. Dopo molteplici
ed esasperati cambi di formazione siamo arrivati ad incidere due demo:
il secondo, intitolato "The Autumn Believer", è stato
molto apprezzato da riviste specializzate e da case discografiche
ma non ha portato a niente di concreto. Questo ci ha fatto capire
che bisognava ancora una volta stravolgere la lineup: fummo costretti
ad allontanare anche Pietro che a causa il suo lavoro non riusciva
più a seguirci con il dovuto impegno. Pochi mesi dopo questa
separzione, la tragedia: Pietro morì improvvisamente per un
infarto. Inutile descrivere il nostro stato d'animo... Non volendo
perdere tempo con un altro demo, prenotammo a nostre spese i "New
Sin" di Luigi Stefanini, dove registrammo una versione strumentale
di "Night Visions" con la nuova lineup (Giorgio Murer alla
batteria e Alessandro Carli al basso).Il lavoro fu terminato ai "Majestic"
di Marino De Angeli con Andro alla voce. Abbiamo avuto offerte da
varie case discografiche: quella di Limb era di gran lunga la più
vantaggiosa.
Spiegate gli arcani del moniker
Revoltons...
[Alex]: Il nome "Revoltons" deriva da una parola
folk locale che significa "casino". "Inglesizzandola",
non suonava male e così decidemmo di tenerlo come nome per
band.
Il genere che ora proponete è
sempre stato lo stesso o col tempo avete smussato e levigato peculiarità
e caratteristiche che ormai non vi appartengono più? Se così
fosse cosa pensate abbia influenzato la vostra crescita artistica?
[Andrea]: Potrei portati come esempio i due demo: sono completamente
diversi tra loro come genere. Il primo demo è una sorta di
progressive rock con influenze ottantiane, mentre il secondo è
vero e proprio prog/power (4 songs del demo sono state riregistrate
in "Night Visions"). Questo salto da un'estremo all'altro
è legato ai cambi di lineup: nei Revoltons eravamo solo io
ed Alex ad avere le idee ben chiare su che cosa volevamo fare. La
pigrizia dei altri componenti e le divergenze in quanto a gusti musicali
hanno fatto capire a me ed Alex che ci serviva gente nuova, valida
e convinta a suonare metal. Così siamo arrivati alla lineup
attuale di cui siamo pienamente soddisfatti.
Resta comunque da attribuirvi un
grande merito: la firma per una prestigiosa etichetta come la Limb
Music, un vero e proprio baluardo del settore power/progressive metal.
Come è andata esattamente?
[Andrea]: Come ti dicevo prima, dopo aver registrato il disco, lo
spedimmo in giro per l'Europa. Ci arrivarono più offerte ma
quella di limb era indubbiamente la più vantaggiosa.
Sono previsti altri lavori sotto
l'ala protettrice della Limb?
[Alex]: Si, il nostro contratto prevede più opzioni riguardo
ai futuri dischi.
Parliamo del vostro lavoro: i brani
sono accomunati tutti dal filo conduttore delle 'visioni notturne'?
In particolare mi ha davvero incuriosito 'Hands Of Magellano', se
e come si ricollega al contesto di 'Night Visions'?
[Andrea]: "Night Visions" non è un concept album.
I testi sono molto diversi tra loro come argomento e stile: alcuni
sono a carattere descrittivo e derivano dalle nostre letture unite
alla fantasia, altri sono più introspettivi e prendono spunto
da vicende ed esperienze personali. Il legame tra "Hands Of Magellano"
e "Night Visions" è molto diretto: "Night visions"
era il titolo di un testo mai concluso da Pietro. Pietro utilizzò
alcune parti di questo testo per scrivere le lyrics di "Hands
Of Magellano". Oltre il fatto di dedicare il cd alla sua memoria
pensammo che chiamare l'album "Night Visions" fosse un ulteriore
tributo.
Come è stato lavorare con
Luigi Stefanini? Si può dire che non pochi album fondamentali
della scena tricolore siano pasati tra le sue mani...
[Alex]: Luigi è davvero un tipo tosto. Cerca sempre di tirare
fuori il meglio da ogni musicista e ti sprona a migliore. Come produttore
è veramente in gamba e ci siamo trovati bene anche dal lato
umano. Comunque va ricordato che abbiamo lavorato molto bene anche
"Majestic" di Marino De Angeli: si respirava un clima amichevole
che ti metteva a tuo agio.
Qualcosa di cui, col senno di
poi, non siete convinti al 100%?
[Andrea]: Io penso che sia inutile rimuginare su cose passate. Certo,
ci sono delle cose a cui potevamo prestare maggior attenzione, ma
si sa... "L'esperienza insegna... ".
Come state promuovendo l'uscita del
vostro debut album? Avete delle date in cantiere da segnalarci?
[Alex]: Al momento stiamo cercando di organizzare delle date in giro
per rock clubs e pubs. Se volete dare un'occhiata, le date verranno
aggiornate periodicamente sul nostro sito (www.revoltons.com).
Quanto si addice la dimensione
live alla creatura Revoltons?
[Alex]: Le nostre songs hanno un grande impatto live. Normalmente,
in studio, le canzoni vengono farcite di arrangiamenti, ma noi abbiamo
fatto in modo che il tutto potesse essere riproposto on stage. Questo
fa si che le canzoni non perdano niente in concerto.
Grazie per la dsponibilità,
siamo al capolinea. Questo spazio è tutto vostro...
[Andrea & Alex]: Ringraziamo voi per lo spazio che ci avete concesso.
Tenete sott'occhio il nostro sito www.revoltons.com
per le date live e venite a fare un po' di casino!!!
Ciao e grazie di cuore Andrea & Alex/ Revoltons.
Intervista di Maurizio
Gabelli
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