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La
ristampa del demo “Il Re Del Mondo”, da parte della coraggiosa Jolly
Roger Records, segna il ritorno dei ROSAE CRUCIS e fornisce un nuovo
stimolo per la band capitolina, sempre pronta a combattere a colpi
di puro metallo, rispolverando per questa occasione, la via del cantato
in madrelingua. Per saperne di più, abbiamo contattato il leader e
fondatore Andrea “Kiraya” Magini.
Ciao Andrea, i Rosae Crucis muovono
i primi passi nel 1990. Riassumi i punti salienti della vostra storia
per chi ancora non vi conosce e fai il punto della situazione.
Ci siamo formati intorno al 1988, avevamo solo 15/16 anni. Abbiamo
iniziato a testare un po’ i terreni del metal per capire cosa ci ispirasse
veramente. Nel 1989 facemmo un demo mai rilasciato di 7 pezzi di cui
5 in inglese. Non ci piaceva e non lo distribuimmo mai. Riprendemmo
a scrivere, fino a quando, nel 1992, demmo alla luce “Il Re Del Mondo”,
completamente cantato in italiano. Poi, dopo vari cambi di line up,
facemmo un demo nel 1997, chiamato “Fede Potere Vendetta”, che ci
diede molta visibilità nell’underground. Di quel demo distribuimmo
più di 1000 copie in giro per il mondo. Da li poi venne un promo nel
1999, sempre in italiano e poi un promo (Bran Mak Morn) nel 2001,
completamente in inglese, che ci condusse ad un contratto discografico
con la Scarlet , per il rilascio di “Worms Of The Earth” (uscito nel
2003) e che è un concept basato su una novella di Robert Howard. Dopo
“Worms …”, abbiamo fatto una intensa attività live, che ci ha portati
all’Headbanger Open Air nel 2004 e all’Agglutination. Abbiamo partecipato
a tre Tribute Albums di Manowar, Cirith Ungol e Manilla Road, con
ottimi successi. Inoltre la cover dei Manowar compare nella compilation
Nuclear Blast “Great Metal Cover”, al fianco di band più blasonate.
Dopo varie vicissitudini e cambi di line up , arriviamo ad un contratto
con la Jolly Roger, per ri-registrare e rilasciare i nostri primi
due demo, finalmente in una natura professionale e completa. Esce
cosi nel 2008 “Il Re Del Mondo”, che diventa il nostro secondo Full
Length e, nel 2009, uscirà “Fede Potere Vendetta”. Inoltre abbiamo
pronto un album di inediti che probabilmente uscirà a fine 2009.
Grazie all’ottimo operato della
Jolly Roger Records, il vostro primo demo rivede la luce, sedici anni
dopo, rinnovato nel sound e nella veste grafica. Come è avvenuto il
contatto con l’etichetta e come si è svolto il processo di “restauro”
di “Il Re Del Mondo”?
Il contatto è avvenuto tramite Giovanni Cardellino dell’Impero Delle
Ombre, amico da sempre della band. E’ stato lui a proporre alla Jolly
Roger di metterci sotto contratto. Con la Jolly c’è stata subito una
grande intesa, avendo come obiettivo entrambi il rilancio di quello
che per noi è una piccola perla del Metallo Italiano, che tante soddisfazioni
ci ha dato. Il restauro è stato molto complesso. Abbiamo riarrangiato
i pezzi, rifacendo una massiccia fase di preproduzione. Dopo c’è stata
una lunga attività di registrazione e mixaggio, durata due mesi, nel
nostro Project Studio.
Quali sensazioni avete provato e
quali ricordi sono riemersi nel registrare nuovamente quelle vecchie
canzoni?
Sicuramente è stato un bel tuffo nel passato. Erano secoli che non
risuonavamo quei pezzi (l’ultima volta che abbiamo suonato un pezzo
del “Re Del Mondo” dal vivo risale forse al ’99). Ci siamo subito
riappassionati a questi brani e alla loro ingenua complessità. Pezzi
che erano molto ambiziosi a quel tempo, viste anche le nostre scarse
capacità tecniche . Abbiamo cercato di toccare il meno possibile gli
arrangiamenti, cercando di salvaguardare quell’alone di freschezza
e sincerità che ha sempre accompagnato quel demo.
A breve sarà il turno anche del vostro
secondo demo “Fede Potere Vendetta” del ’97. Quali sono le vostre
aspettative e come pensi saranno accolti questi due lavori, in un’era
completamente diversa da quella in cui furono concepiti?
“Il Re Del Mondo” ci aspettiamo che non venga compreso. E’ un disco
di altri tempi. Le tematiche sono tuttora attuali e il cantato in
italiano sembra più una innovazione che una regressione. Ma l’Italia
è un paese dall’audience molto particolare. Sicuramente è un disco
che darà fastidio, soprattutto per il testo della “Chiesa” (ai più
bigotti) . Per noi è un passo fondamentale della nostra storia e quindi
speriamo che venga accolto con la giusta attenzione. Ce la stiamo
mettendo tutta per promuoverlo. “Fede Potere Vendetta” sarà ancora
più complesso. E’ un disco il cui demo è stato ascoltato ovunque e
da chiunque. Ha girato per anni nell’underground e sul web. C’e’ molta
attenzione su “Fede Potere Vendetta” e quindi siamo ancora più sotto
pressione che con “Il Re Del Mondo”.
Come e perché non è stata mantenuta
la copertina originale di “Il Re Del Mondo”?
La copertina de “Il Re Del Mondo” era una bozza a matita disegnata
direttamente da Giuseppe Cialone. Non avevamo la qualità adatta ad
una stampa su lp o cd. Comunque abbiamo mantenuto l’idea originale
e replicato quindi il templare dinnanzi al “re del mondo”. Anche questa
copertina è in parte disegnata da Giuseppe Cialone , in collaborazione
con la nostra grafica, Lavinia Martini. La nuova idea di copertina
ci sembrava molto più adatta e significativa per un lavoro che non
è una semplice ristampa, ma è la vera prima uscita di quel lavoro.
Faremo un lavoro simile anche per “Fede Potere Vendetta”.
I vostri primi tre demo erano cantanti
in lingua madre. Ad un certo punto, nel 2000, con l’uscita di “Bran
Mak Morn”, la decisione a malincuore di passare alla lingua inglese,
visto che la strada intrapresa non presentava vie d’uscita. Come giudichi
la coraggiosa scelta della Jolly Roger Records di andare controcorrente?
E’ proprio così impossibile tentare la via del metal in italiano?
L’ Italia è un bacino molto piccolo che difficilmente riesce a dare
una spinta importante alle sue band per proporle poi su scala europea,
cosi come invece succede in Spagna. E’ indubbio che stavolta noi stiamo
puntando molto sul nostro pubblico. L’italiano è una lingua difficile
e la Jolly Roger è stata molto coraggiosa. Indubbio che il momento
è buono. Il metal, sebbene non venda molto (cosi come il resto della
musica però), sta subendo una nuova rinascita. Secondo me è il momento
buono.
L’ottima registrazione permette di
apprezzare maggiormente il fascino che emanano i singoli brani ed
il cantato in italiano di seguirne le trame. Con “Sacrem Reformationen”
e “Rosa Croce” si viene catapultati in oscuri scenari del medioevo.
Vuoi parlarci in dettaglio anche degli altri brani?
Sicuramente mi piace puntare l’attenzione sul “Signore Delle Tempeste”
. Un brano che è stato scritto nel 1989 e che ha subito negli anni
molte variazioni fino ad arrivare all’ultima del 2008. E’ un brano
dalla struttura strana e basato su un fraseggio in tapping della chitarra.
Il testo è praticamente un manifesto gnostico molto importante per
noi. Inoltre nel pezzo ci sono gli inserti dei discorsi di Truman
e Hitler, due lati della stessa medaglia, due signori delle tempeste.
“Contro Il Mio Destino” invece è un pezzo dal testo molto evocativo,
di una persona che si ritrova nell’aldilà e si accorge di aver buttato
la propria vita. E’ una sorta di rifiuto della morte, perchè si è
sprecata la propria occasione. ”Il Re Del Mondo” riprende le tematiche
della Sinarchia, di Agarthi e dell’essere governati da una mente superiore.
E’ un testo di rabbia interiore, rabbia data da non riuscire a rispecchiarsi
in una società fatta per gli “Dei” e non per le persone normali. “La
Chiesa” invece è un testo di denuncia dello scandaloso operato della
Chiesa Cristiana durante il medioevo. E’ un testo anch’esso di denuncia
perché a distanza di centinaia di anni, le cose non sono molto cambiate.
Si va a cercare il male tra le croci rovesciate, senza accorgersi
di quello più malato e malvagio che risiede direttamente sotto il
segno della croce diritta. La Sacra Corona invece è un nostro inno
all’heavy metal, a questo genere, a questo stile di vita e a questa
ideologia che per noi è la base della nostra esistenza. Come si evince
, il “Re Del Mondo” non è un disco propriamente epico, anche se per
noi non c’è nulla di più epico che la resistenza, la sopravvivenza
in questo malsano mondo.
Per impreziosire ulteriormente “Il
Re Del Mondo”, avete pensato di includere la cover di “Ballo In Fa
D Minore” di Angelo Branduardi, rigorosamente “metallizzata”. Un scelta
un po’ insolita ma veramente azzeccata! C’è un motivo particolare
oppure si tratta solo di un omaggio a questo artista?
Branduardi è un genio, sa cogliere la poesia in qualsiasi cosa, è
evocativo e riesce a trasformare in musica tutti gli aspetti della
natura umana. Adoriamo tutti i suoi lavori, dai primi album, alla
trasposizione delle poesie di Yeats, al lavoro su San Francesco. Le
sue melodie (soprattutto quelle più “medievaleggianti”) sono molto
vicine al folk e quindi molto vicine per storia all’Heavy Metal. Il
metal è una musica del popolo, è Pulp, cosi come il folk.. Non ha
una cultura elitaria come molti vogliono farci credere, quindi il
binomio, secondo me, nasce spontaneo. La cover la suonavamo dal vivo
durante i live di “Fede Potere Vendetta”, tra il ‘97 e il ‘99. L’abbiamo
rispolverata con orgoglio per questa uscita. Un Tributo a chi ci ha
dato molto come ispirazione.
I vostri lavori sono sempre stati
ispirati profondamente dalla letteratura fantasy , dal protagonista
re dei Pitti in “Bran Mak Morn”, al fedele omaggio del grande autore
texano Robert Howard in “Worms Of The Earth”, dove i personaggi ben
si adattano alla musica heavy. Pensate di continuare su questa linea
anche in futuro?
Abbiamo molti lavori da parte, su Robert Howard (un altro intero concept).
Non so se lo rilasceremo mai , vedremo se ne avremo l’occasione. Per
ora ci stiamo concentrando su altro materiale, perchè ci piace spaziare
e non fossilizzarci troppo, anche se Howard rimane una fonte di ispirazione
fondamentale per noi.
Dai vostri esordi la scena metal
nostrana è notevolmente mutata, complice l’avvento di Internet e le
moderne tecnologie, con il conseguente innalzamento del grado di professionalità
e competitività delle band. La vostra ricetta per compiere il salto
definitivo?
Sicuramente cercare di guadagnare più credibilità possibile nel nostro
paese. Solo cosi possiamo sperare di poter essere visti in maniera
appropriata nel resto del mondo. Indubbiamente noi andiamo avanti
con sincerità, cercando di proporre lavori sempre nuovi (e già le
differenze tra “Il Re Del Mondo”, “Fede Potere Vendetta” e “Worms
Of The Earth” lo certificano) e senza ancorarci a nessun genere. Ci
piacciono tutti gli aspetti del metal e non vogliamo rimanere legati
a nessun filone. E per questo che non vediamo l’ora di lanciare il
nostro lavoro successivo a “Fede Potere Vendetta”, che sarà l’ennesimo
stravolgimento .
Riviste ufficiali e webzines. Qual
è il tuo pensiero sue queste due diverse e preziose fonti di informazione?
Che i soldi che girano son sempre di meno e le band proposte son sempre
di più. Questo inflaziona il mercato e lancia alla ribalta gli squali.
Ci sono etichette più aggressive e altre meno aggressive e il risultato
di questa piccola guerra è che band valide possono essere affogate
in breve tempo. E’ difficile guadagnarsi visibilità, senza ingenti
investimenti in pubblicità e marketing. Indubbiamente poi le webzines,
uscendo dal concetto di rivista, a volte peccano in professionalità
in quanto i veri giornalisti scarseggiano. Si rischia di finire in
mano a ragazzini viziati che possono distruggerti in 2 secondi. Fortunatamente
non è sempre cosi e si scoprono persone veramente valide in grado
di valutare con sincerità i prodotti offerti. Myspace poi aiuta molto,
è una vetrina lenta ma costante.
Da buon defender, cos’è e cosa rappresenta
per te l’heavy metal?
Per bands che come noi non vivono di musica, ma vivono per la musica,
il metal rappresenta tutto. E’ il motivo per andare avanti, il motivo
che ti spinge a tenere duro, a correre ed avanzare a testa alta. E’
la nostra casa, la nostra vita, il nostro mondo. E’ importante oggigiorno
quanto l’aria che respiriamo.
Grande Andrea, parole sante!...eh
eh!... L’album o la band che ti ha portato sulle strade della nostra
amata musica.
Indubbiamente i primi Maiden, ma anche una passione sfrenata per i
Death SS.
Cinque album fondamentali che non
possono mancare in ogni collezione che si rispetti.
“Sign Of The Hammer” (Manowar), “Operation Mindcrime” (Queensryche),
“South Of Heaven” (Slayer), “In Death Of Steve Sylvester” (Death SS),
“Open The Gates” (Manilla Road).
Quali sono i vostri programmi immediati
e quelli futuri?
Sicuramente suonare live il più possibile. Siamo in attesa per il
concerto epico dell’anno a Roma, insieme a Holy Martyr e BattleRoar
e per la data con la Strana Officina a Bologna. Inoltre abbiamo già
iniziato i lavori per “Fede Potere Vendetta”.
Chiudi a tuo piacimento l’intervista.
Supportate il metal italiano. Abbiamo band validissime che hanno bisogno
di palchi e platee per farsi vedere e mostrare la loro potenza. Ne
verrete sicuramente ripagati. Non abbiamo nulla da invidiare al resto
del mondo. Fede Potere Vendetta!
Grazie Andrea per la tua disponibilità. Speriamo che in tanti facciano
tesoro di queste tue parole!
Intervista di Sergio
Nardelli
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