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L’uscita di “Start From The Past” dei RUSTLESS vede il rientro ufficiale sulle scene di tre grandi musicisti quali Steve Tessarin, Ruggero Zanolini e Lio Mascheroni, ovvero tre membri di una delle più importanti storiche band italiane: i Vanadium. Partendo dal loro passato, con l’aiuto di altrettanti validi musicisti, sono di nuovo pronti a lasciare un segno. Metallo Italiano è orgoglioso di avere ai propri microfoni i veterani Steve, Ruggero e la giovane Elisa!
Premettendo che avremo modo di parlare del vostro illustre passato con i Vanadium, in maniera più approfondita nella futura rubrica sul metal italiano anni ’80, su queste stesse pagine, presentate la band ai lettori di Metallo Italiano, raccontandoci quando e come sono nati i Rustless.
[Steve]: Prima di tutto un saluto a te e a tutti i lettori e grazie per questa intervista!
I Rustless nascono da un progetto programmato da Steve Tessarin, Ruggero Zanolini, Lio Mascheroni (ex membri Vanadium) e Marcello Suzzani, ex Diumvana come Tessarin e Zanolini. Nella primavera del 2007 Lio Mascheroni veniva spesso nelle serate che facevamo con la nostra cover band Diumvana e così parlando abbiamo pensato di preparare il progetto Rustless con brani inediti e alcuni rifacimenti dei brani Vanadium. Nel giro di tre mesi abbiamo selezionato i nostri cantanti Roberto Zari & Elisa Stefanoni, dopodichè abbiamo incominciato seriamente a stendere il progetto.
Da dove trae origine il vostro nome Rustless? C’è qualche curiosità al riguardo?
[Steve]: Il nome ha un doppio significato: il più evidente, se traduciamo il nome in italiano, indica come ci sentiamo nei confronti della musica e della vita in generale: INOSSIDABILI. Il secondo significato è un po’ più “nascosto”. Praticamente la prima parte del nome è formata dalle iniziali dei nomi di Ruggero, Steve e Lio.
“Start From The Past” ha ricevuto una buona accoglienza di critica e pubblico, nonostante qualche giudizio alterno (dovuto forse all’ingombrante ombra dei Vanadium). So che addirittura è stato ristampato perché la prima tiratura è stata esaurita. E’ tempo di tirare qualche bilancio: come sta andando il disco? Siete soddisfatti di come è venuto o avreste cambiato qualcosa?
[Ruggero]: Sì, siamo molto soddisfatti di questo primo album e del riscontro che ha avuto in Italia: è già stato ristampato. Con grande sorpresa infatti è andato in poco tempo esaurito. Anche i primi live estivi che abbiamo affrontato hanno dato risultati ottimi a livello di interesse e coinvolgimento del pubblico e questo per noi è un forte stimolo per andare avanti impegnandoci per fare sempre meglio! Per quanto riguarda il prodotto finale possiamo dire che se avessimo avuto un po’ più di tempo avremmo sicuramente sistemato meglio alcuni arrangiamenti e le sonorità.
Il singolo “Sand Of Times” che ha preceduto l’album ha venduto molto bene ed è entrato anche nella classifica italiana. Credo che già questo sia un successo. Una grande soddisfazione, vero?
[Ruggero]: Effettivamente il singolo è stato accolto molto bene dal pubblico e cogliamo l’occasione per ringraziare tutte le persone che hanno creduto e continuano a credere in noi. Parlando strettamente del singolo, secondo noi ha aiutato molto lo stile compositivo di Steve, il quale ha creato atmosfere orecchiabili e di immediata presa, senza far perdere in qualità il brano. Se vuoi rimanere in “auge” nel panorama musicale devi cercare di capire come si stanno evolvendo i tempi e trovare la strada giusta per non rimanere indietro ed essere etichettati come “dinosauri del rock”, il tutto senza perdere credibilità e coerenza.
Il titolo dell’album “Start From The Past”, due titoli delle canzoni quali “Vanadium” e “Rustless”, sei canzoni del vecchio repertorio rifatte e l’adesivo posto in bella mostra sulla copertina, sono espliciti riferimenti di una sentita e voluta voglia di collegamento tra passato e presente della vostra carriera artistica. Un ottimo modo per ripartire e guardare avanti (dopo la parentesi Diumvana) senza rinnegare il passato.
[Ruggero]: Era normale che in questo progetto veniva quantomeno menzionata l'importanza di alcuni componenti fondamentali dei Vanadium. Steve ne è stato il fondatore e, insieme a me, il maggior compositore; Lio era il batterista cardine della band (ciò non toglie l'importanza apportata dagli altri componenti). Abbiamo inserito alcuni nostri brani in quanto riteniamo siano ancora attuali e il modo in cui sono stati interpretati da Roberto & Lisy ci ha confermato la cosa!
Come mai non avete intrapreso il cammino con una nuova band subito dopo la fine dei Vanadium e vi siete “accontentati” di suonare cover per molti anni , sotto il nome di Diumvana (un anagramma della parola Vanadium)? Qual è stato l’input che vi ha spinto a formare i Rustless?
[Steve]: Dopo lo scioglimento dei Vanadium nel 1995, noi e Domenico c'eravamo resi conto che la realtà stava cambiando... era incominciata l’era delle cover bands! Così ci siamo messi subito al lavoro preparando i Diumvana (il nome è stato suggerito dal nostro manager Giulio Kaliandro). Come gruppo cover abbiamo lavorato ottimamente per 10 anni con 150 serate annuali. Ricordiamo che nel 2003 Domenico Prantera lasciò i Diumvana e mise nella band un suo allievo Marcello Suzzani che poi fondò con noi i Rustless. La voglia di rimettersi in gioco con un disco è nata in modo naturale e grazie anche alle persone giuste al momento giusto.
Raccontateci come si è svolto il processo di realizzazione dell’album e come si sono svolte le registrazioni, magari con qualche aneddoto.
[Ruggero]: La composizione dei brani è stato un processo iniziato tempo fa da Steve. Negli anni passati, quando era impegnato con il lavoro di cover band, Steve ha sempre composto brani mettendoli da parte aspettando l’occasione giusta... Le registrazioni si sono svolte in maniera davvero veloce! Come ben sai gli studi di registrazione hanno un costo non indifferente e il budget non era molto alto... Praticamente abbiamo registrato tutto in una settimana (splittata in due tranche: pezzi Vanadium-pezzi nuovi) e, per ogni brano, c’erano in media quattro versioni tra cui scegliere. Grazie a tanti anni di esperienza con i Vanadium e alla professionalità dei nuovi elementi, il lavoro non ha subito particolari intoppi. Come aneddoti non c’è molto da dire: la cosa che possiamo sottolineare è che c’era tantissimo entusiasmo ed energia, sentivi proprio nell’aria questa carica emotiva e il grande feeling che ci univa.
Di chi è opera la bella copertina che presumo esprima un concetto temporale tra passato e futuro. Quale significato esprime?
[Steve]: Tutte le copertine degli album dei Vanadium sono sempre state create da Ruggero e questa dei Rustless non fa eccezione! La clessidra in copertina è un’opera dell’artista Bruno Venturelli, chiamata “La Ruota Del Tempo”, il quale ci ha concesso gentilmente l’uso dell’immagine. Il significato è proprio quello da te intuito: un continuum temporale con il nostro passato musicale.
In questo caso per noi è un tempo che nel corso degli anni ha sicuramente cambiato le nostre vite, ma non ha mai spento l’amore profondo per la musica e per il rock ed è proprio questo amore che lega il passato al presente e al futuro e che ha legato i Rustless dopo l’incontro tra i tre Vanadium ed i nuovi membri. E’ sempre la musica il vero denominatore comune!
Come nascono le canzoni dei Rustless e da dove traete ispirazione?
[Ruggero]: Come è stato nei Vanadium, anche le canzoni dei Rustless nascono dal genio musicale di Steve. Oltre a essere molto dotato tecnicamente ha la capacità di valorizzare la musica con pathos e istinto. Le idee musicali di Steve venivano portate in studio e tutti i membri partecipavano con le loro idee e personalità ad arricchirle. Per quanto riguarda i testi, vengono scritti da Roberto e Lisy in base alle sensazioni che la musica evoca loro: il risultato possono essere testi riguardanti episodi storici e leggendari o testi legati a emozioni più personali Le ispirazioni sono molteplici, proprio perché molteplici sono i background musicali di ogni membro: infatti ogni canzone di “Start From The Past” ha una sua identità ben precisa e le influenze sono molteplici, dal prog al symphonic, dall’epic all’hard rock sempre su una base che è comunque heavy metal.
La vostra casa discografica It-Why sta promuovendovi in maniera decisamente professionale, approccio indispensabile per sopravvivere nell’affollato panorama odierno. Che ne pensate?
[Steve]: Essere presenti nei grandi punti vendita è veramente importante. Di solito piccole produzioni come la nostra fai fatica a trovarle nei centri specializzati! Questa nostra presenza capillare su tutto il territorio è stata sicuramente un valore aggiunto ed è uno degli ingredienti di questo successo.
Non sono molto frequenti le band che usano due voci. Come è nata l’idea di avere in formazione due cantanti?
[Ruggero]: Inizialmente non era prevista una voce femminile ma... mai porre limiti al fato!
Lisy è stata notata ad un concerto dei Diumvana dove suonava da supporto con la sua band e siamo rimasti molto colpiti dalle sue qualità canore. In quell’occasione abbiamo deciso di inserire anche una voce femminile nel nuovo progetto, così da avere più possibilità espressive e compositive per i brani. Roberto è stato scelto dopo varie audizioni nella primavera del 2007. Roby è il cantante con le caratteristiche vocali di cui avevamo bisogno, una voce potente, una grande estensione e capacità espressiva. Oltre ad aver già in passato collaborato con noi e quindi già conosceva le canzoni e la storia dei Vanadium. A nostro avviso l’utilizzo delle due voci è stata una scelta eccellente.
Elisa, tu hai il dono di una voce versatile che può passare tranquillamente da un cantato di impostazione quasi lirica, come in “Sand Of Time”, ad un cantato diciamo più “selvaggio”, tipicamente rock’n’roll come richiede una brano quale “Gotta Clash With You”. Quale cantato ti da più soddisfazioni e quali sono i tuoi punti di riferimento?
[Elisa]: La grande soddisfazione per me non è tanto cantare in questo o in quel modo, ma proprio la possibilità di variare, combinando stili canori diversi: mi piace molto sperimentare con la voce ed avere così la possibilità di esprimermi a seconda delle sensazioni che mi trasmette un determinato brano. Anche se sono soprano e studio canto lirico, non ho intenzione di fossilizzarmi su quello, mi piace molto anche lo stile moderno e quello più aggressivo tipicamente rock. La cosa bella è proprio avere la possibilità di combinarli! I miei punti di riferimento sono molto variegati e vanno dalle cantanti della scena metal come Anneke (ex The Gathering), Floor Jansen (After Forever), Sharon Den Adel (Within Temptation), a quelle più rock come Janis Joplin, Bonnie Tyler, Bjork, passando per le vocalità legate a sonorità orientali e medievali, senza dimenticare la Callas: qualsiasi elenco è comunque riduttivo, tutto quello che ascolto e che mi emoziona lascia inevitabilmente una traccia.
Come vengono divise le parti da cantare fra Elisa e Roberto?
[Ruggero]: Per quanto riguarda i bravi nuovi, Steve che ne è il compositore scrive già le melodie con parti che si adattino al range vocale di Elisa e parti a quello di Roberto e la cosa bella con una voce femminile e una maschile è proprio la possibilità di avere a disposizione un’ampia estensione tonale, in modo da poter sviluppare al massimo la melodia. Poi in studio si improvvisa anche parecchio ed è lì soprattutto che nascono le armonizzazioni, i cori, gli scambi e gli intrecci vocali: anche per i brani Vanadium tutto avviene in maniera molto spontanea, lasciamo che siano i due cantanti a interpretare al meglio le canzoni, provando a creare nuove combinazioni vocali.
In tempi di continue reunion, tante band storiche sono tornate sulla scena. Strana Officina, Sabotage, Crying Steel, Steel Crown, Gunfire, solo per citarne alcune. Inutile dire che quella dei Vanadium farebbe veramente battere il cuore a molti fans della vecchia guardia. So che c’era stata una richiesta di reunion per il Gods italiano, ma visto come vanno le cose fra voi e Pino Scotto credo che non ci siano speranze. E’ un discorso chiuso definitivamente?
[Steve]: Pino, che ringrazio per questo, mi ha chiamato diverse volte per un'eventuale reunion , ma non sono mai stato d'accordo in quanto, per me, non è più un progetto credibile. Vedo tante reunion ma, a mio modesto parere, non sono all’altezza dei “vecchi tempi”. Purtroppo la magia e l’emotività del passato non possono più tornare...è una legge della natura, che io umilmente accetto. Quindi vorrei che i Vanadium rimanessero solo nel ricordo... un bel ricordo per tutti noi e i nostri fan. Poi magari un giorno possiamo anche ritrovarci per fare una seratina tra vecchi compagni, una bella jam, ma senza fare nessun progetto.
L’attuale scena italiana è profondamente cambiata rispetto agli anni ’80, grazie alle moderne tecnologie e ad Internet, che hanno decisamente contribuito ad elevare il livello di qualità delle nostre band e chi meglio di voi lo può confermare. Manca ancora qualcosa per compiere il salto definitivo?
[Steve]: Se come dici tu da una parte le tecnologie hanno elevato il livello qualitativo delle band, è anche vero che a volte mascherano i limiti tecnici! Oramai con pro-tools e tutti i vari programmi che ci sono chiunque può cantare e suonare...e poi dal vivo trovi di quelle sorprese! L’unica cosa che può alzare il livello qualitativo è lo studio della musica e l’impegno. Per fortuna ci sono anche tante band molto preparate a livello musicale.
Qual è la vostra opinione riguardo alle webzines e alle riviste ufficiali. Che ne pensate di queste due diversi modi di informazione?
[Ruggero]: Sono entrambi due canali molto importanti perché danno voce ad una scena musicale che altrimenti avrebbe davvero poca visibilità. C’è anche da dire che i lettori stanno sempre più concentrandosi sulle riviste web, quindi ben vengano tutti gli spazi come il vostro che valorizzano le numerose band rock italiane che lavorano con passione. Apprezziamo l’impegno delle webzine, soprattutto perché nella maggior parte dei casi nascono e sono portate avanti semplicemente per l’amore verso il metal e la voglia di supportare gli artisti ed è proprio questo lo spirito che dovrebbe animare il rock!
Una vecchia canzone dei Vanadium recitava “…you can’t stop the music” ed è proprio il vostro caso. Non si può fermare la passione per la nostra amata musica, che tutti noi portiamo dentro. Gli anni passano ma la fede resta! Cosa significa per voi heavy metal?
[Steve]: L’heavy metal, ma in generale la musica, suonata con passione è la nostra vita.
Una vita che è fatta di sacrifici, come sapete bene tutti voi che amate la musica. Ma siamo ancora qua, inossidabili, per regalare emozioni a tutte le persone che credono in noi.
L’album che ha cambiano la vostra vita.
[Elisa]: Più che un disco ricordo una canzone, una ballad dei Sonata Artica, la prima canzone metal in assoluto che mi fecero ascoltare dei ragazzi conosciuti al mare, con la quale mi avvicinai al mondo del metal prima di allora per me sconosciuto. Se devo citare un disco per me davvero incisivo dico “Mandylion” dei The Gathering.
[Steve]: Più che cambiato la mia vita, hanno educato la mia vita di musicista. Sarebbero tanti da elencare, direi: “In Rock” dei Deep Purple e “Paranoid” dei Black Sabbath.
[Ruggero]: “Pictures At Exhibition” degli Emerson Lake & Palmer. Per quanto riguarda Roberto direi Led Zeppelin “IV”, Lio “Burn” dei Deep Purple e Marcello “Tyr” dei Black Sabbath.
C’è qualche domanda che vorreste vi ponessero ma che mai nessuno vi chiede?
[Steve]: Cosa ne pensiamo dei gestori dei locali LIVE...Eccetto pochi coraggiosi, il resto dei gestori propone a rotazione sempre le stesse cover band lamentandosi poi del calo di affluenza (vedi la chiusura del 30% dei locali). Forse bisognerebbe aver un pò più di fiducia nei progetti originali!
Quali sono i vostri programmi futuri?
[Ruggero]: Stiamo pianificando la registrazione di un video, poi sicuramente proporremo degli spettacoli live per promuovere il disco e poi... sotto con il secondo album!
Chiudete a vostro piacimento l’intervista.
[Ruggero]: Grazie Sergio, per questa bella intervista e grazie a tutte le persone che ci stanno sostenendo!
[Steve]: Vorremmo stringere la mano a ognuno di voi e dirvi che questa non è una guerra...è solo rock and roll!
Grazie per la vostra disponibilità e speriamo di condividere con voi ancora tante emozioni nel nome della buona musica!
Intervista di Sergio
Nardelli
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