| INTERVISTE/S.R.L. | |
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Ragazzi, parlateci un pò della S.R.L. Ci siamo formati nel 1992 in un piccolo paese della provincia di Terni e tuttora stiamo insieme con la stessa voglia di suonare di sempre. Abbiamo scelto una sigla per denominare il nostro gruppo per rievocare e rendere omaggio ai grandi gruppi che hanno reso grande il Rock italiano anche nel mondo: la P.F.M. "Premiata Fornaria Marconi" e il B.M.S. "Banco del Mutuo Soccorso". Il nome Società Responsabilità Limitata nasce dalla volontà di narrare le storie del mondo che viviamo. Ci hanno definiti "menestrelli del 2000" proprio perché per noi è importante parlare del quotidiano, perché tutto nasce dal quotidiano. Questo ruolo di narratori ci calza a pennello; e da qui il ritorno alla scelta del nome che ci rappresenta: Società, perché siamo un gruppo di 6 elementi, e Responsabilità Limitata, perché la nostra responsabilità, sugli eventi che si evolvono giornalmente, è veramente limitata. Crediamo nel Rock come mezzo di comunicazione ed abbiamo cercato di miscelare una musica che ci rappresenti, nata soprattutto dalle diverse culture musicali di ognuno di Noi.
Parlateci un pò del vostro ultimo lavoro, "Requiescat in Pace".... Con quest'ultimo lavoro abbiamo voluto analizzare il tema della "Morte", cercando di parlarne approfonditamente attraverso alcune delle sue diverse sfaccettature. L'idea di questo comune denominatore per le nostre liriche, è nata dopo la realizzazione del brano "Ultima Ora", il brano che ha dato il via ad alcuni cambiamenti nel nostro modo di intendere l'arrangiamento musicale. Suoni metallici e riffs più corposi per esprimere al meglio la rabbia con la quale abbiamo voluto affrontare il tema della pena di morte, condanna ingiusta e dalla quale ci sentiamo di prendere le dovute distanze, sottolineando come nessuno possa arrogarsi il diritto di decidere della vita di un altro essere vivente. Da qui l'idea di narrare, con gli altri brani, altre forme di morte violenta quali il suicidio e l'omicidio. L'immagine del Cristo in copertina è stata scelta per evidenziare una delle prime condanne a morte passate alla storia. Anche il resto dei brani è stato, quindi, composto con questo feeling, per questo è riscontrabile una netta "metallizzazione" rispetto al nostro primo lavoro!
Ho notato che il vostro sound ha radici nel thrash anni'80, soprattutto in quello della Bay Area. Quali sono state le vostre influenze? Sicuramente ognuno di noi apporta il proprio tocco ed il proprio "sapere musicale" durante la fase di arrangiamento di un nuovo pezzo. Ad ogni modo non pensiamo di avere influenze specifiche anche perché siamo tutti, da sempre, divoratori di musica di ogni genere. Comunque, l'influenza di certo thrash metal è davvero tangibile nel disco, ma possiamo anticipare che i nuovi brani composti (circa 4), presentano ancora ulteriori innovazioni, quindi invitiamo ogni lettore di questa intervista, a seguire il nostro operato!!!!!
Quello che vi caratterizza è l'uso della lingua italiana per il cantato, come mai questa scelta così "anticommerciale"? Non pensate di trovare maggiori difficoltà ad emergere in un mondo così conservatore come quello metal? Due sono i motivi che principalmente ci hanno portato a scegliere l'italiano come mezzo di comunicazione. Del primo ne abbiamo già parlato, ed è piacere di narrare delle storie che possano spiegare il nostro punto di vista a riguardo di ciò che ci circonda, affinché chiunque possa comprenderlo, non solo da coloro che seguono il classico Metal! Il secondo motivo, anche se può sembrare presuntuoso, è per dimostrare che anche cantando in Italiano è possibile ottenere buone sonorità Metal. Noi non ci vogliamo porre il problema di possibili miglioramenti commerciali, o quant'altro, scegliendo la lingua inglese per i nostri testi! Vogliamo semplicemente comporre musica alla nostra maniera. Anche se, ci piace sottolinearlo, componendo in Inglese, avremmo molti meno problemi di metrica e di grammatica.
La scelta dell'italiano vi permette di comunicare direttamente con l'ascoltatore, senza l'ostacolo dell'inglese. In che modo sfruttate questo vantaggio nei vostri testi? E' evidente che non dovendo inserire parole chiave come "sole, cuore e amore" è possibile affrontare delle tematiche sicuramente inconsuete all'ascoltatore medio e che non permettono di nascondere la testa sotto la sabbia. Molti gruppi (i cloni delle band più in voga) riescono a non essere originali nemmeno nei testi: ci riferiamo a tutte quelle band che, seguendo il trend imperante del momento per tentare la strada del successo, snaturano i propri pensieri per parlare forzatamente degli argomenti cliché del genere che propinano. Noi non vogliamo fare così!!!! Ci piace sviluppare le liriche come se fossero un altro strumento nel nostro gruppo, facendo un grande lavoro di ricerca delle melodie vocali, della giusta metrica, dei termini più adatti (che fortunatamente non mancano nella nostra splendida lingua). Cerchiamo di lanciare forti messaggi perché secondo noi è andata persa la virtù del pensiero. Avendo la padronanza della nostra lingua madre, possiamo affrontare senza problemi né compromessi l'immagine che noi abbiamo della vita, cosicché riusciamo a proiettarla verso coloro che ci ascoltano. Non vogliamo fare la figura dei professori saccenti, ma crediamo sia giusto porre l'accento alle cose che nel quotidiano diventano straordinarie e che troppo velocemente vengono buttate nel dimenticatoio. Se poi, qualcuno non è d'accordo con noi, può comunque pensare ciò che vuole in riferimento a quello specifico argomento. L'importante per noi, comunque, è che il nostro testo abbia raggiunto l'obbiettivo di suscitare una riflessione nei nostri ascoltatori.
Ho notato che "Alex", è dedicata al protagonista del capolavoro di Kubrick, "Arancia Meccanica". Cosa vi ha spinto ad omaggiare questo personaggio? Noi abbiamo cercato di onorare la genialità di Kubrick, e non la mente perversa del protagonista del film. ALex è stato scelto per narrare un caso di una morte violenta o di uno stupro, come tristemente descritta giornalmente nelle pagine di cronaca nera, ma dagli occhi di chi perpetra la violenza. Abbiamo ricreato la vicenda prendendo liberamente spunto dalla follia omicida magistralmente espressa nel film, per sottolineare l'assurdità, sia nella finzione scenica che nella vita di tutti i giorni, della situazione che si crea quando vieni giudicato "guarito" dai tuoi problemi: ti puoi permettere di fare nuovamente quello che vuoi.
E' molti anni che siete in giro e penso che di gavetta ne avete fatta abbastanza, eppure siete ancora relegati nell'underground. Da cosa pensate possa dipendere questo? Quali sono gli ostacoli che avete incontrato maggiormente? Le difficoltà sono sicuramente da ricercare dalla nostra scelta di base di comporre la musica come pensiamo meglio ci rappresenti, escludendo cover e compromessi. Molto dipende sicuramente anche dalla sfortuna di non aver incontrato la persona giusta al momento giusto, o forse può dipendere anche dalla nostra incapacità. Mai sopravvalutarsi!!!!!!!
Qual'è la vostra opinione sulla odierna scena italiana? Da quando avete iniziato le cose sono cambiate in meglio? Vivendo
nell'underground musicale italiano, come anche te hai evidenziato
nella precedente domanda, s'incontrano bellissime realtà. Per
la cultura musicale che regna nel nostro paese è difficile
trovare una propria dimensione quando questa di discosta dalla oramai
radicata musica leggera. Personalmente pensiamo che le cose siano
in un certo senso peggiorate ultimamente, perché il business,
notoriamente spietato spesso anche al livello di piccole label, ha
si dato la possibilità a molti gruppi di incidere CD e fare
qualche data anche importante, ma il tutto a scapito della qualità
media dei prodotti. Ci riferiamo, ad esempio, al proliferare di uscite
di gruppi di metal classico/sinfonico. Molte band sono state portate
al fatidico contratto senza nemmeno avere fatto la tanto blasonata
gavetta (che è come una manna dal cielo quando si vuole , ad
esempio, arrangiare un pezzo!), cosicché hanno saturato i negozi
di proposte simili e spesso mediocri. Ciò non fa bene al mercato
metal, in quanto gli ascoltatori, che hanno ottime orecchie per capire
se il prodotto presentato è buono o meno, spesso snobbano alcune
uscite perché si aspettano la solita minestra riscaldata, mentre
alcune band che non vogliono piegarsi alle esigenze di vendite (le
quali, per dirla tutta, non possono permettere mica stipendi miliardari!!!!)
non riescono a trovare spazi, se non auto producendosi. Avete difficoltà nel trovare spazi live e a promuovere la vostra band? Crediamo di aver bisogno di una buona agenzia di management perché a un certo punto diventa faticoso gestire tutto da soli. Ad ogni modo, pensiamo di essere fortunati perché anche in autogestione riusciamo a suonare molto.
Che rapporto avete con internet? Cosa ne pensate della diffusione della musica in rete tramite gli mp3? Le potenzialità divulgative di Internet sono oramai note a tutti e crediamo che l'utilizzo degli mp3 sia una buona cosa per i gruppi musicali underground, tant'è che su Vitaminic (http://stage.vitaminic.it/s.r.l./) potrete trovare gran parte del nostro materiale. E' comunque evidente la diversità di qualità che esiste tra un brano compresso ed un CD, senza contare il fatto che, secondo il nostro parere, un disco è fatto d'idee che si esprimono anche attraverso la sua grafica e la modalità di presentazione dello stesso. Quindi: scaricate musica ma supportate gli artisti.
State lavorando a del nuovo materiale in questo periodo? Sarà differente dalle composizioni contenute in "Requiescat in Pace"? Come da sempre, la nostra vena artistica ha libero sfogo. Costruiamo in continuazione pezzi nuovi e non è da escludere una futura nuova uscita discografica. Requiescat in Pace si contraddistingue per la tematica portante. Ad ogni modo, come per i nostri vecchi brani contenuti nell'album "Società Responsabilità Limitata", i nuovi brani costruiti, sono caratterizzati da messaggi di carattere forte.
Siamo arrivati alla fine, vi lascio uno spazio a disposizione per dire quello che volete ai nostri lettori Vorremmo
concludere citando una frase di Jack Folla, l'albatros di Alkatraz
(ispiratore del brano "ULTIMA ORA"):
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