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I Sevengates sono una delle più bella realtà della
nostra amata (ed aggiungo, fin troppo inflazionata) scena power. Il
gruppo fiorentino, pur non inventando niente di nuovo, debutta sul
mercato con un album di grande qualità come "Unreality",
classico nel suo stile tipicamente power ma capace di sfornare delle
canzoni di alto livello, supportate dalle ottime capacità tecniche
di questi sei ragazzi. Ciò che sorprende è che l'album
viene pubblicato dalla brasiliana Megahard, il quale rispetto all'etichette
di casa nostra (fin troppo impegnate a trovare i nuovi Vision Divine
o Rhapsody di turno), ha saputo credere nel talento dei Sevengates,
premiando le capacità del combo fiorentino e garantendo loro
una distribuzione internazionale (non a caso l'album è stato
pubblicato prima in Sudamerica ed Europa e successivamente in Italia).
Allora
Tommaso,"Unreality" è finalmente disponibile anche
in Italia. Come pensate che reagirà il pubblico italiano al
vostro debut?
[Tommaso Vitali] Finalmente, dopo un lungo periodo, "Unreality"
si troverà nei negozi italiani!
Ti assicuro che è stata un'odissea questa pubblicazione italiana
del disco, soprattutto a causa del fattore distanza con la Megahard
(etichetta brasiliana), fattore che dilata i tempi in maniera esagerata.
Comunque noi ce l'abbiamo messa tutta, e speriamo che il disco venga
accolto bene dagli ascoltatori. Penso che piacerà sicuramente
a tutti i fan del power metal classico.
Siete sotto contratto con la Brasiliana Megahard Records; come siete
giunti al deal e soprattutto cosa vi ha convinto a firmare per questa
etichetta?
[Tommaso] Siamo giunti al contratto per 2 dischi con la Megahard Records
spedendo il nostro "Demo 2000" a giro per il mondo. Ci hanno
risposto 2 o 3 piccole etichette, e l'offerta migliore è stata
quella della Megahard. Quindi, presi da un iniziale entusiasmo, abbiamo
firmato per 2 album.
[Marco Moroni] C'è da dire che l'idea è nata dal fatto
che i Frozen Tears, altro gruppo fiorentino con cui siamo in stretti
rapporti, all'epoca del nostro demo erano "accasati" proprio
con la label brasiliana. Di lì è stato quasi "naturale"
spedire un promo alla Megahard, promo cui hanno fatto seguito svariate
mail di "contrattazione" delle condizioni, e infine la firma.
Penso che sia difficile mantenere
i contatti con una casa discografica che sta all'altro capo del mondo.
Non c'è il rischio di non poter tenere sotto controllo l'operato
dell'etichetta, sia in termini promozionali che di vendite?
[Paolo Baroni] "How true!", mi verrebbe da replicare! Sì,
i problemi non si contano. Generalmente sono io che tengo i contatti
diretti, e alcuni passaggi non sono stati affatto semplici. Ma queste
sono difficoltà che si superano.
In effetti hai individuato il vero problema: il feedback che possiamo
avere riguardo a promozione e vendite, è davvero limitato:
a volte passa direttamente attraverso i fans... Comunque, non ci preme
più di tanto il lato delle vendite effettive. Non abbiamo grosse
pretese, finchè il nome comincia a circolare e crescono le
nostre possibilità di fare delle date e divertirci, per noi
va bene. Per questo il lato promozione ci preoccupa maggiormente…
Torniamo a parlare nello specifico
di "Unreality". Ho trovato nel vostro sound dei richiami
ai primi Elegy (per intenderci quelli con Edward Hovinga alla voce).
E' stata solo un mia impressione o il gruppo olandese rientra nei
vostri ascolti?
[Tommaso] A dirti la verità penso che gli altri del
gruppo non abbiano mai ascoltato gli Elegy! Io personalmente ho "Supremacy"
e "Forbidden Fruit". "Supremacy" lo reputo un
bellissimo album mentre "Forbidden Fruit" mi ha deluso un
po' (a parte il lavoro chitarristico del grande Rondat). Ora mi hai
incuriosito, mi toccherà comprare il primo disco degli Elegy,
per vedere se ci sono davvero queste somiglianze! Comunque, le nostre
maggiori influenze vengono da gruppi come Helloween, Stratovarius,
Malmsteen, Iron Maiden.
[Marco] Sai, spesso veniamo paragonati a gruppi che non ascoltiamo,
il problema è quando ci bollano come "band fotocopia"
di gruppi di cui quasi non conosciamo l'esistenza!!!!
Il vostro stile compositivo, si
differenzia dal tipico approccio "italiano" al power, prediligendo
sonorità europee e dando spazio ad interessanti inserti prog.
Come descriveresti ai nostri lettori "Unreality"...
[Marco] Bah, potrei dire un classic-symphonic-power-prog e
chi più ne ha ne metta!!!! Ma personalmente odio queste "classificazioni"
di comodo e preferisco dire che il sound di "Unreality"
è il frutto naturale e spontaneo di tutte le nostre influenze,
in cui il denominatore comune è il power '80 e '90, per poi
passare a Dream Theater (li ascoltano soprattutto Simone e Fabrizio)
e un po' di sano vecchio Hard Rock (la "colpa" è
mia!!! Ehehehe)… poi comunque, la cosa migliore da fare è dare
un ascolto al cd o scaricare qualche pezzo da internet o dal nostro
sito, perché poi alla fine la musica vale più di 100000
parole…..
Quanto è durata la fase
compositiva dell'album?
[Marco] Il primo pezzo, "Lords of the Night", risale
al 1999, con ancora la vecchia formazione, con cui abbiamo "creato"
i 4 brani del "Demo 2000". Poi, con l'ingresso di Fabrizio
e Federico, e soprattutto dopo la firma con la Megahard, ci siamo
dedicati alla stesura dei pezzi, diciamo tra settembre 2000 e marzo
2001, per poi elaborare gli arrangiamenti, proporli "Live"
per vedere la reazione dei fans e infine registrarli a settembre 2001……
L'album è stato prodotto
da Frank Andiver agli Zenith Studio. Come vi siete trovati a lavorare
con lui e soprattutto siete soddisfatti del prodotto finale?
[Sjmo Vermigli] Ci siamo trovati davvero molto bene! E' un
professionista molto serio e preparato e credo che il suo punto di
forza è quello di essere anche un musicista. Questo ti aiuta
davvero molto quando cerchi di tirar fuori dei suoni: riesci ad ottenere
il massimo in un tempo davvero minimo e quando siamo in fase di registrazione
questo è importante!
Così come è importante non lasciare nulla al caso! C'è
anche bisogno di un orecchio esterno, pronto a dirti il suo punto
di vista in ogni momento naturalmente senza imposizioni perchè,
alla fine, si tratta della tua musica e delle tue idee…. una considerazione
di riguardo va anche alla strumentazione davvero all'avanguardia di
cui sono dotati gli ZENITH STUDIO!
[Marco] Ehm… e poi non dimentichiamo che, a quanto ho sentito, Frank
offra il rapporto qualità-prezzo (ottimi entrambi) migliore
che ci sia qui in Italia!!!!!!!
Insomma, non si spende le cifre stratosferiche che ho sentito in giro!!!!!!
Domanda un pò banale, ma
credo che possa essere d'aiuto a molte band. Quali sono le maggiori
difficoltà che si incontrano in studio di registrazione, quando
si deve registrare un album "vero" e non il classico demo?
[Sjmo]: Credo che la maggiore difficoltà in assoluto
sia conciliare il poco tempo a disposizione per poter rendere al meglio
nel proprio strumento e nelle sonorità globali. Ci sono davvero
tanti, troppi fattori di cui tener conto e primi fra questi il BUDGET
che si ha a disposizione, che naturalmente è sempre ridotto,
e la capacità del musicista nonchè del tecnico di registrazione!
E' importante non accontentarsi bensì riuscire perfettamente
a tirar fuori e migliori sonorità.
[Marco] Entrando un po' nello specifico della domanda, credo che
le maggiori difficoltà in studio per dei musicisti "al
debutto" vengano dal fatto che in realtà ci sono tantissime
cose a cui di solito non si da la giusta importanza, dagli arrangiamenti
alle ritmiche (tutti preoccupatissimi per gli assoli, ma in realtà
è più difficile creare e registrare delle buone ritmiche)
ai suoni!!!!!
Quali sono le tematiche affrontate
nei vostri testi? Come mai avete deciso di raccontare un episodio
della seconda guerra mondiale in "Battle of Britain"?
[Marco] Beh, i testi fondamentalmente parlano un po' di tutto,
dall'allegra e scanzonata "Download" (notti passate a scaricare
big boobs, mp3, video, teens ecc....) ai testi più "impegnati"
di Paolo (L'esistenza umana ecc.ecc.) ai classici testi "power"...
"Battle of Britain"? Certo è dura spiegare il testo
di una strumentale (ehm, ho fatto la classica figura di m...., ndPaolo),
ma comunque è stata chiamata così perché ascoltandola
mi ricordava un po' l'atmosfera degli scontri aerei della seconda
guerra mondiale, traccianti, fumo, nuvole, il rombo dei motori, le
evoluzioni… il tutto a "vista d'occhio" e non come oggi
guardando lo schermettino di un missile teleguidato…
Sai io ho una grandissima passione per il periodo storico della seconda
guerra mondiale e ho letto un sacco di libri sull'argomento… penso
che in futuro qualche testo ne verrà fuori...
[Paolo] Ricordo l'e-mail di Marco in cui ci descriveva la "visione"
ispiratagli dal pezzo strumentale, dando vita a una scena diversa
per ogni sezione del brano… Convinse subito tutti! Però, Marco,
come sarebbe "l'esistenza umana ecc...."?
Grazie per la considerazione!
A parte gli scherzi, i miei testi vengono sempre classificati come
"seri", o a volte come "pretenziosi"… Non lo so,
in ogni caso corrispondono DAVVERO al mio pensiero e alla mia esperienza!
E' stato importante, in alcune fasi particolarmente formative della
mia vita, riconoscere dei valori immediati, e importanti di per sé,
a prescindere da concetti di cui si è abusato, credo, come
la trascendenza.
Mi sono costruito nel tempo una sorta di sistema morale personale
(sempre in evoluzione, a dire il vero) che a ben guardare è
alla base di "Lament of the Sins", per esempio.
L'album, è già stato
distribuito in Europa e Sudamerica nei precedenti mesi. Che tipo di
riscontri avete avuto da parte della stampa internazionale e avete
già un'idea in termini di vendite?
[Sjmo] Per quanto riguarda il riscontro della stampa internazionale
possiamo dirti che abbiamo notato delle differenze nette tra quella
italiana e quella europea e sopratutto extraeuropea! Qui cercano subito
di etichettarti e di paragonarti a qualche gruppo. Beh può
essere anche giusto dare dei riferimenti, in fondo, però che
siano quelli giusti! Mi viene da ridere se penso a qualche accostamento
che ci hanno fatto perchè trattasi addirittura di gruppi che
nemmeno conosco.
In Sud America è tutto molto diverso: abbiamo tanti fan che
sentiamo ogni giorno e che adorano la nostra musica desiderosi di
poterci vedere suonare LIVE dalle loro parti. Sarebbe davvero molto
bello prossimamente sbarcare oltre-oceano visto che diamo molto importanza
all'aspetto LIVE.
Cosa rapprensenta l'artwork in copertina
e chi l'ha realizzato?
[Paolo] L'ha realizzato un disegnatore con cui eravamo in contatto,
perché fratello di una mia amica. Ha eleborato su una traccia
esistente preparata da un altro nostro amico, Luca.
Il senso è da ricercare nella stessa title-track… è
fin troppo banale asserire che la realtà dell'uomo è
fortemente dicotomica: da un lato siamo incatenati alla fisicità
dell'esistenza e alle sue imposizioni, dall'altro siamo in contatto
con quella che un po' semplicisticamente potrei chiamare la "dimensione
onirica". E non mi riferisco tanto ai sogni in sé per
sé (che anzi sembrano avere dei meccanismi abbastanza semplici
e ricorrenti), quanto a tutto quello che intangibilmente entra nelle
"alte sfere" della nostra coscienza.
Le speranze, la volontà, l'arte, le emozioni… sì, anche
queste le pongo nelle "alte sfere" dell'io. Sono quelle
che più fanno sentire vivi. "Unreality" parla di
questo: il cancello che si apre sulla dimensione "eterea",
in questa rappresentazione, è l'individuo stesso!
Per questo dico che la connessione è stabilmente aperta, e
non possiamo chiuderla (se non annullandoci, in ultima analisi).
Ora che l'album è distribuito
in Italia, pensate di promuoverlo attraverso l'attività live?
Avete delle date già in programma?
[Marco] Sarebbe l'ora!!!!! Sai, per vari problemi finora non ci siamo
potuti muovere tanto dalla Toscana, dove ormai, grazie proprio all'attività
live abbiamo ormai un discreto seguito.
Poi c'è la difficoltà di "incastrare" la nostra
attività con quella dei Vision Divine, di cui Federico è
il secondo chitarrista, cosa non facile visto che le loro date e i
loro programmi ci arrivano all'ultimo minuto e cambiano di continuo…
l'unica soluzione sarebbe quella di "collaborare" almeno
per qualche data, vediamo se sarà possibile.
Comunque abbiamo qualche data in programma per la fine dell'anno soprattutto
qua in Toscana e poi per i primi mesi dell'anno nuovo saremo "on
the road" per un vero tour… e te lo posso garantire al 100% perché
lo sto organizzando io… non ce ne frega in che locali suoneremo, ma
l'importante è riuscire a "toccare" tutte le parti
d'Italia (compreso il Sud, anche se non è facile!!!!) per dare
la possibilità a chi vuole sentirci di avere un nostro show
vicino casa sua, senza doversi spostare troppo!!!!!!
Sono piccole attenzioni che a me comportano un'enorme mole di lavoro
organizzativo ma credo che i fans se lo meritino, visto che abbiamo
avuto mail che ci richiedono un po' dappertutto, compreso all'estero…
ogni cosa a suo tempo!
E' già in cantiere il successore
di "Unreality"? Se è sì, potete darci qualche
anticipazione sul nuovo album?
[Fabrizio Marnica] Proprio in questo periodo stiamo riprendendo l'attività
di composizione, infatti sia io che Tommaso, abbiamo buttato giù
diverse idee, che stiamo completando ed affinando insieme a tutta
la band, durante le prove. L'idea è quella di unire l'attività
live con la composizione, in modo da avere il cd pronto a distanza
di un anno da "Unreality".
Per quanto riguarda i nuovi pezzi, saranno la naturale evoluzione
di quelli di "Unreality", e vorrei sottolineare "NATURALE",
nel senso che a noi piace fare power, e non ci interessa se oggi và
di più il thrash o il nu-metal o altro, non cambieremo mai
di colpo genere perchè il mercato, o i recensori, lo impongono,
anche perchè secondo me, l'identità di un gruppo è
la cosa più importante, è quella che ti dà il
marchio di fabbrica e differenzia un gruppo dall'altro!
Quindi sarà il sound "Sevengates", con in più
alle spalle l'esperienza di aver registrato già un cd e di
aver fatto diversi concerti.
Ok, siamo giunti alla conclusione
della nostra chiacchierata. Vuoi aggiungere qualcosa per i nostri
lettori...
[Marco] Beh, prima di aggiungere qualcosa è doveroso,
e ti assicuro che non è per "rito", ringraziare Metallo
Italiano per questa intervista, e assieme a lui bisogna ringraziare
tutti quelli (e sono tanti) che ci hanno supportato sin dall'inizio…
che dire, penso che davvero il mondo della musica sia uno schifo,
tanti interessi, tanti soldi che girano, tante fregature, tanti artisti
"montati" che se la tirano un sacco, ed è proprio
per questo che è davvero importante trovare persone "normali"
e disponibili che AMANO la musica per quello che è, e ti assicuro
che nell'underground (e non solo) per fortuna se ne trovano ancora….
"Unreality" potrà essere bello o brutto, scontato
o no, potrà piacere o non piacere comunque è stata tutta
musica fatta col cuore, quindi dategli un'ascolto!!!!!!!!!!
See you on the road!!!!!!!!!!
Paolo Ponente
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