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Siamo
in compagnia dei bolzanini SKANNERS, una delle band storiche del panorama
tricolore, una delle poche a non aver mai mollato, passando indenne
attraverso mode e cambio dei tempi, merito della forte passione e
dedizione alla causa da parte dei due veterani Fabio Tenca e Claudio
Pisoni. Dopo 26 anni e con l’entusiasmo degli esordi, sono ancora
qui, per parlarci del loro sesto album, di heavy metal e di altro
ancora, con la professionalità e la simpatia che da sempre li caratterizza.
Allora, quali sono le prime reazioni
all’uscita del nuovo “The Serial Healer” e quali sono le vostre impressioni
a caldo?
[Fabio]: Estremamente positive, direi più delle aspettative il disco
piace, i pezzi dal vivo rendono alla grande.
[Claudio]: Siamo totalmente soddisfatti del nuovo lavoro.
Sono passati cinque lunghi anni da
“Flagellum Dei”. Cosa è successo in questo lasso di tempo e come si
è mossa nel frattempo la band?
[Fabio]: E’ successo di tutto e di più !! Abbiamo cambiato formazione,
ci siamo separati dal vecchio management, abbiamo promosso “FLAGELLUM
DEI” in lungo ed in largo, soprattutto in Italia ed in Germania. “FLAGELLUM
DEI” è l’album che ci ha dato in un certo senso la possibilità di
rimetterci in “pista” e ci ha permesso di suonare tantissimo dal vivo,
il che è linfa vitale per un gruppo come il nostro. Proprio durante
un concerto, attraverso un amico, abbiamo conosciuto Giuliano Mazzardi
della MY Graveyard Productions, il quale si è occupato della ristampa
dei nostri primi due album “DIRTY ARMADA” e “PICTURES OF WAR”, che
tra l’altro erano dei vinili introvabili ed i quali ci hanno permesso
di proseguire la nostra attività live. In seguito sempre con la My
Graveyard abbiamo siglato un contratto per il nuovo album “ THE SERIAL
HEALER”!!!
Il nuovo lavoro mostra un ulteriore
indurimento del sound rispetto al precedente “Flagellum Dei”, pur
mantenendo l’inconfondibile marchio Skanners. Insomma, più “invecchiate”
e più diventate duri!
[Fabio]: Ma guarda, per nostra volontà abbiamo ricercato un suono
molto diretto e di impatto, senza compromessi, questo logicamente
risulta sotto certi aspetti molto duro e violento all’ascolto, ma
se si esamina a fondo il Cd ci si accorge di un songwriting più “soft”
che si riallaccia alle sonorità dei nostri esordi.
Come è avvenuto il processo di songwriting
e la “gestazione” di “The Serial Healer”?
[Fabio]: Per quanto riguarda la composizione dei brani di “THE SERIAL
HEALER” , il tutto è nato più o meno come per i precedenti album,
ovvero come nostra consuetudine si parte da dei riff di chitarra improvvisati
e si comincia a comporre lo scheletro della struttura del brano improntando
una linea vocale provvisoria, dopodiché è in questa fase che solitamente
Claudio ed io cerchiamo un soggetto/tema per la stesura dei testi,
quindi si comincia ad arrangiare ed adattare il brano in funzione
delle emozioni e del significato che trasmette il testo cercando di
rendere poi le parole e le frasi il più musicali possibile. Per questo
motivo ci avvaliamo della collaborazione del nostro amico Mike Frajiria
che ci adatta i testi correttamente in lingua inglese. Per quanto
riguarda la creazione di questo nuovo album abbiamo voluto mantenere
una certa continuità che lega praticamente tutti i nostri album attraverso
la ricerca e di conseguenza la descrizione di quelli che si possono
definire ruoli o personaggi carismatici, che tra l’altro ci hanno
da sempre affascinato.
[Claudio]: Infatti in tutti i nostri album ci sono sempre stati dei
riferimenti a personaggi di cui sopra si parlava. “DIRTY ARMADA” per
esempio si riferisce in parte ai pirati ed alla loro vita, “PICTURES
OF WAR” si riferisce ai potenti signori della guerra in generale.
Con “THE MAGIC SQUARE” si introduce oltre all’esoterico enigma del
quadrato magico, un personaggio autobiografico che è il becchino “
THE UNDERTAKER” . Con “FLAGELLUM DEI” si narra la vita di Attila Re
degli Unni. Con questo ultimo lavoro ritorniamo alla figura losca
di questo individuo che è il becchino.
“The Serial Healer” è stato registrato
ancora una volta ai New Sin Studios di Loria (TV) sotto la regia di
Luigi Stefanini. Segno che vi trovate bene.
[Fabio]: Hai perfettamente ragione, con Luigi siamo sin da subito
entrati in sintonia, sarà stata l’età o la stessa passione per il
metal… Il fatto è che ci siamo subito capiti alla perfezione. Noi
sapevamo esattamente ciò che volevamo, siamo entrati in studio con
idee molto chiare ed estremamente preparati, e lui da grande professionista,
ha subito colto l’intenzione nostra e non ha fatto altro che esaltare
ed enfatizzare il tutto proponendoci delle soluzioni tecniche perfettamente
in linea con ciò che richiedevamo. Per tutti e due gli album, ma soprattutto
per “The Serial Healer “, abbiamo lavorato in un clima sereno e scherzoso
e lo spirito di gruppo era decisamente alle stelle. Anche Luigi ha
dichiarato che si è divertito alla grande a fare una produzione di
puro Heavy Metal con suoni di chitarre “ciccioni” senza il sostegno
delle tastiere.
C’è qualche aneddoto da raccontare
riguardo alle registrazioni?
[Fabio]: Ce ne sono diversi, ma forse quello più interessante è che
siamo arrivati in studio con il pezzo ”The serial Healer” che non
era completamente finito, ed il riff non ci entusiasmava a 1000 !!
Quindi nelle pause alla sera lo abbiamo riscritto completamente ed
lo abbiamo poi fatto improvvisare a Claudio direttamente in studio.
E direi che se l’è cavata alla grande!!!
A mente fredda, c’è qualcosa che
avreste modificato o avreste voluto realizzare in maniera diversa?
[Fabio]: Mah, probabilmente qualche piccola parte da arrangiare diversamente.
Ma sono solo dei dettagli maniacali di noi musicisti pignoli!!!
Questo nuovo lavoro può essere considerato
un concept album. Racconta le gesta di un becchino “particolare”.
Una storia tutta da scoprire attraverso i testi ed il tuo racconto,
Claudio, nel simpatico filmato incluso nel cd. Da dove è nata l’ispirazione?
C’è qualche riferimento con il vostro vecchio brano “Undertaker”?
Ci vuoi spiegare in breve la storia per chi ancora non ha il cd?
[Claudio]: Esattamente! THE SERIAL HEALER è un concept album che descrive
la storia di un certo personaggio e la sua folle ideologia !! Questo
personaggio non è altro che un becchino (e qui ci si ricollega al
famoso UNDERTAKER) alla ricerca della chiave dell’immortalità…. individuo
estremamente intelligente, in realtà è un assassino seriale ma a fin
di bene…Visto che a causa del suo lavoro ha a che fare quotidianamente
con la morte, dedica la sua vita alla ricerca della formula per la
vita eterna. Lui diventerà un assassino seriale in quanto nella sua
lucida pazzia è fermamente convinto di aver trovato l’antidoto alla
morte che si trova nascosto in ogni essere umano. Questa scoperta
però ha il suo prezzo da pagare. Il sacrificio (apparente) delle sue
vittime che uccide, praticando un foro con uno scalpello tra naso
e occhi, ma dal quale ne ricava un’unione universale tra anima e corpo,
porterà la vita eterna all’ umanità. Ovviamente lui si crede un salvatore
seriale... THE SERIAL HEALER!!!
Qual’è il brano che preferite e
che vi da maggiori “vibrazioni”, mentre lo suonate?
[Fabio]: Sai, qui subentra il gusto personale. Ci sono dei brani che
a me personalmente fanno vibrare la pancia ancora oggi…tipo ROCK ROCK
CITY o METAL PARTY ad esempio...
Bisogna dire che la My Graveyard
Productions ha svolto un ottimo lavoro ed è una etichetta che mette
anima e corpo per proporre sul mercato il caro vecchio heavy metal.
Scontato dire che siete a vostro agio!
[Fabio]: Guarda con Giuliano della M.G.P. siamo subito andati perfettamente
d’accordo su quasi tutto e da subito ci si intendeva al meglio sulle
operazioni da fare. Questo è semplicemente dovuto al fatto che anche
lui, come noi del resto, è uno sfegatato appassionato del Dio Metallo
e quello che fa gli viene dettato dalla passione pura!!!
A proposito di ottimo lavoro da parte
della vostra etichetta. Bisogna ammettere che le vostre recenti ristampe
di “Dirty Armada” e “Pictures Of War” sono state curate in maniera
lodevole sotto tutti i punti di vista. Sono state accolte molto bene
dalla critica e dai fans. Cosa ne pensate e quali sensazioni si provano
nel vedere questi due pezzi di storia sotto una nuova luce?
[Claudio]: Possiamo senz’altro dire che la My Graveyard ha fatto veramente
un gran lavoro, innanzitutto un remastering strepitoso che non ha
alterato minimamente i suoni originali, ma li ha resi più potenti
pompandoli a livello dei CD attuali. Poi ci siamo veramente divertiti
nella ricerca di foto e dettagli storici da inserire nei booklet che
alla fine riflettono in pieno l’atmosfera magica di quel periodo,
ed infine in ogni CD ci sono due brani inediti appartenenti a preproduzioni
e demotape e due video dal vivo sempre dell’epoca. Insomma una vera
e propria documentazione storica che fará rivivere quel periodo ai
metallers più “anziani” , mentre i più giovani potranno gustare quello
che era l’heavy metal negli anni '80.
Rimanendo sempre ancorati al classico
modo di intendere e suonare l’heavy metal, siete riusciti nel corso
degli anni a rinnovarvi costantemente. Il pubblico eterogeneo presente
ai vostri concerti conferma che state sempre al passo con i tempi.
[Claudio]: Questo sicuramente è dovuto al fatto che non ci siamo mai
sciolti ed abbiamo sempre continuato a suonare anche nei periodi “bui
“ del metallo…. Ed ovviamente ci siamo sempre guardati attorno per
vedere ed ascoltare le nuove tendenze musicali che in qualche modo
ti influenzano, anche se in modo molto blando. Quindi nell’evoluzione
naturale degli Skanners ci sono delle “contaminazioni” più moderne
soprattutto riguardo le sonorità che comunque non alterano per nulla
il songwriting!!!
Nelle vostre esibizioni live, oltre
a mostrare una consolidata padronanza musicale e senso del palco,
traspare un grosso affiatamento tra di voi e si vede chiaramente che
vi divertite alla grande.
[Fabio]: Sai, se non ci fosse alla base di tutto la passione ed il
divertimento, penso che avremmo smesso di suonare già da molto tempo….
Abbiamo la fortuna di riuscire a condividere in pieno le emozioni
che si vivono sul palco, di conseguenza questo traspare e mi auguro
che tutto ciò venga anche trasmesso al pubblico.
Si sta assistendo ad un ritorno del
metal anni ’80. A livello nazionale, ne sono la prova le reunion di
band storiche quali Strana Officina, Crying Steel, Sabotage e Steel
Crown solo per citarne alcune. Dimostrazione questa che la passione
è dura a morire. Come giudicate questi ritorni? Pensate che potranno
prendersi più di qualche rivincita?
[Claudio]: La cosa ci fa estremamente piacere, primo perché sono delle
grandissime e meritevoli bands con cui abbiamo spesso e volentieri
condiviso i palchi dell’epoca, questo significa che è di nuovo in
voga il “nostro” genere musicale old style. Di conseguenza c è una
sorta di ritorno alle sonorità anni ’80, per cui non può che andare
bene anche a noi. Noi non abbiamo mai mollato, siamo sempre rimasti
attivi, anche nel periodo più buio per il metal (inizi anni 90), dove
era veramente difficile proporsi come metal band, quindi ben vengano
le vecchie glorie!!!
Dagli anni ’80, grazie anche ad internet,
la situazione è nettamente cambiata. Ora tutto è più facile e veloce.
Come vedi ora la scena italiana? A parte qualche nome, cosa manca
ancora alle band nostrane per imporsi a livello internazionale?
[Fabio]: Dobbiamo senz’altro ammettere che con l’avvento di internet
le possibilità di farsi conoscere, di comunicazione e di lavoro in
generale sono aumentate in maniera esponenziale, creando da un lato
una cosa più che positiva, ma dall’altro un eccesso di dati ed informazioni
superflue ed inutili che non fanno altro che intasare la rete e creare
sempre più confusione.
Concordo pienamente!. Cosa vi da
più fastidio e cosa vi piace di più nell’ambiente musicale?
[Fabio]: La cosa più fastidiosa è che per suonare ed esibirti a certi
livelli in Italia devi avere determinate conoscenze…. altrimenti in
certi circuiti non riesci ad accedere. (questo è piuttosto tipico
in Italia… non solo nell’ambiente musicale !!) La cosa più bella è
che come noi, ci sono tantissime bands e persone che sono veramente
appassionate al genere metal. E’ una sorta di grande famiglia che
se noti contraddistingue il metal da qualsiasi altro genere musicale!!!
Cosa pensi delle Webzines e della
carta stampata? Come vedi il loro futuro?
[Fabio]: Sono una grande cosa !! Sicuramente prenderanno sempre più
spazio alla carta stampata, che però secondo me non svanirà completamente,
resterà una sorta di lettura d’ Elite per puristi… un po’ come il
disco in vinile.
Quali sono i vantaggi o gli svantaggi
di trovarsi in una posizione geografica di confine come Bolzano?
[Claudio]: Bah ti dirò, i vantaggi, come tutte le zone di confine,
sono la possibilità di confrontarti con un paese straniero, con usi
costumi, cultura e mentalità differenti, quindi condividere esperienze
differenti e molto spesso a nostro avviso positive. Gli svantaggi,
se così si possono definire, sono che vivi in culo al mondo, che tra
l’altro oggi come oggi non è più un problema visto Internet ecc… e
forse, come ci è capitato qualche volta, di non essere considerati
del tutto italiani, che anche questo può essere interpretato positivo
o negativo, a seconda del punto di vista...
Quali sono i vostri ascolti abituali
e cosa state ascoltando di recente?
[Fabio]: Quanto spazio hai sul sito a disposizione ???? Qui il gioco
si fa duro !!! A parte gli scherzi ognuno di noi ascolta i generi
più disparati, che spaziano dal metal anni ‘80 ovviamente…(visto che
l’abbiamo vissuto soprattutto io, Claudio e Walter), alla new wave
anni ‘80 es. Spandau Ballet, Level 42, Simple Minds ecc… passando
per il rock e hard rock degli anni ‘70 es. Led Zeppelin, Deep Purple,
Doors ecc…Poi io personalmente ascolto molto i gruppi metal italiani
vecchi e nuovi ed ovviamente i grandi chitarristi, tipo Steve Vai,
Eddie Van Halen, Steve Morse, Paco De Lucia, Tommy Emmanuel e molti
altri…. Dimenticavo Claudio ha un ascolto praticamente a senso unico
SAXON, SAXON e metal teutonico antico!!!
Domanda scontata, ma necessaria:
cos’è per voi l’heavy metal?
[Fabio]: Linfa vitale, ma soprattutto PASSIONE!!!
Il “becchino” ha trovato l’antidoto
per l’immortalità. Quale è il vostro elisir per continuare a proporre
musica di alta qualità?
[Claudio]: Sinceramente non ne abbiamo idea. Al momento siamo pieni
di entusiasmo e molto carichi anche a livello musicale !! Abbiamo
ancora molto da proporre, per cui avremo modo in un lontano futuro
di riparlarne... ah ah ah!!
Quali sono i vostri programmi, per
l’immediato futuro?
[Fabio]: Suonare suonare, suonare il più possibile e promuovere “The
Serial Healer” dal vivo nel miglior modo possibile. Al momento abbiamo
diverse date in Italia e contiamo di partecipare a qualche Festival
estivo anche all’estero. STAY TUNED!!!
Siamo giunti in dirittura d’arrivo.
Dandovi appuntamento per una intervista retrospettiva, sulla futura
rubrica sul metal anni ’80 (prossimamente su queste pagine), chiudete
l’intervista come volete!
[Fabio]: Grazie 1000 a te SERGIO!
[Claudio]: THE UNDERTAKER IS BACK !!! AND HE’S WAITIN’ U ON STAGE!!!
Un sentito grazie per la vostra disponibilità a nome di tutta la redazione
di Metallo Italiano e un arrivederci ai vostri prossimi concerti...
Quindi “metal brothers” non perdeteveli, quando il “becchino” passerà
dalla vostre parti!
Intervista di Sergio
Nardelli
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