| INTERVISTE/SKYLARK | |
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Allora ragazzi, vi confido subito che non ho ascoltato The Princess Day..(al momento di realizzare l'intervista non avevo ancora ricevuto una copia del cd, ndM) (risate generali).. Eddy: è bellissima questa cosa, no perché tutti magari quando fanno le interviste nove volte su dieci non lo hanno ascoltato, vuoi perché il promozionale è arrivato due minuti prima o non è proprio arrivato, però cominciano a parlare ed a raccontare una marea di palle tipo 'ho sentito che ci sono delle influenze diverse...' magari hanno letto altre recensioni prima.. quindi va bene.
Iniziamo subito con una questione spinosa, cosa ci puoi raccontare della vicenda che vi ha visto coinvolti su Metal.it? Eddy: Che ti devo raccontare...voi avrete letto tutto ovviamente; guarda secondo me ci sono diversi problemi: primo, internet non ha una giurisprudenza ben definita, nel senso che se io scrivo su una rivista pubblicata e regolarmente stampata in edicola, che tu sei un drogato e tua mamma è una puttana, tu, il giorno dopo, vai dal tuo avvocato, mi fai una querela e mi apri il culo perché tua mamma non è una puttana e tu, che sappia io, o per lo meno non ho le prove per dirlo, non sei un drogato. Invece su internet si può fare quello che si vuole, in realtà non è così: ci sono delle cause, dei discorsi che sono aperti e si sta cercando di costruire una giurisprudenza... il caporedattore di Metal.it si nasconde, questa secondo me è stata la cosa veramente triste... se tu gli chiedi il motivo per cui non censura delle diffamazioni (poi dopo cerchiamo di capire se sono o non sono delle diffamazioni) lui non ti risponde "No, non sono delle diffamazioni", ma "Io sul mio sito faccio quello che voglio perché tanto non è un sito a pagamento!". Secondo me basterebbe solo questo per non continuare la discussione.. allora noi sappiamo che Metal.it si permette (Metallo Italiano si dissocia completamente da queste affermazioni, che pubblichiamo solo per dovere di cronaca, NdPaolo), tramite escamotage, di diffamare impunemente la gente, perché dico diffamazione... dico diffamazione perché a me non me ne frega niente che chi mi recensisca mi dia 2 o 0, d'altronde esiste la libertà di parola! Il problema è chi lo ha fatto, lo ha fatto con espressioni secondo me un po’ offensive, entrando in questioni tecniche di cui non se ne può occupare perché non è un tecnico del suono, non è una musicologa, non è diplomata al conservatorio ma è una semplice ascoltatrice come magari lo siamo noi, con la differenza che noi abbiamo 60.000 copie di dischi venduti. Quindi avendo dimostrato di avere delle competenze musicali, vogliamo essere recensiti da persone ugualmente competenti; chiediamo solo questo, non essere recensiti bene. Vogliamo che gente competente ci faccia critiche sia positive che negative, le quali ci possono essere anche utili se poi sono fatte in un certo modo, oppure accettiamo anche la critica soggettiva del fan che però rimangono nella soggettività "a me il disco non piace, secondo me il disco è brutto" ...Non "il bassista fa le note stonate"...
...o il batterista non suona, aggiungo io... Eddy: Ma il batterista non suona? è vero che la cassa è triggerata al computer, come tutte le casse degli Stratovarius, dei Rhapsody, perché c’è uno standard di suono che ti consiglia di usufruire di un vantaggio tecnologico; poi il nostro batterista viene qui e sa fare la sua parte. In studio si usa per avere un suono sulla cassa più definito. Non ti dico che sia la soluzione assolutamente perfetta, ma è uno standard che si è formato. Ci sono dei gruppi che presentano delle cose al computer, poi magari non vanno a suonare dal vivo per anni o cambiano i musicisti perché non lo sapevano fare, ma liberi loro, non è un problema, ognuno è libero di fare quello che vuole (bello scandito, NdM) e tu devi essere libero di criticare entro quello che puoi fare e che ti puoi permettere, anche per una tua coscienza personale.
Ed è giusto che sia così; il fatto è che la tendenza che sembra pervadere parecchi recensori è quella di distruggere un lavoro che non sia Metal o che non presenti in pieno tali caratteristiche. Eddy:
Secondo me non è così; se non è Metal il prodotto viene distrutto
quando non ci sono certi manager dietro che magari ti impongono...
perché tutto si puo vedere in un verso o nell’altro. Mi ricordo che
c’è stato un attacco ai Freedom Call un po’ di tempo fa, che secondo
me sono uno dei pochi gruppi che dal vivo che rifanno bene quello
che fanno su disco, sono proprio bravi! Guarda tra tutti quelli che
ho visto, come ad esempio i Sonata Arctica i cui dischi mi piacciono
tantissimo, dal vivo hanno dei grossi problemi e così altri gruppi.
Dal vivo anche gli Edguy hanno grossi grossi problemi, soprattutto
il cantante.. .
Ragazzi cambiamo argomento; come nascono le collaborazioni che hanno visto Olaf Thorsten, Vic Mazzoni, Rob Tyrant ed altri partecipare ai vostri dischi precedenti? Brodo:
bè, innanzi tutto perché abbiamo la fortuna di far parte di
un panorama, quello italiano appunto, in cui ci si conosce più o meno
tutti. Ti faccio un esempio: abbiamo suonato un paio di volte con
i Domine, quindi si è parlato e si è entrati in un buon rapporto... Quindi il rapporto che avete con le bands di Milano e dintorni è buono? Eddy:
pessimo, pessimo, pessimo. Guarda non voglio entrare in questioni...
quello che ti posso dire è che siamo in ottimi rapporti con i Domine
e con i Labyrinth. A proposito ho letto sul vostro sito che siete primi in Giappone per quando riguarda i dischi import.. Brodo:
si, per due dischi di fila siamo stati primi in Giappone come disco
import, e la cosa molto bella è che siamo davanti a gente grossa,
quest’anno siamo davanti a Testament, Gary Moore, e direi che fa piacere,
molto piacere. Riuscite
a spiegarvi così tanto successo alla luce delle innumerevoli
critiche che vi piovono addosso dalla stampa italiana?
Cambiamo
ancora argomento. Eddie quanto si dovrà aspettare per il successore
di "When The Water Became Ice", il tuo primo album solista?
Parliamo un po’ di "The Princess’ Day", sei sempre tu che partorisci le idee per i nuovi dischi? Eddy: Guarda, come stavo dicendo prima, è più solista questo mio ultimo disco del solista (riferito "When The Water Became Ice") al livello di songwriting perché... boh, son nati così questi pezzi, li ho scritti maggiormente io e penso che tutti gli album degli Skylark sono uguali nel senso che è sempre lo stesso genere, ma ognuno ha delle tematiche diverse. Questo è più improntato sull'immediatezza della linea vocale e la velocità della doppia cassa, tanto che mi ha anche un pò annoiato, però al momento in cui sono nati le songs, sono venuti dei pezzi molto Speed, molto diretti... e va bene, è uno dei tanti episodi del contesto Skylark. So che, in passato, siete stati costretti ad annullare un tour in Sud America per motivi di lavoro, quanto questi ostacolano gli Skylark in sede live? Per le prove immagino che ci siano gli stessi problemi... Purtroppo è il compromesso a cui devi scendere se vuoi suonare un certo tipo di musica in Italia, e non parlo solo del metal. Nel nostro paese se non hai la fortuna di trovare una strada nel pop all'italiana, hai solo due alternative: o accetti che la musica sia principalmente un hobby, oppure metti su una cover band nel caso in cui hai voglia di suonare tanto… se i musicisti sono realmente validi, questa è una strada vincente. Sinceramente non credo che esista un musicista metal che in Italia vive solo di musica, anche se potrei sbagliarmi. Comunque, la maggior parte di noi non può permettersi di sparire tre settimane in Sud America soltanto per la gloria. Per quanto riguarda le prove, effettivamente non sono molto frequenti, ma per una serie di motivi e casualità. Inoltre ci siamo accorti che suonando la maggior parte dei pezzi ormai da molti anni, il fatto di provarli poco ci permette di essere più entusiasti e convincenti quando li suoniamo dal vivo. È previsto qualche grosso Festival per gli Skylark? Stiamo per effettuare un mini tour italiano in compagnia di Labyrinth, Domine, Novembre e altre band nostrane (L'Italian Attack Festival, ultimato in questi giorni, NdPaolo). Poi non ci tireremo indietro se arriverà qualche proposta seria per altri eventi nazionali o esteri. Per una scelta nostra però ci muoveremo solo con la presenza di alcune garanzie, non voglio infatti far la fine di alcuni gruppi, che non essendo di principale importanza in seno alle scalette (questo sarebbe ovviamente anche il nostro caso) si sono fatti migliaia di chilometri per suonare 10 minuti in condizioni sonore pessime e ad orari improponibili, correndo il rischio anche di sputtanarsi, oppure per non esibirsi affatto. Un parere su alcuni colleghi: -Jens
Johansson dei Stratovarius: Sinceramente lo preferivo ai tempi di
Malmsteen, ora lo ho visto abbastanza impreciso in alcuni concerti
con gli Stratovarius. Credo che Matt Olausson che lo ha sostituito
con Yngwie per molti album, sia più dotato sia tecnicamente che come
arrangiatore. Chiaramente questa è solo un'opinione, basata anche
su poche esperienze soggettive. L’ultimo spazio è tutto tuo.. Grazie per l’intervista e ti suggerisco due nomi che secondo me sono veramente dei tastieristi immensi: David Bryan dei Bon Jovi e Robby Valentine.
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