INTERVISTE/SOUL TAKERS

Foto Soul TakersI Soul Takers, a mio avviso, sono i portavoce di un tipo di proposta musicale che soprattutto a livello italiano è stata finora raramente espressa o presa molto poco in considerazione: mescolando musica classica e metal sono riusciti infaati ad ottenere sonorità molto particolari e ricercate che sicuramente si discostano dalla massa. Nella seguente intervista sarà il gruppo stesso a spiegare come questo approccio alla musica sostanzialmente diverso dai canoni sia potuto nascere, svilupparsi e concretizzarsi nel demo "Through the Silence of Words", primo lavoro in studio della band.

Qual è l'attuale intento della band e la sua direzione stilistica ?
Lo scopo principale della band è comunicare a chi ci ascolta il nostro mondo interiore. Altro punto è (ed è sempre stato) proporre dei brani esteticamente convincenti. Ciò si realizza, nel nostro caso, attraverso la fusione della musica classica, elemento fortemente caratterizzante il nostro sound, con l'heavy-metal, alla ricerca di uno stile allo stesso tempo intimistico e aggressivo, malinconico e sanguigno come la vita stessa. Ovviamente queste sono solo caratteristiche di fondo, non abbiamo una visione "monolitica" della musica, i punti che ho enunciato sono più una teorizzazione a posteriori che una poetica.
Bisogna inoltre dire che, ognuno di noi, porta il suo contributo, la sua esperienza unica e irrinunciabile, al sound della band.

Come si è evoluto il vostro stile dagli inizi fino ad oggi?
I Soul Takers sono nati molti anni fà, quando le ragazze (Francesca, chitarra elettrica e Federica, inizialmente alla chitarra, attualmente al pianoforte), fondatrici e unici membri rimasti della prima formazione, iniziarono a suonare metal. Il gruppo è nato come cover-band (come, credo, la maggior parte dei gruppi), ma fin dall'inizio era presente il desiderio di creare musica propria. Pian piano il gruppo ha trovato una propria strada e si è delineato uno stile personale.
Le prime influenze furono gruppi storici come Helloween, Savatage e Metallica. I primi brani mostravano aspetti riconducibili al power-speed (di cui si trova comunque traccia nei brani nel promo) molto marcati, l'evoluzione del nostro sound è andata verso un progressivo e naturale allontanamento da questa matrice, prediligendo brani dai ritmi meno serrati, forse più ricercati.

Quali sono i gruppi ed i compositori che vi hanno maggiormente influenzato?
In campo metal le influenze variano molto da persona a persona all'interno del gruppo. Io non ascolto più moltissima musica, credo anche a causa del fatto che suonando molto si arrivi ad un livello di saturazione. Spesso ultimamente mi trovo ad ascoltare la radio (non radio "commerciali"). Comunque, in ambito metal (ammesso che abbia ancora senso una suddivisione di questo tipo), i miei gruppi preferiti sono i Nevermore, i Virgin Steele, i Death, i Savatage, i vecchi Angra, i vecchi Rage.
Al di fuori adoro i Queen, gli Alice in Chains, gli Aerosmith (vecchi), trovo molto interessanti anche i Sistem of a Down.
Francesca e Federica adorano Helloween (prima dell'arrivo di A. Deris), Angra (vecchi), Savatage, Conception.
Andrea ascolta oramai poco metal se non quello proposto da band (principalmente progressive) a cui è molto affezionato. Ultimamente è attratto da gruppi come The Gathering e Porcupine Tree, oltre che dai progetti di vari bassisti cervellotici come Sean Malone coi Gordian Knot.
Gianluigi, il nostro cantante, è una fogna musicale nel senso che ascolta un po' tutto ciò che capita sotto mano; risulta quindi difficile trovare delle influenze specifiche nel mare di cd che ascolta o nei gruppi che conosce (una serie pressoché infinita).
Riguardo alla musica classica i nostri compositori preferiti sono quelli vissuti tra ‘800 e ‘900 come Brahms, Chopin, Ravel.

Ciò che colpisce nettamente in "Through the Silence of Words" è la maturità con la quale il gruppo riesce ad esprimersi : in che modo hanno influito, in questo ambito, i vostri studi personali e l'esperienza accumulata all'interno della band ?
Non so se il nostro modo di esprimerci sia da considerarsi maturo o meno; credo comunque che esso sia il risultato della fusione tra un background musicale un po' diverso dal solito, dovuto agli studi classici di parte di alcuni componenti, ed un ormai collaudato metodo di lavoro all'interno della band che ci permette di sviluppare le idee iniziali in modo, a nostro giudizio, coerente e convincente.

Il vostro sound presenta molte particolarità in quanto in "Through the Silence of Words " miscelate l ‘utilizzo di strumenti classici e acustici con l'uso di strumenti moderni ed elettrici: è stato difficile per voi trovare un quilibrio tra le diverse tipologie di sonorità in gioco?
Questo è uno dei problemi fondamentali con cui abbiamo dovuto confrontarci. La decisone di introdurre il piano come strumento fisso all'interno dell'organico fu quasi "casuale", per "caso" utilizzammo una volta piano e chitarra assieme e ci accorgemmo che… contribuivano a creare quell'atmosfera che ricercavamo.
Le difficoltà possono ricondursi ad elementi di tipo estetico e tecnico. Gli elementi del primo tipo vengono comunque risolti "provando". I nostri brani sono nati per voce, piano, chitarra, basso e batteria, l'intenzione di usare gli archi è sempre stata presente ma solo gradualmente e molto attentamente abbiamo deciso di inserirli, cercando di non sovraccaricare troppo i brani ed allo stesso tempo di valorizzare le caratteristiche dei singoli strumenti.
Per quel che riguarda le difficoltà tecniche sono riconducibili più che altro alla difficoltà di amalgamare i suoni in maniera "credibile" (problema fondamentale in studio) e problemi feed-back e rientri vari dal vivo (oltre che logistici). Bisogna però dire che spesso ci esibiamo senza archi, soprattutto per la difficoltà di trovare persone interessate al genere che suonino in maniera convincente e per la povertà dei cachet medi, che non ci consentono di pagare i musicisti di cui avremmo bisogno come session.
A proposito, se qualcuno fosse interessato al progetto… ci contatti!

Quando avete deciso di realizzare " Through the Silence of Words" avevate già le idee chiare su come dovesse essere il risultato finale?
In realtà… no! Avevamo molto timore riguardo al fatto che il risultato finale potesse non convincerci, avevamo soprattutto molti dubbi riguardo al "sound" generale dell'album ed ai problemi di "impasto" tra i vari strumenti. Abbiamo comunque avuto la fortuna di lavorare con un fonico molto preparato (Mezzanima Studios), il quale ha permesso la realizzazione di un prodotto che, nel complesso, ci soddisfa.

Un progetto ambizioso come il vostro ha avuto la necessità di avere una produzione sopra le righe. Avete avuto difficoltà a trovare lo studio ed il fonico che vi hanno permesso di realizzare in maniera così professionale il vostro lavoro?
La scelta dello studio è avvenuta… a caso (sembra che siamo particolarmente fortunati!). Tramite un nostro insegnate di musica ci siamo rivolti ai "Mezzanima Studios" di Arcore che ci hanno ottimamente impressionato fin dal primo incontro. Fortunatamente non si è trattato solo di una impressione effimera!
Lavorare con tecnici professionali ed affidabili (oltre che umani) è importantissimo affinché gli esiti siano positivi

Avete già del nuovo materiale da proporre per un full lenght?
Sì, abbiamo al momento nove brani pronti, per una cinquantina di minuti di musica, più altri su cui stiamo lavorando. Come già ho detto i nuovi brani (per lo meno quelli già pronti!) suonano meno "speed" degli altri, forse più cupi…

Siete già stati contattati da qualche etichetta?
Sì ma al momento non c'è ancora nulla di concreto in ballo. Speriamo bene!

"Through the Silence of Words" si presenta come un lavoro destinato ad essere apprezzato anche al di fuori dei confini nazionali: cosa ne pensate dell'attuale scena italiana ed europea o mondiale a proposito dei gruppi che , a vostro avviso , rientrano nel vostro ambito musicale?
Sinceramente siamo un po' al di fuori della scena attuale. Pochissime band (forse nessuna) di quelle che sono uscite ultimamente ci hanno colpito profondamente. E' anche vero che ascoltiamo pochi gruppi "nuovi". Comunque l'impressione che abbiamo è di una certa immobilità all'interno del genere…
L'attuale scena italiana è, a livello underground, abbastanza sconfortante. Come se non bastassero la mancanza di spazi, gli annosi problemi coi gestori e la scarsa dimensione della scena, anche i rapporti tra i gruppi (forse anche incattiviti dalla situazione attuale), si trasformano non raramente in stupide schermaglie competitive.
Un'altra cosa che ci infastidisce è il ricorso pressoché universale e indiscriminato alla tecnologia (che è senz'altro vantaggiosa dal punto di vista del risparmio di tempo), al punto che sempre più spesso mi chiedo se ciò che ascolto su un disco sia stato veramente suonato…
Ciò, oltre a comportare problemi di carattere etico e estetico (ad esempio: che differenza passa tra la Techno e il Metal quando entrambi usano sezioni ritmiche midi? Proprio quella "Techno" che si prendeva in giro perché non era "suonata"…) porta alla perdita del calore, dell'umanità, nella musica ed alla presenza di molti gruppi simili se non uguali tra loro ed impeccabili in studio ma…molto meno dal vivo.
Ovviamente il metal non è solo questo (noi pensiamo che non dovrebbe essere affatto questo).
Cogliamo infine l'occasione di salutare tutti i lettori di Metallo Italiano e la redazione che ci ha concesso la possibilità di esprimerci.
Stay Metal and be frogs!

Intervista di Michele Basaldella