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Giunti
in poco tempo alla prima pubblicazione ufficiale, i Soul Takers sembrano
proprio inarrestabili e soprattutto infaticabili. Già all’opera sul
successore dell’ottimo “Tides”, i nostri ci raccontano la storia e
l’evoluzione dei Soul Takers nel corso di questi pochi anni di militanza
nella scena…
Salve ragazzi, la prassi esige una
breve presentazione della band…
[Francesca]: La band si è formata verso la fine degli anni ’90. Nel
2002 dopo vari cambi di line up abbiamo registrato il nostro primo
promo “Through the silence of words”. La formazione attuale è stata
completata nel febbraio 2004, con il ritorno del nostro cantante degli
esordi, [Dino]:. Nello stesso anno abbiamo firmato il contratto con
la Northwind Records ed abbiamo registrato il nostro primo full lenght,
Tides, uscito nell’Aprile scorso.
Come sta andando l'accoglienza della
stampa a "Tides"?
[Dino]: L’accoglienza della stampa sta andando bene. Nel complesso
siamo soddisfatti delle recensioni che abbiamo ottenuto.
Avete qualche dato di vendita?
[Dino]: È ancora presto per dire qualcosa, anche se, come impressione,
il cd sembra essere stato accolto piuttosto bene.
Come avete sviluppato e poi composto
le idee che sono alla base di questo lavoro? Quanto viene costruito
a casa e quanto in studio?
[Dino]: Sicuramente lavoriamo molto a casa (anche per ottimizzare
i tempi) per poi mettere insieme le idee in sala prove, cosa che costituisce
la parte più lunga e complessa del lavoro.
Che differenze riscontrate come band
tra il vostro precedente demo-cd e questo primo full length? Immagino
che avere le spalle coperte da un’etichetta competente come la Northwind
Records ti cambi un po’ il modo di lavorare e di comporre, o sbaglio?
[Dino e Francesca]: A livello compositivo in realtà abbiamo avuto
piena libertà di muoverci come meglio credevamo. E questa è una cosa
che consideriamo positiva. Le differenze (che non sono poi tantissime)
presenti tra il promo ed il cd sono dovute sia a una nostra naturale
evoluzione musicale sia al fatto che il promo, già ai tempi della
sua realizzazione, dava un’ idea molto parziale del nostro stile essendovi
contenute (su un totale di 3 pezzi) le nostre due canzoni più tirate
ed in un certo senso più “power”.
La produzione quanto ha influito
nella definizione del suono?
[Dino e Francesca]: Ha senz’altro influito in maniera positiva, anche
perché ci siamo avvalsi del valido supporto di Luigi Stefanini che
ha dimostrato di avere grande esperienza. Rispetto al promo abbiamo
cercato di ottenere dei suoni più scuri e cupi.
Come state vivendo l'evoluzione artistica
della band? Pensate di abbandonare progressivamente gli elementi “estremi”
o faranno sempre parte del sound dei Soul Takers?
[Dino]: Credo che il secondo disco suonerà probabilmente più metal,
più duro di questo. Ciò è frutto dell’ispirazione che abbiamo in questo
periodo, anche perché pensiamo che non sia giusto pianificare le composizioni.
E’ comunque ancora presto per avere un’idea definitiva di come si
presenterà il successore di Tides.
Dall’uscita ufficiale di “Tides”
sono passati alcuni mesi, avete già pronto del nuovo materiale?
[Dino]: Sì, stiamo già lavorando sodo sui nuovi pezzi. Come dicevamo
prima il nuovo cd sembra essere un po’ più duro del precedente, senza
comunque tralasciare la parte melodica.
Una domanda particolare… La definizione
di progressive/gothic quanto vi rappresenta come musicisti?
[Dino]: È difficile da parte nostra etichettarci come appartenenti
ad un filone o ad un altro. Quando componiamo non pensiamo mai a queste
cose, anche se ascoltando il risultato finale di Tides si può dire
che la definizione Progressive Gothic è piuttosto azzeccata.
Il vostro rapporto con la tecnologia;
ho notato che vi date parecchio da fare nel promuovere al meglio ogni
iniziativa intrapresa dalla band. Quanto vi ha agevolato l’utilizzo
del computer e di internet? Parlo ovviamente della possibilità di
crearsi un sito web, di registrare tracce rough da portare in sala
prove, di promuovere concerti…
[Dino]: Sicuramente Internet al giorno d’oggi è la formula più pratica
e veloce per raggiungere più gente possibile. Anche se poi è fondamentale
avere un contato diretto con le persone che operano attorno a noi.
Per quel che riguarda l’aspetto compositivo e musicale in genere,
invece, soltanto da poco tempo ci stiamo servendo della tecnologia
per creare delle bozze dei brani. Fino ad oggi abbiamo lavorato quasi
esclusivamente in sala prove o, in ogni caso, in modo tradizionale.
Siamo alla fine, ultimo commiato
please.
[Dino e Francesca]: Grazie a Metallo Italiano per averci concesso
questo spazio. Buone vacanze a tutti...venite a trovarci sul nostro
sito www.soultakers.net.
Intervista di Maurizio
Gabelli
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