INTERVISTE/SPECIALE IMA

Logo IMAAbbiamo fatto un'interessante chiacchierata con Matteo Bonazza, singer dei Prophecy, ma soprattutto ideatore e fondatore dell'IMA, ovvero dell'Italian Metal Alleance, un'associazione nata con l'obbiettivo di far collaborare fra loro le bands italiane, notoriamente poco inclini a sostenersi reciprocamente, e di fornire un utile supporto ad una scena sempre in continua crescita. Ci è sembrato giusto e doveroso dare spazio a questa associazione, che noi di Metallo Italiano sosteniamo fin dalla nostra comparsa sul web, e approffittando della disponibilità del nostro interlocutore, abbiamo cercato di fare il punto sullo stato di salute del metal italiano, evidenziando i progressi raggiunti ma anche tutte le difficoltà che le nostre bands devono sostenere ogni giorno.

 

Ciao Matteo, allora cominciamo con il presentare l'IMA ai nostri lettori…

Fondamentalmente l'Italian Metal Alliance è un'associazione formata da amici musicisti, aggiungerei una grande associazione, se non altro per le dimensioni. Ormai siamo quasi un centinaio di band da tutta Italia, dalla Sicilia al Tirolo, che cercano di collaborare ed aiutarsi a farsi largo nella scena.


Da dove ti è venuta l'idea di creare questa allenza metallica tra i gruppi italiani?

Mi hanno sempre incuriosito certe voci riguardo alla scena italiana riguardanti l'incapacità dei nostri gruppi di lavorare serenamente senza invidie e gelosie reciproche. Quindi, facendo io stesso parte di un gruppo, mi sono detto "Ma sarà vero o come al solito per colpa di qualcuno rischiamo di etichettare un'intera scena come scadente?". Quindi mi sono buttato a capofitto in questa malsana idea di riunire quanti più gruppi mi fosse possibile sotto l'egida dell'IMA, riscontrando la falsità di certe illazioni e, soprattutto, convincendomi sempre più delle immense potenzialità di tantissimi gruppi tricolori!

Che tipo di iniziative avete portato avanti fino ad ora?

E' dura farsi conoscere, acquistare credito e ricevere ascolto. Finora ci siamo dedicati alle cose più basilari, promozione dell'iniziativa, raccolta di database di locali, etichette discografiche, concerti... Una grande soddisfazione è stata l'organizzazione del 1st Italian Metal Alliance Festival all'Indian's Saloon, nel Giugno 2001. Ma l'obiettivo primario resta rendere il marchio IMA conosciuto, per fare in modo che arrivino importanti collaborazioni e accordi. Insomma, stiamo costruendo le fondamenta!

 

Immagina di dover fare un spot per pubblicizzare l'IMA…convinci un gruppo ad entrare a far parte della vostra associazione…

Vedi, non mi piace l'idea di dovere convincere un gruppo ad essere dei nostri, anche perchè, purtroppo, ho visto che effettivamente persone disoneste e con intenti poco chiari ci sono eccome.
Quindi preferisco esporre le cose come stanno, poi ciascuno può giudicare da solo se la cosa gli interessa oppure no. Vogliamo solo gente onesta e che crede nell'IMA, la sana competizione è una cosa, ma scannarsi per tenersi gli indirizzi dei pochi locali che fanno suonare è un'altra!

Come può fare un gruppo per aderire all'IMA? Bisogna avere all'attivo necessariamente un demo o un cd ufficiale?

No, non importa. Dopotutto non siamo un'agenzia, ci interessa solo fare il bene dei gruppi e, anzi, mettere sullo stesso piano artisti affermati ed esordienti alle prime armi. Quindi, se siete italiani, suonate metal e credete in semplici valori come il reciproco aiuto e la fratellanza, contattatemi!!!

 

La vostra iniziativa ha trovato il giusto riscontro tra gli adetti lavori, ovvero tra la stampa e le etichette?
Ultimamente devo ammettere che le cose stanno andando bene, sembra che sempre più gente si stia accorgendo della nostra esistenza, e questo vale anche per gli addetti ai lavori. Ovviamente è a piccoli passi che si va avanti, e quindi spero che, se ora molte webzine ci stanno dedicando spazio, prossimamente inizieranno a farsi sentire etichette, agenzie e soprattutto locali! A dire la verità c'è già qualcosa in ballo, ma per scaramanzia preferisco non parlarne, non si sa mai...

 

In questi anni di attività, avrai avuto modo di poter tastare lo stato di salute della scena italiana… in che stato pensi che sia?

Musicalmente il nostro panorama è semplicemente grandioso!!!! E non ti parlo solamente dei grossi nomi che tutti conoscono e apprezzano, ma anche e soprattutto di band underground, sempre alle prese con le difficoltà tipiche del nostro paese, leggi locali poco affidabili e esterofilia di buona parte del pubblico, ma nonostante questo mosse da una passione enorme e da doti fantastiche. Ovviamente ci sono anche gruppi meno buoni, ok, ma questo vale per ogni cosa...

Pregi e difetti del metal italiano, pubblico e bands comprese…

Uhm, pregi e difetti dei musicisti... davvero non saprei, negli ultimi tempi credo che i gruppi abbiano fatto grandi passi avanti in tutti i sensi. Forse l'unico difetto è quello di non essere ancora completamente consapevoli delle potenzialità che hanno alcuni di loro, a volte potrebbe bastare crederci un po' di più. Ma questo purtroppo è dato anche dalle persone che circondano l'ambiente, gente che fa di tutto per scoraggiarti e tagliarti fuori, ed è proprio per questo che credo nell'unione tra gruppi: chi meglio di un musicista può capire queste difficoltà? Per quanto riguarda invece il pubblico, come accennato prima, molti sono ancora troppo esterofili, e questo proprio non riesco a capirlo. Non che sia un patriota o cose del genere, ma si spiegate che diferenza c'è tra un grande gruppo tedesco ed un grande gruppo italiano?

Cosa manca alla scena italiana per fare il salto di qualità ed essere livello delle varie realtà scandinave, tedesche o americane?

Niente, credimi, non manca niente. Siamo sempre più conosciuti e stimati all'estero, il boom di Labyrinth e Rhapsody di qualche anno fa ha spianato la strada a tutti, e fortunatamente la scena non si è esaurita ma, anzi, è esplosa letteralmente, e non solo nel power ma in tutti i sottogeneri del metal. Qualitativamente siamo già ai massimi livelli, ne sono convinto.

 

Parliamo un po' delle case discografiche. Di sicuro, rispetto a cinque anni fa, esistono situazioni molto più professionali in grado di assicurare una produzione decente e un minimo di supporto. Pensi che la mia analisi sia troppo ottimistica oppure in realtà le cose stanno davvero migliorando?

Bè, diciamo che quantitavivamente parlando quel che dici è giusto, esistono più possibilità oggi. Ma dall'altra parte qualcuno si lamenta che, pur essendo relativamente facile trovare un contratto, poi le labels in questione non sono in gradi di tenere dietro a tutti i gruppi firmati con sufficiente accuratezza. Diciamo che in alcuni casi, in effetti, le etichette stesse preferiscono avere 20 gruppi su cui puntare mediamente, piuttosto che averne 4 o 5 su cui scommettere tutto. Ma non mi piace essere disfattista, credo che di passi in avanti ne siano stati fatti, sono fiducioso!

 

Tra i vari "servizi" che l'IMA offre ai suoi scritti c'è quello di dare ad una band la possibilità di trovare un gruppo, tra quelli iscritti all'IMA stessa, con cui dividere il palco…come funziona esattamente questo meccanismo?

Bè, sai, spesso capita di trovarsi ad un giorno dal concerto e il gruppo di spalla ti dà forfait, oppure è il locale stesso a richiedere 2 o 3 gruppi come clausola per suonare. Magari gratis, ok, ma questo è un altro discorso... Semplicemente, visto che nell'IMA è possibile esprimersi in mille modi, capita spessissimo che le band si accordino per suonare insieme, anche solo per ridurre i costi di trasporto delle attrezzature, per suonare il più possibile o anche solo per fare nuove amicizie.


Rimanendo in ambito di concerti, c'è sempre penuria di spazi live oppure la situazione è migliorata in questi anni? Quali sono le maggiori difficoltà che si incontrano con i gestori dei locali, molte volte scettici sulle metal band?

La penuria di locali c'è ancora, purtroppo! Il problema non è tanto il suonare, ma il farsi rispettare. Capirai che per un gruppo di Roma, ad esempio, è improponibile suonare gratis a Milano o Torino, senza neppure un rimborso spese per il viaggio o un panino per cenare...ma certi gestori non lo capiscono proprio. Sarà che molti ancora si immaginano che i metallari probabilmente andrebbero là solo per dare fuoco al locale, ma dopotutto sono convinto che, data la mancanza di strutture dedicate alla nostra musica, sarebbe perfino un'operazione commerciale molto valida. Per esperienza personale so di per certo che una serata metal ben fatta, con musica live e dj-metallari, attira più gente di quanto non si possa pensare. Basta crederci e provarci!

 

Obbiettivi raggiunti e da raggiungere…

La parola d'ordine è collaborare, e non solo con i gruppi ma anche con strutture esterne all'IMA. Quindi farsi conoscere e rispettare da quanta più gente possibile, solo così possiamo sperare di potere dire la nostra. Quanto agli obiettivi raggiunti, bè, sono entusiasta del fatto che l'IMA stia comunque iniziando a diffondersi capillarmente, sempre più persone credono in questa iniziativa e sempre più persone bussano alla nostra porta. Poi ovviamente l'aver favorito il crescere di amicizie, l'avere aitato molti gruppi a suonare in giro, a farsi conoscere, ad essere promossi su alcune web'zine molto note come potrebbe essere Metallo Italino è fonte di soddisfazione. Ma il bello dell'Alleanza è proprio l'imprevedibilità: vediamo dove arriveremo!


Ok Matteo, hai carta bianca… un ultimo messaggio per i nostri lettori….

Innanzitutto un grazie a te, Paolo, e a Metallo Italiano, abbiamo idee comuni e spero che insieme si andrà lontano. Poi vorrei rinnovare ai gruppi l'invito ad iscriversi all'IMA, è gratis e semplice, fate un salto su http://gonow.to/ima e troverete tutte le informazioni che vi servono. Altrimenti scrivetemi pure a prophecy@tuttopmi.it. Poi ci tengo ad insistere perchè mi contattino anche gestori di locali, manager, giornalisti, etichette discografiche, o comunque tutti coloro che sentono di potere e volere dare qualcosa al Metal Italiano! Chiudo con un GRAZIE a tutti i gruppi che finora hanno creduto in questa folle idea!!!


Paolo Ponente