INTERVISTE/STORMLORD

Foto StormlordForti degli ottimi responsi ottenuti dall'ultimo "At the Gates of Utopia", gli Stormlord hanno ottenuto la definitiva consacrazione sulla scena italiana e la meritata attenzione in campo europeo, anche grazie ad un fortunato tour che li ha portati in giro per tutta l'Europa in compagnia di Ancient e Thyrane. Tutto ciò deriva sicuramente da una line-up finalmente stabilizzata e dal nuovo contratto con la Scarlet, che ha garantito al gruppo i mezzi adeguati per esprimere al meglio le proprie potenzialità. Per parlare del nuovo album e delle novità in casa Stormlord, abbiamo scambiato quattro chiacchiere con Cristiano Borchi, storico mastermind del gruppo, che si è rivelato un interlocutore molto loquace e preciso nel rispondere alle nostre domande.

 

Innanzi tutto voglio farti i complimenti per la notevole maturazione stilistica e compositiva che avete acquistato nel tempo. Parlami delle esperienze più significative della vostra, ormai decennale, carriera che più hanno influito sull’evoluzione del vostro sound…

Beh, nella vita di un gruppo ci sono tantissime cose che contribuiscono a fare esperienza, quindi è molto difficile indicare solo alcuni elementi come predominanti, puoi trarre un insegnamento anche da un piccolo fatto. A livello tecnico, sicuramente la cosa che ci ha fatto crescere maggiormente è stata il nostro primo tour europeo ai tempi di "Supreme Art Of War": suonare tutte le sere per un mese consecutivo ti porta a maturare tantissimo, perché ogni giorno tu dovrai salire su un palco per dare il massimo, e credo che come musicisti siamo cresciuti più in quel mese che nel precedente anno. A livello di songwriting, non so dirti esattamente quale sia astato il nostro iter, anche perché siamo sempre stati spontanei al momento di scrivere i pezzi per un album e non siamo mai partiti con un punto d'arrivo già fissato. Personalmente, apprezzo molto lo stile vocale di gruppi quali Limbonic Art, Naglfar, Cradle Of Filth....


La vostra line-up non è certo stata un esempio di stabilità e solo negli ultimi due album siete riusciti ad avere una certa continuità. Pensi di aver trovato finalmente le persone giuste? In tal senso che requisiti umani e musicali deve possedere un membro degli Stormlord?

Sai, è sempre difficile dire se la line up con cui suoni sarà stabile in futuro. Ciò che è certo è che siamo tutti molto affiatati e non abbiamo cambi di line up da più di due anni ormai, e non credo che ce ne saranno in futuro. Foto Stormlord - PierangeloCredo di aver veramente trovsto le persone giuste con cui suonare, si tratta di ottimi musicisti molto aperti mentalmente, e soprattutto determinati a portare avanti la causa della band. Siamo ormai anche grandi amici, una sorta di piccola family, usciamo insieme la sera, non ci sono segreti tra di noi, e le uniche volte che possima avere una discussione è uin studio o al momento di scrivere un pezzo, ma tutto nasce da una volgia comune di fare le cose al meglio. La cosa che posso anticiparti è che presto diventeremo 6! Abbiamo già in line up il secondo chitarrista, anche se non voglio dirne il nome visto che siamo ancora in una fase "test". Chi verrà a vederci il 24/3 al Thunder Road o il 28/3 a Roma potrà assister al "test on stage"! Quando qualche nuovo elemento deve entrare in line up, la nostra politica è quello di metterlo immediatamente "sotto torchio" e di cercare di scoraggiarlo. Siamo da subito molto esigenti e tendenzialmente trattiamo con distacco la persona per i primi tempi... questo non perché ci piace fare le rockstar o chissà cosa, ma con gli anni abbiamo imparato che è bene far entrare subito le persone nella giusta mentalità: noi al di fuori della band siamo persone allegre che amano divertirsi e fare casino, non prendersi troppo sul serio e cercare ogni pretesto per farsi un sacco di risate, però al tempo stesso quando c'è da lavorare volgiamo il massimo impegno e serietà, e questo comportamento ci permette di mettere la persona alla prova. I requisiti di massimo sono: umiltà, versatilità musicale, disponibilità ad anteporre la band a tutto il resto (lavoro escluso ovviamente), preparazione tecnica e tanta buona volontà.

 

In "At the Gates of Utopia", rispetto a vostri precedenti lavori, si nota una maggiore presenza degli arrangiamenti sinfonici che riescono fondersi in maniera efficace con la tipica componente black degli Stormlord. E’ stata una naturale evoluzione o semplicemente questa volta avete avuto i mezzi giusti per poter esprimere al meglio questo lato della vostra musica?

Sicuramente molto è dovuto all'ingresso in line up di Simone alle tastiere: gli Stormlord hanno una struttura interna "aziendale", nel senso che ognuno di noi si occupa delle cose in cui riesce meglio, e Simone è sicuramente il membro con maggiori conoscenze teoriche, studiando musica da una vita. Oltre a questo, sicuramente i mezzi che abbiamo avuto a disposizione per produrre "At The Gates Of topia" sono stati maggiori rispetto al passato, così come l'esperienza che avevamo maturato in studio. Non si è trattato di una vera e propria scelta, ma di una crescita e maturazione che ci ha permesso di curare maggiormente molti dettagli.

 

Come nasce un pezzo degli Stormlord?

Normalmente lavoriamo a casa, ci incontriamo e lavoriamo su una struttura base pre esistente. Cambiamo, arrangiamo a livello base ed andiamo in sala prove. Da lì inizia il lavoro più lungo, o sia l'entrare nello specifico in tutti i dettagli: armonizzazioni, arrangiamenti completi, definizione della struttura definitiva ecc... Un processo abbastanza standard credo...

"At the Gates of Utopia", così come il mini "Curse of Medusa", è uscito per la Scarlet, dopo che avete rescisso il contratto con la tedesca Last Episode. Quali sono stati i motivi che vi hanno spinti al brusco cambio di etichetta e perché avete scelto proprio la Scarlet?

Siamo soddisfatti del lavoro che la Scarlet sta svolgendo, il disco sta andando veramente bene, abbiamo "fatto fuori" quasi 5000 copie nei primi due mesi e devono ancora essere pubblicate numerose licenze. Un mesetto fa abbiamo addirittura avuto un "buco" di distribuzione perché le vendite sono state talmente rapide che la Scarlet si è trovata ad aver terminato le copie prima che fosse pronta la prima ristampa! Con loro avevamo parlato già prima di scindere il contratto con la Last Episode, etichetta che, dopo un primo periodo in cui veramente ha avuto un comportamento ineccepibile, ha iniziato a perdere colpi un pò con tutte le band del suo rooster. Quando abbiamo capitoche l'etichetta stava in brutte acque e abbiamo visto che non avevano alcuna intenzioni di pagarci le nostre percentuali sulle vendite come da contratto, ci siamo visti costretti a mobilitare i nostri legali per scindere il contratto. Abbiamo passato circa 5/6 mesi a trattare con differenti etichette perché volevamo essere certi di fare la scelta giusta, alla fine la Scarlet ha acconsentito ad ogni nosdtra richiesta e quindi non c'erano più motivi di indugiare, tra l'altro conosco personalmente i ragazzi dell'etichetta da diversi anni e so che si trata di persone che sanno muoversi e far gitrare la cose a dovere.

 

Raccontami come sono andate le fasi di produzione dell’album, visto anche l’ottimo risultato che avete ottenuto. Inoltre cosa vi ha spinto a registrare agli Outer Sound Studios?

Siamo finiti agli Outer sound quasi per caso... dovevamo registrare un promo di due pezzi da far sentire, e la casualità volle che nei giorni in cui avevamo necessità di registrare l'unico strudio a Roma disponibile fosse quello. Siamo andati un pò alla cieca, ma non ci siamo posti troppi problemi trattandosi di un promo. In 5 giorni abbiamo registrato e mixato "The Curse Of Medusa" e "Under The Samnite..." (che poi sono finite sull'ep "The Curse Of Medusa") e siamo rimasti sorpresi dalla professionalità e competenza di Giuseppe e Massimiliano (Pagliuso). Il risutlato era ottimo e ci eravamo trovati veramente bene, quindi abbiam odeciso di affidare a loro anche la produzione del full.
La produzione dell'album è stata lunghissima, siamo stati in studio due mesi e mezzo, ma credimi se ti dico che ci siamo veramente divertiti! La cosa incredibile di questi ragazzi è che, in un certo senso, adottano la nostra stessa filosofia: si lavora seriamente e professionalmente, ma questo non vuol dire che non ci si possa divertire in studio o scherzare! Certo, alla fine siamo arrivati completamente cotti, pensa che l'ultimo giorno abbiamo mixato per 28 ore consecutive, dandoci il cambio per dormire, però il loro modo di lavorare è veramente ottimo, ti mettono sotto torchio quando devi registrare la tua parte, ma sempre in un clima rilassato.
Credo che anche il prossimo disco degli stormlord sarà targato Outer Sound..

Una nota di merito, a mio parere, va di sicuro al lavoro svolto dietro le pelli da David Folchitto, autore di una prova notevole. In particolare ho notato una certa somiglianza con il drumming di Hellhammer, sia a livello stilistico ma soprattutto sonoro, vista l’ipertriggerazione della batteria. E’ solo una mia impressione o il mio riferimento è corretto?

Guarda, a dire il vero la batteria è tutta acustica a parte cassa e un pò di rullante (mixato con uno naturale attaccando il trigger al rullante acustico e microfonandolo)! Beh, cosa dire... sicuramente David sarà molto contento del complimento, a noi piace moltissimo il suo modo di suonare, comunque Hellhammer è a un livello più elevato, ma del resto è uno dei batteristi più completi della scena, basta ascoltare la versatilità con cui riesce a passare dalle figure dei Mayhem a quelle degli Arcturus.
Comunque il riferimento è corretto ma completamente casuale, non abbiamo pensato a nessun modello di batteria in particolare al momento di decidere i suoni.

Dato che siamo in tema di influenze, quali sono i gruppi che più vi hanno influenzato e quali apprezzate maggiormente al momento?

E' molto difficile risponderti, abbiamo delle influenze veramente disparate, ma credo che questo sia uno dei nostri punti di forza. Anche se ascoltiamo musica diversa, cechiamo di far confluire tutti gli elementi in un sound che rispecchi il nostro trademark, ma che al tempo stesso non sia autoghettizzante.
A livello di apprezzamento, personalmente ritengo un disco sorprendente l'ultimo lavoro dei Dimmu Borgir... ho notato che molti non hanno ascoltato l'album aspettandosi un "Enthrone Darkness Triumphant part III" e in fondo è ciò che anche io credevo di trovare nel dischetto ottico, invece sono rimasto sorpreso dalla potenza delle chitarre e da degli arrangiamenti a livello professionale che, insieme ad una delle migliori produzioni di sempre in ambito estremo, ne fanno un grande lavoro. tra le uscite recentissime, sto ascoltando l'ultimo lavoro dei Blind Guardian, un disco che necessita di molti ascolti per essere compreso a cui spero di poter dedicate il giusto tempo per apprezzarlo a pieno, e sono molto fiducioso per il nuovo Rhapsody, visto che i brani che ho avuto modo di ascoltare sembrano preannunciare un grande ritorno.

Tra i diversi gruppi italiani che il nostro underground produce, quale segnaleresti all’attenzione dei nostri lettori o pensi che siano degli di menzione? Cosa consiglieresti ad un gruppo che cerca di arrivare ad un deal discografico?

Sai, per me è abbastanza imbarazzante fare dei nomi, si rischia sempre di dimenticare qualcuno e da queste cosa nascono sempre incomprensioni. Ai nuovi gruppi la cosa che consiglio è di definire ogni songolo dettaglio in sala prima di entrare in studio: spesso si sentono demo non arrangiati o con soluzioni che non sono curate all'origine ma lasciate un pò al caso, e purtroppo questo le case discografiche lo notano. Meglio aspettare qualche mese in più e presentarsi con brani definiti maniacalmente e ben registrati, non più di tre comunque.

 

Tra Novembre e Dicembre avete realizzato un tour europeo con Ancient e Thyrane. Cosa ricordate con maggior piacere di questa esperienza?

E' stata una bellissima esperienza, ci siamo veramente divertiti sia con i fans che con i ragazzi degli altri gruppi, tutti molto simpatici e con cui abbiamo subito avuto un grandissimo feel… pensa che a fine tour c'era chi piangeva perché sarebbe tornato a casa e, probabilmente, non ci saremmo più rivisti! Foto Stormlord - CristianoIl tour è andato bene quasi ovunque, nella parte ovest della Germania siamo stati un po' penalizzati nell'affluenza dalla presenza in quei giorni dell'X-mass festival, ma per il resto questa volta abbiamo toccato più Paesi, siamo andati a suonare a Budapest e Zagabria, in quest'ultima in particolare abbiamo ricevuto un'accoglienza veramente inattesa, ci conoscevano tutti e cantavano con noi le canzoni, è stato veramente incredibile! Sai, per un gruppo è facile conoscere il proprio livello di popolarità nel suo Paese, ma all'estero non sai mai di preciso quanto e se ti conoscono finché non vai a suonarci!
La cosa più negativa dei tour è sicuramente il fatto che passi le tue giornate ad aspettare di suonare, dentro un locale deserto con nulla da fare. Aggiungi che spesso i locali sono lontani dai centri abitati e quindi non puoi neanche andarti a fare un giretto in città. Per il resto ci sono un'infinità di cose che amo dell'andare in tour: per me gli altri Stormlord oltre a compagni di gruppo sono amici, e un tour significa passare un mese insieme a suonare e divertirci! Poi, non so, entri in un mondo parallelo: per un mese lasci tutto e sei 24 ore su 24 il musicista del tuo gruppo, devi pensare solo a rendere al meglio e a divertirti dopo lo show, e se sei "libero" le occasioni di trovare piacevole compagnia non mancano di certo!! I primi giorni di tour sono i più duri, perché ancora non conosci bene le altre persone e non sei abituato ai ritmi fisici, veramente stancanti, quindi accusi un po' scomodità, fatica fisica, orari sballati e l'immancabile freddo polare, superati quelli staresti in tour per tutta la vita!
La cosa ha anche dei vantaggi per la band, perché suonare tutte le sere per un mese su un palco dovendo dare sempre il massimo ti migliora tantissimo come musicista e come affiatamento interno, già dopo una settimana sali sul palco e fai tutto perfettamente in automatico, preoccupandoti solo di interagire con il pubblico e divertirti insieme a loro!"

 

Finora avete realizzato solo poche date in Italia, avete in programma un tour più esteso nel suolo italico? Pensate di suonare anche al sud?

Sì, suoneremo il 24/3 al Thunder Road con Elvenking e Beholder alla festa di metal.it e il 28/3 a Roma. Per il sud stiamo vedendo cosa possiamo organizzare per l'estate, ci siamo un pò fermati in questi mesi per via dell'aggiunta del secondo chitarrista, ma ci teniamo a girare l'Italia! Colgo l'occasino per ricordare a tutti i promoter che fossero interessati, che si può contattare la band a stormlord@stormlord.net.


Rimanendo in tema di live acts, quale dei gruppi, con cui avete condiviso il palco in questi anni, vi ha maggiormente impressionato?

Sicuramente gli Undertakers e i Mater Tenebra. Noi siamo un gruppo abituato ad aggredire il pubblico e a strapazzarlo, ma sono rimasto sbalordito dalla potenza degli Undertakers dal vivo. La mia impressione è che non siano mai riusciti a traspeotare il loro valore su cd, ma sono certo che qualunque etichetta importante li prenderebbe sotto contratto se li vedesse suonare dal vivo, sono veramente incredibili.


Cristiano, com’è noto tu sei un grande appassionato di fantasy, per cui è doveroso per me chiederti cosa ne pensi della trasposizione cinematografica del "Signore degli Anelli". Come ti è parso il primo episodio, "La Compagnia dell’Anello"?

Non sono un grande cultore del cinema e non accendo mai la tv, quindi diciamo che tendenzialmente sono di "bocca buona", vedrò sei o sette film all'anno bene che vada! Sono rimasto comunque soddisfatto della trasposizione, è ovvio che ci siano delle parti trattate marginalmente, ma essendo così vasto l'argomento credo he di meglio non si arebbe potuto fare. Ci sono un pò di cose hollywoodiane, ok, ma credo faccia parte delle regole e la cosa non mi ha affatto infastidito.


Prossimi progetti in casa Stormlord?

Inserire stabilmente il nuovo elemento in line up, suonare in Italia, andare in tour in Spagna a maggio (si spera) e subito dopo iniziare a scrivere il materiale per il nuovo album.


POk! Siamo arrivati alla fine dell’intervista, un saluto per i lettori di Metallo Italiano...

Ringrazio i frequentatori del sito, che evidentemente hanno a cuore la nostra scena, e faccio i complimenti a voi per l'otimo lavoro che state svolgendo. Ricordo a tutti il nostro sito ufficiale www.stormlord.net, da cui potete scaricare un MP3 per ogni album, in modo da far giudicare direttamente alle vostre orecchie la nostra proposta... See you At The Gates Of Utopia


Mirko Montalbano