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Dopo il debut "The Lasting Power" ritornano sulla scena
i Thy Majestie. La band ha lavorato sodo in questi due anni maturando
sia dal punto di vista tecnico che compositivo, una maturazione che
si è concretizzata in un lavoro ambizioso, complesso e ricco
di spunti originali quale è "Hasting 1066". Un affascinante
concept album che abbandona le classiche tematiche fantasy per trovare
nuova fonte d'ispirazione nelle storia e in particolare nella celebre
battaglia di Hasting tra Sassoni e Normanni.
Personalmente ritengo questo disco una delle più belle uscite
di questo 2002 e credo che, con un album di tale caratura, il gruppo
potrà ritagliarsi un proprio spazio in campo europeo.
L'intervista che leggerete è il risultato di una piacevole
chiacchierata con Claudio Diprima (batteria), Giuseppe Bondì
(tastiere) e Dario D'Alessandro (basso), svoltasi in una raro pomeriggio
di pioggia che ogni tanto la nostra assetata Palermo riesce a regalarci
e che forse, inconsapevolmente, si sposa con le atmosfere cupe e ugiose
di un album come "Hasting 1066"...
Allora
ragazzi, siete ritornati dopo due anni con un album davvero ambizioso.
Cosa vi aspettate da questo nuovo lavoro e come pensate verrà
accolto da pubblico e critica…
[Claudio] Siamo tornati dopo due anni dall'uscita del nostro primo
album "The Lasting Power" e con "Hasting 1066"
pensiamo di poter avere un buon riscontro da parte del pubblico, questo
perché crediamo di aver lavorato bene avendo riversato in questo
nuovo lavoro tanta passione e impegno.
Inoltre, abbiamo voluto dare una svolta al nostro sound cercando un
approccio più originale al power metal e speriamo che coloro
che hanno apprezzato il precedente album, possano apprezzare la nuova
direzione musicale intrapresa e che nuovi fans si possano accostare
alla band, magari anche coloro che non avevano gradito troppo la poca
"metallicità" di "The Lasting Power".
Secondo la mia opinione siete riusciti
a creare un vostro marchio di fabbrica…
[Claudio] Effettivamente, se devo essere sincero, prima di questo
album ma anche del precedente "The Lasting Power", non avevo
sentito nessun'altra band utilizzare cori lirici come abbiamo fatto
noi, perchè, pur essendo presenti, erano inseriti solo per
dare quel tocco sinfonico alle canzoni.
Cominciamo con il parlare di "Hasting
1066" nel dettaglio, presentandoci quella che è la storia
narrata nell'album.
[Claudio] Questa volta abbiamo abbandonato le tematiche fantasy
decidendo di raccontare un fatto storico, quale la battaglia di Hasting
del 1066 che magari non tutti conoscono, ma penso che in molti l'avranno
studiata a scuola. La battaglia si svolse nel 1066 tra i Sassoni guidati
da Aroldo II e i Normanni di Gugliemo, detto successivamente il "Conquistatore",
per la conquista dell'Inghilterra ed da quell'episodio parte la storia
moderna inglese.
Avete abbandonato le tematiche fantasy
del primo album in favore di un evento storico. Il perché di
questa scelta e cosa vi ha affascinato della battaglia di Hasting?
L'idea di raccontare questo fatto storico è partita
casualmente da me dopo un viaggio in Inghilterra, dove per l'appunto,
ho avuto modo di visitare Hasting. Al mio ritorno ho proposto quest'idea
e il gruppo l'ha accettata.
E' un tema abbastanza originale e mai trattato da altri gruppi. Abbiamo
descritto vari aspetti di questo episodio storico, dalle cause che
hanno portato allo scontro tra i due condottieri fino alla battaglia
stessa, per concludere con l'epilogo finale.
Qual'è stata la difficoltà
nel trasporre la storia, con la sua rigida successione di date ed
eventi, in un album dalla durata di 58 minuti?
[Dario] Una buona parte del concept è dedicata alla presentazione
dei protagonisti (Aroldo II e Gugliemo), in quanto questa battaglia
è stata più il duello fra due grandi condottieri che
lo scontro in sè. Tutto l'album gira intorno al dualismo tra
queste due personalità. Poi ovviamente c'è la parte
propriamente descrittiva e quella storica sulla battaglia, che poi
in realtà durò solo un pomeriggio. Abbiamo per lo più
cercato di rendere in maniera musicale e poetica la storia…
...cioè avete ricreato le
atmosfere di quell'evento e gli stati d'animo dei due personaggi…
[Dario] Si, abbiamo dato un'impostazione lirica al racconto in quanto
dare una descrizione dettagliata della battaglia non avrebbe reso.
Per esempio "Anger of Fate" è un pezzo piuttosto
introspettivo, dove Arold guarda il campo di battaglia dopo lo scontro
e si rende conto della sua disfatta. Abbiamo cercato di ridurre al
minimo la fredda descrizione dei fatti storici soffermandoci sul lato
più introspettivo dei personaggi.
Non si può fare a meno di
notare la produzione di quest'album e la cura maniacale che avete
riservato alle orchestrazione e agli arrangiamenti vocali. Quanto
tempo vi ha portato via la fase compositiva e quanto quella che possiamo
dire di "rifinitura"?
[Giuseppe] Allora, per quanto riguarda la fase compositiva un anno
e mezzo mentre gli arrangiamenti oltre 6 mesi. E' stato un lavoro
molto faticoso, soprattutto per me visto che utilizzo una vecchia
tastiera e ho dovuto lavorare parecchio per riuscire ad ottenere determinati
suoni. Ho ascoltato molte colonne sonore studiando il comportamento
dei vari strumenti classici e cercando poi di ricrearli con il mio
strumento.
In
effetti ascoltando, per esempio, il suono delle cornamuse si ha la
sensazione di sentire lo strumento vero piuttosto che una tastiera…
[Giuseppe] In effetti è stato difficile ricreare determinati
suoni con la mia vecchia tastiera, e soprattutto, una volta trovati,
era complicato suonarli andando a tempo visto che la risposta del
suono era molto ritardata proprio per riuscire a mantenere quella
morbidezza originaria tipica di uno strumento classico.
[Claudio] Comunque gli arrangiamenti sono stati ritoccati fino a
due settimane prima che entrassimo in studio mentre alcuni pezzi erano
stati composti prima di "The Lasting Power"...
[Dario] ...infatti, abbiamo una vecchia versione di "Echos
of Warriros" risalente a prima che entrassi nel gruppo e, se
confronti quella vecchia con quella presente nell'album, ti accorgeresti
che sono completamente diverse; questo per dire quanto i pezzi abbiano
subito vari cambiamenti.
Alla fine siete contenti del risultato
finale?
[Claudio] Dal punto compositivo io sono soddisfatto.
[Giuseppe] Per quanto mi riguarda, non sono mai soddisfatto per mio
carattere, per cui riascoltando l'album penso sempre che avremmo potuto
fare altri cambiamenti o magari provare altre soluzioni.
Facendo un confronto con il precedente
"The Lasting Power", si ha quasi la sensazione di trovarsi
di fronte ad un'altra band tanto è marcata l'evoluzione tra
i due lavori. Cosa vi è successo in questi due anni e cosa
pensate sia cambiato nel vostro approccio alla musica?
[Claudio] E' cambiata la nostra concezione di band, abbiamo
cercato di essere più professionali. Per "The Lasting
Power" c'erano state diverse lacune da parte nostra, essendo
il primo album mancava l'esperienza, soprattutto per quanto riguarda
lo studio di registrazione. Dopo aver registrato quell'album, abbiamo
deciso di impegnarci sui nostri strumenti e molti di noi hanno preso
delle lezioni per migliorare il proprio bagaglio tecnico e diventare
quindi padroni dello strumento.
La nostra maturazione come musicisti si è poi rispecchiata
nel nostro approccio alla musica.
Nel vostro sound è emersa
una forte vena prog, solo accennata nel precedente "The Lasting
Power", che si è perfettamente integrata con il lato epic
sinfonico della vostra musica creando così, a mio parere, una
proposta originale e davvero convincente. Volete parlarcene?
[Giuseppe] Guarda, all'inizio determinate soluzione non le avevo proposte,
pur essendo un amante del prog, perchè mi rendevo conto che
non avevamo la preparazione tecnica e l'esperienza necessaria. Con
il secondo album, visto la risposta dei ragazzi e la nostra maturazione
come musicisti abbiamo inserito più parti prog, soprattutto
nel riffing di chitarra.
[Dario] Come ha detto Claudio in precedenza, la nostra maturazione
dipende in primo luogo dalla maggiore consapovelezza che ognuno di
noi ha del proprio strumento. Giuseppe, che compone la maggior parte
dei brani, all'inizio non proponeva certe soluzioni più tecniche,
proprio perché dovevamo impadronirci di quel linguaggio musicale
indispensabile per una buona riuscita del prodotto finale. Naturalmente
ora non siamo diventati dei musicisti arrivati o tecnicamente mostruosi
ma quello che facciamo è funzionale ai brani proposti.
"The
Lasting Power" soffriva di una produzione piuttosto carente che
non riusciva a mettere in risalto tutte le molteplici sfumature del
vostro sound, soprattutto mancava quell'impatto tipicamente metal
che solo le chitarre riescono a dare.
Per il nuovo "Hasting 1066" vi siete rivolti agli Outer
Sound Studios di Giuseppe Orlando da cui di solito escono produzioni
più estreme come death o black. Non pensavate di poter rischiare
con questa scelta, tenendo conto delle difficoltà di produrre
un album complesso come "Hasting 1066". Cosa vi ha convinti
a registrare lì e alla fine siete soddisfatti del risultato
ottenuto?
[Claudio] Sì, è stato un rischio anche perché
all'inizio non avevamo scelto gli Outer Sound Studio e pensavamo di
registrare all'estero, in Germania o in Danimarca, perché ad
essere sinceri non ci sono mai piaciute le produzione italiane. Alla
fine per questioni di budget non è stato possibile registrare
fuori e dopo aver ascoltato alcuni samples prodotti agli Outer Sound
ci siamo convinti a produrre lì l'album. Effettivamente questi
studi non avevano mai prodotto un album come il nostro e Giuseppe
Orlando non avendo mai affrontato questo tipo di produzione all'inizio
era un po' spaesato; pensa che ci siamo presentati lì con ben
40 tracce di tastiera (6 giga di tracce audio che contenevano il lavoro
di pre produzione di cori e tastiere svolto nel nostro studio) ed
abbiamo impiegato solo due giorni per riversarle nell'hard disk degli
studi. Comunque Giuseppe Bondì ha affiancato Giuseppe Orlando
per quanto riguarda il missaggio finale….
[Giuseppe] …e infatti sono rimasto lì tutti e due i mesi che
sono stai necessari alla produzione dell'album..
[Claudio] Alla fine siamo rimasti soddisfatti del lavoro svolto da
Giuseppe Orlando ed Massimiliano Pagliuso, e finalmente la componente
metallica del nostro sound è uscita fuori cosa che non era
accaduto per il precedente "The Lasting Power". Certo, non
abbiamo una produzione come quella di Sasha Paeth però, per
quello che era il nostro budget, abbiamo davvero raggiunto un ottimo
risultato.
[Dario] Giuseppe Orlando ed Massimiliano Pagliuso sono delle persone
molte competenti ed hanno interpretato perfettamente quelle che erano
le nostre indicazioni in termini di sound e mixing...
[Claudio] …e anche se erano abituati a produzioni più estreme
hanno compreso immediatamente ciò che volevamo ottenere e si
sono addattati subito.
Per i cori vi siete affidati ad
alcuni elementi del coro del Teatro Massimo di Palermo (collaborazione
tra l'altro già avvenuta nel precedente album). Quanto è
stato difficile scrivere delle partiture liriche da far interpretate
a gente che nella propria carriera ha cantato Verdi o Rossini? Sono
stati semplici "mercenari" oppure siete riusciti a coinvolgerli
nello spirito e nel concept dell'album?
[Claudio] Beh, in realtà non erano molti coinvolti nel concept
perché non sapevano di cosa trattasse visto che la maggior
parte dei cori erano in latino e in inglese… e qui sorvoliamo sulla
loro pronuncia!
[Giuseppe] Hanno accettato di collaborare con noi perché si
sono resi conto, leggendo le partiture, che avevamo svolto un lavoro
professionale. Devi considerare anche che il nostro cantante (Dario
Grillo, nda), che si è occupato di scrivere le partiture dei
coristi, ha un impostazione di studi classica e quindi ha svolto un
lavoro molto attento e minuzioso.
[Claudio] Comunque alla fine ci hanno fatto i complimenti per le
partiture e detto di essersi trovati bene al lavorare con noi.
Ascoltando l'album si ha le sensazione
di vedere le scene di un film ("The Scream of Taillefer"
e "Anger of Fate" ne sono un ottimo esempio) a cui la vostra
musica fa da vera e propria colonna sonora, scandendo tra stacchi
epici e travolgenti ed altri più riflessivi ed eterei le vicende
narrate dal concept. Il cinema, e in particolare le colonne sonore,
sono state un punto di riferimento nella stesura delle partiture orchestrali?
[Giuseppe] Quando guardo un film sono molto attento alla colonna
sonora e rimango sempre affascinato dai fraseggi che hanno i vari
strumenti all'interno di un'orchestra, è come se dialogassero
fra di loro ed a me piace cercare di ricreare queste situazioni. Poi
sono particolarmente appassionato delle colonne sonore di film come
"Il Gladiatore"," Braveheart", " Il Signore
degli Anelli" e tutti quei film che si ispirano al medioevo o
al fantasy.
…in realtà si vede come gli
interludi tra un brano e l'altro non siano stata inseriti solo come
un semplice riempitivo, ma sono funzionali all'intero album e servono
ad introdurre l'ascoltatore alle atmosfere del brano successivo….
[Giuseppe] Sì, difatti ogni interludio è stato creato
in base a quello che era il brano successivo e soprattutto, ci tengo
a sottolineare, non abbiamo utilizzato strumenti "classici"
per le orchestrazioni ma tutte le parti sono state ricreate con le
mia tastiera.
Penso che in futuro non utilizzerò mai degli orchestrali veri
propri perché mi piace, come una sorta di sfida personale,
riuscire a ricreare i suoni attraverso il mio strumento. Per "Hasting
1066" ho impiegato più di un anno e mezzo per riprodurre
tutti gli strumenti classici che si possono ascoltare sull'album.
Leggendo una recensione in una web'zine
inglese venivate accostati più volte ai Rhapsody ed in particolare
a loro Hollywood Metal. Vi dà fastidio questo accostamento
o vi ritrovate in questa definizione coniata dalla band di Turilli?
[Claudio] A me non piace molto questa definizione anche se l'uso dei
cori, degli arrangiamenti sinfonici e il ricreare certe atmosfere
vicine a quelle delle colonne sonore effettivamente ci fanno rientrare
in questa definizione.
Il paragone con i Rhapsody, come diceva la stessa recensione che hai
citato, si limitava ad accostare la nostra proposta alla loro e quindi
all'Hollywood Metal. Il nostro approccio compositivo, però,
è diverso dai Rhapsody e pur facendo uno stile simile, all'interno
di questo ci muoviamo in direzioni diverse rispetto alla band di Turilli.
Tranne "The King and The Warrior",
che risulta il brano più immediato e diretto, gli altri sono
caratterizzati da molteplici cambi di tempo e complessi arrangiamenti
ma soprattutto da un minutaggio medio che va ben oltre i 6 minuti.
Non pensate che tutto ciò vada a discapito dell'immediatezza
tipica di una metal song e possa rendere "pesante" l'ascolto
dell'album?
[Giuseppe] Io credo che al di là della durata di un brano l'importante
è quello che si esprime. Molte volte ho ascoltato canzoni che
duravano tre minuti, ma in realtà avevo l'impressione che durassero
molto di più perché al loro interno si ripetevono sempre
le stesse cose. Se si compone una brano vario, anche di durata lunga,
l'importante è che questo sia fruibile. Magari le songs di
quest'album necessitano di essere ascoltate tutte insieme, seguendo
quello che è lo sviluppo del concept...
…questo perché portate l'ascoltatore
dentro la storia che narrate…
[Claudio] ...sì, infatti si deve ascoltare l'album per intero
anche se in realtà ci sono episodi, come per l'appunto "The
King and The Warrior" o "Through the Bridge of Spears"
che possono essere tranquillamente ascoltate da sole, essendo più
dirette.
Le versioni live saranno semplificate
o darete spazio alle songs di maggiore impatto?
[Claudio] Gli arrangiamenti orchestrali li abbiamo snelliti e ci affideremo
ad un minidisc per quanto riguarda i cori, in modo da poter riprodurre
dal vivo l'impatto dell'album.
A proposito di live, dalle note
dell'etichetta che accompagnano l'album ho letto che eravate stati
scelti dai Kamelot come gruppo di spalla per i loro tour europeo e
che avete rinunciato per lavorare sull'album. In futuro pensate che
ci potrà essere nuovamente quest'opportunità? Inoltre
sono previsti dei concerti per la promozione dell'album?
[Claudio] Il motivo principale è stato proprio la produzione
dell'album. Siamo stati contatti dai Kamelot un mese e mezzo prima
di entrare in studio e dovevamo definire ancora alcune cose sul nuovo
album, abbiamo deciso di rifiutare. Inoltre è stata anche una
questione di budget perché ci volevano circa una ventina di
milioni, e visto che "The Lasting Power" era uscito da un
anno e mezzo, fare un tour promozionale per quell'album non avrebbe
avuto senso anche perché l'etichetta non ci avrebbe potuto
supportare.
Pensate che ci potrà essere
un'altra occasione, magari nuovamente con i Kamelot, oppure ci saranno
semrpe dei problemi di budget per supportare un tour europeo?
[Claudio] Spero che ci siano altre occsioni, purtroppo i problemi
di budget rimarranno sempre. Naturalmente dipende anche da quanto
venderemo in questi primi mesi, questo per permettere all'etichetta
di aver un budget da investire in un tour visto che come minimo ci
vogliono 5000 euro.
A livello italiano credete di organizzare
un tour nella penisola?
[Claudio] Speriamo che la Scarlet possa organizzarci un tour, magari
di spalla a gruppi più importanti così come ha fatto
in precedenza con Stormlord, Dakrua o N8, e non di dover contattare
i vari pubs per qualche serata rischiando poi di suonare davanti a
poca gente.
Insomma, ci piacerebbe che l'etichetta organizzi qualcosa di professionale,
magari suonando di spalla a un gruppo più famoso in modo da
attirare parecchia gente.
L'album verrà distribuito
anche in Giappone oltre che in altri paesi europei. Che riscontro
avete avuto finora dal quel paese e quali altri canali distribuitivi
sono previsti?
[Claudio] Come licenze di stampa sappiamo che l'album verrà
pubblicato oltre che in Giappone, anche in Corea e Taiwan. Per il
Sudamerica, in particolare in Brasile, abbiamo avuto delle brutte
esperienze visto che con il primo album non abbiamo mai saputo quante
copie avevamo venduto.
Con il Giappone siamo con la Soundholic Rec, di cui ci hanno parlato
bene. Come riscontri di recensioni da quel paese al momento non so
dirti nulla mentre per il primo album ne abbiamo ricevute da qualche
web'zine; purtroppo a causa della lingua non ho ben capito com'erano.
Inoltre "The Lasting Power " non era licenziato in Giappone
per cui era disponibile somo come import.
Comunque mi auguro che "Hasting 1066", visto la licenza
ottenuta dalla Soundholic Rec., riesca a vendere bene.
Claudio, sò che sei un grande
navigatore e quanto tu abbia spinto il gruppo ai fini promozionali
grazie ad internet (i download da mp3.com sono numeri importanti).
Come ti stai muovendo in questi termini per il nuovo album e quanto
ha contato la rete per i Thy Majestie?
[Claudio] Mi affido sempre alla mia mega rubrica di contatti (più
di 15.000 indirizzi!), infatti mando sempre gli aggiornamenti sulla
band a tutte le web'zine, anche le più piccole.
Poi ci sono siti come mp3.com dove i brani disponibili dell'ultimo
album sono stati primi per 15 giorni nella loro classifica metal,
davanti a gruppi come Blind Guardian o Nightwish.
Finora abbiamo avuto più di 160.000 ascolti tra i vecchi e
i nuovi brani. Fai conto che la maggior parte degli utenti di mp3.com
sono americani, per cui nonostante il nu-metal e il pop vario, abbiamo
avuto degli ottimi risultati in termini di ascolti e download.
Ok, ragazzi abbiamo concluso la nostra
chacchierata, un ultimo spazio tutto per voi…
[Dario] mi raccomando non mettete copie dell'album su siti tipo Napster
o cose di questo genere altrimenti...
[Claudio] Ssalutiamo tutti i lettori di Metallo Italiano, comprate
l'album e non fidatevi troppo delle recensioni visto che molte volte
non descrivono bene un disco. Magari utilizzate i samples presenti
in rete per avere un'idea dell'album....quindi ascoltatelo e poi compratelo.
[Giuseppe] beh, io volevo solo dire di suonare i brani dell'album
visto che ci sono i diritti d'autore…
[Claudio] ma che c'entra questo? ah, già…è vero!….coverizzateci!
Paolo Ponente
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