INTERVISTE/URTO

Foto UrtoGli Urto sono una delle migliori formazioni dedite al Thrash Metal vecchia scuola della nostra penisola. Così riassumo il mio pensiero riguardo un gruppo che spero posso un giorno dimostrare apertamente il proprio valore all’Europa intera e anche agli States. I vecchi gruppi Thrash vi hanno deluso? Non volete più gli At The Gates in duemila salse diverse? Compratevi “Numbers” e leggete quello che ha da dire Mimmo!

Salve Mimmo, per prima cosa direi di fare il punto della vostra situazione attuale. Cosa è successo in casa Urto dopo l’ uscita di “Numbers”? Dicci tutto ciò che dobbiamo sapere.
Innanzitutto, il disco, a causa di alcuni inconvenienti, non è stato disponibile sin da subito e cio’ ha contribuito non poco a far scemare il nostro umore, vista l’eccitazione conseguita alla fine delle registrazioni. Ad ogni modo, devo dire che, anche se quest’attesa è stata un po’ snervante, alla fine, ne è valsa la pena: le recensioni sono state entusiastiche, non solo quelle della stampa italiana (Top Demo su Grind Zone, Metal Maniac, Metal Shock –mentre Metal Hammer ha inserito “Numbers” addirittura tra gli album!), ma anche le valutazioni dei giornalisti fuori dallo Stivale sono state sorprendenti, soprattutto in Polonia ed in Germania (Album del Mese sul webzine Bloodchamber). Successivamente, abbiamo suonato un po’ in giro per la Sicilia, prendendo parte a qualche festival. Le piu’ recenti apparizioni sono state al Rock Festival promosso da Radio Futura Network (dove l’apprezzamento di una giuria “matura” ci ha consentito di classificarci al secondo posto), e al Golisano Rock dove erano presenti le telecamere di Musikalive, programma in onda su Sky. Inoltre, siamo stati contattati da alcune etichette discografiche, ma non siamo arrivati a firmare nessun contratto, considerando che non abbiamo raggiunto la convinzione necessaria per farlo. Tutto cio’ puo’ richiamare alla mente la storia della volpe e l’uva, ma non esiste similarita’ alcuna con la nostra situazione. Credo che per il momento sia meglio cosi’ per il gruppo, anche perchè stiamo componendo nuovi brani…

Voi suonate Thrash Metal alla vecchia maniera, riuscendo comunque a risultare attuali grazie a suoni moderni e ad influenze svariate. Come ti sembra la scena Thrash underground in Italia? Personalmente noto che il numero di bands è certamente inferiore rispetto a quello di altri generi del metal.
Concordo in pieno. Vorrei sottolineare, pero’, che il numero di gruppi thrash vecchia maniera è inferiore rispetto a quello di altri generi del metal in generale, non solo in Italia. Se ci pensi bene, a parte i grandi nomi, non ci sono in giro gruppi che propongono questo tipo di sonorità. Nella nostra penisola, ci sono i validi Hellstorm, Legion, Methedras (con i quali mi piacerebbe condividere il palco), ma si tratta di combi che non hanno molti punti in comune con gli Urto.

Ultimamente c’ è stato un revival delle vecchie glorie degli anni ’80, ci sono state reunions di gruppi storici come Exodus e Nuclear Assault. Tuttavia sembra proprio che questo ritorno di fiamma non sia riuscito a soppiantare in Europa il trend svedese e nemmeno che abbia avuto influenza sulla nascita di nuove bands di genere. Come te lo spieghi? Cosa dobbiamo fare per far conoscere il vero Thrash Metal ai giovani che si avvicinano a questo tipo di musica?
Credo che il mancato “successo” della vecchia scuola sia in parte dovuto alla mancanza di convinzione da parte dei gruppi che resuscitano. Come fanno a suscitare emozioni forti nei metallari se i primi a non esser convinti sono loro? Allo stesso tempo, credo che non sia facile trasmettere la passione per questa musica a gente che non l’ha seguita in precedenza, insomma, non si puo’ vivere nel passato. Per smuovere le acque, dovrebbero venire alla luce dischi che possano competere qualitativamente con le gemme del passato, e a tal proposito, un disco come “The Gathering” dei Testament di alcuni anni fa ha le carte in regola per un’inversione di tendenza. Ma, a parer mio, neanche i Darkane (una nuova leva che pero’ ha nel proprio DNA il thrash classico) scherzano.

Pensi che le suddette reunions siano state attuate tutte in modo sincero?
Nessuno puo’ sapere con certezza cosa sta dietro queste operazioni, ma alla lunga, il pubblico puo’ riuscire a capire se si tratta di eventi spontanei o di macchinazioni che poco hanno a che fare con la musica. Per quanto concerne gli Exodus, non saprei, anche se è difficile non apprezzare i loro due ultimi lavori. Il tempo lo dirà. La reunion degli autori di dischi strepitosi come “Game over” e “Survive”, invece, non mi convince per nulla, basta ascoltare l’ultimo lavoro per avere questa sensazione. Una reunion che ha mietuto e continua a mietere vittime è quella dei Destruction, che hanno la seria intenzione di riportare in auge il thrash metal.

Gli Urto trattano tematiche sociali piuttosto esplicitamente, come hanno fatto del resto altri gruppi del vostro genere in passato. Spiega ai nostri lettori perché avete fatto questa scelta, illustrando i punti fondamentali degli argomenti che amate trattare.
Partiamo da un presupposto: negli Urto, i testi ricoprono la stessa importanza della musica e non sono un semplice riempitivo. Non ci interessano tematiche quali persecuzione, morte et similia; questo lo lasciamo fare ad altri. Vogliamo confrontarci criticamente con la realtà che ci circonda, ecco perché i testi del disco sono così espliciti. La cosa importante è chiarire subito un concetto: non portiamo avanti alcun credo politico. Certi sillogismi, poi, mi fanno inorridire: non bisogna necessariamente essere un terrorista per disprezzare l’operato della massima potenza mondiale! All’indomani dell’assurda tragedia di Ground Zero, rivolgendosi alle nazioni, il signor Bush ha affermato: “O siete con noi, o siete contro di noi”. E’ un’affermazione che puzza di nazismo. Le nostre liriche, (che, ad eccezione di “Bugger off”, possono essere interpretate seguendo il medesimo filo conduttore), cercano di dar voce a quei popoli che hanno la bocca cucita dalle potenze occidentali. Si tratta degli stessi popoli che, in nome della democrazia, subiscono assurde atrocità. Cio’ che io chiamo “razzismo mediatico” (Noam Chomsky ci ricorda che l’80% delle fonti da cui traiamo le notizie sugli eventi del mondo sono di matrice statunitense) è un’ovvia conseguenza dell’unilateralismo portato avanti dai detentori dal potere. “Numbers” si scaglia contro l’affermazione del pensiero unico che ci sta investendo in pieno. Il G8? Ho l’impressione che le disastrose previsioni di Orwell e Huxley si concretizzano giorno dopo giorno.

Avete ricevuto ovunque recensioni entusiastiche, compreso ovviamente Metallo Italiano, dove ho scritto di voi di mio pugno. Tutte queste recensioni positive possono aiutare secondo te una band nella ricerca di un contratto?
Ricevere recensioni positive è senza dubbio gratificante, soprattutto per una band emergente come la nostra. Il giudizio dei critici ha un certo peso e puo’ contribuire a legittimare la validità di un gruppo; ma ai fini del contratto, non so fino a che punto le recensioni possano aiutare un gruppo. Non potrei esprimermi diversamente a riguardo, dato che noi stessi abbiamo ricevuto recensioni lusinghiere, ma siamo ancora alla ricerca (certamente, non spasmodica) di un contratto. Non è un piagnisteo, ma la semplice realtà dei fatti. Emblematica, in tal senso, si è rivelata una recensione tedesca da parte di un webzine, Metalglory, la quale termina così: “Come mai questa band non ha un contratto discografico?”

Ascoltando la vostra musica si può avvertire un forte legame con quelle che sono le vostre radici musicali. Come vi ponete rispetto ai gruppi che scrissero i dettami del genere? Quanto sono importanti nel gruppo le influenze e l’ operato dei “padri”? Quali sono per voi le formazioni fondamentali?
Per quanto sia possibile, e tenendo in considerazione le nostre capacità tecnico-compositive, cerchiamo di non assomigliare ai gruppi del passato. Le influenze sono riscontrabili, cio’ è innegabile. Pero’, la nostra non vuole essere una mera emulazione dei grandi di due decadi fa. Cio risulterebbe anacronistico, ma anche poco stimolante. Ascolto ancora la musica dei “padri”, anche se ritengo i Nevermore, la migliore e piu’ influente metal band del momento. Personalmente, considero “Time does not heal” dei Dark Angel, l’apice del thrash metal, senza dimenticare l’importanza e la magnifica potenza di Slayer, Atheist, Annihilator, Testament, Death Angel, Forbidden, Kreator, Sepultura (quelli vecchi) ed Anthrax (idem). Tra i capisaldi potrei citare anche i Deathrow , i quali, tuttavia, non possono essere menzionati da nessuno come influenza, essendo il loro “Deception ignored” tanto incredibile quanto inimitabile.

Thrash Metal… Il metallo che picchia… Cosa vi ha dato questo genere, cosa volete dargli e soprattutto perché questo e non un altro. So che è una domanda difficile…
Mammamia! Quello che io considero il miglior genere musicale (assieme alla musica classica!) ci ha dato immense lezioni di pura devastazione sonora, oltre che grandi emozioni. Noi vogliamo regalargli dischi che siano all’altezza della tradizione del genere, ed allo stesso tempo, vogliamo dare nuovo vigore a questa creatura che per troppo tempo ha vissuto all’ombra. Sappiamo che è un’ardua impresa.

Negli anni ’80 il livello tecnico compositivo dei gruppi underground era senza dubbio più basso, tuttavia non posso che chiedermi cosa sarebbe successo se gli Urto fossero nati in quegli anni. Cosa c’ è secondo te di diverso fra l’ atmosfera di allora e quella di oggi? Che posto occupano gli anni ’80 nel vostro immaginario collettivo? Anagraficamente non avete vissuto quel periodo, proprio come me, ed è per questo che la domanda mi sembra molto interessante…
Dal punto di vista tecnico, gli Urto non sarebbero quelli odierni, anche perche’ le nostre orecchie hanno fatto tesoro di certe architetture metalliche senza le quali, forse, la nostra musica, oggi, sarebbe diversa. Dal punto di vista attitudinale, gli Urto si troverebbero meglio catapultati in quella dimensione temporale. Anche se personalmente non ho vissuto in quel periodo (nel 1990, avevo appena 9 anni!), penso che allora fosse tutto piu’ genuino nel mondo della musica, in generale, e in quello del metal, in particolare. L’importante era suonare, o meglio “spaccare (se mi passate il termine), ed è questo quello che interessa agli Urto. Ho l’impressione che oggi gli aspetti affaristici prevalgano su quelli musicali, e la cosa mi rattrista.

Ho sempre pensato che l’ Heavy Metal fa bene ed aiuta a rimanere giovani ! Tu che ne pensi? Giacche di pelle, borchie e quant’ altro aiutano a vivere in questo mondo dannato? Detto più normalmente che posto occupa la musica nella tua vita?
Mi viene in mente un pezzo stupendo dei Black Sabbath, “Die young”, il quale non istiga al suicidio, come a qualcuno piace pensare, ma è quasi un inno all’eterna giovinezza. La musica è fondamentale nella mia vita, come in quella degli altri componenti della band. Certo, non sempre si tratta di metallo pesante, a volte anche Prokofiev o i King Crimson ti risollevano. E quando non vuoi ascoltare nulla, è il momento di accendere il Marshall e dare sfogo alla tua interiorità. Per me il Metal è energia totale, e forse e’ difficile capirlo se non ci sei dentro…Talvolta, mi si chiede il perche’ di tutto questo frastuono messo in musica; io credo che stiamo vivendo tempi catastrofici, ecco perché la nostra colonna sonora deve esserlo ancora di piu’.

Che cosa ci riserbate per il futuro? Questa è l’ultima domanda, vi faccio i miei più sinceri complimenti e auguri per il futuro da parte mia e dallo staff di Metallo Italiano!
Attualmente, siamo alle prese col nuovo materiale. Non ho un’idea precisa sui nuovi pezzi, ma ho l’impressione che ci sia un significativo indurimento del suono. Ad ogni modo, non ci sarà nessuna uscita prima di Marzo. Sul fronte live, invece, posso anticipare che ci esibiremo a Gennaio/Febbraio a Catania e al CSOA di Reggio Calabria. Ciao a tutti!

Intervista di Giuseppe Aguanno